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Americana Collana diretta da Anthony Julian Tamburri |
Quaderni della Rassegna
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| Oreste Macrí |
| LA TEORIA LETTERARIA DELLE GENERAZIONI |
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Un volume di straordinaria originalità questo di Oreste Macrì, curato postumo da Anna Dolfi. Macrì propone lo schema/trascrizione visivamente funzionale della proposta generazionale cui l’autore ha dedicato i suoi studi relativi alla poesia italiana del Novecento. Macrì pone nomi ed opere in successione rigidamente cronologica. Così si giunge alla definizione di cinque generazioni di poeti: con Saba, Rebora, Ungaretti e Campana a rappresentare la prima, Montale, Batocchi e Quasimodo la seconda, Penna, Pavese, Caproni, Sereni, Luzi e Sinisgalli la terza, Zanzotto, Pasolini, Giudici e Pagliarani la quarta, Roboni, Balestrino e Porta la quinta. Un libro unico e insostituibile per gli studiosi di poesia italiana del Novecento. |
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| AA.VV. |
| GUITTONE D'AREZZO NEL SETTIMO CENTENARIO DELLA MORTE |
| Atti del Convegno Internazionale di Arezzo (22-24 aprile 1994) |
L’opera raccoglie gli Atti del Convegno svoltosi ad Arezzo e a Poppi dal 22 al 24 aprile 1994 per celebrare il settimo centenario della morte di Guittone. L’incontro di studio ha avuto un’ampia risonanza, non solo fra gli addetti ai lavori, ma anche fra gli appassionati cultori e intenditori di poesia e il volume che ne è nato è un’indagine profonda dei vari aspetti della cultura, dell’opera, della poesia e della tradizione guittoniana. |
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| AA.VV. |
LA COSTRUZIONE DEL TESTO IN ITALIANO SISTEMI COSTRUTTIVI E TESTI COSTRUITI |
| Atti del Seminario Internazionale (Barcellona 24-29 aprile 1995) |
Il volume, nato dal Seminario di studi tenutosi all’Università di Barcellona nell’aprile 1995, ha l’intento di stabilire contatti tra la linguistica e la letteratura. Discipline queste, unite in passato in solidale abbraccio ma poi discorrenti su binari separati. Il volume si propone dunque di ripristinare, attraverso la categoria onniaccogliente di “testo”, quella continuità logica e metodologica che la retorica e la stilistica seppero stabilire fra le strutture virtuali della lingua e le realizzazioni più complesse del discorso poetico. |
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| AA.VV. |
| STUDI DI TEORIA E STORIA LETTERARIA |
| in onore di Pieter de Meijer |
Nei primi mesi del 1997, Pieter de Meijer lasciò l’Università di Amsterdam dopo essere stato uno dei maggiori italianisti dei Paesi Bassi, preside della Facoltà di lettere dell’Università, nonché Rettore Magnifico. A lui, gli studiosi di tutta Europa, offrirono questo volume che si apre con una poesia dedicata alla città di Rotterdam di Edoardo Sanguineti. L’opera è divisa in due ben distinte sezioni: la teoria della letteratura e la storia letteraria, le due grandi direttrici degli studi di Pieter de Meijer. Mentre la sezione della teoria della letteratura è fortemente pervasa dal sistema “racconto”, la sezione letteraria accoglie per lo più saggi danteschi e interventi sull’Otto/Novecento. Mario Petrucciana e Ulla Musarra indagano l’autore forse più amato e studiato da Pieter de Meijer: Italo Calvino. |
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| AA.VV. |
| POLIZIANO NEL SUO TEMPO |
| Atti del VI Convegno internazionale (Chianciano-Montepulciano, 18-21 luglio 1994) |
Il volume contiene gli Atti del VI Convegno Internazionale su “Poliziano nel suo tempo” svoltosi a Chianciano e a Montepulciano dal 18 al 21 luglio del 1994. Motivo dell’incontro, e del testo relativo, non solo la ricorrenza del V Centenario della morte di Angelo Cini de’ Ambrogini, ma anche l’interesse sempre manifestato per questo umanista dalla compianta prof.ssa Giovannangiola Secchi Tartugi, discendente dell’Ambrogini, colei che nel 1954 fondò il Centro Studi Umanistici A. Poliziano di Montepulciano. Scopo del convegno e del libro è quello di analizzare la poliedricità del Poliziano nei vari aspetti della sua profonda cultura, celebrare la figura di poeta volgare ma soprattutto quella del filologo-filosofo che ha saputo fondere “sapientiam cum elocuentia” preannunciando l’esaltazione della filologia come filosofia del linguaggio, base della civilizzazione umana.
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| Ronald de Rooy |
| IL NARRATIVO NELLA POESIA MODERNA |
| Proposte teoriche & esercizi di lettura |
Mentre nella poesia del secondo dopoguerra – e in particolare nella poesia postmoderna – si è potuto constatare un ritorno alla narratività, la riflessione novecentesca sulla poesia dell’epoca moderna tende invece a considerare poesia e narratività come due entità a volte addirittura inconciliabili. Questa globale concezione anti-narrativa si scontra però con l’effettiva eterogeneità e pluridiscorsività della poesia moderna. In fondo tutta la letteratura del primo Novecento è caratterizzata piuttosto dall’interferenza e dalla mescolanza, in maniere e proporzioni sempre diverse e inaspettate, di vari generi e modi discorsivi. Quest’indagine focalizza sulla narratività nella poesia italiana dei primi decenni del Novecento ed esamina l’opera di tre fra i più significativi poeti dell’epoca: Pascoli, Ungaretti e Montale. |
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| AA.VV. |
STRATEGIE DI MONTALE POETA TRADOTTO E TRADUTTORE con una appendice su Montale in Spagna |
| Atti del seminario internazionale di Barcellona su “La costruzione del Testo in Italiano”, (8-9 e 15-16 marzo 1996) |
Il volume raccoglie gli atti del seminario barcellonese sulla Costruzione del testo in Italiano svoltosi nel marzo 1996. Il seminario ha voluto onorare la ricorrenza del centenario della nascita di Montale venuta a cadere proprio in quest’anno. Niente infatti è più indicato della ragnatela montaliana – fitta di citazioni, di allusioni, di dialoghi sottaciuti nella tensione del dubbio e del dibattito – per esperimentare appieno la complessità del tessuto verbale elevata alla massima potenza. I contributi raccolti nell’opera hanno dunque come minimo comun denominatore la lettura intensiva di singoli pezzi montaliani (dagli Ossi ai Diari), tesa a evidenziarne la stratificazione interna nel dialogo sotterraneo con altri poeti, nelle implicazioni di un discorso rivolto o dedicato all’interlocutore femminile, oppure dipanando la matassa di quel particolare intreccio testuale che è la traduzione. |
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| AA.VV. |
| ITALICA MATRITENSIA |
| Atti del IV convegno SILFI (Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana), (Madrid, 27-29 giugno 1996) |
Il volume raccoglie gli Atti del IV Convegno della Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana (SILFI), che si è svolto all’Universidad Nacional de Educación a Distanzia di Madrid, nel mese di giugno 1996. I lavori si sono svolti nella Facoltà di Filologia dell’UNED e si sono sviluppati all’interno di diverse sezioni tematiche: dalla dialettologia alla lessicologia, dalla linguistica contrastiva alla critica testuale. È infatti tradizione della SILFI che i convegni non abbiano un tema monografico prestabilito bensì si presentino come foro nel quale esporre i risultati della ricerca scientifica svolta dai soci e originare discussione sui vari argomenti trattati. |
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| AA.VV. |
| FICTIO POETICA |
| Studi italiani e ispanici in onore di Georges Güntert |
Titolare della cattedra di italianistica e romanistica a Zurigo sino al 2000, Güntert è stato uno degli ultimi veri grandi romanisti con interessi e studi su tutte le lingue romanze. La sua storia bibliografica prende avvio con una rassegna dantesca nei paesi di lingua tedesca pubblicata nel 1965 ma, in seguito ci sono stati Ariosto, Machado, Cervantes, Bassani, la poesia del Novecento. Gli studi pubblicati in questo volume toccano i grandi temi cari a Güntert e gli autori da lui più amati; così Luciano Rossi affronta il personaggio di Bonagiunta nella Commedia e Maria Antonietta Terzoli la Gerusalemme liberata, mentre gli ispanisti il Lazarillo de Tormes e l’opera di Juan Valera. |
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| AA.VV. |
GLI ZIBALDONI DI BOCCACCIO MEMORIA, SCRITTURA, RISCRITTURA |
Atti del Seminario internazionale di Firenze-Certaldo (26-28 aprile 1996) |
Un volume per un congresso di straordinaria importanza cui hanno partecipato tutti i maggiori studiosi di Giovanni Boccaccio. Tre le sezioni d’indagine: il sistema del sapere e la biblioteca del Boccaccio; il sistema della scrittura; il sistema intertestuale e la strategia della riscrittura. Boccaccio è passato sotto la lente d’ingrandimento soprattutto nella sezione “il sistema della scrittura”, dove i maggiori paleografi e codicologi presentano le proprie teorie scientifiche e novità. |
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| AA.VV. |
| DISARMONIA BRUTTEZZA E BIZZARRIA NEL RINASCIMENTO |
Atti del VII Convegno Internazionale (Chianciano-Pienza, 17-20 luglio 1995) |
Il volume contiene gli Atti del VII Convegno Internazionale organizzato dall’Istituto Francesco Petrarca e svoltosi tra Chianciano e Pienza nel luglio 1995. I lavori del Convegno hanno avuto come scopo quello di evidenziare come nel Rinascimento, accanto ai canoni di classicità, armonia, bellezza e misura, ci fossero anche aspetti opposti altrettanto importanti e significativi, come espressione di una ricerca del nuovo e di una crisi individuale di fronte alle nuove scoperte astronomiche e geografiche. Di qui l’inquietudine dell’uomo che si sente attratto con “paura e desiderio” verso il fascino misterioso della natura. |
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| Linda Pennings |
| I GENERI LETTERARI NELLA CRITICA ITALIANA DEL PRIMO NOVECENTO |
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Lo studio di Linda Pennings, unico nel suo “genere”, prende le mosse da Benedetto Croce e dal suo ampio saggio “La critica letteraria” del 1894 in cui si teorizza giusto appunto la negazione dei generi in letteratura. I capitoli della studiosa olandesi indagano i pensatori neoidealisti come Calogero, Pirandello e Gentile; agli eredi della scuola storica, autori peraltro della letteratura vallardiana, è dedicato un importante saggio: per tutti Cian. I crociati eterodossi sono rappresentati da Flora, Contini, Russo, Fubini e Walter Binni. Mentre ai militanti appartengono Titta Rosa, Falqui ed Eurialo De Michelis. Chiudono il volume i filosofi antiidealisti come Pareyson , Banfi e Anceschi. |
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| AA.VV. |
| TRA LIBRI E CARTE |
| Studi in onore di Luciana Mosiici |
Paleografia latina, diplomatica, archivistica, questi i temi percorsi dal ponderoso volume di studi dedicato a Luciana Mosiici da allievi, colleghi ed amici in occasione del suo congedo dall’insegnamento (1998). Il condominio di varie discipline, dalla filologia classica all’archivistica, dall’epigrafia alla filologia umanistica, dalla storia della miniatura alla storia senza specificazioni, infine dalla paleografia alla diplomatica e alla codicologia, hanno trovato in Luciana Mosiici un “cantore unico” e su queste note si muove il complesso dell’intero volume. |
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| AA.VV. |
| DANTE. MITO E POESIA |
Atti del secondo Seminario dantesco internazionale (Monte Verità, Ascona, 23-27 giugno 1997) |
Il volume raccoglie gli Atti del II Seminario dantesco internazionale tenutosi ad Ascona (Svizzera) nel giugno 1997. Il Seminario si inserisce nelle attività culturali promosse dall’IDS (International Dante Seminar), un’associazione fondata nel 1981 e presieduta dal Prof. Robert Hollander dell’Università di Princeton. Questa associazione, che accoglie studiosi di diversa provenienza geografica e appartenenza accademica, ha come suo scopo fondamentale quello di favorire il dibattito critico sull’opera del divino poeta. L’opera presenta, non solo le diciassette relazioni ufficiali, ma anche la trascrizione delle animate discussioni che hanno accompagnato e arricchito le relazioni stesse. |
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| AA.VV. |
| CULTURA E POTERE NEL RINASCIMENTO |
| Atti del IX Convegno Internazionale, (Chianciano-Pienza, 21-24 luglio 1997) |
Il volume raccoglie gli Atti del IX Convegno Internazionale su “Cultura e potere nel Rinascimento” svoltosi a Chianciano e Pienza nel mese di luglio 1997. Il Convegno ha voluto affrontare un tema di indubbia attualità e cioè il rapporto tra il potere e i vari settori del sapere e della creazione artistica (scienza, pensiero, arte, letteratura) e il rapporto della cultura con i vari esponenti del potere (re e principi, Chiesa, editoria ecc.) con un particolare rilievo anche al problema della censura. Le relazioni presentate hanno posto una notevole attenzione da un lato al rapporto conflittuale degli esponenti della cultura col potere, talvolta persecutorio e condizionante e dall’altro ai vari modi della collaborazione mecenatesca. |
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| Maurizio Trifone - (Esaurito) |
LINGUA E SOCIETÀ NELLA ROMA RINASCIMENTALE Vol. I |
| Testi e scriventi |
Il periodo che va dalla seconda metà del secolo XV alla prima metà del XVI è uno dei più controversi della storia linguistica di Roma e, nonostante le approfondite indagini a esso dedicate, sfugge ancora oggi a una sicura analisi ricostruttiva. Il presente volume si inserisce in questo scenario di studi tracciando un ampio quadro storico-linguistico della società romana nel secondo Quattrocento e nel primo Cinquecento attraverso la pubblicazione di un’ingente quantità di documenti inediti, prodotti tra il 1454 e il 1548 da 353 scriventi di diversa estrazione sociale, originari per lo più dell’Urbe. Il risultato è un ingente nucleo di schede, una per scrivente che comprende quindici voci, volto a fornire un ampio ventaglio di informazioni che aiutino a delineare la fisionomia sociolinguistica di chi ha redatto il documento, ma anche a collocare ogni scrivente e i relativi testi in un determinato ambito tipologico. A corredare i testi, trascritti e commentati, è un censimento di tutti gli scriventi. |
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| Georges Güntert |
| MANZONI ROMANZIERE: DALLA SCRITTURA IDEOLOGICA ALLA RAPPRESENTAZIONE POETICA |
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Di quanto ho composto in prosa, ciò che gettai sulla carta la prima volta, non mi ha servito mai che di una traccia. Così dichiarava l’anziano Manzoni – interrogato sul tempo speso a comporre il suo romanzo – lamentando il carattere provvisorio e raramente soddisfacente delle prime stesure. Le indagini qui raccolte, confermano quanto dichiarava lo scrittore: l’autore del Fermo e Lucia e dei Promessi Sposi aveva bisogno di una prima stesura per applicarvi la sua riflessione, che l’avrebbe poi condotto a scoprire nel testo abbozzato altri significativi aspetti, atti a stimolare l’immaginazione e a far maturare nuovi sviluppi, fino a giungere a quelle pagine di rara perfezione che sono le sue opere. Questo libro si suddivide in tre parti: la prima e la seconda riguardano uno studio comparativo sull’elaborazione dell’Adelchi, il cui rifacimento coincise con la prima fase di concretizzazione del Fermo e Lucia, la terza una rilettura dei Promessi Sposi, con particolare attenzione e rilievo alla funzione sintetizzante delle descrizioni paesaggistiche che rivela un eccezionale spessore semantico. |
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| AA.VV. |
| LETTERE E ARTI NEL RINASCIMENTO |
| Atti del X Convegno Internazionale, (Chianciano-Pienza, 20-23 luglio 1998) |
Il convegno, e conseguentemente il volume che raccoglie gli atti dello stesso, si era prefissato di far luce su un problema poco evidenziato quale è quello del rapporto tra lettere e arti nel Rinascimento. I contributi si susseguono nel volume in base alla divisione in cinque sezioni: 1) riflessioni teoriche sulle arti; 2) classificazione delle arti; 3) influssi reciproci e reciproci riferimenti tra le arti figurative e le opere letterarie; 4) figure di letterati che hanno coltivato le arti e di artisti che non hanno trascurato le lettere; 5) musica e matematica nei loro rapporti con le lettere e le arti. |
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| AA.VV. |
| FRASE E TESTO |
| Studi in onore di Vincenzo Lo Cascio |
Vincenzo Lo Cascio è stato per molti anni uno dei pochi ordinari di linguistica italiana all’estero; sotto la sua guida i Paesi Bassi hanno visto fiorire l’interesse per l’italiano e la linguistica italiana in particolare. La miscellanea di saggi linguistici dedicati a Lo Cascio da amici e colleghi riflette i temi e i campi di ricerca cari proprio allo studioso siciliano, olandese d’adozione: le strutture temporali e modali, i problemi legati alla natura e alla distribuzione del pronome, tema centrale anche della tesi di dottorato di Lo Cascio, discussa ad Amsterdam nel 1969. Il filo conduttore della ricerca di Lo Cascio e di quasi tutti i saggi del volume è la convinzione che il rapporto dell’enunciato con il testo e col discorso sia assolutamente essenziale per la piena comprensione di parole e frasi. |
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| AA.VV. |
| LES RÉALISMES DANS LES ANNÉES 1940 (ITALIE, FRANCE) |
| Journées d’études 4-5 juin 1999 – Université Paris 8 Vincennes – Saint Denis |
Il volume comprende i contributi di vari studiosi italiani e francesi presentati durante due giornate di studio sui temi del realismo, del neorealismo, dell’impegno negli anni ’40 in Italia e in Francia. La riflessione conduce a ripensare il substrato teorico del concetto di realismo, troppo spesso impiegato in modo vago e impreciso. Il realismo ha un’altra realtà oltre a quella storica? In che modo la letteratura degli anni 1930-1940 in Francia e degli anni ’40 in Italia, pratica un realismo specifico permettendo, al di là dei particolari storici, di precisarne la definizione? Queste ed altre questioni vengono esaminate dai partecipanti al convegno. |
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| Ernesto G. Caserta |
| TRENT'ANNI DI CRITICA ITALIANA |
| Recensioni (1971-1995) |
Il volume raccoglie una vasta varietà di recensioni di studi critici pubblicati quasi tutti negli Stati Uniti durante il trentennio 1971-1995, periodo questo, particolarmente fertile e critico per la formulazione di nuove tendenze e indirizzi della critica letteraria. Nella raccolta trovano particolare spazio alcuni autori quali Croce, Leopardi, Manzoni, non mancano tuttavia altri scrittori famosi, come Pirandello,Verga e altri ancora. Le recensioni riguardano non solo le opere filosofiche e teoriche maggiori, ma persino certi scritti minori, brevi epistolari. Ciò che veramente preme all’autore non è tanto la feroce lotta dei critici che si battono tra loro per una supremazia ideologica, né le polemiche e dispute politiche e settarie, quanto le letture critiche di ciascun autore, viste nella propria prospettiva critica e per il loro valore estetico e storico intrinseco. |
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| AA.VV. |
| IL SACRO NEL RINASCIMENTO |
| Atti del XII Convegno internazionale, (Chianciano-Pienza, 17-20 luglio 2000) |
Il presente volume contiene gli atti del XII Convegno internazionale dell’Istituto Petrarca, Il sacro nel Rinascimento, svoltosi a Chianciano e Pienza dal 17 al 20 luglio 2000. Questo argomento è stato scelto per evidenziare come nel Quattrocento e nel Cinquecento, solitamente identificati dall’antropocentrismo e da una “laicizzazione” di alcuni ideali, accanto alla giusta rivalutazione dell’individuo come essere razionale e artefice del proprio destino, coesistesse la consapevolezza dell’uomo come creatura di origine divina e, quindi, fossero pienamente avvertite la necessità e l’esigenza del “sacro”. |
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| AA.VV. |
| DANTE DA FIRENZE ALL'ALDILÀ |
| Atti del terzo Seminario dantesco internazionale,(Firenze, 9-11 giugno 2000) |
Il volume raccoglie i contributi del terzo rendez-vous di dantisti – provenienti da ogni parte del mondo – svoltosi a Firenze nel 2000, nell’ambito del quale si è celebrata anche la ricorrenza del settimo centenario del sublime viaggio affabulato nella Commedia. Il titolo del volume indica un atto d’amore perenne della città toscana nei confronti del suo poeta. Firenze e l’Aldilà non costituiscono solo gli argomenti principali trattati nel corso del Seminario ma emblematizzano soprattutto il punto iniziale e quello finale di un itinerario storico, culturale e poetico. |
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| AA.VV. |
| VOCI DELLE PIANURE |
| Atti del Convegno di Salisburgo, (23-25 marzo 2000) |
Il volume presenta gli atti del Convegno tenutosi a Salisburgo dal 23 al 25 marzo 2000. Si tratta non solo dei contributi critici ma anche dei testi inediti dei narratori Daniele Benati, Ermanno Cavazzoni, Gianni Celati e Ugo Cornia. Gli autori che sono stati invitati hanno voluto prendere le distanze dal titolo – Pianure / Ebenen – dato alle serie di manifestazioni che comprendeva, insieme ad una mostra di Luigi Ghirri nella Literaturhaus di Salisburgo, una rassegna di film nel cinema DAS KINO, una produzione del Teatro italiano dell’Università e un convegno internazionale organizzato all’Istituto di Romanistica. I testi critici si riferiscono alle opere di Quasimodo, Ceronetti, Pazzi, Calvino, Cavazzoni, Celati e Benati. |
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| AA.VV. |
| DA CALVINO AGLI IPERTESTI |
| Prospettive della postmodernità nella letteratura italiana |
La stagione postmoderna in Italia, come si è più volte scritto, comincia con gli anni ’80. Non vi è testimone o artista più attento di Pier Vittorio Tondelli. Altro grande protagonista di quegli anni è Enrico Palandri che, non a caso, apre la serie dei saggi contenuti in questo volume. È lo studioso belga Bart Van den Bossche a piantare il paletto d’avvio della postmodernità, la linea di confine, con il suo saggio Calvino e la fiaba tra il moderno e il postmoderno. A Calvino vengono dietro Celati, Magris, Camilleri, Pazzi, Tabucchi, Duranti, Erri De Luca, Rossana Campo, Paola Capriolo. Di Søren Mathiassen è il saggio conclusivo del volume dal titolo: Dopo i cannibali. Tendenze nella giovane narrativa contemporanea: Stefano Massaron, Guido Conti e Paolo Nori. |
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| AA.VV. |
| IL DETTO E IL NON DETTO |
| Atti del Convegno internazionale, (Copenaghen, Novembre 1998) |
Il volume, che raccoglie gli Atti di un Convegno tenutosi a Copenaghen nel mese di novembre 1998, ha come filo conduttore la riflessione sulla critica italiana e le teorie letterarie. Gli interventi qui raccolti riflettono la molteplicità e gli spostamenti di frontiere che si sono sviluppati nel campo di tensione tra strutturalismo e poststrutturalismo. L’opera è divisa in quattro sezioni: Critica, Poesia, Narrativa e, infine, Intorno a Calvino. Particolare attenzione infatti è stata posta al tema fondamentale del detto e del non detto, richiamandosi ad alcuni testi di Italo Calvino, la cui poetica, la prassi letteraria e quella non meno importante di critico riflette le svolte teoriche e le problematiche analizzate. |
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| AA.VV. |
| CORTI RINASCIMENTALI A CONFRONTO. LETTERATURA, MUSICA, ISTITUZIONI |
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A partire dal 1995 le università di Ferrara e di Dresda hanno avviato una attività congiunta di ricerche sul sistema delle Corti e sui rispettivi Rinascimenti. Una prima fase di queste esperienze si è conclusa con un colloquio italo-tedesco sull’argomento, svoltosi nella suggestiva cornice di Villa Vigoni presso il lago di Como il 27 e il 29 novembre 1998 e finanziato dall’Università di Ferrara e dalla Deutsche Forschungsgemeninschaft. Il volume raccoglie oggi le relazioni presentate e discusse in quella sede con qualche integrazione e con gli aggiornamenti del caso. |
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| AA.VV. |
| LA CAMPAGNA IN CITTÀ. LETTERATURA E IDEOLOGIA NEL RINASCIMENTO |
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Attraverso gli scritti dei maggiori studiosi del Rinascimento un percorso letterario della vita nel XVI secolo tra la campagna e la città. Bembo, Monsignor Della Casa, Ariosto, gli autori che conducono gli studiosi nel reticolo di rapporti tra le corti e il contado, tra le città/stato e le campagne. Questo volume è stato dedicato al maggior studioso del Rinascimento italiano in Francia : Michel Plaisance |
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| AA.VV. |
| AUTORI E LETTORI DI BOCCACCIO |
| Atti del Convegno internazionale di Certaldo, (20-22 settembre 2001) |
Il volume raccoglie gli Atti del Convegno tenutosi a Certaldo nel mese di settembre 2001. Il Convegno che ha evidenziato l’esistenza di un intenso dialogo fra studiosi non solo di diversa nazionalità e scuola, ma anche di diversi interessi e metodologie. Un tale confronto era del resto ispirato e guidato dallo stesso oggetto di studio: da Boccaccio che nel suo lavoro artistico non ha mai conosciuto frontiere storiche o geografiche, confini religiosi o culturali, ma ha sempre considerato la letteratura umana cosa, espressione dell’uomo tout court. Si è voluto verificare da una parte quali sono stati gli autori a cui Boccaccio ha attinto per creare i suoi straordinari capolavori (non solo il Decameron, la bibbia della narrativa moderna, ma anche il Filocolo, il primo romanzo europeo, il Teseida, il primo poema epico in volgare italiano e altri ancora), e dall’altra quali sono stati i “lettori” che hanno maggiormente beneficiato dell’opera boccacciana: che cioè, partendo da Boccaccio, hanno gettato le basi per una nuova idea di letteratura (da Chaucer a Cervantes, da Shakespeare a D’Annunzio). |
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| AA.VV. |
| MUSAICO PER ANTONIO |
| Miscellanea in onore di Antonio Stäuble |
L’opera critica di Antonio Stäuble, spazia dal Trecento al Novecento italiano: da Dante a Boccaccio, a Castiglione, ai contemporanei; dalla tradizione classica nella poesia e nella prosa del XIV secolo alle opere degli scrittori della Svizzera italiana del Novecento; dalla prosa di viaggio del Settecento alla poesia dannunziana e gozzaniana… Questo Musaico intende rispecchiare, nella varietà della trentina delle sue tessere, la varietà degli interessi letterari di Antonio Stäuble. I suoi allievi, i suoi amici, i suoi colleghi, hanno voluto illustrare, ognuno a modo suo, un aspetto di un’opera critica in cui hanno trovato ispirazione e stimolo. |
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| AA.VV. |
| MILLENARISMO ED ETÀ DELL'ORO NEL RINASCIMENTO |
| Atti del XIII Convegno internazionale, (Chianciano-Montepulciano-Pienza 16-19 luglio 2001) |
Il volume contiene gli atti del XIII Convegno Internazionale dell’Istituto Petrarca su Millenarismo ed età dell’oro nel Rinascimento svoltosi dal 16 al 19 luglio 2001. Gli interventi dei vari relatori si sono susseguiti secondo le varie sezioni proposte e cioè: Teologia e filosofia – Arte – Letteratura – Viaggi – Vita sociale. Il tema del Convegno è stato scelto in quanto siamo all’inizio di un nuovo millennio e il Millenarismo trae le sue origini già nei primi secoli del cristianesimo, specialmente nell’ambito del messianismo giudaico, come credenza nel Millennio, cioè nel regno glorioso temporale di Cristo destinato a durare mille anni. Inoltre con tale termine si ipotizzava anche la discesa dal cielo della nuova Gerusalemme e si identificava la profezia della nuova venuta di Cristo secondo quanto asserito dall’Apocalisse. Collegata a questa visione di un nuovo mondo di giustizia e pace è anche il mito dell’età dell’oro che dai testi più antichi della tradizione classica trova ripresa e vigore soprattutto nel Quattrocento e nel Cinquecento come ansia di un mondo in cui l’uomo, dimentico della superbia che è fonte di ogni male, possa tornare a una vita felice, quasi edenica. |
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| AA.VV. |
| STORIOGRAFIA REPUBBLICANA FIORENTINA (1494-1570) |
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Gli studiosi dell’Università di Losanna e della Scuola Superiore di Lione raccolgono in questo volume gli studi sulla storiografia fiorentina in un particolare periodo della storia della città, dell’Italia, e dell’Europa. Il personaggio di spicco indagato in numerosi studi è Francesco Guicciardini al quale è dedicata un’intera sezione del volume. Le problematiche storiografiche sono studiate attraverso gli storiografi Benedetto Varchi, Bartolomeo Cerretani e Niccolò Machiavelli. Di grande interesse e assoluta novità è la storiografia minore del Cinquecento rappresentata da Iacopo Nardi, Jacopo Pitti, Biagio Buonaccorsi, Bernardo Segni e Francesco Vettori. |
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| AA.VV. |
| ITALIANO E INGLESE A CONFRONTO |
| Atti del convegno «Italiano e inglese a confronto: problemi di interferenza linguistica», (Venezia, 12-13 aprile 2002) |
Un recente dibattito accolto dalla stampa nazionale, sulla proposta di tradurre in italiano i titoli delle testate e dei programmi RAI finora espressi in inglese, offre validi motivi di riflessione. I media, che si sono più volte interessati al fenomeno, hanno marcato le discordanze tra gli studiosi, concedendo ampio spazio alle recriminazioni, ai dubbi, ai timori di quanti vedono in un così forte apporto straniero una fonte di imbarbarimento se non addirittura di possibile morte dell’italiano, che verrebbe sostituito in un futuro non troppo lontano dalla lingua angloamericana. Questa vistosa interferenza ha dato origine al moltiplicarsi degli studi sull’argomento. L’idea del convegno è nata quindi dall’esigenza di riunire studiosi di diversa formazione volti ad osservare il fenomeno da più angolature e ad affrontarlo con differenti modalità di indagine, di verificare l’effettiva portata dell’influsso della lingua inglese, di valutarne la penetrazione a livello morfologico e sintattico, di appurarne l’incidenza nella lingua delle istituzioni comunitarie e infine di indagare l’estensione attuale dell’infiltrazione italiana nell’inglese. Le analisi e le proposte contenute negli interventi riguardano tutti i livelli della lingua, da quello fonico a quello lessicale e fraseologico. |
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| AA.VV. |
| «…MIA DONNA VENNE A ME DI VAL DI PADO.» |
| Atti del Simposio su Dante, (Fidenza 31 maggio 2002) |
Il volume raccoglie gli atti del Simposio su Dante svoltosi a Fidenza nel Maggio 2002. Di Dante Alighieri, il maggiore poeta italiano e uno dei più grandi al mondo, si sa quasi tutto, eppure vi è una specificità che parrebbe legare l’antico Borgo San Donnino al Sommo Poeta. Il Simposio nacque dalla volontà di contestualizzare la Divina Commedia nel territorio fidentino partendo dagli studi del fidentino prof. Mario Pietralunga, docente dell’Università di Sacramento in California. Gli studi di Pietralunga, sui quali si è anche impegnato lo studioso di storia locale don Amos Aimi, hanno messo in risalto il fatto che un trascrittore del testo dantesco fu fidentino. Il codice proiettato nel corso del Simposio, proveniente dalla Biblioteca Nazionale di Napoli, recava infatti la dicitura Borgo San Donnino. Ciò avvalorerebbe l’ipotesi che Dante nelle sue peregrinazioni passò proprio da Fidenza. |
