Giorgio Caproni. L’inquietudine in versi

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Giorgio Caproni è stato uno dei maggiori poeti italiani del Novecento e a lui, Alessandro Baldacci dedica un saggio che fa luce sulla poetica intesa non come una professione, e nemmeno come un lavoro, «ma una pura e semplice chance, un azzardo, una intermittente qualità», l’esigenza, in primis civile e morale, di interrogare la propria anima, di riflettere sulla propria identità. Questa indagine non mira però a far risaltare l’unicità o sublimità dell’io poetico ma, per converso, vuole porre in evidenza questioni fondamentali ed eterne, che scuotono e attraversano da sempre i destini dell’uomo: la giovinezza, gli affetti, la violenza, la giustizia, la morte, la paura, il dubbio, la fede, ecc. Allo stesso tempo, l’autore scava nelle ferite del moderno, nelle conseguenze della frattura fra parole e cose, partendo dalla Lettera di Lord Chandons di Hugo von Hofmannsthal, che apre il Novecento sotto il segno del passaggio «dalla continua condizione di non essere ancora alla continua condizione di non essere più». Un saggio,www.orologireplichesvizzere.it quello di Baldacci, che permette una panoramica completa su uno degli autori più affascinanti del nostro Novecento.

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Informazioni aggiuntive

Autore

Alessandro Baldacci

Anno

2016

Edizione

Pagine

165

Isbn

978-88-7667-558-4

Collana

Strumenti di letteratura italiana