di Franco Cesati Editore
Sfogliando il nostro catalogo ritroviamo spesso dei temi ricorrenti: lingua e letteratura vengono costantemente indagate ed è sempre interessante osservare il mosaico di riflessioni, studi e ricerche che ne risulta. Questo mese curiosiamo nel settore dell’italiano per stranieri…
La glottodidattica è un campo interdisciplinare che unisce linguistica, psicologia e pedagogia e ha come obiettivo lo sviluppo di metodi, approcci e tecniche efficaci per l’insegnamento delle lingue straniere. Si tratta di una delle discipline più appassionanti e prolifiche del campo linguistico, e nel panorama italiano sono sempre più numerosi gli studi dedicati proprio all’insegnamento della lingua italiana come lingua straniera (L2).

Partiamo proprio dal luogo in cui solitamente si impara una lingua: la classe. A scuola, infatti, l’italiano incontra non solo le lingue straniere insegnate, ma anche le lingue di origine delle alunne e degli alunni con background migratorio. L’insegnante deve tenere conto di questo contatto e della necessità di valorizzare i vari repertori linguistici, oltre a considerare il ruolo che queste lingue di origine hanno nello sviluppo delle capacità linguistiche dei propri alunni. Ne parla Francesca Gallina nel suo Italiano lingua di contatto e didattica plurilingue, dove alle indicazioni teoriche seguono esempi di applicazioni didattiche: per passare dalla teoria alla pratica, proprio come in classe (scoprilo qui). L’insegnante di oggi, poi, deve essere sempre più smart: non solo per rimanere aggiornato e al passo con i tempi, ma anche perché le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale possono essere, se correttamente integrate, di grande aiuto alla didattica. Nel nuovo arrivato Didattica dell’italiano L2/LS in chiave multimodale e multimediale, a cura di Massimo Prada e Michela Dota si trovano, dopo un breve quadro teorico che riepiloga caratteristiche e criticità della didattica con le nuove tecnologie, alcune interessanti proposte applicative (scoprilo qui).

Insegnare vuol dire anche valutare: non solo i propri studenti, ma anche gli approcci da utilizzare per rispondere alle loro esigenze. Indubbiamente, infatti, il docente di italiano L2 deve tenere conto dei vari profili di apprendenti che compongono la sua classe, fatti di caratteristiche variabili come età, motivazione, contesto di apprendimento, conoscenze pregresse. Non solo: vanno valutate anche le innovazioni didattiche, le caratteristiche dei manuali di italiano per stranieri e la formazione degli insegnanti che si apprestano a esercitare la professione: per una panoramica sull’argomento, segnaliamo Italiano per stranieri. Lo stato dell’arte sulla verifica e la valutazione delle competenze linguistiche e didattiche, a cura di Pierangela Diadori e Sabrina Machetti (scoprilo qui) e Nella classe di italiano come lingua seconda/straniera. Metodologie e tecnologie didattiche, a cura di Maria Carmela D’Angelo e Pierangela Diadori (scoprilo qui).

La nostra collana Strumenti di linguistica italiana accoglie monografie spesso frutto di percorsi accademici, presentando studi basati su ricerche ed esperimenti condotti sul campo. Ad esempio, in quello di Igor Deiana, L’italiano L2 ad adulti nella scuola pubblica, che si focalizza sull’insegnamento dell’italiano ad adulti, emerge in particolare il ruolo dei Centri Provinciali per l’Istruzione per Adulti (CPIA), strutture fondamentali per l’integrazione linguistica e sociale delle cittadine e dei cittadini stranieri (scoprilo qui). E parlando di strumenti, tra quelli più utilizzati dagli studiosi ci sono i campioni di testi, in questo caso prodotti da apprendenti di italiano L2, molto utili per “fotografare” l’apprendimento dell’italiano L2 da diversi punti di vista (morfologico, lessicale) e su piani differenti (scritto, parlato). Alcuni risultati si trovano nei volumi di Francesca Malagnini e Irene Fioravanti, Sull’italiano L2. Tra morfosintassi, lessico e testo (scoprilo qui), e Leonardo Volpe Marano, L’italiano di stranieri: standard e non-standard (scoprilo qui).
Un campo dinamico e ricco di studi sempre nuovi come quello dell’italiano per stranieri non smetterà di offrire ricerche, proposte, risultati.
Una cosa è certa: da noi è uno “scaffale” che non prende mai polvere!