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| AA.VV. |
| IL TEMA DELL'ONORE NEL TEATRO BAROCCO IN EUROPA |
| Atti del convegno internazionale, (Losanna, 14-16 novembre 2002) |
Nell’anno 2002 la Sezione di italiano dell’università di Losanna e il Centro Studi sul teatro medioevale e rinascimentale di Roma hanno organizzato due convegni, uno a Roma e un altro a Losanna, sul tema dell’onore nel teatro del Cinquecento in Europa. Questo volume pubblica le relazioni presentate al convegno “Tragedie dell’onore nell’Europa barocca”, svoltosi all’università di Losanna dal 14 al 16 novembre 2002. Le comunicazioni qui presentate mettono l’accento essenzialmente sulla letteratura drammatica. Vi sono due primi interventi di carattere introduttivo e interdisciplinare: uno sulle compagnie itineranti nell’Impero e un altro sul siglo de oro e sul teatro elisabettiano. Seguono poi cinque contributi riguardanti la letteratura spagnola con una precisa attenzione al contesto sociale, politico nonché ai rapporti intertestuali con altri autori. Nella sezione dedicata alla letteratura francese ha una posizione dominante la figura di Pierre Corneille con interventi sul Cid e sulla famosa querelle ma anche su sue opere meno note; mentre è in ambito italiano che si evidenzia la necessità di mettere in discussione una troppo rigida separazione dei generi teatrali. |
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| AA.VV. |
| L'EUROPA DEL LIBRO NELL'ETÀ DELL'UMANESIMO |
| Atti del XIV Convegno Internazionale, (Chianciano, Firenze, Pienza 16-19 luglio 2002) |
Il volume contiene gli atti del XIV Convegno Internazionale dell’Istituto Petrarca su l’Europa del libro nell’età dell’Umanesimo svoltosi a Chianciano, Firenze e Pienza dal 16 al 19 luglio 2002. Sono stati analizzati la storia del libro dal manoscritto alla stampa, la diffusione con la stampa di alcuni generi letterari, i problemi tecnici creati dalla tipografia, l’incidenza della censura e l’approdo al libro illustrato dato dalla scoperta del Nuovo Mondo. Con la tipografia che si diffonde soprattutto dal 1453 al 1560, si assiste ad un processo di dislocazione della produzione al di fuori dell’ambiente dove il testo è elaborato, inoltre l’evidente ricerca del profitto è imposta dalla produzione tipografica. Ciò che emerge chiaramente dal Convegno poi è che nell’età del manoscritto l’opera, in quanto pensata e riprodotta in un ambiente religioso o universitario, era destinata ed un’èlite culturalmente qualificata, mentre con la tipografia ovviamente si verificò un allargamento di fruizione dell’opera che consentì un’acculturazione di fasce più vaste di popolazione. |
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| AA.VV. |
| SGUARDO SULLA LINGUA E LA LETTERATURA ITALIANA ALL'INIZIO DEL TERZO MILLENNIO |
| Atti del Convegno Internazionale, (Bruxelles 15-16 marzo 2002) |
Il volume raccoglie gli atti del Convegno organizzato congiuntamente dall’Université Libre de Bruxelles e dall’Istituto Italiano di Cultura, e vuole essere una riflessione sulla situazione attuale e sulle possibilità di sviluppo della lingua, della letteratura e della cultura italiane in un momento fondamentale per la storia dell’Europa. In questo momento storico, infatti, l’Europa sta vivendo una difficile sfida: quella di coniugare il diventare una realtà politica, economica e sociale unitaria, con la salvaguardia e la valorizzazione della molteplicità delle sue tradizioni culturali e linguistiche, che, costituiscono, nella loro diversità, la sua grande ed inconfondibile ricchezza. E’ in questo preciso contesto che si deve collocare il discorso della difesa, della promozione e della valorizzazione della nostra lingua e della nostra cultura. La lingua italiana, secondo una recente ricerca condotta da Tullio De Mauro, può, oggi, contare su un bacino d’utenza di circa 120 milioni di parlanti, in Italia e all’estero, dove continua ad essere la madre lingua di oltre cinquanta milioni di emigranti italiani nel mondo. Intento del libro quello di fare il punto su un’ipotesi di strategia per la difesa, la promozione e la valorizzazione della nostra lingua in un contesto sempre più globale e globalizzato, in cui l’inglese si sta affermando come lingua della comunicazione internazionale. |
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| AA.VV. |
| LINGUE STILI TRADUZIONI |
| Studi di linguistica e stilistica italiana offerti a Maria Luisa Altieri Biagi |
Le diverse tematiche attorno alle quali ruotano i saggi di questo volume contribuiscono a delineare un quadro completo sulla lingua italiana senza impedire l’omogeneità e la completezza di questa ricerca volta all’approfondimento della linguistica e della stilistica italiana. I campi d’interesse analizzati dagli autori dei contributi di questo lavoro sono dunque diversi e molteplici, ma mai disparati. Si percorreranno così alcune “tappe” della lingua italiana, approfondendo alcuni fenomeni linguistici nel loro luogo d’origine, come i costrutti condizionali concessivi nel fiorentino del Duecento, l’affermazione del volgare in Puglia e la scrittura friulana tra Cinquecento e Settecento, dissertazioni che compongono la prima parte di questo volume. Nella seconda parte si passa ad analizzare la lingua letteraria di alcuni grandi autori come Boccaccio, Ruzzante, Federico Tozzi e Montale e, successivamente, la lingua scientifica per mezzo della terminologia “elettrica” galvaniana o della terminologia medica di Augusto Murri. Infine, la terza parte di questo trattato, si cimenterà sulla didattica, la stilistica e la traduzione. De Saussure sosteneva che "la lingua esiste nella comunità dei parlanti e non nelle grammatiche scolastiche". Filo diretto di questa ricerca, svolta in onore della studiosa Maria Altieri Biagi, l’esortazione verso un metodo di analisi che collochi al primo posto la lettura del testo, il suo ascolto profondo come momento imprescindibile di ogni diagnosi linguistica. |
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| AA.VV. |
| LE CULTURE DI DANTE |
Studi in onore di Robert Hollander Atti del IV Seminario dantesco internazionale - University of Notre Dame (Ind.), USA, (25-27 settembre 2003) |
Il volume raccoglie gli atti del quarto Seminario dantesco internazionale University of Notre Dame, svoltosi presso l’Università di Notre Dame, negli Stati Uniti, dal 25 al 27 settembre 2003. Il volume è dedicato al celebre dantista Robert Hollander. I lavori danteschi di Hollander, come si spiega nella prefazione, nascono sempre come tentativi di gettar luce sul genio dantesco. Ma c’è anche il desiderio di capire Dante Alighieri come uomo privato, come poeta, come scrittore, come politico e come cristiano. Hollander nel percorso dei propri studi non cessa mai di rimanere incuriosito, meravigliato di fronte all’intelligenza del suo autore. Il seminario statunitense vuole prendere spunto proprio dagli studi di Robert Hollander, traduttore peraltro della Commedia dantesca in inglese per indagare quelle che furono le passioni e il mondo culturale in cui l’Alighieri visse, con un’attenzione tutta particolare per la poesia, la filosofia e, ovviamente, la politica. Questo congresso segue in ordine di tempo, con cadenza biennale, quelli di Reading, Ascona e Firenze e fissa con puntualità la situazione degli studi danteschi nel mondo. |
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| AA.VV. |
GENERI, ARCHITETTURE E FORME TESTUALI - Vol.I - Vol. II (Voll. indivisibili) |
| Atti del VII Convegno SILFI (Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana), (Roma, 1-5 ottobre 2002) |
I due volumi contengono gli atti del VII Convegno SILFI, Generi, architetture e forme testuali, svoltosi a Roma nel mese di ottobre 2002, presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi Roma Tre. Il Convegno intendeva approfondire i temi della linguistica testuale nelle sue più molteplici sfaccettature, dal parlato alla comunicazione in rete, dalle opere letterarie e non letterarie italiane fino al confronto interlinguistico. In effetti, come afferma Raffaele Simone, all’inizio del suo intervento, “il testo va studiato in più prospettive: da un lato considerando l’architettura che lo sostiene, dall’altro individuando i meccanismi che permettono a queste architetture di funzionare nella macchina testuale”. La prima sezione di questo lavoro riguarda i “problemi generali di testualità”; interessante a questo proposito l’intervento del professor Wolfgang U. Dressler teso a dimostrare la disomogeneità tra testo e discorso, un testo è fonologico, mentre un discorso può essere dialogico, cioè interattivo, come è il caso della conversazione. Oggi, in contrasto con l’antichità, c’è tanta diversità negli approcci su questi due generi che diventa necessario un tentativo di sistematizzazione. La seconda sezione offre un’analisi linguistica per generi e tipi testuali, mentre la terza sezione, intitolata “Lingue a confronto” spazia dal confronto interlinguistico ai problemi di traduzione. La quarta ed ultima sezione poi, approfondisce i “generi testuali nella storia dell’italiano” raccogliendo contributi di autori come Dante, Petrarca e Boccaccio, ma esaminando anche generi testuali finora poco studiati, offrendo così, nuove prospettive di analisi. |
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| AA.VV. |
| GUERRA E PACE NEL PENSIERO DEL RINASCIMENTO |
| Atti del XV Convegno Internazionale dell’Istituto Petrarca, (Chianciano-Pienza 14-17 luglio 2003) |
Il volume contiene gli Atti del XV Convegno Internazionale dell’Istituto Petrarca, dall’attualissimo titolo Guerra e Pace nel pensiero del Rinascimento, svoltosi dal 14 al 17 luglio 2003 tra Chianciano e Pienza. Innanzitutto è stato rilevato come il tema della guerra e della pace, sempre presente nella storia dell’umanità, abbia rivestito un ruolo preminente nei secoli XV e XVI. È infatti noto come tale epoca fosse travagliata da guerre di conquista, di predominio e di religione, che misero a ferro e fuoco tutta l’Europa. Pertanto, accanto alla trattazione letteraria dell’argomento, si trovano nel volume analisi dai risvolti filosofici, politici e storici che tali eventi hanno avuto nel pensiero degli autori presi in considerazione. E poiché il tema di questo convegno è stato preso proprio in considerazione del momento che stiamo vivendo, nella convinzione che il passato possa offrire un valido spunto di riflessione anche per l’oggi, si è voluto anche considerare l’apporto che il pensiero umanistico e rinascimentale ha dato al pensiero moderno. |
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| AA.VV. |
| TIPOLOGIA LINGUISTICA E SOCIETÀ |
| Due giornate italo-danesi di studi linguistici, (Roma, 27-28 novembre 2003) |
Il 27 e il 28 novembre 2003 si sono svolte a Roma, presso il Dipartimento di Italianistica dell’ Università di Roma Tre, due giornate italo-danesi di studi linguistici, intitolate Tipologia linguistica e società. Considerazioni inter- e intralinguistiche. Ha aperto la conferenza una già collaudata equipe di docenti della Copenhagen Business School, i quali hanno presentato la loro ricerca riguardo le differenze tra le lingue endocentriche ed esocentriche. I seminari sono proseguiti alternando relatori stranieri a docenti italiani; entrambi si sono soffermati sulle differenze morfologiche e sintattiche, in contrapposizione o in comune, dei due diversi rami linguistici. |
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| AA.VV. |
TRADIZIONE & INNOVAZIONE Il parlato: teoria – corpora – linguistica dei corpora |
| Atti del VI Convegno SILFI (Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana), (Gerhad-Mercator Universität Duisburg, 28 giugno-2 luglio 2000) |
Questo volume, che vede la luce sotto il titolo Tradizione e Innovazione- Il parlato: teoria – corpora – linguistica dei corpora, raccoglie circa un terzo dei contributi del VI Convegno della Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana (SILFI), tenutosi sotto il patrocinio dell’ Ambasciata italiana presso Gerhard Mercator Universität dal 28 giugno al 2 luglio 2000. Com’è tradizione della SILFI, il convegno era aperto a tutti i temi di linguistica e filologia italiana. Le proposte di contributi pervenute ed accettate dal comitato scientifico previa revisione critica sono state raggruppate in varie sezioni tematiche. Con l’interesse suscitato dal call for papers del convegno e con la vasta gamma dei temi trattati, la Silfi ha un’altra volta raggiunto pienamente lo scopo che si era prefissato al momento della sua creazione nel 1985, cioè di rafforzare i vincoli fra linguistica e filologia e di agevolare i contatti fra coloro che si occupano degli studi di Italianistica in Italia e nei vari paesi del mondo. |
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| AA.VV. |
| RILIEVI |
| Le gerarchie semantico-pragmatiche di alcuni tipi di testo |
Angela Ferrari, già ordinario di linguistica italiana a Losanna e attualmente a Basilea, ha radunato in questa miscellanea contributi che hanno un duplice obiettivo: delineare le caratteristiche linguistiche e testuali di alcuni tipi di testo e mostrare l’utilità euristica, descrittiva e esplicativa di un insieme di strumenti analitici che appartengono alla linguistica del tempo. Strumenti che gli studi di Angela Ferrari e dei suoi allievi elaborano da circa vent’anni. Il volume si rivolge dunque sia a coloro che hanno interessi teorici riguardo alla testualità, sia a coloro che desiderano semplicemente approfondire la conoscenza linguistica e testuale dei tipi di scrittura affrontati da ogni singolo autore. |
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| AA.VV. |
| LESSICO E FORMAZIONE DELLE PAROLE |
| Studi offerti a Maurizio Dardano per il suo 70° compleanno |
Maurizio Dardano è universalmente riconosciuto come uno dei maggiori linguisti italiani. Assai note le sue grammatiche con Pietro Trifone e la cura di un grande vocabolario della lingua italiana. In occasione del suo 70° compleanno gli allievi e i colleghi dell’Università degli Studi Roma III lo hanno voluto festeggiare con questo volume sui temi cari a Dardano: il lessico e la formazione delle parole. La scelta di un tema e di un titolo, nel caso di Dardano, risultava quasi obbligata dall’inesausta attività di studioso proprio intorno alla formazione delle parole nell’italiano di oggi. |
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| AA.VV. |
| FRANCESCO PETRARCA. L'OPERA LATINA: TRADIZIONE E FORTUNA |
| Atti del XVI Convegno internazionale, (Chianciano-Pienza 19-22 luglio 2004) |
Il volume contiene gli Atti del XVI Convegno Internazionale su Francesco Petrarca – L’opera latina: tradizione e fortuna svoltosi a Chianciano e Pienza nel luglio 2004. Il Convegno ha focalizzato l’analisi sull’opera latina dell’autore perché è quella meno studiata e anche quella dalla quale meglio traspare la personalità completa del poeta. Infatti, proprio grazie alla profonda conoscenza del mondo latino, pagano e cristiano, nacque nel Petrarca il desiderio di una ricostruzione filologica dei testi per addentrarsi il più possibile nello spirito degli autori da lui considerati padri e maestri di vita. Il Petrarca sottolineò il valore dei grandi pensatori latini come preparatori del pensiero cristiano, facendosi assertore del recupero della humanitas e divenendo l’iniziatore della ripresa degli studia humanitatis e quindi dell’Umanesimo. |
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| AA.VV. |
| FRAMMENTI D'ITALIA |
| Le forme narrative della non-fiction 1990-2005 |
Perché un romanziere si dedica alla cronaca e perché si avverte la necessità di raccontare il Paese? Questo l’interrogativo che percorre il volume. Un tempo esisteva una demarcazione netta tra la prosa giornalistica e la narrativa. Sono Tondelli, Veronesi e Baricco, romanzieri affermatisi negli ultimi vent’anni in virtù di uno spiccato talento affabulatorio, gli apripista di un genere spurio oscillante tra fiction e non-fiction, coltivato con eccellenti risultati da Antonio Franchini, Edoardo Albinati, Gianfranco Bettin, Massimo Parlotto, tra i tanti. Questo il tema e questi citati gli autori su cui si dipana la serie di studi di docenti di diverse università italiane ed europee, collezionati da Martine Bovo e Stefania Ricciardi italianiste a Bordeaux, in Francia. |
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| AA.VV. |
| PIO II UMANISTA EUROPEO |
| Atti del XVII Convegno Internazionale dell'Istituto Petrarca, (Chianciano-Pienza 18/21 luglio 2005) |
L'Istituto di Studi Umanistici Francesco Petrarca che già nel 1989 aveva organizzato il I convegno internazionale su Pio II e la cultura del suo tempo, su richiesta del Comune di Pienza e della diocesi di Montepulciano, Chiusi e Pienza, ha organizzato il suo XVII convegno sulla figura di Pio II umanista europeo anche in concomitanza della ricorrenza del VI centenario della nascita di Enea Silvio Piccolomini. Le relazioni si sono svolte all'interno di sei sezioni: l'uomo e l'opera, Pio II e Pienza, l'opera storica e geografica, il carteggio, il poeta, Pio II e l'Europa. Si è, in tutte, messo in evidenza la grande personalità di questo personaggio che dai suoi contemporanei fu definito "Apostolo dell'Umanesimo in Germania", tanto grande fu il suo amore per le lettere che mantenne intatto anche dopo l'elezione a Papa nel dicembre del 1456 con piena rispondenza fra i libri e la vita, con una duttilità e versatilità d'ingegno che si rivelano sia null'uomo pratico che nello scrittore. |
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| LA TRADUZIONE DELLA LETTERATURA ITALIANA IN SPAGNA (1300-1939) |
| Traduzione e tradizione del testo. Dalla filologia all'informatica. Atti del I Convegno Internazionale, (Barcellona 13-16 aprile 2005) |
Il volume raccoglie gli atti del Primo Convegno Internazionale organizzato dall’Università di Barcellona nell’aprile 2005. Oltre trenta studiosi, provenienti da aree diverse ma imparentate quali la romanistica, l’ispanistica, la catalanistica, la lessicografia, la teoria della letteratura, la storia del libro, si sono confrontati sulla storia della traduzione della letteratura italiana in Spagna. I contatti letterari fra i due paesi sono, senza dubbio, un passaggio obbligato per accedere all’umanesimo iberico e alla letteratura del Secolo d’Oro. Ne consegue che i più significativi studi sulle traduzioni spagnole della letteratura italiana abbiano privilegiato il tardo Medioevo, il Rinascimento e il Barocco. Col passare del tempo, però, gli interessi si sono diversificati allargandosi ad altri secoli. Il volume permette di gettare uno sguardo vasto e vario sull’argomento, sia per l’ampiezza dell’arco cronologico abbracciato (circa sette secoli), sia per la ricchezza dei punti di vista adoperati, che vanno da quello storico-culturale in prospettiva teorico-letteraria e ideologica, alla filologia applicata a questioni attinenti alla tradizione del testo, al confronto capillare fra l’originale e la copia, all’indagine su problemi di autoria, alla storia del libro e al rapporto fra informatica e traduzione. Approcci diversi ma intrecciati in un circolo indisgiungibile che ha permesso scoperte di grande interesse. |
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| AA.VV. |
| IDENTITÀ E DIVERSITÀ NELLA LINGUA E NELLA LETTERATURA ITALIANA |
| Atti del XVIII congresso dell'A.I.S.L.L.I., (Lovanio, Louvain La Neuve, Anversa, Bruxelles 16/19 luglio 2003) |
L’opera presenta gli atti del XVIII congresso internazionale dell’Associazione Internazionale per gli Studi di Lingua e Letteratura Italiana (A.I.S.L.L.I.), cui hanno partecipato attivamente i maggiori italianisti mondiali. Un congresso particolarmente significativo: per l’Associazione, poiché si è svolto nel cinquantesimo anniversario della sua fondazione e per l’Italianistica mondiale poiché ha costituito il primo grande incontro del nuovo secolo nel cuore dell’Unione Europea. Il tema del congresso “Identità e diversità nella lingua e nella letteratura italiana” si propone di richiamare il valore umano e sovranazionale della lingua italiana e della sua espressione letteraria e culturale che, secondo le parole di Vittore Branca, fondatore dell’A.I.S.L.L.I., costituiscono “la testimonianza spirituale – da Dante a Pirandello – di una letteratura non d’impostazione nazionale, ma tutta e soprattutto dell’Uomo e per l’Uomo…” che si pone a disposizione “ …dell’umanità e della sua civiltà umanistica […] rinnovata proprio in Italia, in senso universale, mezzo millennio fa con l’Umanesimo e il Rinascimento”. In questa ampia prospettiva il programma di interventi, qui pubblicati, è particolarmente vasto e articolato. I tre volumi, che propongono le diverse sessioni plenarie e tematiche del congresso, presentano i risultati di ricerche scientifiche, specialistiche e interdisciplinari, concernenti i campi di linguistica, della didattica dell’italiano come lingua seconda e dunque straniera, della letteratura italiana e comparata, della semiotica, della storia e della letteratura dell’emigrazione, delle problematiche connesse alla traduzione, ma anche alcune riflessioni sulle potenzialità e sulle prospettive di sviluppo e di valorizzazione della nostra lingua, della nostra letteratura e della nostra cultura. Alcuni interventi propongono altresì alcune riflessioni sullo status quo della lingua italiana e delle sue espressioni letterarie e culturali, unitamente ad un’analisi critica del loro insegnamento, della loro diffusione e promozione nel mondo. |
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| SINERGIE NARRATIVE |
| Cinema e letteratura nell'Italia contemporanea |
Questo volume nasce da un convegno internazionale, tenutosi a Oxford nel gennaio 2006, dal titolo Narrative Synergies: Cinema and Literature in Contemporary Italy. In quell’occasione più di cento esperti di cinema e letteratura italiana, provenienti da sette paesi differenti, hanno discusso i più recenti sviluppi del rapporto tra cinema e letteratura. L’obiettivo degli organizzatori, e ora curatori di questo testo, è stato spingersi al di là del tradizionale studio dell’adattamento cinematografico di testi letterari. E’ stata dedicata, infatti, particolare attenzione al fenomeno opposto, in cui il linguaggio letterario si lascia influenzare dai ritmi e dalle peculiarità della narrazione filmica. Allo stesso tempo si è cercato di considerare sia l’impatto della rivoluzione digitale sui processi creativi letterari e cinematografici, sia le possibili sinergie tra queste due arti del narrare. Nel suo complesso, questa raccolta di saggi offre un’articolata panoramica dei rapporti tra cinema e letteratura nell’Italia contemporanea. |
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| AA.VV. |
| IL CONCETTO DI LIBERTÀ NEL RINASCIMENTO |
| Atti del XVIII Convegno Internazionale, (Chianciano - Pienza 17 - 20 luglio 2006) |
Sono raccolti in questo volume gli atti del convegno tenutosi tra Chianciano e Pienza nel luglio 2006 sul concetto di libertà nel Rinascimento. Le relazioni si sono svolte all’interno di quattro sezioni: la libertà nella concezione filosofica, la libertà politica, la libertà religiosa, la libertà letteraria e artistica. Il convegno ha cercato di mettere a fuoco il concetto di libertà, non sempre chiaro nel suo valore intrinseco, specialmente al giorno d’oggi, partendo dalla sua etimologia quale venne esplicata da diversi filologi del Quattrocento per poi analizzarla nelle sue varie manifestazioni e accezioni, insistendo sul presupposto inscindibile di libertà e dignità dell’uomo. Largo spazio è stato dato al concetto di libertà creativa a livello artistico, alla libertà di pensiero analizzata, in un’epoca, come quella della Controriforma e delle conquiste del Nuovo Mondo, in cui spesso si è infranta la libertà dei popoli conquistati da parte dei conquistatori. Un’attenzione particolare e innovativa è riservata alla situazione dell’Est europeo, grazie all’apporto dei contributi di alcuni studiosi polacchi, ungheresi, cechi e slovacchi. |
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| AA.VV. |
| DUE GENERAZIONI A COLLOQUIO |
| Incontro con i poeti Giuseppe Bonaviri e Luca dell'Omo (Ferentino 30 ottobre 2004) |
«Che il trenta ottobre diventi, per la città di Ferentino, il giorno della poesia». Queste furono le parole con cui Giuseppe Bonaviri si espresse alla conclusione di Due generazioni a colloquio. Incontro con i poeti Giuseppe Bonaviri e Luca Dell’Omo, manifestazione organizzata a Ferentino il 30 ottobre 2004 per festeggiare gli ottanta anni del poeta. L’idea era stata quella di mettere a confronto due poeti di generazioni diverse per studiarne le convergenze e le divergenze, le tematiche ispiratrici orientate al passato e al futuro, le loro comuni aspirazioni dovute alla ricerca del bello, del trascendente e del sublime. Questo volume altro non è che la pubblicazione degli atti di quello che fu un vero e proprio convegno sulla poesia che prevedeva anche la lettura delle poesie dei due autori qui riportate in appendice. Tra gli autori dei saggi ricordiamo: Maurizio Dardano, Lia Fava Guzzetta, Walter Geerts, Franco Musarra, Ulla Musarra-Schrøder, Marco Vinicio Passarelli. |
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| AA.VV. |
| LINGUE, CULTURE E TESTI ISTITUZIONALI |
| Seminario italo-danese, (Cagliari, 13-14 novembre 2007) |
Il volume raccoglie gli atti del seminario italo-danese svoltosi nel novembre 2007 presso il Dipartimento di Filologie e Letterature moderne dell’Università di Cagliari. Il seminario è stato organizzato da un gruppo di ricerca danese che dal 1997 tiene annualmente uno dei propri incontri fuori dalla Danimarca. Quello di Cagliari e il terzo seminario italo-danese dopo quello di Torino del 1999 e quello di Roma del 2003. Il gruppo di ricerca danese è composto da studiosi di lingue e culture diverse accomunati dall’assunzione di un’ottica comparativa sia linguistica che culturale. Argomenti di studio in quest’occasione sono stati il linguaggio dei testi regolativi e/o istituzionali, le linee di politica linguistica e il linguaggio della politica. |
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| AA.VV. |
| L'ATTUALITA' DI UGO BETTI |
| Atti del convegno internazionale del dipartimento di italiano dell'University of Strathclyde in Glasgow (24/25 aprile 2008) |
L’opera di Ugo Betti (1892-1953), poeta scrittore e drammaturgo, è pressoché sconosciuta al grande pubblico italiano e sembra veramente che non sia mai arrivato il tempo propizio per il pieno apprezzamento di questo autore. In verità le sue opere, durante la sua vita, non sono state ignorate né dal pubblico né dalla critica, tuttavia sono sempre state accolte con riserve e incomprensioni. Negli anni giovanili il suo stile intimista lo rese inadatto al “teatro di massa” a cui aspirava il fascismo e successivamente, dopo la Liberazione, il suo pensiero e il suo approccio estetico si scontrarono con una cultura filo-marxista le cui premesse erano ostili alla sua mentalità. Oggi le sue opere non fanno parte del repertorio di routine del teatro occidentale e i suoi drammi non vengono quasi più messi in scena, né in Italia né in altri paesi. Negli anni Cinquanta Betti fu introdotto sulla scena teatrale londinese assieme a Brecht e Beckett, ma se l’interesse per quest’ultimi è arrivato ininterrotto fino ad oggi e le loro pièces riprese regolarmente, Betti invece svanì dopo quel breve momento di fortuna. Gli studiosi presenti al Convegno hanno voluto riflettere proprio su questa dimenticanza. Ugo Betti merita tale oblio? E’ veramente uno scrittore inattuale o al contrario è in grado di porre e affrontare le questioni profonde che disturbano la pace interiore di uomini e donne anche del terzo millennio? Forse sarebbe sensato riconoscergli un posto di rispetto fra gli autori del Novecento, e non solo nel teatro. |
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| AA.VV. |
| DANTE NELLE SCUOLE |
| Atti del convegno di Siena, (8-10 marzo 2007) |
Il volume raccoglie gli atti del Convegno svoltosi a Siena nel marzo 2007 e pensato per dare delle risposte alle domande indispensabili, ineludibili, dell’insegnare nelle scuole superiori la letteratura di cui Dante è emblema: perché Dante nella scuola oggi? Dante come? Quale Dante? Quanto Dante? Le riflessioni su Dante pongono questioni di diversa natura; questioni di accesso linguistico: il commento? La parafrasi? La traduzione? Questioni di fruibilità culturale: cosa ha da dire, o meglio, come far dire qualcosa al medioevale Dante nell’odierno contesto di scuola massificata e di estremi specialismi tecnologici, ma anche di fenomeni popolari come il Dante di Benigni? Questioni di uso storico-politico: detiene ancora Dante, fra riemergenti microregionalismi, la funzione identitaria nazionale conferitagli dal Risorgimento? Di rilievo il punto sugli studi di Dante all’estero e le riviste a lui dedicate. Il convegno è stato dunque concepito per cercare risposte a tutti questi interrogativi e i contributi presentati da studiosi e insegnanti di varie generazioni e provenienze testimoniano l’alto livello e la complessità delle varie risposte. |
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| AA.VV. |
| ORIENTE E OCCIDENTE NEL RINASCIMENTO |
| Atti del XIX convegno internazionale, (Chianciano Terme/Pienza 16-19 luglio 2007) |
Sono raccolti in questo volume gli atti del convegno tenutosi tra Chianciano e Pienza nel luglio 2007, sull'affascinante tema dei rapporti tra Oriente e Occidente nel Rinascimento. Le oltre 60 relazioni si sono svolte all'interno di sei sezioni: rapporti culturali, rapporti religios, rapporti politici, rapporti artistici, rapporti filosofici ed economici. Il convegno ha evidenziato i legami stretti tra il mondo turco e l'Europa e l'influenza che l'Oriente ha avuto nella letteratura e nelle cultura europea per l'apporto forte delle conoscenze filosofiche greche, nonchè delle cognizioni mediche ed astrologiche attuate tramite la mediazione araba. Evidente è anche come il concetto del favoloso sia entrato in larga misura nella letteratura occidentale medievale proprio grazie al resoconto dei primi viaggiatori e degli scambi commerciali con l'Oriente. Inoltre è stata ovviamente presa in considerazione la diffusione del cattolicesimo in epoca controriformistica in ambiti lontani come il Giappone e l'India e si è analizzata l'influenza culturale europea in quelle terre. |
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| AA.VV. |
| TRADIZIONE & INNOVAZIONE. Dall'italiano, lingua storica e funzionale, alle altre lingue |
| Atti del VI convegno Silfi, (Gerhardt-Mercator Universitaet Duisburg 28 giugno/2 luglio 2000) |
L’opera raccoglie la seconda delle tre parti in cui sono stati suddivisi i contributi del VI Convegno della Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana svoltosi a Duisburg dal 28 giugno al 02 luglio 2000. Al convegno hanno partecipato più di 250 studiosi di linguistica e filologia italiana provenienti da 18 diverse nazioni che si sono confrontati su moltissimi argomenti, dando prova della ricchezza della ricerca condotta in Italia e nel mondo all’inizio del nuovo millennio. Il convegno di Duisburg è andato però oltre il tradizionale scopo della SILFI di rafforzare i vincoli tra linguistica e filologia; esso ha mirato, infatti, a collegare la molteplicità delle problematiche presenti negli approcci tradizionali di linguistica e filologia italiana, sia con progetti orientati all’utilizzo delle tecnologie dell’informazione per la conservazione, diffusione ed elaborazione della lingua e cultura italiane, sia con iniziative che cercassero nuove vie d’integrazione tra ricerca accademica e società.
