Città e campagna nel Rinascimento


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Nella nostra società, sin dall’Antichità, si è sempre avvertito un contrasto tra la città, considerata luogo di negotium, e la campagna come luogo adatto all’otium, spazio appartato e silenzioso dove l’individuo può coltivare il proprio animo con lo studio e la meditazione, senza essere turbato dalle preoccupazioni quotidiane della frenetica attività urbana. Soprattutto nel Rinascimento, in cui la città si avvia a uno sviluppo moderno, il contrasto con la campagna si fa più evidente, tant’è che si sviluppa, come ripresa dal mondo romano, la concezione della villa come luogo di tranquillità rispetto al palazzo cittadino. In questo volume la tematica è stata analizzata anche dal punto di vista filosofico, perché molto acceso fu il dibattito tra gli umanisti su quale fosse il miglior modo di vivere per provare la vera pace dell’animo. Questo spiega nella letteratura la ripresa della poesia bucolica, ovvero pastorale, che grande sviluppo avrà anche nel corso del Cinquecento come contrasto tra una vita semplice e sincera rispetto all’ipocrisia e
alla falsità dell’ambiente di corte. Infine l’attenzione degli autori dei cari saggi si rivolge agli aspetti legati all’arte e alla musica.

Sottotitolo: Atti del XXVIII Convegno Internazionale (Chianciano Terme-Montepulciano, 21-23 luglio 2016)

Curatore: A cura di Luisa Secchi Tarugi

Anno: 2018

Pagine: 551

Isbn: 978-88-7667-732-8

Edizione:

Collana: Quaderni della Rassegna

Numero Collana: 144