Ulla Musarra-Schroeder

Italo Calvino tra i cinque sensi


26.00

L’autrice, che in un’opera precedente aveva indagato il rapporto cognitivo, presente in tutta l’opera di Calvino, fra l’uomo e il mondo, fra il soggetto e l’oggetto, nei termini di una ricerca conoscitiva, rappresentata per lo più dal pensiero e dall’impegno ideologico e poetologico dello stesso scrittore, indaga ora, in questo secondo libro, sulle modalità specificamente sensoriali della ricerca conoscitiva; modalità che dalla vista e dall’udito si estendono ai cosiddetti “sensi intimi”: il tatto, l’olfatto e il gusto.
Italo Calvino viene generalmente caratterizzato come uno scrittore che privilegia la vista e il visibile, un visibile spesso immaginario, collegato alla sua concezione dell’immagine in letteratura come immagine visiva che si forma nella mente. Calvino stesso si è, a più riprese, definito uno scittore che pone la visibilità al centro della sua opera. Egli distingue «due tipi di processi immaginativi: quello che parte dalla parola e arriva all’immagine visiva e quello che parte dall’immagine visiva e arriva all’espressione verbale». Nella sua narrativa il ruolo del vedere, dello sguardo, è al primo posto. Molti personaggi calviniani insieme a molti suoi narratori o istanze narrative sono attenti e scrupolosi osservatori del mondo. Del resto, come risulta da una sua lettera del 1960, per Calvino guardare equivale ad essere nel mondo: «Insomma, quello cui io tendo, l’unica cosa che vorrei poter insegnare è un modo di guardare, cioè di essere in mezzo al mondo. In fondo la letteratura non può insegnare altro».

Autore: Ulla Musarra-Schroeder

Anno: 2010

Pagine: 246

Isbn: 978-88-7667-394-8

Edizione:

Collana: Resoconti di letteratura italiana

Numero Collana: 6