Il volume è stato strutturato in modo che si passi dall’italiano comune scritto (diatopia, diafasia, pragmatica, tipi di testo) e dall’analisi della grammatica (semantica e sintassi), al rapporto fra l’italiano e altre lingue e all’insegnamento dell’italiano a parlanti non di madre lingua italiana.
La ricchezza, la varietà e l’eccellenza dei contributi qui raccolti fanno di quest’opera un testo unico, con tanti spunti per nuove ricerche e risorse preziose per l’insegnamento della linguistica dell’italiano. |
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| AA.VV. |
| FENOMENI DI INTENSITA' NELL'ITALIANO PARLATO |
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Il volume si struttura in cinque sezioni ognuna delle quali raccoglie i contributi relativi a determinate facce dell’intensità: 1) aspetti dell’intensità, 2) meccanismi linguistici dell’intensità, 3) fonetica, fonologia e intensità, 4) intensità e discorso terapeutico, 5) intensità, traduzione L 2. Se si considera il fenomeno dell’intensità nella prospettiva linguistica/pragmatica, come modificazione della forza illocutoria di un determinato atto linguistico all’interno di uno scambio comunicativo, nelle due direzioni possibili dell’attenuazione e del rafforzamento, risultano coinvolte tre dimensioni fondamentali: 1) il contenuto preposizionale, 2) l’atteggiamento del parlante, 3) il livello internazionale. |
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| AA.VV. |
| LUOGHI DI RAPPRESENTAZIONE SOCIALE NELLA LETTERATURA ITALIANA E FRANCESE ('800 / '900) |
| Atti dell'omonima sezione del XXX Romanistentag, (Vienna 23-27 settembre 2007) |
Il volume raccoglie gli Atti della Sezione omonima organizzata nell’ambito del XXX Congresso internazionale dei Romanisti tedeschi svoltosi nel 2007 presso l’Università degli Studi di Vienna. L’indagine sui luoghi di rappresentazione sociale in Letteratura coinvolge inevitabilmente l’analisi delle tecniche, dei linguaggi e dei sistemi semantici e simbolici della loro elaborazione letteraria. Per gli studiosi non si è trattato tanto di esaminare come determinati luoghi siano descritti nelle opere di una particolare epoca o in un certo autore, quanto piuttosto di indagare in che modo i luoghi pubblici o privati utilizzati a scopo di autorappresentazione abbiano trovato la loro “traduzione” o elaborazione letteraria. Tale studio potrà sicuramente contribuire a chiarire il rapporto tra Letteratura e società e mostrare se e in quale misura la Letteratura di una certa epoca si serva di questo motivo in modo più o meno implicito per accreditare o screditare i valori ed i principi della classe dominante o di altro gruppo sociale. I diversi contributi sono stati organizzati in un percorso unico ma diviso in sezioni tipologiche che, pur legandoli in un solo filone d’indagine, ripercorrono una classificazione di massima dei luoghi trattati. |
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| SINTASSI STORICA E SINCRONICA DELL’ITALIANO
Subordinazione, coordinazione, giustapposizione |
| Atti del X Congresso della Società Internazionale di inguistica e Filologia Italiana, (Basilea, 30 giugno-3 luglio 2008) - in tre volumi |
I tre volumi raccolgono gli atti del X Congresso della Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana (SILFI), tenutosi a Basilea dal 30 giugno al 3 luglio 2008. Il tema del Congresso, la sintassi, è stato al centro della ricerca linguistica per tutta la seconda metà del Novecento, soprattutto per influsso delle teorie generativiste e del vasto programma di ricerca da esse scaturito, ma con un fervore di studi più generale, che non ha risparmiato la linguistica diacronica e la storia della lingua. Ne è conseguito un formidabile ampliamento delle conoscenze teoriche, e un bagaglio di osservazioni empiriche, cognizioni, problemi, che costituisce un lascito permanente alla ricerca. L’opera si apre con le quattro lezioni magistrali tenute da Gaetano Berruto, Giorgio Graffi, Giulio e Laura Lepschy e Raffaele Simone, che hanno aperto e chiuso le prime due giornate del Congresso; successivamente si trovano una sezione dedicata alla sintassi storica e un’altra alla sintassi sincronica, con interventi di studiosi provenienti da una grande varietà di sedi universitarie in Europa e nel mondo in cui vi sono Istituti o cattedre dedicate alla linguistica e alla filologia italiane: l’Università brasiliana del Minas Gerais, le sedi universitarie di Varsavia e Cracovia, l’ateneo di Helsinki, l’Università di Zagabria, l’Università e l’Accademia della lingua Ebraica di Gerusalemme sono soltanto alcune delle sedi di provenienza degli studiosi presenti al Congresso e i cui contributi si trovano nei tre volumi qui pubblicati. |
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| AA.VV. |
| VITA PUBBLICA E VITA PRIVATA NEL RINASCIMENTO |
| Atti del XX convegno Internazionale, (Chianciano Terme - Pienza 21/24 lublio 2008) |
L’opera raccoglie gli atti del XX Convegno Internazionale dell’Istituto di Studi Umanistici Francesco Petrarca, che si è svolto nel mese di luglio 2008 a Chianciano e Pienza. Il tema del convegno, Vita pubblica e vita privata nel Rinascimento, è stato analizzato sotto vari aspetti: letterario, filosofico, politico, artistico e religioso. Il convegno ha affrontato il comportamento pubblico e privato di personaggi politici, religiosi e artisti mettendo in risalto la difficoltà e la diversità dell’operare alla corte e in privato. Inoltre si è interessato degli epistolari di varie personalità dai quali è emerso l’aspetto privato del singolo che talvolta era costretto a mascherare la sua personalità in pubblico, tenuto conto in particolare della situazione che si era venuta creando, soprattutto nel XVI secolo, il “secolo di ferro” come venne definito per le violente guerre di religione, l’avvio della censura e la conquista del Nuovo Mondo. È stato dato risalto anche ai comportamenti privati di alcuni sovrani e sovrane facendo emergere la duplicità dei ruoli nella vita pubblica e in quella privata. Non mancano le analisi filosofiche del comportamento dell’individuo che avrebbe dovuto mantenersi identico sia in pubblico che in privato per non venir meno alle regole che l’etica imponeva. Altre riflessioni di carattere letterario dimostrano come la poesia divenisse spesso nel Rinascimento un mezzo per celebrare la vita pubblica, ad esempio nel caso della poesia funebre e encomiastica o per estrinsecare e talvolta velare la parte più privata del proprio io. |
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| AA.VV. |
| L'ITALIA VISTA DAGLI ALTRI |
| Atti del I Convegno internazionale (Banja Luka 12-13 giugno 2009) |
Se l’Italia rappresenta un concetto geograficamente, linguisticamente, letterariamente preciso, stabile, “gli altri” ne sono la componente nobile, mutevole. In questo contesto, naturalmente, “altro” non significa solo straniero, “non italiano”, ma vuole indicare in senso più vasto non appartenenza, un’alterità del singolo o digruppo, capace di mostrarci un punto di vista non convenzionale sulla storia e sulla cultura italiana. Il volume è diviso in cinque parti: Viaggiare Marija Mitrovic, L’immagine dell’Italia in Antun Gustav Matos, Ivana Mraljevic, I ricordi di viaggio di Marko Car, Paolo Di Vico, Il viaggio in Italia: sensazioni e impressioni dei viaggiatoriri slovacchi attraverso i secoli. Confrontare: Ljljana Banjanin, L’Italia in alcuni periodici belgradesi (1894-1914), Vesna Dezelijn, La percezione dell’Italia e della cultura italiana nella pubblicistica croata tra il 1918 e il 1930. Distinguere: Marco Penzi, L’Italia e gli italiani visti dai francesi alla fine del XVI secolo, Raniero Speelman, L’Italia vista dagli ebrei. Comunicare: Rita Scotti Juric, Elementi formali/informali dell’apprendimento linguistico: per una continuità dell’identità italiana nell’Istria bilingue, Joanna Jarczynska, L’italia(no) che insegnamo, ovvero il ruolo dell’input culturalenello sviluppo della competenza comunicativa sull’esempio dei discenti di madrelingua polacca, Mari D’Agostino, Gli altri e noi/noi e gli altri. Dialetto, lingua e “nuovi italiani”, Danilo Papasso, La traduzione inserbo di Ivo Andric del Cantico di frate sole. Scrivere: Irena Prosinc Segula, La letteratura italiana come mediatrice della cultura europea: la presenza di Petrarca nell’opus poeticum di France Preseren, Marjana Aretina, Il ritratto degli italiani in Kanjos Macedonovic di Stefan Mitrov Ljubisa, Zorana Kovacevic, L’immagine dell’Italia nel Serto della montagna di Petar Petrovic Njegos, Zelico Duric, Il Futurismo italianoin Serbia: alcune immagini, Paola Ballerini, La formazione italiana di Dionysios Solomos, Gitana Tuccini, L’approdo di Lars. Uno studio imagologico della novella Lontano di Luigi Pirandello, Musica Todorovic, Sei personaggi in cerca d’autore: storia di famiglia e analisi del testo. |
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| AA.VV. |
| GIORGIO BASSANI A DIECI ANNI DALLA MORTE |
| Atti del Convegno Internazionale di studi (Craiova 14/15 aprile 2010) |
Il 13 aprile del 2000, dopo un lungo periodo di malattia, Bassani si spense. Curiosamente, a dieci anni esatti dalla morte, siè tenuto in Romania, non in Italia, un congresso internazionale di studi sullo scrittore bolognese di nascita e ferrarese d’adozione. Ventotto gli studiosi europei che hanno approfondito molti degli aspetti dell’autore de’ “Il Giardino dei Finzi-Contini”. Antonio Allegra, Tra storia e profezia. Bassani e Fortini a confronto; Alina Baci-Pop, I personaggi bassaniani; VioricaBalteanu, Un’ipostasi lirica di G.B.; Lara Bevilacqua, La memoria dell’orto, dell’erba e del mare. Materiali e spunti interpretativi della narrativa “verde” di G.B.; Mirala Boncea, I luoghi della memoria, la memoria dei luoghi nel Giardino dei Finzi-Contini; Otilia Dorotea Borcia, La traduzione del Giardino dei Finzi-Contini in rumeno; Nicoleta Calina, Bassani e la scoperta di un “caso” letterario: Il Gattopardo di Lampedusa; Doina Concrea Derer, In margine alla lirica bassaniana; Cornelia Dumitrescu, Esclusione e solitudine nel romanzo Il Giardino dei Finzi-Contini; Florica Duta, Isolamento e senso della morte ne’ Il Giardino dei Finzi- Contini; Oana-Adriana Duta,Giorgio Bassani, la intersectia intre literatura sicinematografie; Alma Hafizi, Studio prossemico nel romanzo Il Giardino dei Finzi-Contini di G.B.; Ion Istrate, I meandri della ricezione dell’opera di G.B. nell’“era” comunista; Mariana Istrate, Il linguaggio emotivo nella letteratura. Riferimento a L’Airone di G.B.; Rodica Locusteanu, Strutture spazio-temporali il romanzo bassaniano; Gabriela Lungu, Interni, finestre, sguardi Dentro le mura; Alredo Luzi, Esperienza vissuta e scrittura nella poesia di Bassani; Giuseppe Mascia, Bassani e De Sica: Le ragioni di un dissidio; Claudia Gabriela Mircescu, Personajul Lida Mantovani, oabordare in cheie psihanalitica; Giuseppe Mosciatti, Bassani: dialoghi sulle cose; Piero Pieri, Da Storia di Debora a Lida Mantovani funzioni storiche, censure simboliche e strategie stilistiche; Titus Heydenreich, La biblioteca dei Finzi-Contini; Elena Pirvu, Osservazioni sulle modalità di traduzione in rumeno dei gerundi passati del Giardino dei Finzi-Contini di G.B.; Paola Politi, “…tutto era uguale, tutto si ripeteva”. Appunti sulla ripetizione come modalità formale e tema del racconto Lida Mantovani di G.B.; Alberto Roncaccia, Bassani saggista; Emilia Stefan, Aspetti della ricezione nell’opera di G.B. in Germania; Helha Tepperberg, Prospettive spazio-temporali in alcune prose del bassaniano Romanzo di Ferrara; Paolo Vanelli, L’Odore del fieno: la sostenibile leggerezza dell’essere. |
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| AA.VV. |
| ASPETTANDO IL RISORGOMENTO |
| Atti del Convegno di Siena (20-21 novembre 2009) |
Perché un convegno sulla letteratura del Risorgimento? Per fare una riflessione, alla vigilia del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia e in presenza di posizioni critiche disparate, oltre che contrapposte, su quel periodo e su quelle esperienze, contraddittorie ma ricche di fermenti e di progetti, tese a creare una nuova situazione politica e sociale. Ecco la sfida affrontata dai relatori, che dai prodromi delle aspettative e della creazione di modelli e ideali alla fine del Settecento fino alla delusione del momento immediatamente post-unitario, sono approdati all’immaginario che nel Duemila guarda ad un periodo così importante per la nostra storia. Da Alfieri a Verga, dalla ‘scoperta’ che i garibaldini fecero di una Sicilia allora pressoché sconosciuta, al teatro, strumento di educazione ‘popolare’ nonché di cambiamenti sociali, dalla scuola con le sue trasformazioni dopo l’unità del Paese a quella massoneria e carboneria che tanta parte hanno avuto nell’organizzare e portare avanti progetti e legami rivoluzionari, questo il ventaglio ampio e problematico che è stato affrontato. |
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| AA.VV. |
| CESARE PAVESE A SAN FRANCISCO:INCONTRO PER LA CELEBRAZIONE DEL CENTENARIO DELLA NASCITA |
| Atti del Congresso 24/25 ottobre 2008 |
Il volume raccoglie gli atti del Congresso tenutosi a San Francisco nell’ottobre 2008 in occasione del centenario della nascita del grande scrittore e poeta Cesare Pavese. Nonostante la sua vita sia stata marcata sempre da un senso di inadeguatezza e tristezza e nonostante la sua tragica morte, la sua presenza umana e intellettuale ha accompagnato, e ancora accompagna, la crescita e la ricerca esistenziale di molti. Pavese, infatti, è considerato uno degli scrittori più interessanti del ventesimo secolo, il quale per virtù o per la sua personalità umana, culturale, ideologica e artistica da sempre attrae il lettore e la critica, che nel tempo si è alternativamente espressa soprattutto in seguito al grande successo di pubblico delle sue opere registrato nei primi anni dopo il suo suicidio, in particolare tra i giovani, di cui divenne il simbolo, incarnò il fallimento delle illusioni, delle ideologie, delle aspirazioni, delle incertezze e della rabbia. Gli atti di questo congresso sono divisi in sei sezioni, ognuna delle quali sottolinea un aspetto della vita e dell’opera di Pavese: “l'Impegno politico-intellettuale”, “Il contesto anglo-americano”, “Cinema”, “Donne e lettere”, “Opere pavesiane e oltre”, “Poesia”. |
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| AA.VV. |
| DA RIVA A RIVA |
| Studi di lingua e letteratura italiana per Ornella Pollidori Castellani |
Il volume raccoglie una serie di studi qui dedicati ad Ornella Castellani Pollidori, preziosa storica della lingua che spesso, e con grande sensibilità, si è soffermata su temi di ambito letterario, coniugando l’analisi linguistica con quella filologica, stilistica e storico-culturale. I contributi presenti nel volume, assai diversi tra loro per argomento e impostazione pur trovando il loro raccordo nell’attenzione scrupolosa per la lingua italiana, sono ad opera dei nostri maggiori studiosi: Maria Luisa Altieri Biagi, Spigolature galileiane – Felicita Audisio, Gli Scherzi del Giusti in un manoscritto roncioniano – Lucia Bertolini, Fuori e dentro la Grammatichetta albertiana – Enza Biagini, «Finzioni di Finzioni»: PK3 – Pinocchio 3000 e qualcos’altro – Giancarlo Breschi, Di, d’i, di’, dî ‘dei’ – Augusta Brettoni, In favore degli studi delle donne: Aretafila Savini de’ Rossi e Anton Maria Salvini – Andrea Dardi, Goldoni in Manzoni – Valeria Della Valle, Un dizionarietto dell’Ottocento – Elisabetta De Troja, L’arte della felicità secondo Jacopo Stellini – Anna Dolfi, Tabucchi e il «futuro grammaticale della nostalgia» - Piero Fiorelli, Pinocchio contro Pinocchio – Temistocle Franceschi, Abuso di forme grecizzanti nella toponomastica nazionale – Giovanna Frosini, A Prato, sul finire del Trecento – Enrico Ghidetti, D’Annunzio e la Grande Guerra: dal «discorso scolpito» all’«arte notturna» - Pär Larson, Una carta balanina del 1242 – Enrico Malato, Note sul testo della Divina Commedia – Paola Manni, Sulla duplice redazione di una lettera di Leonardo (codice Atlantico, cc. 872r, 1037v) – Nicoletta Maraschio, «Donna» e mestieri femminili: un piccolo sondaggio nelle cinque Crusche – Viviana Melani, Luigi Baldacci: «Pinocchio ambiguo» e altri «pretesti» sull’Ottocento toscano – Maria Carla Papini, La città di Campana: tra metafisica ed espressionismo – Giuseppe Patota, Fra le quinte di «tuttavia», Teresa Poggi Salani, Tra istituzionalizzazione di lingua e revisione delle bucce. Spigolando dal commento del Petrocchi ai Promessi Sposi (dal suo vocabolario) e da altri vecchi classici commenti – Luca Serianni, Postille coeve a un purista di fine Ottocento – Alfredo Stussi, «Dispera l’ultima volta», Pietro Trifone, Dante e l’inesorabile lezione del Medioevo – Roberta Turchi, Il canovaccio di Pinocchio – Gianni Venturi, I racconti del confino – Maurizio Vitale, Noterella trissiniana – Italia liberata da’ Gotthi libro XVI: rimozione e conservazione della polemica anticuriale.
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| AA.VV. |
| MECENATI, ARTISTI E PUBBLICO NEL RINASCIMENTO |
| Atti del XXI convegno internazionale (Pienza/Chianciano 20/23 luglio 2009) |
L’opera raccoglie gli atti del XXI Convegno Internazionale dell’Istituto di Studi Umanistici Francesco Petrarca, che si è svolto nel mese di luglio 2009 a Chianciano e Pienza. Il tema del convegno, Mecenati, artisti e pubblico nel Rinascimento, è stato analizzato sotto vari aspetti: letterario, politico, artistico e religioso. Il convegno si è occupato innanzi tutto del concetto di “mecenate” quale viene ripreso nel Quattrocento partendo dall’etimologia nata a Roma del famoso circolo di Mecenate. In secondo luogo ha cercato di sottolineare se chi esercitava il mecenatismo fosse veramente tale e cioè fosse un protettore delle arti spinto dall’amore vero per la cultura o facesse il tutto per scopi puramente personali di affermazione di potere e di acquisizione di prestigio. Sono stati messi in risalto aspetti particolari dell’attività del mecenate riflettendo soprattutto sul rapporto che si instaurava tra il committente e l’artista – non sempre libero nel proprio linguaggio espressivo – e sulla possibile fruizione del prodotto artistico da parte del pubblico. Particolare risalto è stato dato all’attività architettonica e urbanistica che nel corso del Rinascimento ebbe un grande sviluppo. Anche il fattore musicale è stato analizzato nel suo sviluppo tra Quattrocento e Cinquecento, assai rilevante per il coinvolgimento di una larga fascia di pubblico determinato dalla nascita della polifonia, di primaria importanza sia per la musica sacra che profana. E’ stato di grande interesse rilevare i vari contatti e gli interscambi culturali assai attivi soprattutto nell’Europa de Rinascimento in cui i sovrani e i pontefici gareggiavano nell’avere corti di grande fasto attuato proprio attraverso le committenze artistiche.
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| AA.VV. |
| TRADIZIONE & INNOVAZIONE – vol. 3° |
| Integrando il digitale, l’analogico, il filologico, lo storico e il sociale
Atti del VI Convegno SILFI
(Gerhardt-Mercator Universität Duisburg, 28 giugno-2 luglio 2000)
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L’opera raccoglie la terza e ultima parte in cui sono stati suddivisi i contributi del VI Convegno della Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana svoltosi a Duisburg dal 28 giugno al 2 luglio del 2000. Al convegno hanno partecipato più di 250 studiosi di linguistica e filologia italiana provenienti da 18 diverse nazioni che si sono confrontati su moltissimi argomenti, dando prova della ricchezza della ricerca condotta in Italia e nel mondo all’inizio del nuovo millennio. Il convegno di Duisburg è andato però oltre il tradizionale scopo della SILFI di rafforzare i vincoli tra linguistica e filologia; esso ha mirato, infatti, a collegare la molteplicità delle problematiche presenti negli approcci tradizionali di linguistica e filologia italiana, sia con progetti orientati all’utilizzo delle tecnologie dell’informazione per la conservazione, diffusione ed elaborazione della lingua e cultura italiane, sia con iniziative che cercassero nuove vie d’integrazione tra ricerca accademica e società. Il volume si compone di otto sezioni che, grazie al prezioso contributo dei maggiori studiosi della lingua italiana, offrono molte opportunità di riflessione e studio: Biblioteche digitali e Archivi elettronici, ItalAnt, Lessicografia e Lessicologia, Storia linguistica italiana, La Sicilia e il siciliano, Filologia, Sociolinguistica & Sociostilistica, La lingua e i due sessi. La ricchezza, la varietà e l’eccellenza dei contributi qui raccolti fanno di quest’opera un testo unico, con tanti spunti per nuove ricerche e risorse preziose per l’insegnamento della linguistica. |
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Strumenti di letteratura italiana
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| Andrea Afribo |
| TEORIA E PRASSI DELLA "GRAVITAS" NEL CINQUECENTO |
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| Il merito e la novità di questo intenso libro di Andrea Afribo sono senz’altro la connessione e l’intersezione strette che vi sono poste e dimostrate fra alcuni aspetti cruciali dello stile poetico del Cinquecento e altrettanti della riflessione teorica contemporanea. Al centro dello studio che si pregia di una dovizia di documenti e argomenti e di un’analisi finora non sperimentate, vi è l’opposizione “bembiana” di “gravità” e “piacevolezza” sia nei teorici maggiori (Tasso, Speroni) sia nei minori, ragionata in modo netto o sfumato, riflettendosi dialetticamente nella prassi stilistica dei lirici del tempo, dal grande Della Casa a tanti altri. Figura dominante il libro, è, a buon diritto, il Tasso; ai più alti livelli poeta, teorico e acutissimo auto-analista. |
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| Monica Jansen |
| Il dibattito sul postmoderno in Italia. In bilico tra dialettica e ambiguità |
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| Questo libro della studiosa olandese di Utrecht, Monica Jansen, contiene una straordinaria, minuziosa ed equilibrata ricostruzione del dibattito che si è svolto in Italia, a partire dal 1979, tra filosofi, studiosi d’arte e d’architettura, critici e teorici della cultura e della letteratura, riguardo alla condizione postmoderna che si è espressa come crisi e trasformazione dei paradigmi di pensiero e come cambiamento profondo dei prodotti culturali e dell’immaginario. La documentazione dell’autrice è dettagliatissima. Sono stati consultati tutti i documenti rilevanti del dibattito. Il risultato è la prima cronaca completa di un tormentoso dibattito che, in concomitanza con quanto è avvenuto in altri paesi, ha radicalmente modificato il clima culturale dell’Italia. Inoltre lo studio della Jansen contiene anche, in una seconda parte, una serie di letture critiche di testi letterari di alcuni testi dell’ultimo Calvino, fra cui Palomar, un confronto fra Le mosche del capitale di Volponi e Castelli di rabbia di Baricco e un valido esame critico sui temi e i procedimenti narrativi di Tabucchi. |
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| Luigi Peirone |
| Saggi filologici e linguistici |
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| Miscellanea di studi filologici e linguistici su testi danteschi, Nuovo Testamento, italiano contemporaneo, codici autonomi e lingue speciali, parallelismi e sequenze cronologiche fra le prime grammatiche italiane e spagnole. |
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| Luigi Peirone |
| Parola e testo |
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Il volume rappresenta in un certo senso la continuazione ed il completamento di un’opera precedente dell’autore : Saggi filologici e linguistici (Franco Cesati Editore, 2002).
Si tratta di due raccolte di saggi isolati, anche se si è cercato di raggrupparli per una qualche affinità del contenuto o del metodo seguito. Ma, mentre nella prima raccolta i contributi inediti erano soltanto due qui rappresentano la quasi totalità dell’opera ad eccezione di due saggi pubblicati in “Esperienze letterarie”.
Si tratta di saggi che toccano temi storici, di interpretazione semantica, sulla lingua nella Divina Commedia e nella Bibbia. |
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| Luca Marcozzi |
La Biblioteca di Febo Mitologia e allegoria in Petrarca |
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| Il volume indaga uno degli aspetti meno studiati della poesia di Francesco Petrarca: i contatti con l’allegoria e la mitologia. I capitoli sulla poesia allegorica e la poesia teologica rappresentano due importanti novità nell’ambito degli studi petrarcheschi.
Il volume è corredato da un imponente apparato di indici: dei nomi, dei luoghi petrarcheschi (solo per questo indice varrebbe l’acquisto), di luoghi mitologici, delle opere citate e dei manoscritti. |
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| Costantino Maeder |
«Il real fu dolore e l’ideal sogno» Arrigo Boito e i limiti dell’arte |
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| Arrigo Boito è uno degli artisti e divulgatori culturali più importanti dell’Italia a cavallo tra Otto e Novecento. La sua opera primaria è ristretta, ma quasi tutto quello che pubblica a suo nome provoca scandali, crea attese, si orienta al futuro. Se s’include anche la sua opera secondaria, fatta di traduzioni, adattamenti, testi pubblicati senza indicazione d’autore, con pseudonimo e col nome di un collaboratore, la produzione giornalistica, allora si constata subito che Boito non era dispersivo e indolente come sembrerebbe da alcuni luoghi comuni della critica.
Questo lavoro non vuole tracciare un quadro generale dell’opera di Boito, bensì presentare alcune sfaccettature di questo scrittore, così poliedrico e sorprendente, attraverso l’analisi di alcuni testi e mettere in evidenza le grandi linee della sua poetica. |
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| Anthony Julian Tamburri |
Una semiotica della ri-lettura Guido Gozzano, Aldo Palazzeschi, Italo Calvino |
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| Il volume esamina alcune opere di tre scrittori italiani del Novecento – Guido Gozzano, Aldo Palazzeschi e Italo Calvino – dimostrando come ciascun autore, a un dato momento della sua carriera, ha informato i suoi testi di certe idee, concetti, codici, e referenti che non sembravano alludere a nessuno sfondo intertestuale – i.e., mancava un repertorio di funzioni-segno imbevuto nella tradizione – per una decodificazione testuale ben riuscita da parte di un qualsiasi lettore.
