Traduttori come mediatori culturali

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Il volume testimonia quanto forte sia stata l’espansione d’interesse e di studi sulla traduzione; risponde in particolare alle domande su come il processo traduttivo produca un nuovo testo che assume una propria identità nella cultura di arrivo.
Più in particolare, i vari saggi si concentrano sulla figura del traduttore come “mediatore culturale”. Tre i principali filoni di studio: il rapporto tra il traduttore e la pratica della traduzione, il ruolo del traduttore nella ricezione di un autore o delle sue opere nella cultura d’arrivo, e l’analisi delle strategie adottate da diversi traduttori nei loro tentativi di mediazione interculturale. L’arco temporale coperto dal volume è ampio: si va dai volgarizzatori medievali ai traduttori ottocenteschi, da casi d’autori del Novecento che si fanno traduttori fino a esperienze di traduzione che si situano nell’inizio del nuovo millennio.
Ciò che accomuna tutti i traduttori oggetto di studio, indipendentemente dal tempo e dal luogo della loro attività, è il loro sforzo di mediazione nella trasposizione del testo dalla cultura di partenza a quella di arrivo, e il loro impegno nell’affrontare le numerose sfide imposte da un tale processo di trasposizione interculturale.