In principio era il blog

500 315 Franco Cesati Editore

In principio era il blog. Poi sono arrivati i social. Da circa due decenni Internet è il democratico serbatoio di un flusso narrativo frammentato e per lo più auto-riferito che inevitabilmente ha avuto un’eco nella produzione letteraria contemporanea – in termini di generi (pensiamo al successo dell’auto-fiction), o in termini di lingua e di struttura dei testi – e che a volte si è proposto esso stesso come letteratura.
Valori artistici a parte (su questi si interrogherà la critica), quanto c’è di nuovo in tutto questo?
Nulla: dalle pitture rupestri in poi, l’uomo ha sempre sentito l’esigenza di riempire del racconto di sé i suoi spazi vitali, oggi anche quelli virtuali.
E questo rende ancora attuali le riflessioni di Calvino sulla scrittura.

scriviamo per rendere possibile al mondo non scritto di esprimersi attraverso di noi... dall’altro lato delle parole c’è qualcosa che cerca d’uscire dal silenzio, di significare attraverso il linguaggio, come battendo colpi su un muro di prigione

 

Per approfondire:

Fabio Deotto, Come i social media stanno cambiando il romanzo, in Panorama, 11 settembre 2015.
Marco Morello, Quando il social network sostiene la letteratura, in Panorama, 19 giugno 2017.
Gianluigi Simonetti, La letteratura circostante, in Il Sole 24 Ore, 30 luglio 2017.
Le interviste nella categoria Scrittori e Facebook sul sito Le parole e le cose.

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