Questo studio mette in rilievo l’utilità di leggere talvolta anche in modo retrospettivo. Così, il lettore – chi prende in mano un testo di un certo determinato autore – può capirlo meglio dopo averne letto uno composto in un momento successivo. Questo saggio illustrerà quindi sia il valore che il bisogno interpretativo di tale processo di lettura. |
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| Mauro Canova |
«E ‘l riso e ‘l pianto et la paura et l’ira» L’opera di Angelo Beolco tra poetica e psicoanalisi |
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| La struttura del libro consta di tre parti distinte: la prima presenta un’analisi delle strutture psicoanalitiche delle commedie del Ruzante; la seconda si compone di una proposta teorica mirante ad integrare il metodo psicocritico proposto da Charles Mauron e di un capitolo, il quinto, in cui si affronta direttamente la personalità dell’Autore; alla terza parte è riservata una lettura che mette a confronto la personalità dell’Autore con la cultura del tempo operando raffronti con autori coevi. |
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| Ronald de Rooy |
«Il poeta che parla ai poeti» Elementi danteschi nella poesia italiana edanglosassone del secondo Novecento |
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| Enorme e svariata è l’influenza che la persona e l’opera di Dante Alighieri hanno esercitato sulla cultura, sulla lingua e sulla letteratura del Novecento. Dante è indubbiamente uno dei pochi scrittori (come Omero, Shakespeare e Goethe) ad aver influenzato fortemente la scrittura e il pensiero del Novecento. E Dante continua a sorprendere, continua ad apparire e a farsi citare nella prosa letteraria, nella poesia, ma anche in circostanze e contesti a prima vista molto lontani dal mondo del grande fiorentino.
In questo volume l’autore si propone di fare un’esplorazione del variegato panorama delle presenze e tracce dantesche nella poesia italiana e anglosassone della seconda metà del Novecento, soffermandosi in particolare su alcune delle voci poetiche più significative di questi due universi culturali e letterari e cercando di incorporare nella ricerca l’interazione tra la ricezione di Dante nella cultura italiana e in quella anglosassone. Più in particolare segue le variegate presenze e tracce di Dante nell’opera di quattro grandi poeti italiani, Giorgio Caproni, Edoardo Sanguineti, Mario Luzi e Giovanni Giudici, nell’opera del poeta irlandese Seamus Heaney, in quella del poeta caribico Derek Walcott, e nelle traduzioni da parte di poeti americani come Richard Wilbur e Robert Pinsky. |
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| Yvonne Hauser-Rüegger |
| Corpi nudi e pellicce: la ricerca poetica di Pavese nella trilogia La bella estate |
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| Cesare Pavese è forse, fra gli scrittori della nostra storia recente, il più dimenticato. In effetti l’attualità o l’inattualità dell’opera dello scrittore piemontese è argomento di discussione ricorrente presso la critica recente, anche se in Italia, fatto salvo il vitale dibattito nato intorno “al caso Pavese” a seguito della pubblicazione di un taccuino inedito degli anni ’42 e ’43 da parte de “La Stampa”, l’interesse degli studiosi non ha avuto altre occasioni di riaccendersi e l’opera del grande scrittore è caduta in una sorta di oblio.
Cosa questa che non è avvenuta e non avviene all’estero dove c’è una presenza costante di articoli sull’opera pavesiana e dove l’interesse degli studiosi è esclusivamente rivolto ai testi e agli aspetti linguistici, strutturali e antropologici.
Tuttavia sembra essersi acuita la necessità di rileggere e di riesaminare l’opera di Pavese al di là del “mito” e con nuove aperture. Questo lavoro vuole assecondare questa esigenza, proponendo una lettura di tre romanzi, riuniti dall’autore sotto il titolo La bella estate, piuttosto trascurati dalla critica. E’ questo un approccio sostanzialmente semiotico che ha l’obiettivo di descrivere la poetica pavesiana partendo dai singoli testi. L’interpretazione dell’opera è basata su un’analisi dettagliata della protagonista e della sua trasformazione che si traduce nel rapporto della ragazza con il tempo, lo spazio e con gli altri personaggi. |
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| Nicoletta Mainardi |
Lorenzo Viani Studi per un ritratto |
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| E’ un consumato luogo comune quello che afferma la poca compatibilità tra arte pittorica e produzione letteraria; basterebbe soffermarsi a riflettere, come ha fatto Nicoletta Mainardi, sulla figura dell’artista viareggino Lorenzo Viani per rendersi conto di come certi artisti abbiano con la prosa e la poesia un rapporto analogo a quello intrattenuto con la figuratività.
Nella ricerca compiuta in questo volume, che raccoglie una serie di saggi ispirati dal vasto panorama dell’opera letteraria e figurativa di Viani, emerge un autore intensamente rivolto a quel cosmo di poveri e derelitti che fanno parte della sua visione esistenziale: pescatori, vedove e anarchici che riassuntivamente Viani chiama “vageri”, recuperando in italiano un termine del dialetto viareggino; e poco conta quale sia il mezzo espressivo: pittura o prosa, ciò che emerge con lucida chiarezza sono i fatti crudi della vita, inevitabilmente segnati dai tratti dell’angoscia.
Viani vede, osserva e soprattutto sente tramite la pittura come tramite la prosa e si esprime attraverso tematiche esplicite o evocative. |
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| Gian Paolo Giudicetti |
La narrativa di Giuseppe Antonio Borgese Una risposta alla crisi letteraria e di valori del primo ‘900 |
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La testimonianza della crisi non è l’unica strada percorsa dalla letteratura del ’900.
Borgese ammoniva a non confondere la letteratura con la storia della letteratura, l’interesse di uno scrittore con il suo ruolo innovativo.
Borgese ha rifiutato la crisi di valori e letteraria di inizio ’900.
I protagonisti di Borgese sono immersi in una crisi personale profonda: Filippo Rubè è allo sbando, egocentrico e incapace di provare sentimenti; Eliseo Gaddi, ne I vivi e i morti, si ritira dal mondo a soli quarant’anni; l’io di Tempesta nel nulla si lascia ingannare dall’illusione di una rivelazione metafisica troppo confortevole.
Ma la narrativa di Borgese offre una replica alla crisi. A volte la crisi del protagonista è controbilanciata dall’esito salvifico del suo percorso, da consigli di altri personaggi, dal tessuto simbolico, da valori estetici che si attuano nelle modalità della narrazione e della costruzione complessiva dell’opera. |
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| Mauro Canova |
Ultimi fantasmi e nuove cosmologie Letture e proposte per Sereni, Zanzotto e Caproni |
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| Questo saggio propone due linee di lettura: la prima è centrata sull’analisi del Conte di Kevenhüller di Giorgio Caproni, alla scoperta degli elementi che collocano tale opera all’interno della tradizione didattico-allegorica e materialistica della lirica italiana; la seconda è introdotta da un saggio che, prendendo le mosse dal Sofista di Platone, tenta di delineare, da un punto di vista filosofico, la situazione della poesia contemporanea nel suo dialogo ininterrotto con il fantasma. Attraverso la lettura di alcune poesie di Sereni (Stella Variabile), Zanzotto (Idioma) e Caproni (Il Conte di Kevenhüller), si definisce il punto d’arrivo, l’hic et nunc maturato nella riflessione poetica di tre fra i nostri maggiori autori del secondo Novecento. |
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| Sarah Bernasconi |
Tra cielo e terra La metamorfosi del sacro nella poesia e nel teatro di Mario Luzi |
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| Al centro della ricerca condotta da Mario Luzi in oltre settant’anni di poesia e di teatro c’è l’essere umano. La quiete luziana non rimane tuttavia costante nel tempo, né si trasforma in modo lineare come rilevato da gran parte della critica. Oscilla, piuttosto, tra “cielo” e “terra”. Il destinatore della creature, il garante del senso dell’esistenza viene inizialmente identificato nell’aldilà, nella realtà trascendente. Poi, a partire dagli anni Sessanta, è riconosciuto in terra: negli esseri umani stessi, artefici della perpetua metamorfosi dell’universo. Nella seconda metà degli anni Settanta riappare la figura del Dio-Padre trascendente, destinatore e salvezza per le vite terrene. Sul finire del millennio, l’ultima grande trasformazione: la distinzione tra trascendente e imminente si annulla. L’uomo torna ad essere creatore, ma con modestia, umiltà, nei propri limiti: è creatore e creatura, come tutti gli esseri del cosmo. Le oscillazioni? Avvengono in concomitanza con i grandi avvenimenti – tragici e distruttivi o lieti e costruttivi – del Novecento. Negli ultimi anni della sua vita Luzi esprime più volte timore per le vicende del mondo. Il poeta toscano non perde però la speranza : nella capacità dell’uomo di pensare, esprimersi, creare, ascoltare, capire. È l’humanitas, avverte l’ultimo Luzi, il valore fondamentale cui non si può rinunciare. |
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| Andrea Pelosi |
Stile Novecento Saggi di stilistica e metrica da Leopardi a Svevo |
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| Andrea Pelosi è uno studioso notissimo nel mondo della filologia per il suo vasto studio (Metrica 1990) sulla canzone del Trecento, molto innovativo anche da un punto di vista metodologico. Negli ultimi anni ha affiancato al filone della indagine filologica quello che è raccolto in questo volume: una serie di studi dedicati alla letteratura dell’Otto-Novecento e dunque della modernità.
Alle due estremità di questo nucleo stanno due classici come Leopardi e Sereni. Tra di loro, Gozzano, Cardarelli, Tozzi e Svevo.
In tutti i sette saggi che compongono questo volume Pelosi cerca sempre un’idea forte nell’interpretazione dei testi e a quell’idea sottopone la sua ricerca rigorosamente finalizzata allo svelamento di meccanismi che rendono coerente la varietà del molteplice… |
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| Franca Pellegrini |
La tempesta originale La vita di Alda Merini in poesia |
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| La tempesta originale è uno studio in forma monografica sulla vita e le opere di Alda Merini.
La prima parte, Sulla vita, si propone di ripercorrere la biografia della poetessa, modellata sugli scritti prosaici e poetici, attraverso le sue “ecchimosi d’amore”, come lei stessa definisce i suoi amori nell’opera Il tormento delle figure; amori che corrispondono, grosso modo, al suo percorso di vita.
La seconda parte, Sulla poesia, è dedicata a una lettura critico-interpretativa dell’opera di Alda Merini dal 1953 al 1987.
In chiusura del volume, sotto forma di appendice, è posta una tavola riassuntiva che riproduce in modo schematico, ma essenziale, la storia editoriale delle raccolte e delle liriche della poetessa. |
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| Silvia Locati |
La rinascita del genere tragico nel Medioevo L’Ecerinis di Albertino Mussato |
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| La tragedia Ecerinis è considerata un fenomeno letterario, un unicum nell’universo letterario del primo Umanesimo; dopo l’incoronazione di Stazio, fu infatti la prima opera letteraria che ai primi del Trecento fu premiata con l’incoronazione a poeta del suo autore.
Vero antecedente dell’Ecerinis è l’Octavia di Seneca,; solo rapportandoci a questa praetexta riusciamo a cogliere la continuità del genere tragico che l’Ecerinis può rappresentare.
L’Octavia si offriva a Mussato come modello ideale. La figura di Nerone, efferato tiranno, si ripresentava infatti in tutta la sua crudeltà in Ezzelino. L’analisi comparativa delle due opere tragiche evidenzia le esigenze letterarie della ripresa di questo genere e la volontà dell’autore di cercare una forma letteraria che fosse veicolo di un messaggio politico contro la tirannide. |
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| Luigi Peirone |
Significante e significato Ricerca linguistica e prassi dantesca |
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| Il volume è una raccolta di saggi, per la maggior parte inediti, in riferimento ad una tematica quanto mai ampia: si passa da ricerche analitiche riguardanti il testo dantesco ad indagini di carattere più specificamente diacroniche, continuando con riferimenti particolari alla semantica per volgere poi l’attenzione a nuove concezioni inerenti la logica e la loro possibile utilizzazione nel campo della ricerca linguistica.
In realtà, al di là delle pure apparenze, si rivela subito al lettore una salda unità di metodo che coinvolge tutti i contributi raccolti nel volume: la particolare attenzione al rapporto significante / significato, che funge da collante e fa sì che tutte le indagini qui comprese siano improntate nel loro insieme ad una dinamica ma incontestabile unità. |
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| Giuseppe Stellardi |
| Gadda: miseria e grandezza della letteratura |
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Corre voce che Gadda sia il massimo narratore del nostro Novecento; se schierarsi è facile, interrogarsi sulla sua grandezza impone invece un faticoso chiarimento, che finisce per coinvolgere il senso stesso dell’atto letterario. Nel caso dell’Ingegnere, molte e diverse sono le posizioni critiche. Ma dopo ogni più vivace e polifonico dibattito, e a dispetto delle immancabili voci dissenzienti, viene sempre il momento in cui un certo modo di vedere e sentire un autore si attesta come dominante. Siamo forse in prossimità di un simile passo per Gadda. Tanto più cruciale, dunque, mettere in rilievo aspetti dell’opera (e più ampiamente della mens) gaddiana che un inevitabile assestamento esegetico potrebbe presto pervenire a minimizzare, o forse neutralizzare del tutto. Tale è il proposito del libro: avvicinare Gadda in una prospettiva che ne salvaguardi l’originalità, l’unicità ma che contemporaneamente non rifugga dall’esigenza di un’ampia contestualizzazione storica e teorica; e, di pari passo, riaffermare il valore artistico e ideale di un’opera fra le meno facilmente classificabili e canonizzabili del secolo appena trascorso. |
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| Ilaria Tufano |
“Quel dolce canto” Letture tematiche delle “rime” di Boccaccio |
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La tradizione delle “rime” di Boccaccio si presenta policentrica e dispersa, in manoscritti per lo più quattro-cinquecenteschi, eccetto una compatta silloge di 103 rime raccolte nelle cc. 60 r.-80 r. (cui seguono varie carte vuote a parte il titolo ricorrente di «rime di Giovanni Boccacci») della cinquecentesca Raccolta Bartoliniana, presso l’Accademia della Crusca a Firenze.
La sezione della raccolta dedicata a Boccaccio si fonda sul testo perduto di Ludovico Beccadelli, dal testo di Brevio sono invece trascritti i due ultimi sonetti, uno dei quali è barrato perché compare già nel corpus precedente, con a fianco le varianti desunte di Brevio.
Nessuna rima di Boccaccio compare invece trascritta dal testo di Bembo. |
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| Geneviève Van Brabant |
Accenti su Scribendi licentia di Cesare Ruffato Aspetti del dialetto padovano del’900 nella scrittura d’arte |
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| Cesare Ruffato, padovano, professore radiologo e radiobiologo, letterato e poeta, nei suoi otia ha da tempo suscitato forte interesse in lettori di professione e in nomi noti e meno noti della filologia e della critica.
L’attenzione della critica si sofferma soprattutto su alcuni particolari di lingua e di stile prediletti da Ruffato e inerenti al padovano e al veneto medio-borghese, soprattutto per quei passi che, a torto, potrebbero essere scambiati per bizzarrie “ermetiche” dell’autore.
Guidato dall’ispirazione poetica al servizio del cuore e del pensiero e da un robusto eclettismo – che è quello stesso del dialetto padovano – Ruffato è riuscito a darci in Scribendi licentia, un vasto corpus del suo neodialetto: il dialetto di Padova nella viva parlata quotidiana, ma frequentemente sollecitato e reinventato dal sogno sulla traccia di lacerti mnestici infantili e con volontari sbandamenti nell’italiano e in vari linguaggi settoriali. |
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| Gillian Ania |
Paola Capriolo Mitologia, musica, metamorfosi 1988-1998 |
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| Questo volume rappresenta la prima monografia critica interamente dedicata all’opera della scrittrice milanese.
Paola Capriolo, romanziera, critica e traduttrice, irruppe sulla scena letteraria nel 1988 con la raccolta di racconti La grande Eulalia, opera prima che ricevette entusiastici consensi da parte della critica, riscuotendo al contempo, e con notevole rapidità, anche un considerevole successo di pubblico. La scrittrice fu considerata fin dal suo esordio una promessa, per il tocco intellettualmente raffinato, l’italiano elegante e la prosa evidentemente dotata di qualità poetiche.
Nel volume si è voluto esaminare i temi ed i motivi principali nell’opera della Capriolo, e quindi: l’esperienza religiosa o mistica, il labirinto, la musica, la metamorfosi; quest’ultimo è stato oggetto di una maggiore attenzione in quanto rappresenta un tema invariabilmente presente in ciascun romanzo esaminato. |
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| Anthony Julian Tamburri |
| Narrare altrove: diverse segnalature letterarie |
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| Il volume offre al lettore, tramite una lente semiotica che si spiegherà di capitolo in capitolo, una interpretazione, per modo di dire nuova, delle opere discusse. Opere le cui strutture retorico-narrative sollecitano per l’appunto una lettura a prima vista fuorviante, la quale, a ripensarci una seconda volta, risulta tutt’altro che fallace e sottolinea nel contempo la significabilità del testo dal momento in cui esso viene a contatto col lettore. Il narrare altrove si riferisce, da un lato, agli scrittori, tutti quelli che per una qualche ragione, sono stati ispirati ad una retorica aldilà del solito atto ideologico-narratologico della cosiddetta tradizione italiana; dall’altro, il binomio ha pure come punto di riferimento questo nuovo componente segnico, un altro significato di “narrare”. |
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| Luigi Peirone |
| Parole e lezioni dantesche |
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| Il volume è una raccolta di saggi (per la maggior parte inediti) in riferimento alla problematica che investe sia il significato di singoli vocaboli, sia in modo più specifico certe lezioni del testo critico del Petrocchi.
La metodologia della ricerca non si allontana troppo da quella tradizionale, ma viene presentato materiale nuovo e guardato con occhi nuovi il materiale precedentemente usato per le indagini degli studiosi. Comunque sono stati conseguiti risultati nuovi; qualcuno addirittura in contrapposizione ad una tradizione critica che sembrava non ammettere alternative. |
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| Roberto Salsano |
| AVANGUARDIA E TRADIZIONE |
| Saggi su Mario Verdone.
Con una nota di Mario Verdone |
| Il volume si compone di una serie di saggi riguardanti l'attività di Mario Verdone sia come scrittore che come critico delle Avanguardie. Nonostante l'ampio sviluppo d'una carriera letteraria iniziata sotto il segno augurale di una recensione ammirata da parte di Savinio alla prosa poetica "Città dell'uomo" (1941) e proseguita, lungo decenni, in vari generi: narrativa, drammaturgia, poesia, atti radiofonici, drammi per musica, Verdone è conosciuto soprattutto per la sua opera di rivisitazione storica e critica, essendone anche stato testimone attivo, delle avanguardie artistiche del primo Novecento, in particolare del Futurismo. Questo libro intende soffermarsi, invece, in primo luogo sull'attività creativa, senza però trascurare il Verdone saggista. Al ruolo, dunque, che il Futurismo come altre avanguardie storiche hanno assunto nella delineazione di caratteri precipui dello scrittore e dello studioso; non mancano di prestare attenzione, questi saggi, scegliendo alcuni testi (nella prima sezione di taglio creativo, nella seconda di taglio storiografico e saggistico) tra la vasta produzione offerta dall'Autore. Il risultato è di focalizzare quel rapporto tra personalità culturale e personalità poetica che, unificando una disposizione intellettuale a percorrere molteplici vie di sperimentazione, renda anche conto, tramite il filtro di un'esperienza personale, di certi nodi del "moderno" e di sue variazioni nel secolo che ci precede. |
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| Bausi Francesco |
| PETRARCA ANTIMODERNO |
| Studi sulle invettive e sulle polemiche petrarchesche |
Il volume prende in esame un settore circoscritto della produzione latina del Petrarca (le invettive e le polemiche), ma si propone di tracciare, da questo particolare e privilegiato punto di vista, un compiuto ritratto della sua personalità intellettuale e di fornire un quadro complessivo del suo ambizioso progetto culturale. Le invettive, infatti, affrontano direttamente alcuni dei temi principali del dibattito tardo-medievale, e consentono dunque di ricostruire con precisione le linee fondamentali del “pensiero” petrarchesco, mettendone in luce la natura fortemente e polemicamente “antimoderna”. Nelle invettive tornano tutte le principali tematiche della riflessione petrarchesca: dalla polemica antiaristotelica e antiaverroistica a quella contro la città e contro la medicina, dalla svalutazione delle lucrose “arti meccaniche” all’esaltazione della solitaria vita campestre e dell’otium intellettuale, dall’elogio della poesia (intesa come una delle forme più compiute di filosofia morale) alla critica nei confronti della figura del moderno sapiente (il professore universitario di filosofia, teologia o medicina), dalla contrapposizione tra Platone e Aristotele (risolta, sulla scia di Agostino, a tutto vantaggio del primo) alla difesa della propria scelta filo-viscontea (dettata anche dalla sfiducia nelle magnifiche sorti e progressive delle democrazie comunali e della società mercantile borghese).
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| Cornelia Klettke |
| ATTRAVERSO IL SEGNO DELL'INFINITO |
| Il mondo metaforico di Daniele Del Giudice |
| Nel volume l’autrice analizza l’opera letteraria di Daniele Del Giudice nella sua molteplicità; un’opera questa che rispecchia tanto la poliedricità della biografia dell’Autore quanto il suo grande interesse per le possibilità e le capacità conoscitive dell’uomo. Sullo sfondo dei romanzi e dei racconti di Del Giudice vi è una vasta conoscenza non solo teorica ma anche basata su esperienze pratiche e sempre intesa ad acquisire nuove cognizioni, che unisce in sé i mondi della filosofia, dell’arte e della letteratura con quelli della tecnica e delle scienze naturali. Negli anni Ottanta Daniele Del Giudice si è messo alla guida di una nuova letteratura di carattere postavanguardistico, pur radicando la sua opera nella tradizione culturale italiana e individuandone alcuni principali poli di identificazione in una serie di autorità da Dante a Calvino, attraverso Tasso, Foscolo, Leopardi e Montale. Un’opera particolarmente interessante quella di Del Giudice intrecciata com’è in vario modo anche con il pensiero europeo e animata da pionieristiche concezioni filosofiche e letterarie del Novecento. |
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| Natalie Dupré |
| PER UN'EPICA DEL QUOTIDIANO |
| La frontiera in 'Danubio' di Claudio Magris |
| Magris scopre Trieste, la sua città natia, solo durante gli anni di studio a Torino; è stata proprio quell’assenza dei luoghi che avevano marcato la sua infanzia, a generare in lui un vago senso di nostalgia che ha proiettato il suo sguardo verso un altrove imprecisabile. Come afferma lo stesso Autore in Utopia e disincanto, senza l’esperienza della frontiera non sarebbero nati molti dei suoi libri.
Questo studio si propone di analizzare non solo il concetto di frontiera in uno dei maggiori esponenti della letteratura triestina contemporanea, ma anche le modalità con cui si manifesta e i costituenti sistemici che l’esperienza della frontiera irrora, invena ed irraggia nel testo. A questa concreta realtà di frontiera si ricollegano un più generale senso di mancanza di confini e il conseguente desiderio di circoscrizioni chiare. Danubio è retto proprio dalla tensione tra l’urgenza dell’autocircoscrizione, dell’individualità, da un lato, e il desiderio di trascendere i limiti del proprio Io dall’altro.
Alla “frontiera” di Magris la critica ha già dato ampio rilievo, soffermandosi soprattutto sull’esperienza delle frontiere triestine nel corso dei decenni; questo studio vuole invece riflettere particolarmente sulle implicazioni semantiche che ne derivano. |
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| Martine Bovo Romoeuf |
| L'EPOPEA DI HORA |
| La scrittura migrante di Carmine Abate |
La scrittura della migrazione, diventata oggi in Italia un argomento ampiamente dibattuto, è al centro di questo saggio monografico sulla narrativa di Carmine Abate, lo scrittore calabrese discendente dall’antico popolo arbëresh fuggito dall’Albania nell’Italia meridionale che per secoli ha difeso la propria cultura. Abate, ricco di una sua personale esperienza di vita multiculturale affronta, spostandolo sul terreno della modernità, il problema dell’esilio e della conseguente difficile costruzione identitaria, facendo del recupero del patrimonio culturale e della memoria collettiva il punto di leva per accettare il presente e proiettarsi nel futuro. Il saggio di Martine Bovo rivela la presenza in tutta la narrativa di Abate di una dimensione epica che, come un filo d’Arianna, lega le varie opere dello scrittore, tutte incardinate, pur nella varietà delle trame, sulla dinamica memoriale e sul rapporto tra tradizione e modernità. Centrale nella poetica di Abate è l’accettazione dell’ibridazione culturale sentita come ricchezza nella molteplicità, apertura sul mondo: accettare la propria creolità è “costruire l’essere armonico del mondo nella diversità”.
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| Guido Bonsaver |
| ELIO VITTORINI |
| Letteratura in tensione |
| Dal fascismo rivoluzionario degli anni giovanili, alla lotta partigiana, sino alle polemiche con la dirigenza comunista nel dopoguerra, Elio Vittorini è stato uno scrittore per il quale militanza intellettuale e produzione narrativa sono sempre andati di pari passo. Per questo motivo la sua opera e la sua figura sono un passaggio obbligato per una comprensione del rapporto tra letteratura italiana e dibattito politico a metà del ventesimo secolo.
Questo studio, versione radicalmente riveduta e aggiornata di un precedente saggio in lingua inglese, ripercorre l’intero arco dell’opera di Vittorini prestando particolare attenzione alla sua continua interazione con il contesto sociale e politico. L’utilizzo di materiale archivistico inedito e la conoscenza specialistica dell’autore nel campo della censura libraria hanno permesso la rivalutazione di importanti episodi come l’attacco censorio al romanzo maggiore, Conversazione in Sicilia. La sezione conclusiva del volume è inoltre dedicata all’approfondimento di cinque tematiche attraverso le quali valutare il contributo di Vittorini alla letteratura italiana del Novecento.
Lo studio è introdotto da una prefazione di Demetrio Vittorini ed è accompagnata da una serie di immagini fotografiche, molte delle quali inedite.
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| Linda Pennings |
| POLEMICHE NOVECENTESCHE TRA LETTERATURA E MUSICA |
| Romanzo, melodramma, prosa d'arte |
Esiste il romanzo in Italia? Come definire la prosa d’arte? Il melodramma è la musica italiana per eccellenza? Servono ancora i generi artistici? Sono solo alcuni dei numerosi quesiti dibattuti negli ambienti letterari e musicali del Novecento italiano. Le polemiche artistiche entrano a far parte della memoria collettiva, sono i nodi della complessa rete di vicende culturali, che continuano a tornare alla ribalta sotto aspetti sempre diversi. Nei sei saggi raccolti in questo volume si indagano, da una varietà di prospettive, diverse polemiche incentrate sui generi letterari e musicali, con lo scopo di ricostruirne temi, sviluppi, personaggi. Ne emerge un panorama sfaccettato, in cui i dibattiti sui generi, come i generi stessi, si rivelano sempre cangianti, ambigui, pluridimensionali.
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| Luciana d'Arcangeli |
| I PERSONAGGI FEMMINILI NEL TEATRO DI DARIO FO E FRANCA RAME |
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In cinquant’anni di vita sulla scena Dario Fo e Franca Rame hanno accompagnato con una moltitudine di personaggi lo scorrere e il mutare della vita politico-sociale italiana contemporanea. Quello che era nato come teatro “borghese”, perfettamente inserito nell’ottimistico clima culturale dell’Italia che si preparava al boom economico a cavallo tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta, si è trasformato lentamente in teatro “politico”, militante negli anni Settanta, per arrivare al teatro “sociale” e civilmente impegnato degli ultimi anni. Questo volume segue l’articolarsi dei temi nell’opera della coppia, ed in particolare l’evoluzione che ha portato un cambiamento radicale nei suoi personaggi femminili, cambiandone il ruolo in scena. Con il loro lavoro, staccandosi dalle convenzionalità precedenti, la “compagnia” Fo-Rame ha consegnato per la prima volta nella storia del teatro una parità al ruolo comico femminile, permettendo e in qualche modo re-insegnando alle donne a ridere di loro stesse, a riappropriarsi della rappresentazione della loro fisicità, della loro sessualità, a vedere il ridicolo, il comico, il grottesco nella loro condizione di mogli, madri, amanti, figlie.
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| Susanne Winter |
| REALTA' ILLUSORIA E ILLUSIONE VERA |
| Le fiabe teatrali di Carlo Gozzi |
| Nel Settecento Venezia non fu solamente la città del teatro per eccellenza ma anche il centro dell’acceso dibattito sul teatro. La cosiddetta controversia fra i protagonisti della vita teatrale veneziana, Carlo Goldoni e Carlo Gozzi, viene spesso presentata nelle storie della letteratura e del teatro nella forma riduttiva di una semplice e ricorrente polemica. Mentre Goldoni e la sua riforma teatrale trovano un consenso critico pressoché unanime, prevale nei confronti di Gozzi un giudizio negativo: Gozzi, il reazionario difensore ad oltranza della Commedia dell’arte contro Goldoni portavoce del rinnovamento teatrale.
Questo saggio si propone di abbattere tali pregiudizi e di vedere nelle Fiabe teatrali di Gozzi un effettivo controprogetto in relazione alle commedie di Goldoni e al teatro illuminista. L’originalità della fiaba teatrale e la modernità della concezione del teatro gozziano spiccano decisamente sullo sfondo del contesto teatrale italiano del Settecento.
In una specie di ars combinatoria le Fiabe teatrali portano in scena la problematica della conoscenza della realtà e della distinzione tra conoscenza vera e presunta, mettendo in discussione il principio di razionalità.
