Fiumi reali e immaginari nella letteratura italiana


28.00

Il volume affronta la tematica ampia e coinvolgente del fiume nella letteratura italiana dal Medioevo fino ai contemporanei, dal Tre- al Cinquecento (Petrarca, Ariosto, Tasso), dal Sei- all’Ottocento (il melodramma sei- e settecentesco, Pascoli, Leopardi, Manzoni) e alla narrativa e poesia del Novecento (Svevo, Ungaretti, Bacchelli, Pasolini, Sereni, Raboni, Magris, Celati, ecc.). Le pagine della nostra letteratura sono “zuppe” dell’acqua dei corsi che hanno segnato la Storia (il Po, il Tevere, l’Arno, l’Adda, l’Adige, il Piave, l’Isonzo), ma anche a quella di piccoli fiumi o affluenti, tra i quali l’Archiano, il Tresa, il Serchio, il Nera, il Metauro, ecc. Fiumi come luoghi storici e geografici reali, ma anche immaginari, mitici o fantastici, che collegano opere letterarie, Storia e “piccole” storie individuali. Nell’immaginario letterario, il fiume può essere lo spazio in cui è ambientato un viaggio, un intero testo o brano testuale. Ma, intorno al concetto o all’immagine del fiume, si colloca inoltre un ampio ventaglio di connotati e simboli: lo scorrere del tempo, il fluire della vita, la dissoluzione o la perdita dell’identità; al corso del fiume si ricollegano delle tematiche incentrate sulla conoscenza, sulla coscienza, sulla memoria, sull’oblio. Per non parlare della ricca gamma di simboli spesso collegati alle valenze simboliche dell’elemento ‘acqua’, alla sua trasparenza e purezza, ai suoi colori chiari, verdi, azzurri. Questi alcuni degli approcci e delle suggestioni di un libro che percorre l’Italia da nord a sud attraverso le pagine più belle della nostra letteratura “d’acqua”.

Sottotitolo: Luoghi, simboli, storie, voci

Curautore: A cura di Franco Musarra e Ulla Musarra-Schrøder

Anno: 2018

Pagine: 297

Isbn: 978-88-7667-709-0

Edizione:

Collana: Civiltà italiana

Numero Collana: 19