Le migliori gioventù

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Nello spazio globalizzato della contemporaneità, il concetto stesso di distanza sembra essere stato abolito, eppure c’è chi ancora parla di centri e periferie, ponendo l’accento sul divario che si sta accentuando e ammonendo che: «la realtà si capisce meglio non dal centro, ma dalle periferie» (Papa Francesco). Non sarà, dunque, anacronistico ripensare il nostro passato prossimo, gli anni dalla Liberazione al ‘Boom’, che costituirono per l’Italia uno spartiacque economico, culturale, forse antropologico. Moravia, Brancati, Parise, Pasolini, Bianciardi, Viani, Morante, Testori, Cassola, Meneghello, Fellini hanno raccontato il cambiamento, assumendo come punto di osservazione il rapporto tra giovani e sessualità, inscenato in vacillanti microcosmi marginali. Hanno rappresentato, cioè, le ambiguità e la seduzione insite nel livellamento promosso dai centri, e, al contempo, la varietà fascinosa e declinante di province e periferie, ossia il «passato che non fu scelto» (De Martino).

Categoria:

Informazioni aggiuntive

Autore

Luca Danti

sottotitolo

I periferici e la sessualità nella narrativa italiana del secondo dopoguerra Nello

Anno

2018

Edizione

Pagine

400

Isbn

978-88-7667-689-5

Collana

Strumenti di letteratura italiana