Non meraviglia pertanto che proprio Carlo Gozzi sia diventato un punto di riferimento nella ri-teatralizzazione del teatro nell’Ottocento e nel Novecento |
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| Cornelia Klettke |
| LE POSSIBILI VITE DI UN ARTISTA |
| Andrea De Carlo e la varietà delle sue alterità immaginate |
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| Andrea Catellani |
| LO SGUARDO E LA PAROLA |
| Saggio di analisi della letteratura spirituale illustrata |
Il volume propone l’analisi di un’opera spirituale illustrata cinquecentesca, le Adnotationes et meditationes in Evangelia (annotazioni e meditazioni sui Vangeli, 1594), scritte dal padre gesuita Jerónimo Nadal come complemento degli Esercizi Spirituali di S. Ignazio di Loyola. Le splendide incisioni collegate alle Adnotationes, le Evangelicae Historiae Imagines, furono una pietra miliare nello sviluppo dell’iconografia gesuita e cattolica, in Europa e nel mondo. Diventa evidente allora l’interesse di uno studio approfondito di questo testo e delle sue illustrazioni, come contributo alla ricerca “archeologica” (nel senso di Michel Foucault) dei fondamenti della cultura dell’immagine della nostra modernità. L’autore ha voluto praticare una forma di analisi testuale semiotica capace di entrare in dialogo con le discipline storiche, per far emergere dal testo e dalle immagini le tracce delle pratiche, come la meditazione e la contemplazione, che essi intendono nutrire. In che modo l’immagine interagisce col testo verbale? Quale tipo di esperienze e di passioni vengono proposte al lettore attraverso il complesso dispositivo del libro gesuita? In che modo la soggettività moderna viene interpellata, attraverso l’attivazione delle dimensioni cognitiva, affettiva e pragmatica? La ricerca delle risposte a queste domande diventa anche un’occasione per discutere varie categorie semiotiche e per attivare connessioni fra diversi ambiti disciplinari, come l’analisi testuale, la storia religiosa e la storia dell’arte.
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| Ronald de Rooy, Beniamino Mirisola, Viva Paci |
| ROMANZI DI (DE)FORMAZIONE (1988-2010) |
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Sospesa tra intermedialità e tradizione, tra denuncia e disimpegno, tra istrionismo postmoderno e compostezza classica, la narrativa italiana degli ultimi due decenni rivolge al nostro tempo uno sguardo che, pur nella molteplicità delle sue diffrazioni, appare sempre e comunque deformato e deformante. Ad animare questi nuovi romanzi è, una vis straniante che agisce sui generi letterari come sulla psicologia dei personaggi, sulla percezione sensoriale come sulla rappresentazione dello spazio o dei legami familiari. Altre volte, è un guizzo mercuriale che si diletta a confondere i codici più diversi, dando vita a narrazioni che, dalla pagina scritta, potrebbero transitare con disinvoltura sullo schermo, su una partitura musicale o su una tela espressionista. Romanzi di (de)formazione vuol essere uno spiraglio aperto su questo confuso ma affascinante scenario. |
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| Hideyuki Doi |
| L'ESPERIENZA FRIULANA DI PASOLINI |
| Cinque studi |
La produzione poetica friulana di Pasolini non descrive un percorso evolutivo né lineare: procede, infatti, per stratificazioni di opere che si accavallano sincronicamente tra loro, muovendo in direzioni differenti, talvolta retroflesse o regressive. Si nota persino che tale “regresso” metodologico funge spesso da espediente o da riparo, arrivando a presagire un’idea di “progresso”, e rappresenta uno schema antitetico in cui Pasolini ravvisa una contaminazione violenta, una lacerazione vissuta sin dall’inizio della carriera artistica, proprio nell’esperienza friulana. La tendenza regressiva di Pasolini è, dunque, la sua via di ricongiungimento ai modelli del passato, ma anche il suo tentativo di superamento, in senso privato e contemplativo, dell’orizzonte moderno. La presente pubblicazione, suddivisa in cinque parti, coglie i momenti decisivi del primo Pasolini poeta, romanziere, drammaturgo, pittore, proponendo in appendice un’indagine sulla presenza della poesia giapponese haikai nella sua produzione degli anni Quaranta.
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| Giuseppe Nencioni |
| PERCHÉ LAVORARE? |
| Ideologie del lavoro nella letteratura italiana
del secondo Ottocento
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Il titolo di questo libro esprime immediatamente il criterio con cui l’autore ha scelto gli scrittori e le opere che ha preso in esame. Egli ha infatti cercato risposte nella letteratura, e più precisamente nei romanzi, alla domanda “Perché lavorare?”. Le opere esaminate, quindi, hanno un valore letterario assai diverso fra loro, ma qui non è questo che conta, bensì l’espressione di un’ideologia lavorativa. L’autore ha cercato il romanzo, oppure lo scrittore, “ideal type”, quello, cioè, che più o meno involontariamente ha rappresentato un’ideologia del lavoro. Un’operazione difficile, che prevede una definizione esatta delle ideologie, le quali, spesso, sono tutt’altro che esatte; inoltre, presuppone un “travaso” dall’ideologia al romanzo che non comporti aggiunte o perdite del contenuto originale. Un criterio di analisi, questo, assai seguito, poiché la letteratura, da sempre, è considerata un riflesso del clima morale ed economico di un tempo, di un gruppo sociale, di un territorio; espressione di paure e bisogni; stimolo a pensare o ad agire. E così, sotto la guida dell’autore, ci troveremo a riflettere su opere di Giuseppe Mazzini (Doveri dell’uomo), Ippolito Nievo (Rivoluzione politica e rivoluzione nazionale, Il conte Pecoraio, La nostra famiglia di campagna, …), Aldo Gennari (Virtù e sregolatezza), Lauro Bernardi (Cecchino da zero al milione, Il maestro del villaggio), e poi, Paolo Mantegazza (Le gioie e le glorie del lavoro, …), Ignazio Scarabelli (I padroni, gli operai e l’Internazionale e con Maria Viani Visconti Mamma Ghita o la casa operaia), Giovanni Cena (Gli ammonitori), e ancora Giovanni Bosco, Cesare Cantù, Emilio de Marchi, solo per citarne alcuni. |
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Resoconti di letteratura italiana
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| Guglielmo Gorni |
| Dante nella selva. Il primo canto della Commedia |
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| Le Lecturae Dantis sono ancora una pratica corrente, in più sedi e a ciclo continuo. Devono molto all’origine ottocentesca e alla tradizione del discorso deliberativo: ascoltar pareri, vagliarli e alla fine emettere una sentenza sull’una o l’altra crux dantesca. Vogliamo uscire da questa procedura ordinaria, che privilegia il particolare e mortifica strategie interpretative a più largo raggio? Per leggere il primo canto della Commedia, depositario di enigmi proverbiali, Gorni ha inscenato una conversazione a due voci. Intorno a tre temi famosi – le fiere, la selva, la diritta via – un vecchio “maestro”, Macario, dialoga con uno “scolaro”, Basilio. E si scopre che le fiere non sono tre, bensì una sola; che la selva è ancor più oscura di quanto si crede; che abbandonare la diritta via fu per Dante, sedotto da false immagini di bene, soprattutto un rinunciare alla scrittura, solennemente promessa e a lungo ritardata, del suo “poema sacro”. Da queste allegorie primarie, l’indagine si estende ad altra materia della Commedia e prolunga, in un Prologo e in un Epilogo, l’invenzione dantesca nell’attualità. Con rigore filologico, con dialettica stringente, con una scrittura personalissima. |
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| Giorgio Luti |
| Memoria del Novecento |
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Queste pagine nascono dall’esigenza di testimoniare la memoria ancora viva di un secolo che è stato attraversato da vicende culturali particolarmente significative. E’ una raccolta di saggi contrassegnata da passioni e speranze, ma anche da sconfitte e delusioni. Ciò che resta è tuttavia un messaggio che non va dimenticato.
L’autore affronta in questo saggio alcuni momenti particolarmente significativi della lunga avventura letteraria del Novecento (dal futurismo, al neorealismo, alla neoavanguardia) e a questi eventi affianca il ritratto di personaggi che sono stati punti di riferimento indispensabili al percorso letterario nel nostro paese. Così da questa raccolta può derivare un ritratto quanto più veritiero possibile della cultura letteraria novecentesca in Italia: certamente una memoria destinata a resistere al tempo. |
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| Peter Kuon |
L’aura dantesca Metamorfosi intertestuali nei Rerum vulgarium fragmenta di Francesco Petrarca |
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| Il volume inizia con una bella citazione « Tu se’ lo mio maestro e’l mio autore, / tu se’ solo colui da cu’ io tolsi / lo bello stilo che m’ha fatto onore » ( Inf. I, 85-87); sono le parole con cui Dante, nella sua Commedia, saluta Virgilio che gli viene in aiuto per guidarlo. Non altrettanto lusinghiere possono considerarsi le parole che Petrarca usa nei confronti di Dante. A differenza di quest’ultimo, infatti, Petrarca tace il suo maestro, anzi sembra quasi rinnegarlo. Eppure sono tanti i lettori che hanno intravisto nei Rerum vulgarium fragmenta una derivazione dantesca. La prima parte di questo lavoro di Peter Kuon, intitolata appunto Petrarca e Dante, intende proprio indagare le ragioni del silenzio di Petrarca su Dante cercando di concretizzare “l’aura dantesca”, per riprendere il titolo del libro, presente nei Rerum vulgarium fragmenta. Kuon riuscirà esaurientemente a dimostrare come la lingua e lo stile dei Fragmenta siano pervasi da numerosi dantismi – rime, parole e situazioni - che richiamano alla memoria diversi contesti della Vita Nova, delle Rime e, soprattutto, della Commedia. Nella seconda parte dell’opera poi ci si sofferma sull’analisi di due situazioni-chiave della Commedia: l’incontro di Dante con Francesca e Paolo e quello con Beatrice nel Paradiso terrestre, per finire poi con un’approfondita analisi sulla narratività petrarchesca di ogni singolo componimento, tema della terza sezione del lavoro. Il lavoro di Peter Kuon, se da una parte sembra voler ridurre Petrarca alla sua “imitatio Dantis” dall’altra ci fa comprendere l’impossibilità di dare il giusto valore alla poesia di Petrarca senza una buona conoscenza della tessitura dantesca ad essa soggiacente. |
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| Remo Fasani |
Non solo «Quel ramo…» Cinque saggi su «I promessi Sposi» e uno sul canto V dell’«Eneide» |
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| Quest’opera è la ripubblicazione, solo leggermente ritoccata, di un saggio scritto negli anni 1949-1951.
L’autore, in opposizione al Croce, che definiva I Promessi Sposi opera di oratoria, ha voluto dimostrare, con gli stessi principi del Croce, che essi traboccano di poesia. Ha inoltre affacciato il concetto di frammento, non nel senso di incompiutezza bensì nel senso che ogni grande episodio, nei Promessi Sposi, è come un romanzo nel romanzo, la cui forma tradizionale è minata dall’interno. |
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| Remo Fasani |
| Metrica, lingua e stile del Fiore |
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Con questo lavoro Remo Fasani intende contestare l’attribuzione del Fiore a Dante Alighieri da parte di Gianfranco Contini, il maggior dantista mondiale. Lo studioso Fasani, ormai da anni sostiene infatti una teoria differente, analizzata ed esposta appunto nel presente lavoro.
Dopo aver illustrato sul come si sia storicamente delineata la questione attribuzionistica che riguarda il poemetto, dal ritrovamento del manoscritto alle più recenti proposte, Fasani passa ad analizzare la metrica dei versi in questione, mettendo in evidenza come questa non abbia nulla da spartire con quella di Dante.
A differenza di Gianfranco Contini, che partiva dai riscontri verbali tra il Fiore da una parte e le opere di Dante dall’altra (soprattutto la Commedia), Fasani parte dalla metrica perché, come lui sostiene “lo si voglia o no, la metrica rimane il primo punto da considerare quando le opere messe a confronto sono scritte in versi”.
Respingendo fermamente l’attribuzione dantesca del Fiore, Fasani vuole creare le prerogative affinché si possa guardare a questo poemetto con occhio nuovo, libero dall’ingombrante ipoteca dantesca. E questa sarà anche un’ottima occasione per leggere, analizzare e commentare un’ampia scelta di sonetti del poema. |
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| Ulla Musarra-Schroeder |
| ITALO CALVINO TRA I CINQUE SENSI |
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| L’autrice, che in un’opera precedente aveva indagato il rapporto cognitivo, presente in tutta l’opera di Calvino, fra l’uomo e il mondo, fra il soggetto e l’oggetto, nei termini di una ricerca conoscitiva, rappresentata per lo più dal pensiero e dall’impegno ideologico e poetologico dello stesso scrittore, indaga ora, in questo secondo libro, sulle modalità specificamente sensoriali della ricerca conoscitiva; modalità che dalla vista e dall’udito si estendono ai cosiddetti “sensi intimi”: il tatto, l’olfatto e il gusto.
Italo Calvino viene generalmente caratterizzato come uno scrittore che privilegia la vista e il visibile, un visibile spesso immaginario, collegato alla sua concezione dell’immagine in letteratura come immagine visiva che si forma nella mente. Calvino stesso si è, a più riprese, definito uno scittore che pone la visibilità al centro della sua opera. Egli distingue «due tipi di processi immaginativi: quello che parte dalla parola e arriva all’immagine visiva e quello che parte dall’immagine visiva e arriva all’espressione verbale». Nella sua narrativa il ruolo del vedere, dello sguardo, è al primo posto. Molti personaggi calviniani insieme a molti suoi narratori o istanze narrative sono attenti e scrupolosi osservatori del mondo. Del resto, come risulta da una sua lettera del 1960, per Calvino guardare equivale ad essere nel mondo: «Insomma, quello cui io tendo, l’unica cosa che vorrei poter insegnare è un modo di guardare, cioè di essere in mezzo al mondo. In fondo la letteratura non può insegnare altro».
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| Marco Marchi |
| IN BREVE |
| Scrittori del Novecento |
| Il volume raccoglie una bella scelta di articoli di Marco Marchi apparsi sullo storico quotidiano di Firenze «La Nazione». Quaranta schede in cifra tonda, di cui alcune multiple, composte cioè di più articoli dedicati a scrittori fra quelli all’autore più cari, da lui più a lungo e più intensamente frequentati: da Tozzi a Palazzeschi, da D’Annunzio a Luzi, fino ad un grande critico del Novecento come Luigi Baldacci. «Scrittori del Novecento», appunto – poeti, narratori, saggisti – e «in breve» - sinteticamente, come richiesto dal taglio di un pezzo giornalistico. E oltre la brevità resa obbligatoria da un genere, altre modalità di suo auspicabile appannaggio e sua vantabile virtù: la chiarezza, una salvaguardata attendibilità scientifica a garanzia dell’informazione fornita, sapori piacevoli e accattivanti anche nel predicare il dramma, affinché l’intento comunicativo e una seria divulgazione dei contenuti ritenuti importanti si attivino.
Periodizzati «scrittori», ma anche oggetti letterari – riviste, istituzioni, iniziative – considerati presenze parimenti indispensabili nel composito e affascinante quadro della cultura novecentesca e d’inizio millennio |
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Documenti d’archivio e di letteratura italiana Collana diretta da Raffaella Castagnola
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| AA.VV. |
| ARCHIVI LETTERARI DEL ‘900 |
| Atti del Convengo internazionale (Monte Verità, 13-14 maggio 1999) |
In Europa, numerose fondazioni hanno raccolto il materiale letterario di scrittori e poeti del ventesimo secolo, i cui archivi sono consultabili soltanto in loco. Finora soltanto alcuni archivi hanno aperto una pagina Internet di presentazione, generalmente limitata all’elenco degli autori presenti. Poche e significative riviste specializzate rappresentano per il momento un sicuro veicolo di scambio di esperienze fra università, archivi e istituti, essendo ad oggi, per molti archivi, poco sfruttate le risorse della tecnologia informatica. Questo lavoro di ricerca, circoscritto agli archivi “delle persone fisiche” e delimitato sia dal punto di vista geografico che cronologico, ha coinvolto enti pubblici, istituzioni culturali e biblioteche private e ha voluto innanzitutto fornire alcuni essenziali strumenti di conoscenza dei singoli archivi, in grado di dare agli studiosi indicazioni sulle modalità di consultazione del materiale archivistico. |
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| AA.VV. |
| DOCUMENTI DI CULTURA ITALIANA NEGLI ARCHIVI SVIZZERI |
| Atti del Convengo internazionale organizzato dal Centro Stefano Franscini (Monte Verità, 16-17 maggio 2000) |
Il seminario dedicato agli Archivi letterari del Novecento, da cui il primo volume della collana, che si è svolto nel maggio 1999, ha permesso di concretizzare alcune proposte di lavoro volte a cercare una soluzione alla necessità di trovare un punto di coordinamento fra gli archivi letterari. Per l’Italia stanno procedendo con successo la Biblioteca Nazionale di Roma, che ha messo a disposizione della comunità scientifica un proprio sito Internet dove poter consultare i dati inerenti a diverse sedi pubbliche e private italiane e la Fondazione Mondadori di Milano che ha potenziato le possibilità di accogliere, oltre ai propri, anche i fondi di altre case editrici. Anche Francia e Germania risultano molto attive e si possono inoltre già apprezzare i primi risultati di una collaborazione a livello europeo in Malvine, il sito che unisce i repertori di varie biblioteche e archivi, al quale ha aderito anche la Svizzera. Ma oltre alle sedi più conosciute, come l’Archivio Svizzero di Letteratura a Berna o gli Archivi di Cultura Contemporanea a Lugano ci sono altre sedi in cui emergono testi di grande interesse storico e letterario, sfuggiti al vaglio della critica. Sono fondi meno noti o recentemente acquisiti, collezioni private, ricerche sui materiali sonori e audiovisivi. Tutto ciò costituisce una fonte nuova per le indagini sul Novecento letterario e sui rapporti culturali tra Italia e Svizzera. |
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| Antonella Del Gatto |
| UNO SPECCHIO D'ACQUA DIACCIA
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| Sulla struttura dialogico-umoristica del testo leopardiano: dalle Operette morali ai Canti pisano-recanatesi |
Antonella Del Gatto avvia la sua ricerca dalla peculiarità del leopardiano “filosofare poetando” che non è da cercare tanto nella riflessione filosofica più o meno esplicitata nel contenuto del messaggio poetico, quanto soprattutto nel valore strutturante che la riflessione stessa assume all’interno della dinamica testuale: l’indagine filosofica, in altri termini, costruisce il testo e non se ne serve come di un semplice veicolo. Meno scontato, il secondo tema d’analisi della Del Gatto: rilevare la portata filosofica della poesia leopardiana nel progressivo consolidamento del testo su due livelli paralleli e corrispondenti a due espressioni per lo più inconciliabili del soggetto autoriale: un livello di sperimentazione linguistica e figurativa condotta secondo moduli apparentemente tradizionali ed un altro di riflessione metatestuale. |
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| Silvana Marini – Alberto Raffaelli |
| RIVISTE PER L'INFANZIA FRA ‘800 e ‘900 |
| dai fondi della Biblioteca Alessandrina |
Lo studio prende in esame un settore finora trascurato del giornalismo italiano ovvero la stampa periodica destinata a giovani e giovanissimi tra ’800 e ’900. La vastità dell’arco di tempo considerato, che comprende le varie fasi del colonialismo italiano, la diffusione del nazionalismo, il fenomeno dell’emigrazione italiana, la prima Guerra Mondiale, l’avvento del fascismo, per arrestarsi agli inizi della seconda Guerra Mondiale, consente una panoramica significativa, oltre che della realtà politica e sociale, dell’evoluzione delle tendenze letterarie e pedagogiche. L’intento comune alla maggior parte di tali riviste è infatti quello di affiancarsi alla scuola come forza sussidiaria. Il testo si articola in due parti. La prima consiste in una serie di schede che illustrano dettagliatamente le caratteristiche dei singoli periodici. La seconda, quella dei documenti, comprende brani selezionati secondo i vari filoni tematici privilegiando i testi degli autori sconosciuti rispetto a quelli dei grandi scrittori, più facilmente reperibili nelle antologie o nelle raccolte delle loro opere. |
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| AA.VV. |
| A CHIUSURA DEL SECOLO: PROSE LETTERARIE NELLA SVIZZERA ITALIANA (1970-2000) |
| Atti del Convengo organizzato dal Centro Stefano Franscini (Monte Verità, 21-22 maggio 2001) |
Il convegno da cui derivano questi Atti, ha rappresentato un’occasione importante di bilancio sulla prosa di lingua italiana in Svizzera e un passo notevole nella conoscenza del fenomeno visto di qua e di là dalla frontiera con l’Italia. La prima parte degli Atti, intitolata Relazioni, comprende i contributi di poeti e scrittori ticinesi e grigionesi che sono stati invitati a studiare le opere di prosatori, magari vicini geograficamente, ma spesso lontani per la loro estetica letteraria; l’altra metà delle relazioni proviene da critici, docenti di letteratura, operatori culturali provenienti dalla Svizzera tedesca, francese e dall’Italia, e da intellettuali ticinesi non impegnati direttamente nella creazione letteraria. La seconda parte degli Atti, intitolata Giovani scrittori a confronto, raccoglie i testi inediti di otto giovani prosatori della Svizzera italiana, che sono stati letti e discussi durante le giornate di studio. |
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| Andrea Vannicelli |
| LA TENTAZIONE DEL RACCONTO: LE NOVELLE DEL PRIMO PAPINI TRA SIMBOLISMO E FUTURISMO (1894-1914) |
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Dopo anni di vero e proprio purgatorio l’opera di Giovanni Papini è al centro di un rinnovato interesse. L’adesione del Papini nel 1933 al fascismo, le sue numerose stroncature di scrittori e critici italiani, le sue prese di posizione sempre nette e radicali, la sua smania di voler essere originale a tutti i costi, gli hanno procurato molti nemici. Questo studio è animato dalla convinzione che Papini sia un autore importante per la definizione del primo Novecento letterario italiano. Attualmente, benché da vario tempo sia in atto un riesame dell’opera dello scrittore fiorentino e nonostante il grande interesse di pubblico, pochissimi sono i suoi volumi disponibili in commercio e pochi sono i critici che si sono interessati ai racconti qui riletti dall’autore. Jorge Luis Borges, uno dei maestri del fantastico novecentesco ha richiamato l’attenzione su queste prose confermando il valore permanente dei testi qui presi in esame, dei quali, data la scarsa conoscenza delle opere di Papini, vengono offerti ampi passi. Il testo scelto di ciascuna novella è stato quello dell’ultima versione rivista in vita dall’autore, ripresa da Poesia e fantasia, anche se dobbiamo notare che, confrontando i testi delle prime edizioni delle novelle con quelli successivi, Papini non è un variantista. |
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| Philiep Bossier |
| «AMBASCIATORE DELLA RISA» |
| La commedia dell’arte nel secondo Cinquecento (1545-1590) |
Se è vero che il livello di cultura teatrale costituisce spesso il segno di un apice artistico in un dato periodo della civiltà umana, la ricchissima vicenda del teatro durante il Rinascimento italiano ne è uno degli esempi più illustri. Il titolo dell’opera indica chiaramente l’oggetto della ricerca nella commedia dell’arte tardocinquecentesca e ne studia l’evoluzione nelle varie corti italiane nonché l’eccezionale compenetrazione di tradizioni popolari e di elementi provenienti dalla cultura accademica e cortigiana. Anche il contrasto tra la tipologia di elementi fissi nella recitazione e la dinamica con la quale il teatro, praticato dalle compagnie di attori itineranti, s’impone nelle varie capitali dello spettacolo rimane un interrogativo stimolante per chi intende approfondire la complicata questione del teatro cinquecentesco. Infine, la commedia dell’arte costituisce un capitolo obbligatorio nella storia letteraria proprio perché illustra una delle dicotomie che segnano una costante nella storia della civiltà umana: quella tra cultura orale e cultura della scrittura. Il limitarsi all’analisi di un periodo circoscritto tra il 1545 e il 1590 costituisce una novità rispetto alla tradizione critica; sono queste due date emblematiche di due contesti differenti: il 1545 è l’anno della prima documentazione scritta di un gruppo di attori che si costituisce in compagnia davanti a un notaio; il 1590 rappresenta invece l’inizio di una nuova fase della storia dello spettacolo. Infatti, dopo la definitiva codificazione del sistema teatrale mediceo con le festività del 1589, comincia il vero predominio dell’aspetto musicale sia nell’organizzazione festiva che nella composizione drammaturgica dei testi spettacolari. |
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| AA.VV. |
PER UNA COMUNE CIVILTA' LETTERARIA RAPPORTI CULTURALI TRA ITALIA E SVIZZERA NEGLI ANNI '40 |
| Atti del Convegno organizzato dal Centro Stefano Franscini (Monte Verità, 14-15 ottobre 2002) |
I saggi raccolti nelle pagine del volume si riferiscono ad un periodo di grande importanza per la storia della Svizzera italiana e della Confederazione. Non solo per quanto riguarda, ovviamente, la storia politica: sono infatti gli anni aperti dal secondo conflitto mondiale e chiusi dalla guerra fredda; eventi, questi, che coinvolgono profondamente anche la Svizzera, segnando per essa una vera e propria svolta. Si può osservare che gli anni Quaranta chiudono davvero tutta un’epoca, quella iniziata addirittura prima della Grande Guerra, e ne aprono un’altra, destinata a protrarsi sino agli anni Sessanta. |
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| Alessandra Calvani |
| IL VIAGGIO ITALIANO DI STERNE |
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Il volume, dopo una breve introduzione, in cui viene fornito qualche cenno sul periodo storico in cui Sterne si trova a scrivere e sullo scrittore stesso, e che cerca anche di affrontare il problema della ricezione del testo sterniano in Italia e della critica letteraria piuttosto miope sorta sull'argomento, passa ad analizzare la questione del Viaggio inglese tradotto in italiano. I problemi maggiormente dibattuti in tale campo di studio, dalla definizione stessa di traduzione, alle questioni teoriche riguardanti il problema della fedeltà all'originale, vengono sviluppati nel primo capitolo, mentre i capitoli successivi prendono concretamente in analisi le traduzioni italiane di A Sentimental Journey, quella famosissima di Foscolo, quella di Giancarlo Mazzacurati ed infine l’ultimissima traduzione del testo inglese, curata da Viola Papetti. La quantità d’informazioni che l’analisi testuale di una traduzione è in grado di apportare è veramente impressionante ed è la figura del traduttore che ne risulta messa a nudo, le proprie convinzioni, difficoltà, la sua conoscenza dell’autore. L’interrogativo che nasce da questa serie d’informazioni è essenzialmente uno: può la ricezione di un autore straniero condizionarne la traduzione e quindi la successiva ricezione in un’altra cultura o la traduzione è semplicemente immune da questo tipo di condizionamenti? E’ la questione che l’autrice ha cercato di risolvere nel corso dell’analisi di queste tre diversissime versioni del Viaggio italiano di Sterne. |
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| AA.VV. |
| LE PRIME RIVISTE ITALIANE D'AVANGUARDIA |
| Atti del Convegno di Studi (Monte Verità – Ascona, 1-2 dicembre 2003) |
Con l’inizio del ventunesimo secolo si è aperta una stagione di ricorrenze centenarie, fra le quali assume notevole importanza quella della nascita di numerose riviste italiane del primo Novecento. Le riviste nate nel periodo precedente la Grande Guerra, infatti, contribuirono notevolmente al rinnovamento della cultura e del ruolo degli intellettuali nella società. Queste riviste hanno lasciato un’impronta durevole nel mondo della letteratura, della filosofia, dell’estetica, della religione e della politica, ed è per questo motivo che alcune di esse continuano ad essere tuttora oggetto di studio e di dibattito. Il presente lavoro è composto dagli atti del Convegno svoltosi ad Ascona nel mese di dicembre 2003 e approfondisce la riflessione critica su personaggi, movimenti, temi e aspetti della cultura italiana dell’inizio del secolo scorso. L’idea del convegno ha avuto origine dalla ricorrenza del centenario della nascita di due riviste, “La Critica” di Benedetto Croce e il “Leonardo” di Giovanni Papini, che iniziarono le pubblicazioni, quasi contemporaneamente, nel 1903. |
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| Bonaventura Tecchi - Manara Valgimigli |
| EPISTOLARIO |
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L’interesse per gli epistolari non ha bisogno di essere sottolineato, dal momento che essi si possono considerare fonti preziose per le informazioni di storia, costume e quotidianità. In un contesto come questo, dove a scrivere sono due intellettuali illustri, l’interesse aumenta notevolmente. Il carteggio ha i temi più svariati, dalla quotidianità degli autori agli incontri con intellettuali contemporanei; il tutto tenuto assieme dallo splendore di una lingua quale è quella italiana di metà Novecento. |
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| AA.VV. |
SPIRITI LIBERI IN SVIZZERA La presenza di fuorusciti italiani nella Confederazione negli anni del fascismo e del nazismo (1922-1945) |
| Atti del Convegno Internazionale di Studi (Ascona, Centro Monte Verità-Milano, Università degli Studi, 8-9 novembre 2004) |
Nella memoria storica e culturale la Svizzera è parsa per decenni, relativamente al ventennio, una sorta di “terra d’asilo sicuro”. Le valutazioni elaborate in maniera più approfondita a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, puntarono in genere quasi sempre più il dito accusatore contro l’allineamento e la collaborazione economica voluta dalle classi dirigenti in primo luogo con il Terzo Reich: la politica d’accoglienza ai rifugiati di rado suscitò discussioni prima della fine del secolo scorso. Sull’atteggiamento della Svizzera nei confronti dei rifugiati politici e dei profughi, nuove risposte sono state ottenute grazie ai lavori della Commissione indipendente d’esperti Svizzera-Seconda Guerra Mondiale (meglio conosciuta come Commissione Bergier) e anche grazie alle testimonianze raccolte con l’esposizione “L’Histoire c’est moi”, basata principalmente sui racconti di 555 persone che hanno vissuto l’esperienza degli anni della seconda guerra mondiale. A questo volume e al congresso che si è tenuto opportunamente tra la Svizzera e l’Italia è affidato il compito di un riassunto della situazione degli studi e di un’ulteriore e approfondita analisi su anni che, relativamente al comportamento della Confederazione, ancora molto hanno da dire. |
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| Sara Lorenzetti |
| “VOI SARETE… IL MIO TUTTO" |
| Un epistolario amoroso di Caterina Franceschi |
Fervente patriota, devota cattolica, illustre classicista, pedagogista, Caterina Franceschi (1803-1887) rappresenta la figura di un’intellettuale in cui si esprimono i moti culturali fondamentali dell’Ottocento. L’epistolario giovanile che si propone al lettore è particolarmente suggestivo perché delinea un’immagine passionale e romantica della scrittrice, così dissonante rispetto a quella trasmessa dalla critica. Nel periodo in cui visse a Macerata, la Franceschi intrecciò infatti con il marchese Giacomo Ricci una relazione sentimentale, di cui rimane testimonianza solo in questo carteggio clandestino. L’epistolario è preceduto da un ampio saggio, che ricostruisce la vicenda e individua i nodi tematici principali, ponendoli in relazione con la produzione letteraria dell’autrice. L’alto tasso di elaborazione stilistica della scrittura permette uno studio linguistico retorico delle lettere, che vengono inserite nella tradizione del genere epistolare. |
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| AA.VV. |
| FILOLOGIA E COMMENTO: A PROPOSITO DELLA POESIA ITALIANA DEL XX SECOLO |
| Atti del Covegno di Studi (Università di Losanna, 31 maggio - 1 giugno 2006) |
Il convegno è stato concepito come momento di indagine sulle diverse metodologie di approccio alle raccolte poetiche novecentesche (approccio filologico con edizione critica; commento tematico; analisi delle fonti; lettura parallela con i carteggi e i documenti d’archivio); ma ha voluto, nel contempo, essere occasione di riflessione comune intorno a temi attuali, nati a margine delle ultime importanti antologie di testi poetici italiani di fine Novecento che, come ogni altro commento di storicizzazione e di scelta, offrono l’opportunità di riaprire il dibattito sull’elenco degli autori da consegnare alla storia letteraria. Tra gli autori del volume: Giulio Ferroni, Daniele Piccini, Luca Zuliani, Stefano Del Bianco, Georgia Fioroni, Andrea Africo, Giovanna Di Rosario e Raffaella Castagnola. |
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| AA.VV. |
| LE FORME DEL NARRARE POETICO |
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Dalla dimensione romanzesca presente nella lirica del Siciliani alla progressione narrativa nei Versi a Proserpina di Vittorio Sereni, dalle forme della narrazione del Tasso all’interferenza tra narrazione e sintassi nell’Ossian, la silloge si presenta come un contributo alla riflessione sul vario rapporto che si instaura, nel corso dei secoli, tra il narrare e lo scrivere poesia. Il volume si apre con un saggio di Marco Praloran su alcune osservazioni preliminari relative alle strutture metriche e racconto, prosegue con i temi tristaniani nella lirica siciliana, indagati da Michelangelo Picone, la lingua “primitiva del Cesarotti” studiata da Carlo Enrico Roggia e, appunto, i Versi a Proserpina di Vittorio Sereni, indagati da Georgia Fioroni. |
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| AA.VV. |
| ARCHITETTURE INTERIORI |
| Immagini domestiche nella letteratura femminile del Novecento italiano: Sibilla Aleramo, Natalia Ginzburg, Dolores Prato, Joyce Lussu |
La storia di una casa è sempre la storia di una donna, di una madre, di un focolare che cova sotto le ceneri i ricordi del nucleo sociale primario. Per le donne è quasi imprescindibile parlare di famiglia, di casa: si pensi ai primi quadri di Sofonisba Anguissola che dipinge le sue sorelle nell’intimità dei gesti domestici, semplicemente perché questo è il primo e di solito anche il solo ambiente che a una donna, un tempo, era concesso conoscere. Similmente a questi ritratti, anche la scrittrice incide spesso cammei dei ricordi dei suoi cari: non solo dunque la pratica dell’autobiografia è il medium che dimostra la frequentazione casalinga di molte autrici, ma in generale si può pensare alla scrittura come ad una stanza all’interno di una stanza. Luogo in cui si esperisce l’esperienza della soglia, la casa può essere carcere interiore, cattività ma anche la scenografia muta su cui incidere graffiti d’esistenza. Angolo visuale particolare, la casa permette di restare dentro e guardare fuori, sperimentando l’ambigua oscillazione tra il ruolo materno e il riconoscimento sociale. Nel viaggio intorno all’opera di Sibilla Aleramo, Natalia Ginzburg, Dolores Prato e Joyce Lussu, gli studi raccolti in questo volume raccontano una storia diversa, intima e familiare, ma anche – quando non in fuga -, aperta e accogliente verso il mondo.
