Le buone pratiche redazionali nei testi istituzionali svizzeri in lingua italiana

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Nelle differenti fasi di elaborazione dei testi ufficiali svizzeri in lingua italiana, la traduzione assume un ruolo centrale ed essa, seppur condizionata dai vincoli connessi al contesto istituzionale, resta esposta a notevoli oscillazioni sia negli esiti sia nella concezione stessa dell’approccio traduttivo. È proprio riguardo a quest’ultimo aspetto che le analisi degli autori sono degne di nota. Ci ricordano infatti che per tradurre non è sufficiente conoscere gli equivalenti delle parole, le regole della grammatica e neppure le infinite sfumature dei registri linguistici e della semantica, ma occorre anche saper introdurre armoniosamente tutti questi elementi in quell’unità totale che è il testo. Il testo, o anzi la testualità, va tradotta come tutti gli altri elementi e, se necessario, ricostruita.
L’approccio del presente libro, per esplicita scelta degli autori, è diverso da quello usuale: non si cerca l’errore ma si evidenzia la resa felice; non si censura il vizio ma si esalta la virtù. In questo, gli autori sconfessano uno degli assunti più invalsi secondo cui una buona traduzione è come una lastra di vetro: la si nota soltanto se ci sono imperfezioni. (dalla Prefazione di Jean-Luc Egger e Giovanni Bruno)

Categoria: Numero della collana: 28