Franco Cesati ricorda Eduardo Blasco Ferrer

150 150 Franco Cesati Editore

Ho conosciuto “Blasco”, perché per me il professor Eduardo Blasco Ferrer è sempre stato più semplicemente “Blasco”,  nella primavera del 2014 a Erlangen nel corso di un congresso di italianisti dove la sezione editoriale era posta in una posizione talmente laterale che i visitatori, alla fine,  si erano contati sul palmo di una mano. Tra questi Eduardo Blasco Ferrer.

Scattò subito una scintilla professionale e personale, facilitata dalla sarditudine di “Blasco” e di Silvia Columbano all’epoca redattrice unica della casa editrice.
La collana “Pillole” era nell’aria;  in casa editrice se ne parlava da tempo: qualcosa di agile, adatto ai corsi triennali, ma aperta anche al pubblico comune. Blasco Ferrer ci propose un suo bel
Eduardo Blasco Ferrer e Franco Cesati“Primo corso di linguistica italiana” che calzava a pennello con l’idea della collana che da quel libro prese le mosse.

“Blasco” era un uomo curioso, dal carattere non facile, a volte spigoloso. Un autore irrequieto, con un’attenzione maniacale alle bozze: decine le sue telefonate durante la composizione del “primo corso”. Tante le cene insieme a Firenze davanti a quella bistecca alla fiorentina che lui amava molto.
Un anno fa ancora insieme a Madrid, durante il congresso Silfi dove nacque l’idea di quello che resterà il suo ultimo libro ”Corso di linguistica sarda e romanza” uscito a novembre e al quale “Blasco” stava dedicando tempo ed energie con presentazioni in tutta la Sardegna.
Un libro importante, un punto fermo per gli studi della linguistica sarda.

Indimenticabile l’ultima cena insieme a Firenze  ai primi di ottobre con una conversazione mai stanca, mai banale e, per la prima volta,  molto intima sulle “nostre vite”. Un dono prezioso che si coglie solo tra amici, anche se di un’amicizia neo-nata e non ancora del tutto sbocciata ma forte e sentita.

Ci mancherà molto Eduardo Blasco Ferrer, come studioso e come uomo, le sue parole a volte taglienti e il suo abbraccio sincero.

1 commento
  • Delia Bentley
    RISPOSTA

    Eduardo mi aveva pregato di fare una recensione del suo libro, con il suo usuale modo di fare, pressante, ma affettuoso. Il libro mi arrivo’ subito prima di Natale e gli promisi che l’avrei recensito su una rivista anglosassone, cosa che faro’ senza dubbio. Non sapevo che quella sarebbe stata la nostra ultima comunicazione. Senza dubbio un uomo di cultura e un uomo sincero.
    Delia Bentley

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

sedici + 13 =