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| Sara Lorenzetti |
| ANDARE IN MARE SENZA BARCA |
| Le lettere di Monaldo Leopardi ad Annesio Nobili: un carteggio per "La Voce della Ragione" |
Tra il 1832 ed il 1835 Monaldo Leopardi intrattenne una intensa corrispondenza con il tipografo Annesio Nobili, titolare a Pesaro di uno stabilimento, dai cui torchi uscì il periodico «La Voce della Ragione», fondato e diretto dal Conte. Il corpus, composto di circa seicento missive, smembrato dal corso delle vicende storiche, è ora custodito in diverse biblioteche: la Comunale “Saffi” di Forlì nella sezione Piancastelli, la “Oliveriana” di Pesaro, la “Labronica” di Livorno, la “Mozzi-Borgetti” di Macerata ed il Centro Nazionale di Studi leopardiani di Recanati. Il volume propone un’indagine accurata dell’epistolario, che costituisce una fonte storica insostituibile per penetrare nell’officina redazionale del periodico misoneista e, attraverso la ricostruzione della figura del tipografo Annesio Nobili, aggiunge un tassello fondamentale per approfondire il panorama dell’editoria dello Stato Pontificio nell’Ottocento. Infine, le lettere sono un documento notevole dal punto di vista linguistico e dalla prospettiva del genere epistolare. Nella seconda sezione del volume l’appendice ospita il carteggio Leopardi-Nobili e permette di consultare le fonti sulla base delle quali è stata condotta l’indagine. La trascrizione del carteggio che, effettuata secondo criteri conservativi, riproduce fedelmente il testo, potrà fornire lo spunto per ulteriori studi del corpus.
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Strumenti di linguistica italiana Collana diretta da Elisa Tonani
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| Ghino Ghinassi |
| Due lezioni di storia della lingua italiana |
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| Paolo Bongrani raccoglie in questo volumetto due lezioni di Ghino Ghinassi, uno dei maggiori Maestri della lingua italiana scomparso a Firenze nel 2004. Si tratta di due lezioni che, pur essendo diversamente impostate e modulate per due uditori assai differenti, risultano profondamente affini, in quanto entrambe animate da uno stesso ampio respiro storiografico e dalla stessa volontà di superare tenaci luoghi comuni, ed entrambe incentrate sull’identico tema della formazione, del profilo e della evoluzione della lingua italiana in età moderna e contemporanea.
La prima lezione risale al 7 luglio 1988 e fu tenuta da Ghinassi a Firenze agli studenti stranieri che allora frequentavano l’Università fiorentina; venne pubblicata nel settembre dello stesso anno dal centro di Cultura per Stranieri dell’Ateneo, in un opuscolo che ebbe una diffusione molto limitata.
La seconda lezione è invece inedita e rappresenta il testo che Ghinassi lesse a Padova il 20 maggio 1992, in occasione della millesima seduta del Circolo Filologico Linguistico Padovano. La solennità dell’incontro e il prestigio della sede, spiegano l’impegno posto da Ghinassi nell’elaborazione di questo testo, che rappresenta uno dei frutti più maturi della sua lunga e mai interrotta frequentazione della storia linguistica del nostro Rinascimento, inteso nell’accezione più ampia. |
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| Giovanni Petrolini |
| PER INDIZI E PER PROVE |
| Indagini sulle parole. Saggi minimi di lessicologia storica italiana |
| L’opera, particolarmente curiosa, raccoglie alcuni contributi lessicali per la maggior parte editi in tempi diversi su riviste o in volumi non sempre facilmente reperibili. Si tratta per lo più di storie di parole, di parole dell’uso quotidiano – italiane o italiane regionali – per le quali l’autore avanza proposte interpretative ed anche etimologiche, diverse da quelle correnti. Quel che pare certo è che non si può essere buoni studiosi della storia del lessico, specialmente quello più quotidiano, essendo solo dei buoni linguisti, profondi conoscitori delle leggi fonetiche; il lessicologo, afferma l’autore, deve correre l’inevitabile rischio di essere un po’ tuttologo, di essere quanto meno curioso di ogni aspetto della realtà extralinguistica in cui si contestualizza una parola: di volta in volta un po’ zoologo, un po’ botanico, un po’ etnologo, un po’ antropologo, un po’ storico dell’alimentazione, del costume, della letteratura e tant’altro.
Perché in fondo, com’è stato scritto da Mario Alinei “il lessico è la cultura”.
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| Riccardo Tesi |
| UN'IMMENSA MOLTEPLICITA' DI LINGUE E STILI |
| Studi sulla fine dell'italiano letterario della tradizione |
Il volume, che prende il titolo da un passo dello Zibaldone di Leopardi, raccoglie una serie di saggi che hanno al centro dell’interesse la lingua letteraria precedente alla svolta linguistica manzoniana, e più in generale l’italiano della tradizione umanistica e classicista. In una prospettiva di discontinuità l’aspetto sintattico è il filo conduttore di queste analisi, spesso condotte da un punto d’osservazione inconsueto (ad es. la percezione della lingua leopardiana nei commenti scolastici di fine Ottocento). Il problema della fine dell’italiano letterario di retaggio retorico-umanistico è affrontato, sotto un angolo visuale prettamente linguistico e culturale, nella seconda sezione del libro dedicata ai sintomi seicenteschi (P. Beni) e moderni (Alfieri, Pirandello, ecc.) di quella frattura irreversibile che ha condotto alla progressiva antichizzazione dei dispositivi retorico-linguistici della nostra tradizione letteraria.
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| Elisa Tonani |
| IL ROMANZO IN BIANCO E NERO |
| Ricerche sull'uso degli spazi bianchi e dell'interpunzione nella narrativa italiana dall'Ottocento a oggi |
Questo libro nasce dalla scommessa di tornare a leggere il romanzo italiano dall’Ottocento a oggi da un’angolazione inedita: quella del trattamento della punteggiatura nella sua accezione più estesa, comprensiva, oltre che dei segni d’interpunzione veri e propri, anche della "mise en page", cioè di quelle forme di valorizzazione dello spazio della pagina che hanno la loro manifestazione più vistosa nei bianchi interlineari che scandiscono la narrazione in paragrafi. Coniugando l’approccio linguistico con quello stilistico-letterario, il volume di Elisa Tonani indaga questi aspetti solitamente trascurati della testualità letteraria per mettere in luce il rapporto esistente tra parola e silenzio, tra detto e non detto, tra discorsività e allusività, tra esplicito e implicito. La prima parte di questa ricerca aspira a mettere in luce il valore del bianco tipografico, e in generale della "mise en page", a partire dalle origini e dai primordi del romanzo italiano moderno: dall’imporsi delle spaziature interlineari in qualità di elementi portatori di ordine e di chiarezza nella strutturazione del materiale narrativo, nella distribuzione, perfino maniacalmente ingegneristica, di pieni e di vuoti, al progressivo diffondersi del bianco quale elemento tendenzialmente disgregante, dissolutivo nei confronti della compattezza testuale. Il discorso sul bianco cede il testimone, nella seconda parte, a un discorso sugli usi e sulle funzioni dei segni interpuntivi nella narrativa contemporanea, nella convinzione che la semplificazione delle strutture sintattiche, l’aumento degli artifici tipografici come strumenti di facile effetto stilistico, il coagularsi di alcuni fenomeni interpuntivi in "clichés" ricorrenti trovino in questo ultimo "tournant" storico-letterario un terreno assai fertile e una diffusione senza precedenti, che consentono di visualizzare al meglio il duplice funzionamento dell’interpunzione: da un lato, come indicatore di stile, come modalità di soggettivazione stilistica della "parole" e, dall'altro, come spia dell’evoluzione della "langue", dal momento che tutti i cambiamenti che avvengono sul piano grammaticale e sintattico sono strettamente connessi con le evoluzioni e con le vere e proprie ‘mode’ che interessano il livello della punteggiatura. |
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| Letizia Lala |
| IL SENSO DELLA PUNTEGGIATURA NEL TESTO |
| Analisi del Punto e dei Due punti in prospettiva testuale |
Questo volume nasce con l’obiettivo di cercare di “capire” la punteggiatura: i suoi impieghi nei testi e, a partire da essi, la sua sostanza semiotica. Di rispondere in pratica a domande del tipo: Quali operazioni mentali stanno dietro alla produzione dei segni interpuntivi? Che cosa comunicano al lettore? Quali funzioni svolgono? Insomma: Qual è il senso della punteggiatura nel testo? Stabilita l’inadeguatezza della concezione tradizionale, disposta a considerare la punteggiatura solo come un ausilio intonativo o, tutt’al più, un corollario della sintassi, l’ipotesi con la quale si è affrontata questa ricerca è che nella scrittura contemporanea gli impieghi interpuntivi non si limitino a svolgere un ruolo di superficie e che siano sempre più frequentemente dettati da esigenze di carattere testuale, sfruttati cioè per introdurre nella comunicazione scritta aspetti semantici non altrimenti veicolati nel testo. Sviluppata all’interno del volume, questa ipotesi ha permesso di comprendere e descrivere impieghi sempre più frequenti nella scrittura contemporanea, fornendo una chiave esplicativa capace di rendere conto di fenomeni difficilmente analizzabili con le tradizionali lenti ritmico-intonativa e sintattica, ponendosi inoltre in sintonia con una generale tendenza dell’italiano a una regolarizzazione guidata da leggi di carattere testuale. Tendenza, questa, che rappresenta oggi un elemento imprescindibile di analisi per chi voglia riflettere sui cambiamenti in atto nella scrittura contemporanea.
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Linguistica e letteratura Collana diretta da Maurizio Vitale
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| Angelo Stella |
| IL PIANO DI LUCIA |
| Manzoni, e altre voci lombarde |
Di grande fascino lombardo il volume di Angelo Stella che riavvia una prestigiosa collana diretta da Maurizio Vitale presso l’editore Morano. È l’Ariosto il là del volume che poi si addentra nella filologia lombarda e nella civiltà lariana. I problemi di lingua e stile del Manzoni fanno da asse portante del volume che comprende anche un’inedita lettura manzoniana del Pinocchio di Collodi, un’approfondita indagine sulla lingua e i dialetti dell’Italia unitaria, sullo sperimentalismo del primo Pascoli, sulla lingua di Cesare Cantù. Curiosamente Angelo Stella chiude il volume con un capitolo decontestualizzato dal resto del testo, sul linguaggio sportivo. |
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| Francesco Bruni |
| PROSA E NARRATIVA DELL'OTTOCENTO |
| Sette studi |
Di straordinaria intensità letteraria e linguistica i sette studi di Francesco Bruni, ordinario a Ca’ Foscari. L’analisi, dettagliata e scrupolosa, si avvia dalla linguistica generale del Manzoni, alla prosa delle Osservazioni della morale cattolica, con le implicazioni linguistiche e filosofiche; ai cenni biografici su alcune locuzioni della narrativa ottocentesca. Poi Bruni si addentra sulla lingua e le tecniche narrative del verismo e, in particolare, dedica un ampio studio al Romanzo della fanciulla e alla Virtù di Checchina di Matilde Serao. Ancora verista è lo studio sulla lingua del Mastro don Gesualdo. Mentre è novecentesco l’ultimo capitolo dedicato alla formazione italiana di Pirandello. |
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| Teresa Poggi Salani |
| SUL CRINALE |
| Tra lingua e letteratura. Saggi otto-novecenteschi |
Teresa Poggi Salani ha raggruppato in questo denso libro i saggi otto-novecenteschi già usciti in varie sedi dal 1983 al 2000. L’inedito presente nel volume riguarda la lingua poetica del Pascoli. L’itinerario del libro gioca sul titolo “sul crinale”: sul crinale tra letteratura e linguistica, tra Ottocento e Novecento, tra la norma e gli scrittori. E alla sezione “norma” appartengono i saggi sul vocabolario milanese di Cherubini, sul vocabolario toscano del Fanfani, sui vocabolari dialettali e sull’italiano a Milano a fine Ottocento. Alla sezione “scrittori” appartengono invece i saggi su Leopardi, Gadda, Pascoli, e la lingua manzoniana tra Fermo e Lucia e I promessi sposi. |
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| Paola Manni |
| POLICARPO PETROCCHI E LA LINGUA ITALIANA |
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Il volume contiene due studi che illustrano l’attività svolta da Policarpo Petrocchi in campo lessicografico e grammaticale. Il primo dei lavori è dedicato alla storia del famoso dizionario di Petrocchi. Il Petrocchi nativo della provincia pistoiese, visse a Milano dall’età di ventun'anni, dove lo portò nel 1873 l’amicizia con Luigi Sailer, il quale lo chiamò a insegnare nel civico Collegio-Convitto Calchi-Taeggi da lui diretto. Nella Milano degli ultimi decenni del secolo il giovane insegnante toscano si era inserito assai bene, creandosi contatti e amicizie nell’ambiente letterario e giornalistico. Fu proprio la sua attività di giornalista e di linguista che attirò l’attenzione dei Fratelli Treves, perspicaci editori milanesi, che gli commissionarono un dizionario della lingua italiana di tipo scolastico. A lavoro terminato, gli editori cambiarono idea e vollero un dizionario non piccolo ma grande. Il dizionario cominciò a essere pubblicato a dispense nel 1884. Nel 1887 ne erano uscite 22 e poté essere completato il primo volume (A-K) che reca la data di quell’anno. Il frontespizio del secondo volume e la licenza finale hanno data 1891. Il secondo dei lavori (Policarpo Petrocchi grammatico) illustra le convinzioni in campo grammaticale del Petrocchi autore di una serie di grammatiche oltre che grammatico in modo significativo nel suo celebre dizionario. Egli rifiuta l’idea di una grammatica aprioristicamente normativa ritenendo che essa debba avere come unico termine di riferimento l’uso vivo e dinamico d’una lingua. |
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| Pietro De Marchi |
| UNO SPECCHIO DI PAROLE SCRITTE |
| Da Parini a Pusterla, da Gozzi a Meneghello |
Gli scritti raccolti in questo volume rispecchiano una geografia sentimentale del lettore prima ancora che una dionisottiana geografia (e storia) della letteratura. Il ricordo della lezione di Dionisotti ha però agito nel momento di rilegare in volume carte come queste, nate in occasioni diverse, ma tenute insieme dal filo della fedeltà a certi nomi, a certi luoghi, a certi paesaggi. Di qui la divisione del libro in due parti, corrispondenti alle due “regioni” della letteratura italiana che sono maggiormente familiari all’autore: la Lombardia, compresa quella Lombardia elvetica che è la Svizzera italiana, e il Veneto. Agli articoli usciti in riviste specializzate o in miscellanee, e che qui sono riprodotte con qualche ritocco e aggiornamento bibliografico (uno solo è del tutto inedito), seguono alcune delle recensioni o presentazioni pubblicate nell’inserto culturale di un quotidiano ticinese o in riviste letterarie svizzere come “Idra”, “Quarto” e “Feuxcroisés”. In quelle pagine, più svelte e di scrittura più disinvolta, non è però minore l’attenzione alle ragioni dei testi. L’autore quindi le ripropone anch’esse con minimi tagli e aggiunte. |
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| Ottavio Lurati |
| IN LOMBARDIA E IN TICINO |
| Storia dei nomi di luogo |
Viviamo in un mare di nomi: a qualunque latitudine si muova, l’uomo interpreta il reale (fisico, geografico, mentale e sociale) proiettando nel linguaggio e spesso concretamente assegnandogli un nome. Diamo un nome alle cose della vita quotidiana e a quelle spirituali, alla realtà della natura (pianure, fiumi, piante animali), diamo un nome a coloro con cui condividiamo la comunità (e sono nomi di persona, nomignoli, cognomi) e ancora (con i toponimi) un nome ai luoghi ai nomi dello spazio in cui operiamo e che, in gran parte, è stato “fatto” dal lavoro di molte generazioni: non solo lo hanno plasmato ma anche interiorizzato. Il lavoro, scientifico, ma anche destinato ad un grande pubblico di curiosi di storia locale e toponomastica, oscilla tra la Lombardia e il Ticino. Di sicura presa il capitolo intitolato “Un vademecum per il giovane toponomasta”. |
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| Gabriella Cartago |
| LINGUA LETTERARIA, DELLE ARTI E DEGLI ARTISTI |
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Gabriella Cartago, in questo corposo volume, indaga la lingua delle arti e degli artisti prendendo le mosse dalla lingua di Cesare Beccaria (Dei delitti e delle pene), quindi di un letterario, proseguendo l’indagine con Pietro Verri e Il Caffè sino allo studio di artisti come Canova, Palladio e Vincenzo Scamozzi, passati sotto la lente d’ingrandimento della lingua piuttosto che delle opere d’arte maggiormente note. Lo studio si conclude con un’incursione nel mondo della canzone italiana: cantautori, canzoni d’autore e voci della popular music nella lessicografia non specializzata; e soprattutto Pontelandolfo degli Stormy Six. |
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| Maurizio Vitale |
| DIVAGAZIONI LINGUISTICHE DAL TRECENTO AL NOVECENTO |
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Maurizio Vitale, uno dei maggiori studiosi di lingua e letteratura italiana, raccoglie, in questo denso e ricco volume, i saggi scritti negli ultimi anni da: Boccaccio, Petrarca, Manzoni, Baccelli e poi un Tasso di larghissimo respiro e impegno. Il lavoro è ispirato, negli interessi linguistici generali, a un intento eminentemente storico e letterario. Di grande interesse sono i “senesismi” in un grammatico settentrionale del Cinquecento quale il trevigiano Alessandro Citolini e il capitolo sulla lingua quale fondamento della nazione italiana. |
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| Manlio Pastore Stocchi |
| FORME E FIGURE |
| Retorica e poetica dal Cinquecento all'Ottocento |
Sono raccolti in questo volume scritti assai diversi per data di composizione, per argomenti e per stile. Tuttavia molti di loro sono stati concepiti a suo tempo quali parti di una coerente, assidua riflessione sul valore perenne e dunque attuale della retorica classica, intesa non già in una banale e storicamente esausta accezione descrittiva o normativa, bensì quale strumento sempre efficace per l’accesso ai valori più interni e vitali della creazione letteraria, secondo un concetto che integra nella poetica propriamente detta le prescrizioni retoriche del passato, e che tanto della poesia quanto di vicende o percorsi della cultura dà, grazie ad esse, ragione.
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| Lorenzo Tomasin |
| «SCRIVER LA VITA» |
| Lingua e stile nell'autobiografia italiana del Settecento |
Vita... scritta da esso, Memorie (inutili o senz’aggettivi), Mémoires: il Settecento è il secolo di massima fioritura del genere autobiografico. In un’età di crisi e di rinnovamento per la lingua italiana, in cui infuriano i dibattiti tra puristi e antipuristi e il sistema educativo tradizionale fondato sul latino vacilla dalle fondamenta, chiunque scriva la storia della propria vita non può che interrogarsi sul tema della lingua. Del suo apprendimento, della sua elaborazione letteraria, del suo uso quotidiano. Da Giovanbattista Vico a Pietro Giannone, da Carlo Gozzi a Carlo Goldoni, da Vittorio Alfieri a Lorenzo Da Ponte, alcuni fra i protagonisti della cultura italiana dell’età dei Lumi lasciano, nelle loro autobiografie, le tracce di una riflessione su un italiano spesso faticosamente conquistato, in una difficile negoziazione col retaggio dei dialetti e con l’egemonia di lingue straniere come il francese e l’inglese. Non sempre il rapporto fra posizioni teoriche e pratica di scrittura è coerente; e non sempre è limpido: in questo libro, entrambi gli aspetti vengono esaminati concentrandosi su un genere letterario e indagando aspetti poco noti di quella che, in un periodo altrove già ricco di pregevole narrativa romanzesca, fu in Italia la migliore manifestazione della prosa.
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| SILVIO RAMAT |
| IL LUNGO AMORE DEL SECOLO BREVE |
| Saggi sulla poesia novecentesca |
Ai due estremi del volume i due saggi più veloci - sul Carducci il primo, su un possibile bilancio del “secolo breve” l’ultimo - circoscrivono un Novecento qui rappresentato per figure ed episodi esemplari nelle quattro sezioni intermedie. Dalla disamina di epistolari ormai classici, come quello giovanile tra Papini e Soffici, si passa a ricostruzioni della genesi di testi-chiave (Sera di Gavinana) e a prove di esegesi di opere ardue come i Canti anonimi di Rebora e ad aspetti specifici di Campana, di Sbarbaro. Cospicuo il rilievo dato alle generazioni successive, con indagini sul Betocchi “notturno” e sul Montale della Bufera; mentre Gatto Sinisgalli Parronchi, ma anche Bigongiari Sereni e Jacobbi, sono oggetto di analisi che hanno al centro il bene dell’amicizia, la forza dei temi, i colori del mondo. Insomma una raccolta varia e insieme compatta nel suo costante fondarsi sopra la concretezza della parola dei poeti. |
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| Francesco Spera |
| LA POESIA FORTE DEL POEMA DANTESCO |
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Il fascino della Commedia nasce dalla proposta di una letteratura ‘forte’, moralmente agonistica, che mira a rappresentare la totalità del mondo e a trasmettere coraggiosi messaggi di verità e giustizia. A tal fine Dante compie l’ambiziosa scelta di raccontare un viaggio preternaturale, di porre in versi una visione straordinaria. Il poema è la revisione letteraria della visione. Questi saggi nascono con l’obiettivo di offrire analisi e interpretazioni di tale complessa operazione, indagando i variegati intrecci strutturali dell’opera, soprattutto la tecnica della drammatizzazione e il rapporto col lettore. Tre studi sono letture di un singolo canto; altri due riguardano macrosezioni narrative (i barattieri infernali e la confessione di Dante nell’Eden), ma nella maggior parte dei casi si propone un percorso tematico all’interno delle tre cantiche. Si confrontano così numerosi episodi del poema, talora con focalizzazioni su passi meno noti, talora con ritorni su passi più celebri ma rivisti da diverse angolature.
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| Silvia Morgana |
| MOSAICO ITALIANO |
| Studi di storia linguistica |
Silvia Morgana riunisce in questo Mosaico italiano una serie di saggi che possono essere suddivisi in tre nuclei tematici ben delineati. Un primo gruppo di saggi riguarda infatti la comunicazione e la divulgazione scientifica e i problemi connessi all’uso dell’italiano in vari generi di prosa scientifica sette-ottocentesca, fino a Il bel paese di Stoppani che testimonia anche nella letteratura scientifica le nuove aspirazioni educative postunitarie. Una seconda sezione raccoglie studi dedicati alla lingua di autori in connessione con le questioni linguistiche affioranti in momenti storici diversi e significativi: la riforma borromaica, il processo di italianizzazione dei territori lombardi e l’uso dell’italiano nella predicazione; il rinnovamento espressivo d’età illuministica e la creazione di un linguaggio figurativo neoclassico; i problemi dell’unità linguistica e della diffusione dell’italiano in alcuni protagonisti del dibattito postunitario (Ascoli, Cantù, Fanfani). Infine il terzo gruppo di studi è costituito da alcuni sondaggi su vari temi della nostra storia linguistica recente, che ha avuto rispetto al passato nuovi attori e nuovi protagonisti, come i mass media.
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L’italiano in pubblico Collana diretta da Nicoletta Maraschio e Massimo Fanfani
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| Raffaella Setti |
| CINEMA A DUE VOCI |
| Il parlato nei film di Paolo e Vittorio Taviani |
Nell’ambito delle ricerche sull’italiano cinematografico, che stanno attualmente attraversando un momento di particolare favore, Raffaella Setti traccia un sistematico e arioso profilo dei lungometraggi realizzati da Paolo e Vittorio Taviani. Si tratta della prima monografia in chiave linguistica sull’opera dei due registi, che da quarant’anni, appaiono tra i più sensibili e accorti valorizzatori italiani del parlato filmico. |
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| Enrica Atzori |
| LA PAROLA ALLA RADIO |
| Il linguaggio dell’informazione radiofonica |
“La parola alla radio”: la radio è nuovamente protagonista nel sistema dei mass media grazie alla sua capacità di rinnovarsi; la radio privilegia l’oralità, la ricchezza della parola libera dalle immagini. Per la leggerezza e la tempestività che la caratterizzano, la radio ha una peculiare vocazione informativa. La ricerca si occupa del linguaggio dell’informazione radiofonica, concentrandosi in particolare sull’analisi quantitativa della struttura delle frasi e sulle strategie di comunicazione che la motivano. L’analisi giunge a caratterizzare alcuni aspetti della sintassi del giornalismo radiofonico rispetto alla scrittura della carta stampata e al parlato della conversazione. Documenta, inoltre, le scelte comunicative delle emittenti e delinea un quadro complessivo del radiogiornalismo italiano. |
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| Ilaria Bonomi |
| L'ITALIANO GIORNALISTICO |
| Dall’inizio del ‘900 ai quotidiani on line |
L’italiano dei giornali è da molto tempo considerato a buon diritto l’esempio più significativo di italiano scritto medio. In questo volume ne viene indagata l’evoluzione nel periodo in cui i giornali hanno rappresentato il mezzo di informazione per eccellenza, ruolo poi passato alla televisione. Nella prima parte, ad una sintesi della lingua dei quotidiani del Novecento nei suoi tratti peculiari segue un’ampia analisi storico-linguistica dei quotidiani milanesi nei primi anni del secolo. Nella seconda parte del volume, dedicata ai nostri giorni, si esaminano i quotidiani sotto il profilo grammaticale, mettendo in luce il loro rapporto con l’italiano standard, e sotto il profilo testuale e sintattico. Il volume si chiude con un’ampia e originale analisi della lingua dei quotidiani on line, condotta dall’autrice in collaborazione con Elena Catalfamo, Laura Nacci e Francesca Travisi. |
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| Sergio Raffaelli |
| L'ITALIANO NEL CINEMA MUTO |
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Il cinema italiano, nel corso della sua storia centenaria, ha costituito un ricco vocabolario professionale e ha corredato le pellicole nazionali e importate d’innumerevoli frasi scritte e parlate. È un patrimonio verbale che la storiografia ha valorizzato soltanto in parte, iniziando dall’avvento del sonoro e ignorando perciò tutto il trentennio del periodo muto. Questo libro, che si propone di recuperare il grave ritardo, cura innanzitutto di tratteggiare la complessiva fisionomia linguistica delle didascalie originali e tradotte; inoltre sottopone a sistematica analisi le scritte di significative pellicole del tempo; illustra la competenza cinematografica di Guido Gozzano e di Giovanni Verga attraverso l’esame delle scelte terminologiche e delle sceneggiature; infine sperimenta metodi di ricerca in settori di studio promettenti ma poco frequentati, quali l’onomastica e la titolistica. In una sezione finale fornisce introvabili documenti dell’epoca, fra cui le didascalie di famose pellicole e un arguto componimento in terzine “dantesche”, del 1910, che può considerarsi il testo inaugurale della pubblicità cinematografica di nobile matrice letteraria. |
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| Andrea De Benedetti |
| L'INFORMAZIONE LIOFILIZZATA |
| Uno studio sui titoli di giornale (1992-2003) |
La lettura dei giornali comincia quasi sempre dai titoli. A volte, addirittura, i titoli sono l’unico contatto che abbiamo con i giornali, perché è proprio attraverso di essi che selezioniamo le notizie che ci interessano, e decidiamo se proseguire oltre. Insieme con gli altri elementi che compongono il cosiddetto paratesto, i titoli sono dunque la porzione di giornale più letta e di più immediata fruizione. Da questo discende la loro singolarità dal punto di vista linguistico: una singolarità innegabile e che riguarda tutti i livelli, dalla morfosintassi al lessico, passando per la loro peculiare natura testuale, che costituisce forse l’aspetto più rilevante e sorprendente di questa rassegna. L’approccio al tema si sviluppa secondo una doppia prospettiva, giornalistica e linguistica, che risulta vantaggiosa per illustrare certi fenomeni il cui interesse e la cui portata si spiegano soltanto alla luce delle relazioni reciproche tra le peculiarità linguistiche e stilistiche dei titoli e le caratteristiche specifiche del lavoro giornalistico: è il caso soprattutto delle limitazioni di spazio e di tempo che complicano il compito dei titolisti, e alla necessità di catturare l’attenzione del lettore con un linguaggio immediato e seduttivo. |
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| Stefania Stefanelli |
| VA IN SCENA L'ITALIANO |
| La lingua del teatro tra Ottocento e Novecento |
La lingua del teatro, posta per sua natura all’intersezione tra scrittura e oralità, ha dovuto in Italia confrontarsi continuamente sia con una tradizione letteraria alta, sia con l’esigenza di misurare la propria efficacia nel coinvolgimento di un pubblico presente e vivo. Una vicenda affascinante che viene analizzata in questo volume per “quadri” ordinati cronologicamente: dalla ricerca di un modello di lingua orale per la declamazione nei primi decenni dell’Ottocento, alla tormentata individuazione di un italiano unitario per la scena agli inizi del Novecento; dallo stravolgimento verbale operato nelle sintesi futuriste, alle scelte linguistiche e testuali degli autori teatrali degli ultimi anni. Una delle innovazioni epocali del secolo scorso è poi consistita nell’avvento dei mezzi di comunicazione di massa, che ha influenzato anche le modalità espressive del teatro: alcuni saggi del volume analizzano questo fenomeno, dall’italiano del radiodramma, alla lingua del teatro televisivo e della canzone. |
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| Salibra Luciana |
| RISCRIVERE |
| Cinema e letteratura di consumo (Rohmer, Moravia, Olivieri, Tomasi di Lampedusa) |
La specificità dei saggi contenuti nel volume (Le rayon vert, La ciociara, Il caso Kodra, Il Gattopardo) riguarda il testo che per mano d'altri diventa cosa diversa da ciò che era: nel primo caso film italiano sottotitolato e film italiano doppiato; nel secondo caso, da romanzo a film; in Il caso Kodra e Il Gattopardo riduzione che trasforma l'opera letteraria in letteratura di consumo. Tranne che nel primo film, la riscrittura appare rivolta a pubblici diversi: il film La ciociara del 1960 guarda agli esigenti spettatori del cinema di quegli anni, mentre quella del 1989 al più sonnolento pubblico televisivo che non disdegna le fiction a più puntate; Il caso Kodra e Il Gattopardo rientrano in un'operazione divulgativa e commerciale che presenta alle famiglie condensati di romanzi di successo, legati ovviamente più all'intrattenimento che alla fruizione dell'opera letteraria. |
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| GLI ITALIANI DEL PICCOLO SCHERMO |
| Lingua e stili comunicativi nei generi televisivi |
In questo volume viene pubblicata una ricerca, unica nel suo genere, sull’utilizzo che viene fatto della lingua italiana in televisione. L’idea di questa ricerca ha preso avvio dalla constatazione della mancanza di uno studio complessivo sulla lingua della televisione, che ne esaminasse la pluralità di generi. Di fronte alla vastità di studi sociologici e semiotici sulla televisione, il panorama degli studi linguistici appare infatti assai carente e limitato a contributi parziali e per lo più riferiti a singoli generi. Al contrario va sottolineata l’importanza della parola nel mezzo televisivo, importanza che troppo spesso si tende a trascurare di fronte al supposto predominio dell’immagine. Una parola che assume diverso valore e peso nelle diverse trasmissioni, o meglio nei differenti generi televisivi. L’opera analizza quindi l’uso della lingua italiana nei vari generi: l’informazione, la divulgazione scientifico-culturale, l’intrattenimento, la fiction, lo sport e la TV per bambini e per ragazzi. E’ evidente come l’italiano televisivo si differenzi in modo radicale al suo interno: non si può parlare di un unico italiano, ma di tanti diversi italiani del piccolo schermo. |
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| Daniela Pietrini |
| PAROLA DI PAPERO |
| Storia e tecniche della lingua dei fumetti di Disney |
Parola di papero è il primo studio monografico dedicato alle caratteristiche linguistiche del genere testuale fumetto. Il libro descrive, sulla base di un nutrito corpus di fumetti Disney made in Italy dagli anni Cinquanta ad oggi, le particolarità della componente verbale del fumetto evidenziando gli elementi costitutivi della sua testualità. L’autrice mette in relazione tale lingua con l’italiano contemporaneo nella sua evoluzione, proponendo la varietà di italiano costituita dal linguaggio del fumetto come una sorta di specchio delle modifiche e degli sviluppi dell’italiano informale degli ultimi cinquant’anni. L’opera è diretta tanto a ricercatori e studenti delle facoltà umanistiche, cui fornisce un’originale chiave di lettura dei processi di trasformazione dell’italiano contemporaneo, quanto agli appassionati di fumetto e a chi si occupa di comunicazione in prospettiva non linguistica, cui offre nuovi spunti per una lettura del fumetto umoristico incentrata sulla sua componente verbale.
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| Giulia Pelillo |
| L'INTERVISTA RADIOFONICA TRA REALTÀ E SPETTACOLARIZZAZIONE |
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L’intervista si caratterizza per un particolare connubio di aspetti spontanei e programmati: da un lato la sua natura dialogica produce effetti di improvvisazione e di “realtà”, dall’altra l’asimmetria e la ritualità dell’interazione la avvicinano a una forma di spettacolo. Grazie a questo peculiare equilibrio tra realtà e spettacolarizzazione, l’intervista gode di grande successo nella programmazione radiofonica, perché permette di trasmettere il massimo di informazioni in un tempo limitato, risultando al tempo stesso piacevole all’ascolto. Il saggio offre nella prima parte un’analisi sistematica degli aspetti rituali, che rendono l’intervista immediatamente riconoscibile indipendentemente dai temi affrontati; classifica poi la varietà dei discorsi sviluppati nell’intervista attraverso l’esame approfondito di interazioni reali, per investigare nell’ultima parte gli elementi della comunicazione, come l’espressività o la musica, responsabili della spettacolarizzazione del discorso.
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Filologia e ordinatori
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| Jürgen Rolshoven - Alessio Fontana |
| CONCORDANZE DELLE POESIE ITALIANE DI ANGELO POLIZIANO |
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Il volume, che inaugura la collana “Filologia e ordinatori”, contiene la prima completa concordanza dei componimenti poetici, scritti in volgare, da Angelo Poliziano. Obiettivo dei curatori, facilitare e rendere più celere il lavoro filologico sull’opera in esame con l’impiego del computer, elaborando concordanze che rispondano alle seguenti caratteristiche: 1) la completezza, di qui la scelta di elaborare tutte le poesie dell’autore; 2) la riproduzione di un massimo d’informazione, in modo che i contesti contenenti la parola-chiave abbiano la maggiore ampiezza possibile, in genere corrispondente a due o tre versi circa. In questo le Concordanze di Poliziano si contraddistinguono dalle altre opere che verranno via via analizzate nella collana, le quali (anche per motivi tecnici) si contentano di rendere come contesto il verso in cui è contenuta la parola-chiave; 3) la rappresentazione ottica della struttura del verso, facilmente individuabile attraverso l’uso di un doppio spazio che ne delimita l’inizio e la fine; 4) la leggibilità che, nel caso specifico non si basa solo sulla disposizione tipografica della parola-chiave (posizionata al centro della riga e in grassetto), ma anche sull’utilizzazione della serie di caratteri usata nell’originale delle edizioni del testo; 5) la compattezza, ottenuta con l’utilizzazione razionale dello spazio sulla pagina; infine, 6) l'ordine lessicografico italiano. |
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| [Pietro Aretino] |
| SCRITTI DI PIETRO ARETINO NEL CODICE MARCIANO It. XI 66 (= 6730) |
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Il volume raccoglie per la prima volta compiutamente gli scritti di Pietro Aretino esemplati nel Codice Marciano It. XII 66 (=6730) alcuni dei quali editi e assai noti, altri rimasti più in ombra. Manomesso dagli studiosi delle patrie lettere fin da quando era prezioso arredo della biblioteca di Apostolo Zeno, messo a partito con frequentazione assidua soprattutto alla fine dell’Ottocento, tornato in onore in questi ultimi anni specialmente a frutto degli studi ruzantiani, il Codice è una delle più significative sillogi letterarie manoscritte compilate in area veneta all’inizio del Cinquecento. Merito del libro Scritti di Pietro Aretino, a cura di Danilo Romei, l’opportunità di offrire al lettore tutti i componimenti, editi, inediti o rari, in maniera finalmente integra e completa, di restituire alla luce una silloge d’importanza singolare, pur con le sue attuali mutilazioni, nella storia testuale dell’opera aretiniana ma anche che di documentare una tappa speciale nell’itinerario biografico e letterario dell’autore cinquecentesco. |
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| AA.VV. |
NUOVE PROSPETTIVE SULLA TRADIZIONE DELLA "COMMEDIA" Una guida filologico-linguistica al poema dantesco |
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Il volume, curato da Paolo Trovato (ordinario di Linguistica italiana a Ferrara), raccoglie all’interno di un progetto unitario, una ventina tra capitoli e appendici documentarie stesi da studiosi giovani e meno giovani quali: Bordin, Brandoli, Franceschini, Geymonat, Giunti, Guidi, Pomaro, Praloran, Pulsoni, Romanini, Sanfilippo, Sanguineti, Trovato e Veglia. La prima parte dell’opera offre gli strumenti indispensabili per seguire le questioni sul tappeto: gli elenchi dei manoscritti in discussione con ipotesi aggiornate di datazione e localizzazione; le “famiglie” di manoscritti della Commedia fin qui individuate dalla filologia otto-novecentesca. E relative sigle. La seconda parte affronta problemi di carattere generale, quali il diverso tasso di riproduzione nelle diverse aree della penisola e l’identificazione delle mani di alcuni tra i copisti più antichi della Commedia, mettendo a disposizione degli studiosi due strumenti di lavoro utili per una classificazione di massima di qualsiasi testimone manoscritto: i loci di Barbi (1891) e quelli discussi più estesamente da Petrocchi (1966). La terza parte punta ad approfondire le conoscenze della lingua e della prosodia del poema, con analisi stratigrafiche dei manoscritti di Francesco di ser Nardo, della sottofamiglia pisana Ash-Ham, del Madrileno e del Riccardiano-Braidense. Un capitolo inoltre è dedicato alle caratteristiche del ravennate trecentesco, giacché Ravenna fu - con ogni probabilità – il luogo nel quale, per conto dei figli di Dante, vennero esemplate le prime copie. Infine, la quarta parte del volume propone una serie di approfondimenti filologici su vari aspetti della tradizione (il gruppo del Cento; il Cortonese e i suoi affini; manoscritti «antichissimi» e perduti di cui si sono salvate le lezioni caratteristiche in postillati del Cinquecento; la tradizione del “capitolo” di Jacopo Alighieri). |
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| LESMU - Lessico della letteratura musicale italiana 1490 - 1950 |
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Che cos’è il LesMu? Il LesMu è un dizionario elettronico contenente circa 22.500 schede lessicografiche, per un totale di oltre 3.600.000 parole. La banca dati - le opere schedate sono 800, comprese tra la fine del 1400 e la metà del 1900 - ogni scheda è suddivisa in campi diversi, al massimo 29, tutti interrogabili singolarmente o in combinazione - l’elenco completo delle opere, ordinabile per autore o per data, è accessibile sia dall’interno di ciascuna scheda, sia in formato cartaceo - la banca dati è corredata di circa 2000 immagini - raccoglie oltre 8000 lemmi, ciascuno dei quali è corredato da una definizione Il programma di interrogazione. Il programma usato è il DBT (Data Base Testuale), realizzato da Eugenio Picchi (Pisa, CNRRequisiti minimi di sistema per il funzionamento del software LesMu-DBT - Sistema operativo: Microsoft Windows 98, ME Millennium Edition, XP (Home Edition e Professional) - 128 MB RAM - 500 MB minimo di spazio di memoria libero su hard disk. |
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| Guglielmo Gorni |
| REPERTORIO METRICO DELLA CANZONE ITALIANA DALLE ORIGINI AL CINQUECENTO (REMCI) |
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Il Repertorio Metrico della Canzone Italiana dalle Origini al Cinquecento – del quale si propone, per le citazioni correnti, l’acronimo REMCI – è la traduzione a stampa, da supporto informatico, di un ingente censimento. Il lavoro di schedatura, che ha assunto via via ambizioni di sistematicità, si estende dal 1968 ai giorni nostri. Il titolo colloca agli estremi cronologici le Origini e il Cinquecento, fino a Torquato Tasso. Si offre così, per la prima volta, la possibilità di abbracciare un panorama storico globale della lirica italiana di stile alto, panorama che, pur avendo ambizioni di completezza, è ben conscio dei propri limiti e dichiara apertamente le proprie scelte repertoriali. Si offre anche la possibilità di una conoscenza tecnica della morfologia della canzone, competenza ovvia per i letterati di un tempo, ma vero e proprio recupero per i nostri studi. L’esame di tante schede gioverà a dare una misura inedita al petrarchismo operante nella tradizione lirica italiana. Testure e trame che si potranno esaminare da vicino: «quant’al mondo si tesse, opra d’aragna / vede» (Petrarca, Rvf 173, 6-7).
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| AA.VV. |
| LA FILOLOGIA DEI TESTI D'AUTORE |
| Atti del Seminario di Studi (Università degli Studi di Roma Tre, 3-4 ottobre 2007) |
Il volume raccoglie gli atti del II° convegno della Società dei Filologi Italiani tenutosi a Roma, nel mese di ottobre dell’anno 2007 presso l’Università degli Studi Roma Tre, grazie all’iniziativa del Dipartimento di Italianistica. Gli incontri degli studiosi di Filologia hanno il preciso scopo di fare il punto sulla situazione della disciplina attraverso lo scambio d’informazioni e di opinioni, di raccontare frammenti del proprio lavoro e dare voce ai più giovani. Questo convegno, dal titolo La filologia dei testi d’autore, rimette in pista, con una nuova formula ingegnosa, quell’aspetto della disciplina che nei manuali è iscritto sotto il titolo sbrigativo Filologia d’autore, che troppo spesso elide il messaggio di “testi passati per le mani dell’autore”, cioè manoscritti o stampe maneggiati attraverso una vastissima gamma d’interventi documentati: primi getti, belle copie con varianti, varianti alternative o sostitutive, variazioni sospese e interrogative, redazioni multiple, doppie o triple stesure insieme a quelle nativamente in fieri e inventate forse per essere non-finite, come i Trionfi o le Grazie, bozze corrette e stampe in movimento, insomma tutto quanto sostituisce alla nozione statica di “opera” chiusa quella dinamica di “processo". |
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| Osamu Fukushima |
| AN ETYMOLOGICAL DICTIONARY FOR READING DANTE'S DE VULGARI ELOQUENTIA |
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| Dante Alighieri (1265-1321) fa intravedere il suo De Vulgari Eloquentia nella sua opera Convivio che fu completata nel marzo 1306 (cfr. Convivio, I. V. 9-10): Onde vedemo ne le cittadi d’Italia, se bene volemo agguardare, da cinquanta anni in qua molti vocabuli essere spenti e nati e variati; onde se ’l picciol tempo così transmuta, molto più transmuta lo maggiore. Sì ch’io dico che, se coloro che partiron d’esta vita già sono mille anni tornassero a le loro cittadi, crederebbero la loro cittade essere occupata da gente strana, per la lingua da loro discordante. Di questo si parlerà altrove più compiutamente in uno libello ch’io intendo di fare, Dio concedente, di Volgare Eloquenza. D’accordo con questa citazione possiamo facilmente capire la profonda perspicacia di Dante circa la natura del linguaggio stesso, come ad esempio le variabili vicissitudini della lingua. Un po’ più ambiguo il perché Dante usi il latino nel suo trattato. In termini di introspezione linguistica la sua risposta così intuitiva porterebbe ad un ricorso al latino in quanto sua lingua madre.
Questo è un dizionario etimologico che pone il latino e il greco al centro delle lingue indo-europee; su di essi si basano l’italiano, il francese, lo spagnolo, il tedesco e non ultimo l’inglese che sono qui comparati da vari punti di vista etimologici.
Il testo affronta inoltre in modo diffuso argomenti grammaticali e sintattici come proprietà linguistiche nominali e pronominali quali persona, genere, numero e caso, proprietà linguistiche verbali come tempo, aspetto, modo e voce ed elementi sintattici come causativi, conversioni, un accusativo con un infinito e costruzioni impersonali. |
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| Fabrizio Franceschini |
| TRA SECOLARE COMMENTO E STORIA DELLA LINGUA |
| Studi sulla Commedia e le antiche glosse |
Il volume raccoglie otto saggi stesi dall’autore tra il 1998 e il 2008 e dedicati alla Commedia e ai suoi antichi commenti. Il primo saggio, inedito, esamina il ruolo di Beatrice nei canti XV, XVI e XVII del Paradiso, spesso sottovalutato dalla critica. Anche in rapporto al modello semiologico del De vulgari eloquentia, l’autore analizza le comunicazioni verbali e non verbali tra Cacciaguida, Dante e Beatrice e le strutture discorsive attraverso le quali viene posta e risolta la questione cruciale dei tre canti, cioè l’assunzione da parte di Dante della sua missione profetica e poetica. In tale analisi si fa ricorso alla semiotica, alla pragmatica e alla linguistica moderne; come mostra il secondo capitolo, anche una delle più lucide interpretazioni del canto di Ugolino, condotta nel 1826, si basa sulla linguistica e sulla semiotica dell’epoca. I contributi seguenti riguardano aspetti storico-documentari: si evidenzia come i vari scenari in cui gli antichi commentatori collocano il suicidio di Pier delle Vigne si dispongano lungo l’itinerario seguito da Federico II dopo l’arresto del logoteta; come le bizzarre o devianti glosse del Buti sulla presa di Caprona, su Matelda e Beatrice e sul destino di Firenze profetizzato da Cacciaguida trovino motivazione nelle condizioni storico-politiche della Pisa di fine Trecento, in cui il Buti stesso svolgeva funzioni politiche e diplomatiche. La seconda parte del volume comprende quattro studi linguistici che analizzano certe voci dantesche e le diverse chiose con cui le accompagnano, in rapporto alla loro provenienza geografica e competenza linguistica, gli antichi commentatori. Si esaminano organicamente le chiose linguistiche di Guido da Pisa, riallacciandole all’ispirazione generale del suo commento. Si offre infine un’analisi linguistica e stratigrafica dei testimoni tosco-occidentali della Commedia noti come Ash e Ham. |
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| Osamu Fukushima |
| AN ETYMOLOGICAL DICTIONARY FOR READING DANTE'S LA VITA NUOVA |
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La Vita Nuova è la prima opera letteraria composta da Dante Alighieri, probabilmente fra il 1292 e il 1294, prima dell’inizio della sua attività politica nel 1295. L’opera comprende un corpo di suoi trentuno sonetti e una serie di sue note esplicative in prosa relative alla composizione degli stessi. La lingua usata da Dante non è il latino, come sarebbe stato naturale aspettarsi, ma il toscano di allora, cioè il dialetto italiano parlato in Toscana dove Dante era nato e cresciuto. Nonostante l’immenso contributo di Dante a elevare il suo dialetto toscano fino alla lingua comune italiana dei tempi moderni, la sua lingua, sia in versi che in prosa, rivela ancora molta influenza esercitata dal latino. Dunque il principale interesse dell’autore nel comporre questo dizionario è stato di mettere in luce i latinismi di Dante dal punto di vista del suo manierismo letterario sia nella sintassi che nei termini lessicali usati nell’opera La Vita Nuova. |
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| Osamu Fukushima |
| AN ETYMOLOGICAL DICTIONARY FOR READING BOCCACCIO'S TRATTATELLO IN LAUDE DI DANTE |
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Giovanni Boccaccio (1313-1375) è considerato uno dei principali autori nel panorama letterario trecentesco in Italia, dove la superiorità linguistica della lingua latina era ancora persistente. Egli dedica un importante tributo a Dante Alighieri (1265-1321) con una delle sue ultime opere, Trattatelo in Laude di Dante, poiché egli considera Dante la sola persona che audacemente si oppone alla dominazione della lingua latina acclamando come maggiormente importante la lingua del vernacolo cioè il toscano di allora. Boccaccio dichiara il suo autentico sostegno a Dante nell’opera quando dice: Sono similmente a questo paone li piè sozzi e l’andatura queta: le quali cose ottimamente alla Comedia del nostro auttore si confanno, perciò che, sì come sopra i piedi pare che tutto il corpo si sostenga, così prima facie pare che sopra il modo del parlare ogni opera in iscrittura composta si sostenga; e il parlare volgare, nel quale e sopra il quale ogni giuntura de la Comedia si sostiene, a rispetto dell’alto e maestrevole stilo letterale che usa ciascun altro poeta, è sozzo, come che egli sia più che gli altri belli agli odierni ingegni conforme. L’andar quieto significa l’umiltà dello stilo, il quale nelle comedie di necessità si richiede, come color sanno che intendono che vuole dire «comedia». - 226. |
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| Osamu Fukushima |
| AN ETYMOLOGICAL DICTIONARY FOR READING BOCCACCIO'S FILOSTRATO |
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| Giovanni Boccaccio (1313 - 1375), che è conosciuto fra gli studenti di letteratura inglese come uno degli autori che maggiormente hanno influenzato Geoffrey Chaucer e William Shakespeare, è considerato uno dei più creativi autori del mondo letterario del Trecento in Italia, dove la superiorità linguistica della lingua latina è ancora persistente. Egli rende il più alto tributo a Dante Alighieri (1265 - 1321) contribuendo con uno dei suoi ultimi lavori e cioè Trattatelo in Laude di Dante, poiché Dante è proprio la persona che si è fortemente opposta al dominio del latino sostenendo la maggiore importanza della sua lingua vernacolare, cioè il toscano di quel tempo. Infatti Filostrato, che è una delle prime opere napoletane del Boccaccio, probabilmente nel 1335, è scritto in vernacolo, sebbene, da un punto di vista sintattico, l’ablativo assoluto della lingua latina è molto evidente, come si può ben vedere nella seconda parte dell’opera.
Il titolo Filostrato sembra essere stato inventato proprio da Boccaccio: Filo che viene dal greco phileîn “amare” e strato che deriva dal latino stratus che è il participio passato di sternere “abbandonato”, così che il significato letterale è “un uomo che è abbandonato dall’amore”. Filostrato è considerato un poema narrativo, composto da nove parti con 5704 righe secondo la maniera dell’epica classica e cioè il verso di ottava alessandrina e quindi una riga di sei piedi o dodici sillabe. |
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| Osamu Fukushima |
| AN ETYMOLOGICAL DICTIONARY FOR READING BOCCACCIO'S TESEIDA |
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Teseide, cioè Un racconto di Teseo, che è considerato come una principale ispirazione del Racconto del Cavaliere di Chaucer nei Racconti di Canterbury, è stato scritto probabilmente intorno al 1340-42 quando Giovanni Boccaccio (1313-1375) si trovava a Napoli. Esso è composto di dodici libri con oltre 15.000 righe alla maniera dell’epica classica, vale a dire i versi dell’ottava Alessandrina, cioè una riga di sei piedi o dodici sillabe. Alla fine del suo ultimo e dodicesimo libro Boccaccio offre la sua sincera dedica alle Muse componendo tre tipi di poesia mentre dà un’approvazione senza riserve del suo vernacolo italiano. Questo libro vuole essere soprattutto una traduzione letterale inglese affinché la lingua e la fraseologia di Boccaccio possano essere appieno apprezzate. Il sincero augurio dell’autore è che quest’opera sia generosamente ben accolta da tutti coloro che amano sia la lingua che la letteratura e, specialmente, le lingue indoeuropee come il greco antico, il latino, l’italiano, il francese, lo spagnolo, il tedesco e ultimo, ma non meno importante, l’inglese, che viene adesso considerato come lingua internazionale. |
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| Rinuccio Aretino |
| PENIA |
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La fabula Penia rappresenta il tentativo pionieristico di portare Aristofane in Occidente: si tratta infatti della traduzione latina parziale del Pluto aristofaneo (ca. vv. 403-626) - ma arricchita di richiami autobiografici e mitologici- opera del giovane Rinuccio Aretino, ospite in terra di Creta (1415-6) per approfondire il proprio greco. L’edizione critica, che recupera quasi integralmente il manoscritto Balliolensis 131, con prefazione di Antonio Stäuble, è accompagnata da traduzione italiana, note, e preceduta da un ampio saggio introduttivo, nel quale si mettono in evidenza elementi autoriali dell’umanista, anche in un confronto con la testimonianza indiretta della Descriptio insulae Candiae di Cristoforo Buondelmonti e con l’approccio al Pluto di Leonardo Bruni.
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| Osamu Fukushima |
| AN ETYMOLOGICAL DICTIONARY FOR READING BOCCACCIO'S DECAMERON Vol. I (Proem – The Third Day) |
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Il Decamerone, cioè “La storia di dieci giorni”, è indubbiamente uno dei più eccezionali e influenti capolavori letterari nel mondo. Si dice sia stato scritto fra il 1348 e il 1353 e appartenga all’ultimo e più maturo periodo della vita creativa di Giovanni Boccaccio nel suo vernacolo. È da rimarcare come, contrariamente al prevalente stile letterario della letteratura europea di quei tempi, tutte le storie nel Decamerone siano scritte in prosa e non in versi. Si può sicuramente affermare che queste storie risalgono agli inizi della carriera letteraria di Boccaccio, ma la selezione, sia delle cento storie che della storia-quadro di tre uomini e sette giovani donne, data intorno al 1348, quando l’autore comincio a comporre il Decamerone. Per quanto concerne la lingua usata da Boccaccio nella sua opera, si nota subito che ci sono molti latinismi nel lessico. È anche subito evidente che egli fa un innumerevole uso di: (1) (lunghi) avverbi, (2) (lunghi) superlativi e (3) avverbi superlativi. Dal punto di vista sintattico un ablativo assoluto latino è di gran lunga il segno più distintivo anche in quest’opera. |
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Opera prima - Esordi di saggistica letteraria Collana diretta da Marco Marchi
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| Marco Menicacci |
| LUZI |
| Il demone filosofico |
L’interesse di Mario Luzi per la filosofia è precoce: precede addirittura quello per la poesia. La strada, poi, è stata quella della letteratura, ma un personale e potentissimo “demone filosofico” ha accompagnato il poeta lungo tutto il suo percorso umano e artistico. Partito da un senso di disagio e insofferenza di fronte al panorama filosofico dell’Italia degli anni Trenta e, insieme, da una forte passione per la filosofia antica, Luzi sviluppa un affascinante discorso speculativo in crescita, articolato e implicante, che lo porterà a mezzo secolo di distanza dall’esordio della Barca su posizioni in linea con quelle del “pensiero debole”. Oltre a far luce su un aspetto fondante e ineludibile di uno dei massimi poeti del Novecento, il saggio di Menicacci intende espressamente contribuire ad una critica dialogica e sempre meno settoriale, oltre le demarcazioni di territorio e gli sbarramenti che spesso sussistono fra letteratura e filosofia. |
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| Cristina Gucciarelli |
| TOZZI |
| Il figlio in croce |
“Perché fare i figliuoli crocifissi?”, scriveva Federigo Tozzi alla fidanzata, confidandosi, in una lettera del 1907. Ed è dai tempi del giovanile carteggio di Novale che il rispecchiamento cristico, tra esperienze del vissuto quotidiano e filtri culturali, in Tozzi si impone, si fa scrittura: “Poi mi sono sbarbato, con una riga di sangue giù per il collo, che mi faceva assomigliare a un crocefisso di Sano di Pietro”. Il saggio di Cristina Gucciarelli ripercorre e interroga, muovendosi con fine acribia in tutto l’arco della produzione letteraria tozziana, l’ampia e variegata casistica delle attestazioni e delle ricorrenze, figurali e simboliche, di croci e crocifissi. Ne derivano un’implicante discussione critico-interpretativa e la messa a punto di una personale chiave di lettura dell’autore senese. Cristologica sofferenza dell’esistere e umane possibilità di salvezza verificate sulla pagina, dunque: da Tre croci alla novella Il crocifisso, dalla “crocettina d’oro consunto” che la madre di Pietro Rosi porta al collo in Con gli occhi chiusi alla spiazzante “cristologia del padre” che è dato cogliere ad apertura del Podere. |
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| Chiara Breschi |
| TRINCI |
| Profilo di un poeta |
Già a partire dai suoi esordi del 1985, il pistoiese Giacomo Trinci è apparso uno dei più accreditabili poeti italiani del panorama letterario contemporaneo. Lo studio di Chiara Breschi esamina l’intera produzione dell’autore, ripercorrendone gli sviluppi secondo un criterio diacronico teso a far risaltare, tra variazioni di tipo sperimentale e crescite di maturità, i tratti distintivi di una originalissima, presto riconoscibile e compatta poetica. Emergono l’incessante ricerca linguistica e il costitutivo culturalismo che sostengono i versi di Trinci e si rende nel contempo apprezzabile, per via di figure ricorrenti, una ben definita e affascinante linea della poesia. Da Cella a Voci dal sottosuolo, da Resto di me a Senza altro pensiero, la poesia di Trinci si rivela così una scrittura in continuo divenire che pur tuttavia preserva la sua vocazione primigenia all’ascolto di sé e del mondo. Ed è proprio il colloquio con le «voci» a risultare la sostanza profonda della sua opera: una grande messinscena di vicende e destini del reale che, attraverso una forte disponibilità al molteplice che è insieme scavo dell’«io», realizza la sua autentica, dolorosa e esaltante, chiamata dell’arte. |
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Letture zurighesi
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| LECTURA DANTIS TURICENSIS - INFERNO |
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Questo volume presenta la prima serie, relativa all’Inferno, delle lecturae che si sono tenute all’Università di Zurigo, fra l’ottobre del 1997 e il dicembre 1998, nell’ambito della Lectura Dantis Turicensis, organizzata dai curatori dell’opera. Rispetto ad altre imprese del genere che sono state tentate negli ultimi decenni, soprattutto in America, questa Lectura si contraddistingue per il fatto di offrire un commento continuo della Commedia, seguendo cioè l’ordine dei canti. La Lectura Dantis si completa con gli altri due volumi relativi al Purgatorio e al Paradiso. |
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| LECTURA DANTIS TURICENSIS - PURGATORIO |
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Quest’opera presenta la seconda serie, relativa al Purgatorio, delle lecturae che si sono tenute all’Università di Zurigo fra il gennaio del 1999 e l’aprile del 2000, e fa seguito al volume precedentemente pubblicato relativo all’Inferno. A completamento della Lectura Dantis anche il terzo volume sul Paradiso. Tutti i maggiori dantisti del mondo hanno contribuito alla realizzazione dell’opera, che rappresenta , con i suoi tre volumi, l’unica Lectura Dantis completa al di fuori dell’Italia. |
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| LECTURA DANTIS TURICENSIS - PARADISO |
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Si conclude con il Paradiso la pubblicazione delle letture dantesche che si sono succedute dal 1998 al giugno del 2001 presso la cattedra di letteratura italiana dell’Università di Zurigo. Si tratta dell’unica Lectura Dantis completa effettuata fuori d’Italia. Tutti i maggiori dantisti del mondo hanno aderito a questa iniziativa. |
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| LECTURA BOCCACCII TURICENSIS - INTRODUZIONE AL DECAMERON |
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Questo volume è il frutto di un ciclo di lezioni sul Decameron di Boccaccio che si sono tenute all’Università di Zurigo durante il semestre estivo del 2002. Tale ciclo a sua volta concludeva i lavori che una nutrita équipe di giovani studiosi zurighesi aveva condotto – nell’arco dei quattro anni precedenti e sotto il patronato del Fondo Nazionale Svizzero – con lo scopo di approntare un’edizione ipertestuale del massimo capolavoro della narrativa italiana del Medioevo. L’opera vuole sottolineare il legame strettissimo che esiste fra le lecturae delle singole giornate del Centonovelle, incluse nel presente volume, e il laboratorio investigativo che sta alle loro spalle, anzi ne costituisce la base imprescindibile. Senza questo laboratorio, teso a ricostruire la biblioteca “virtuale” di Boccaccio al momento di comporre la sua opera, non si sarebbero potute sviluppare le analisi intertestuali che costituiscono una delle maggiori novità di questa ricerca. La speranza e quella di aver potuto offrire ai lettori e agli studiosi del Decameron quell’“introduzione” che era così vistosamente mancante negli scaffali della critica. |
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Associazione per la Storia della Lingua Italiana (A.S.L.I.)
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| AA.VV. |
| STORIA DELLA LINGUA ITALIANA E STORIA LETTERARIA |
| Atti del I° Convegno ASLI (Associazione per la Storia della Lingua Italiana), (Firenze, 29-30 maggio 1997) |
Il volume riporta gli Atti del I Convegno organizzato dall’Associazione per la Storia della Lingua Italiana (A.S.L.I.) nel maggio del 1997 presso l’Accademia della Crusca a Firenze. Obiettivo dell’Associazione, fondata nel 1992, nell’organizzare questo primo di una serie di convegni esterni, è stato quello di interrogarsi sugli effettivi rapporti della storia della lingua con altre discipline umane, quali la storia nelle sue diverse articolazioni, la linguistica, e in particolare lo studio dell’oralità, o la scienza della scrittura. Pur nella piena consapevolezza che la storia dell’italiano non è un semplice riflesso della storia letteraria d’Italia, è stato scelto, per questo primo Convegno, che si incontrassero proprio studiosi di lingua e studiosi di letteratura: perché nella libertà delle loro diverse impostazioni affrontassero problemi di rilevanza generale o specifica, non ignorando le sovrapposizioni e i confini, gli scambi e le convergenze tra metodi d’indagine linguistici e letterari. |
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| AA.VV. |
| STORIA DELLA LINGUA E STORIA |
| Atti del II° Convegno ASLI (Associazione per la Storia della Lingua Italiana), (Catania, 26-28 ottobre 1999) |
Questi atti del II convegno ASLI (Associazione per la Storia della Lingua Italiana) su Storia della lingua e storia, rappresentano il frutto di un incontro a lungo cercato, sollecitato dagli storici della lingua ma vissuto con intensità e passione anche dagli storici. L’iniziativa ha promosso il dibattito e la cooperazione scientifica con le discipline di più stretta attinenza teorica e metodologica con la storia della lingua italiana. Il tema era inteso a “provocare” amichevolmente gli storici perché rivolgessero più spiccata attenzione ai fatti linguistici nella storia italiana, interrogandosi su tendenze e metodi storiografici delle due discipline e rivisitandone generi e spazi comunicativi meno riconosciuti. |
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| AA.VV. |
| STORIA DELLA LINGUA E STORIA DELL'ARTE IN ITALIA
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Dissimmetrie e intersezioni
Atti del III° Convegno ASLI (Associazione per la Storia della Lingua Italiana), (Roma, 30-31 maggio 2002) |
Questo volume contiene gli atti del Convegno Storia della lingua e storia dell’arte in Italia - Dissimmetrie e intersezioni, svoltosi presso l’Università degli Studi Roma Tre nel mese di maggio 2002, e fa seguito alla pubblicazione, nella stessa collana, degli Atti dei due precedenti convegni, Storia della lingua e storia letteraria e Storia della lingua e storia. Il libro è suddiviso, come il Convegno, in tre sezioni: la prima dal titolo “Tempi e luoghi della storia della lingua e della storia dell’arte in Italia” segue i percorsi, ora paralleli ora divergenti, della storia della lingua e della storia dell’arte italiana affrontando tematiche come la dialettica tra correnti nazionali e tradizioni regionali e locali, i fenomeni di irradiazione e circolazione di idee e movimenti con un preciso riferimento alla situazione medioevale e rinascimentale. La seconda sezione intitolata “Opere, documenti e teorie” illustra e confronta gli aspetti metodologici dell’analisi linguistica e dell’analisi artistica con riferimento soprattutto alla trattatistica dal Rinascimento al Neoclassicismo. Infine, la terza sezione dal titolo “Tra lingua e arte”, si occupa di alcuni aspetti della lingua degli artisti, del linguaggio della critica e della storia dell’arte nonché della terminologia artistica. Sono queste infatti le tematiche in cui gli studiosi dei due campi disciplinari si sono incontrati più spesso, lungo un arco cronologico che dal Medioevo arriva al Novecento. |
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| AA.VV. |
| STORIA DELLA LINGUA ITALIANA E STORIA DELLA MUSICA |
| Atti del IV° Convegno ASLI (Associazione per la Storia della Lingua Italiana), (Sanremo, 29-30 aprile 2004) |
Sono questi gli Atti del IV Convegno dell’Associazione per la Storia della Lingua Italiana, svoltosi a Sanremo il 29 e il 30 Aprile del 2004. Si evidenzia in particolare l’interesse che gli storici della lingua hanno per la musica, considerando come la canzone in generale sia ormai presente nel linguaggio quotidiano. I vari autori del libro quindi, a partire da Paolo Fabbri, Vittorio Coletti, Fabrizio Frasnedi, per continuare poi con Ilaria Bonomi, Fabio Rossi, Luca Serianni e altri ancora, si propongono di tracciare un quadro generale della musica, dal melodramma, proseguendo per la musica leggera sino alle ultime moderne tendenze. La musica è vista come “poesia di massa” e si attribuisce alla canzone una potenzialità di diffusione irraggiungibile per la letteratura. |
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| AA.VV. |
| STORIA DELLA LINGUA E STORIA DELLA CUCINA
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Parola e cibo: due linguaggi per la storia della società italiana
Atti del VI convegno ASLI (Associazione per la Storia della Lingua Italiana), (Modena 20/22 settembre 2007) |
Il volume raccoglie gli atti del VI Convegno dell’Associazione per la Storia della Lingua Italiana che ha avuto come tema Storia della lingua e storia della cucina. Un argomento, questo, che ha rappresentato un novità pur nella fedeltà dell’impostazione bipolare che ha contraddistinto, fin dall’inizio, i convegni ASLI; la storia della cucina rappresenta infatti un campo senz’altro più eterodosso e meno tradizionale rispetto ai settori d’indagine dei precedenti convegni: la storia letteraria, la storia tout court, la storia dell’arte, la storia della musica, la storia del teatro. La chiave di lettura che è stata proposta per la presentazione dei contributi si ritrova nel sottotitolo del Convegno, che vede nella “parola” e nel “cibo” due linguaggi che permettono di indagare la storia della società italiana. La cucina e la lingua che la esprime sono una componente essenziale della nostra identità. La storia dell’alimentazione e della cucina costituiscono un terreno eletto per la storia materiale e quotidiana e al tempo stesso aperto come pochi altri alla dimensione concettuale e dell’immaginazione. Gli atti qui pubblicati sono articolati in più sezioni: una prima sezione – Atlanti, archivi e lavori in corso – che porta nel vivo dei laboratori di ricerca e su cui si sono confrontati linguisti e geografi; segue una sezione, di taglio diacronico, organizzata in due momenti distinti, Dall’antichità alla fine del Medioevo, Dal Rinascimento all’età contemporanea; c’è poi una sezione su Variazione e contatto nella società italiana che raccoglie indagini sui geosinonimi e innovative proposte etimologiche; infine, una sezione su Internazionalizzazione geolinguistica e gastronomica nel Mediterraneo e oltre, che punta l’attenzione sulle varie tradizioni gastronomiche esistenti in Italia e sull’espansione della gastronomia italiana fuori dal nostro paese.
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| AA.VV. |
| STORIA DELLA LINGUA ITALIANA E FILOLOGIA |
| Atti del VII Convegno ASLI (Associazione per la Storia della Lingua Italiana), (Pisa-Firenze, 18-20 dicembre 2008) |
Il volume raccoglie gli Atti del VII Convegno Asli (Associazione per la Storia della Lingua Italiana) che si è svolto nel mese di dicembre 2008. La scelta di Pisa e di Firenze quali sedi del convegno, ha assunto un particolare valore considerando gli stretti legami che con esse hanno avuto Maestri che, in un recente passato, hanno mostrato tutta l’importanza del nesso tra ricerca filologica e ricerca linguistica. Fra questi ricordiamo per tutti: Gianfranco Folena, Arrigo Castellani e Gianfranco Contini. Il volume presenta significativi interventi dei nostri maggiori studiosi: Rosario Coluccia, I Poeti siculo-toscani. Rapporto da un’edizione; Mirko Tavoni, De vulgari eloquentia:luoghi critici, storia della tradizione, idee linguistiche; Paolo Trovato, Un problema editoriale: il colorito linguistico della Commedia; Ivano Paccagnella, Per l’edizione di Ruzante. Tra filologia e storia della lingua; Elena Pierazzo, Filologia, storia della lingua e informatica umanistica: luci e ombre; Francesco Bruni, Ecdotica,accessibilità dei testi, interpretazione: per una filologia pensante; Vincenzo Fera, Preistoria e prospettive della Filologia umanistica; Alberto Varvaro, Considerazioni sulla contaminazione, sulle varianti adiafore e sullo stemma codicum; Rosanna Bettarini-Giuseppe Frasso, Proposte per un’edizione dei Rerum Vulgarium Fragmenta; Cesare Segre, L’elaborazione del toscano letterario nelle tre edizioni dell'Orlando Furioso: le concordanze diacroniche e il rimario diacronico; Massimo Fanfani, Parole d’introduzione alla mostra “Filologia e storia della lingua: le carte dell’Archivio dell’Accademia della Crusca”; Pietro G. Beltrami, Lessicografia e filologia in un dizionario storico dell’italiano antico; Max Pfister, Lessicologia e filologia nella redazione del LEI. |
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| AA.VV. |
| STORIA DELLA LINGUA ITALIANA E STORIA DELL'ITALIA UNITA |
L'italiano e lo stato nazionale Atti del IX Convegno ASLI (Associazione per la Storia della Lingua Italiana), (Firenze, 2-4dicembre 2010) |
Il volume contiene gli atti del IX Convegno dell'Associazione per la Storia della Lingua Italiana (ASLI), organizzato in collaborazione con l'Accademia della Crusca, che si è svolto a Firenze nei giorni 3-4-5 dicembre 2010. Obiettivo dell'incontro, e del libro - che si inseriscono a pieno titolo nelle celebrazioni per i Centocinquant'anni dell'Unità d'Italia - è illustrare in una prospettiva multidisciplinare i vari aspetti della politica della pianificazione linguistica dello Stato unitario; gli interventi legislativi relativi alla lingua o a temi ricondicibili a essa; le novità e gli effetti linguistici dovuti agli istituti e all'organizzazione dello Stato, infine comprendere come e in che misura la raggiunta unità politica abbia influito sull'evoluzione della lingua italiana. Numerosi i temi messi a fuoco nel corso del convegno, alcuni casi ancora poco studiati: la politica volta all'unificazione linguistica, ai rapporti con le minoranze alloglotte e all'uso dei dialetti; la scuola e l'educazione linguistica; l'esercito e le scuole reggimentali; la legislazione sulla lingua e la lingua della legislazione, con speciale riguardo alla Costituzione repubblicana; la regolazione della lingua dei mezzi di comunicazione; gli usi dell'italiano; l'amministrazione e il linguaggio burocratico; l'unificazione terminologica dei linguaggi tecnici; il ruolo delle istituzioni culturali; infine, la politica di promozione dell'italiano all'estero. Data la circostanza celegrativa è stata dedicata particolare attenzione da un lato, al periodo della nascita e dello sviluppo dello Stato unitario, dall'altro alla fase contemporanea, utile a valutare l'evoluzione dell'italiano in una prospettiva di globalizzazione e integrazione europea. A precedere i testi è la relazione di Tullio De Mauro che ha aperto i lavori congressuali con un'ampia riflessione sulle "langues de l'éducation" e l'istituzione scolastica nell'arco di cinquant'anni. |
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University Leuven – nuova serie Collana in coedizione con K.U. Leuven
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| Franco Musarra |
Scrittura della memoria memoria della scrittura L'opera narrativa di Giuseppe Bonaviri |
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| Questa monografia sul poeta e narratore del ’900 Giuseppe Bonaviri, è uno studio di alcuni aspetti della sua poetica, del suo rapporto con la Sicilia, della sua scrittura narrativa, del tipo di ironia che invena le sue modalità discorsive e della “funzione” dei tratti autobiografici così ostentatamente presenti.
Lo studio segue la successione cronologica e la narrativa è suddivisa secondo le tre fasi del suo divenire: la prima in cui predomina il reale, la seconda in cui si scivola dal reale al fantastico e la terza in cui il reale/fantastico apre un confronto dialettico con lo scientifico. Fasi queste che non si contrappongono tra di loro, poiché ciò che caratterizza la scrittura bonaviriana è la circolarità, la ripetitività con costanti riferimenti al reale-autobiografico. |
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| AA.VV. |
“Poesia nonostante tutto” Conversazioni con Rodolfo Di Biasio, Mario Luzi, Leonardo Mancino, Umberto Piersanti, Roberto Sanesi e Maria Luisa Spaz |
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| Il volume, che raccoglie le interviste fatte ad alcuni tra i maggiori poeti del Novecento nell’ambito di un corso di Letteratura Italiana per laureandi dedicato alla poesia italiana contemporanea, traccia una specie di state of the art della poesia in questo fine di secolo.
I vari poeti intervistati considerano come base e fonte di ispirazione del loro lavoro creativo la “volontà di comunicare”. Trapela dalle loro affermazioni l’intento di concepire e d’organizzare l’attività poetica come una “comunicazione”, o più precisamente, a dirla con la formula di Rodolfo Di Biasio, come una comunicazione nonostante tutto. |
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| AA.VV. |
| Leopardi in Europa |
Atti delle giornate di studio Istituto Italiano di Cultura – Parlamento Europeo (Bruxelles, 1-2 dicembre 1998) |
| Il Centro di Studi italiani dell’Università di Lovanio e il Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati hanno voluto dare risalto al bicentenario della nascita del poeta recanatese organizzando la manifestazione “bifronte” Leopardi in Europa.
Durante l’incontro svoltosi al Parlamento Europeo di Bruxelles, per sottolineare la dimensione europea di Leopardi, hanno avuto particolare significato gli interventi di due tra le più autorevoli voci poetiche europee degli ultimi decenni – Yves Bonnefoy e Mario Luzi. |
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| AA.VV. |
| L’italiano oltre frontiera - Vol. I - Vol. II |
Atti del V° Convegno internazionale (Lovanio, 22-25 aprile 1998) |
| I due volumi raccolgono gli Atti del V Convegno internazionale del Centro di Studi italiani dell’ Università di Lovanio, svoltosi a Lovanio dal 22 al 25 aprile 1998 con il contributo di una sessantina di specialisti provenienti dai quattro lati del mondo.
L’idea di tale convegno era nata da riflessioni sulla posizione particolare della lingua italiana nella compagine internazionale degli ultimi decenni. L’inglese, il portoghese, lo spagnolo o il francese hanno, oltre ai paesi in cui sono nati e cresciuti, un territorio estero più o meno esteso dove sono diventati per varie vicende storiche la lingua nazionale. L’italiano, se non contiamo la parte italofona della Svizzera e città stato come San Marino e il Vaticano, non ha veramente questo territorio all’estero, benché con la massiccia emigrazione che ha conosciuto da più di un secolo vi siano probabilmente più italiani e discendenti di italiani sparsi nei cinque continenti che in Italia stessa. Vi si devono aggiungere gli intensi scambi culturali e, da qualche decennio, economico-commerciali, che sono stati a loro volta dei portavoce di lingua e cultura italiana contribuendo a una sempre maggiore visibilità e progressiva affermazione in ambito internazionale.
Oggi la lingua italiana viene recepita ben al di là delle frontiere nazionali
Di fronte alla crescente mondializzazione della vita, le lingue europee non si comportano tutte allo stesso modo, e il congresso ha voluto dare delle risposte riguardo alla lingua italiana: Come si comporta l’italiano? In qual modo agiscono le norme della lingua standard quando questa ha una presenza consistente all’estero? Qual è l’impatto delle altre lingue sulla norma in contesti di plurilinguismo, anche nella stessa Italia? E altro ancora.
Il primo volume raccoglie le relazioni incentrate principalmente sulla situazione in Italia mentre il secondo contiene gli studi dedicati a fenomeni oltre le frontiere nazionali. |
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| Bart Van den Bossche |
| «Nulla è veramente accaduto» – Strategie discorsive del mito nell’opera di Cesare Pavese |
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| In questo volume l’autore affronta il poliedrico rapporto dello scrittore piemontese con il mito. Negli scritti di poetica di Pavese i riferimenti al mito si inseriscono in modo diverso: da un lato, il mito si prospetta come un filo conduttore ideale tra le diverse costellazioni d’interessi; dall’altro, una parte cospicua dei saggi pubblicati tra il 1945 e il 1950 è dedicata alla formulazione di una vera e propria “poetica del mito”.
Questo studio vuole contribuire, pur oltrepassando raramente i limiti dell’opera pavesiana, a definire e capire il significato della poetica del mito all’interno della variegata realtà culturale e letteraria nell’Italia degli anni Trenta e Quaranta. |
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| Rosario Gennaro |
La risposta inattesa Ungaretti e il Belgio tra politica, arte e letteratura Vol. I - Vol. II |
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| L’opera si compone di due volumi. Il primo studia le relazioni belghe di Giuseppe Ungaretti; il secondo pubblica documenti rari o inediti: più di duecento tra lettere, poesie, interviste e resoconti giornalistici, che illustrano una parte finora poco conosciuta delle relazioni internazionali del poeta.
Lo studio è partito dalle opere di quest’ultimo e dai suoi epistolari finora pubblicati, contenenti non pochi riferimenti alle sue frequentazioni nel campo della cultura. Ogni riferimento ad istituzioni o autori belgi è stato indagato; e di questi si sono consultate opere, archivi, lettere, diari e ogni altro documento che facesse anche minimamente riferimento al poeta.
L’analisi condotta in quest’opera fa emergere, con la ricostruzione dei fatti, anche la posta dei rapporti di Ungaretti con il Belgio, le costanti che li hanno caratterizzati, le principali strategie cui sono stati improntati. |
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| AA.VV. |
| Eco in fabula. Umberto Eco nelle scienze umane |
| Atti del Convegno Internazionale di Lovanio (24-27 febbraio 1999) |
| Il volume presenta i risultati dei lavori del Congresso internazionale tenutosi a Lovanio sulle occupazioni e gli interessi inter- e pluridisciplinari di Umberto Eco. Eco ha presenziato e ha commentato i numerosi interventi, compiuti da studiosi delle più svariate discipline e provenienze, sulla sua opera e figura di studioso. Il Congresso si è articolato nelle seguenti sessioni: semiotica, cognizione, rappresentazione; la ricerca della lingua perfetta; semiotica, interpretazione, letteratura; storia, etica, società; Umberto Eco scrittore. |
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| AA.VV. |
| Quasimodo e gli altri |
| Atti del Convegno Internazionale di Lovanio (27-28 aprile 2001) |
| Il volume raccoglie gli atti del convegno internazionale organizzato in occasione del centenario della nascita di questo grande poeta italiano, per il quale la parola e la lingua sono strumenti essenziali di espressione poetica. Questo convegno è significativamente collocato nel 2001, Anno europeo delle lingue, evento voluto dal Parlamento europeo e dal Consiglio, per sottolineare la volontà e l’impegno dell’Unione Europea alla conservazione, alla difesa, alla valorizzazione delle lingue dei suoi popoli e alle loro espressioni artistiche e letterarie, nella convinzione che esse costituiscano la ricchezza e l’essenza profonda della cultura europea e il patrimonio indiscusso dei popoli dell’Europa. |
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| AA.VV. |
| Seduzione e tradimento: la bellezza nella poesia italiana ed europea |
| Atti del Convegno di Leuven/Louvain La Neuve (11-13 dicembre 2003) |
Il congresso “Seduzione e Tradimento”, svoltosi in seno alle manifestazioni “Europalia. Italia 2003”, completava una lacuna del programma della manifestazione: l’assenza della poesia.
Più che ripercorrere vie già molto battute, come quelle di “Dante in Europa” o di “Petrarca e il petrarchismo”, gli organizzatori del congresso e i curatori del volume successivamente, hanno voluto privilegiare il Novecento e riflettere sull’idea di bellezza all’interno delle pulsioni contrapposte di “seduzione” e “tradimento”, in particolare sulle sue lusinghe e insidie in un secolo che – almeno a prima vista – è dominato dalla tecnologia.
Tre le sezioni del volume: la prima, non a caso intitolata Seduzione e tradimento, la seconda, Poesia tra regionalismo e internazionalismo e l’ultima Poesia e scienza.
Molto suggestiva la chiusa del volume con sedici poeti, tra cui, Luciano Erba, Giovanni Orelli ed Edoardo Sanguineti, che presentano una ricca serie di loro inediti. |
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| Bart Van den Bossche |
| Il mito nella letteratura italiana del Novecento: trasformazioni e elaborazioni |
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Il filo rosso che collega le varie analisi ed i vari autori di questo volume è l’idea che il mito costituisce spesso un dispositivo privilegiato per la circoscrizioni e l’organizzazione dei rapporti tra la sfera letteraria ed altre sfere dello scibile – dall’antropologia e l’etnologia alla psicologia e la sociologia – favorendo in particolare l’elaborazione di una serie di problematiche culturali centrali nella storia del Novecento: dalla rivendicazione di un’identità secolare al rapporto con forme di alterità intese in vari modi, dai canoni della tradizione culturale occidentale ad espressioni culturali subalterne, dal discorso ideologico alla pratica politica.
Il percorso che Bart Van den Bossche propone prende le mosse dal mito nei manifesti futuristi e “incontra” autori come Bontempelli, Savinio, Svevo, Pirandello, Buzzati, Quasimodo e Calvino.
Il capitolo finale indaga la presenza del mito nella narrativa italiana degli ultimi decenni. |
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| AA.VV. |
| «Innumerevoli contrasti d’innesti»: la poesia del Novecento (e altro) Vol. I - Vol. II |
| Miscellanea in onore di Franco Musarra |
Franco Musarra, uno degli italianisti più noti ed amati al mondo, già titolare della cattedra di letteratura italiana a Nimega in Olanda, ha svolto il proprio magistero negli ultimi vent’anni in una delle più prestigiose università europee: Lovanio. Lascia al sopravvenire del 65° anno d’età l’insegnamento e il volume rappresenta la testimonianza di amici, colleghi, allievi, allo studioso che ha dedicato molti dei suoi studi alla poesia del Novecento.
Così i contributi, oltre sessanta, spaziano all’interno del pianeta poetico novecentista ed un’intera sezione è dedicata a poesie di: Luciano Erba, Claudio Magris, Giuliana Morandini, Basilio Reale, Paolo Puppa e Cesare Ruffato. |
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Civiltà italiana
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| AA.VV. |
| STATO E FRONTIERA: DALLA MITTELEUROPA ALL'EUROPA UNITA? |
| Atti del XII Convegno A.I.P.I. (Associazione internazionale professori di italiano), (Ratisbona, 28-31 agosto 1996) |
Il volume rappresenta la pubblicazione degli atti del congresso dell’Associazione Internazionale dei Professori di Italiano. Alla nozione di “frontiera” è affidato il compito d’apertura del testo e non è un caso che i primi due contributi siano di due scrittori proprio di frontiera e molto mitteleuropei come Fulvio Tomizza e Giuliana Morandini. La letteratura italiana entro i confini e fuori dai confini nazionali occupa due sezioni del volume e quindi possiamo addentrarci in testi che esplorano la presenza della cultura italiana a Malta, i rapporti letterari e artistici tra futuristi italiani e polacchi. L’Adriatico, mare di frontiera, diviene anche mare di dialogo nello studio di Ljerka Simunkovic dedicato ai carteggi tra i letterati delle due sponde. |
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| AA.VV. |
| SOAVI SAPORI DELLA CULTURA ITALIANA |
| Atti del XIII Convegno A.I.P.I. (Associazione internazionale professori di italiano), (Verona-Soave, 27-29 agosto 1998) |
Il volume contiene gli atti del XIII congresso internazionale A.I.P.I. tenutosi tra Verona e Soave nell’agosto 1998. Quale Italia e quale italiano? Era la domanda posta da Giovanni Freddi nel congresso di Brescia del 1981. Domanda che, a distanza di quasi vent’anni, non ha perso la sua urgenza. Alle soglie del 2000, in un momento in cui le identità nazionali si presentano come quesito sempre più assillante e problematico, le risposte sono sfaccettate, contraddittorie e difficili, ma non impossibili. Come aveva già una volta proposto Alfredo Luzi a proposito della letteratura, un metodo per capire cos’è l’Italia è quello di parlare d’altro. È quanto è stato fatto in questo tredicesimo congresso, dove l’Italia e l’italiano sono stati vissuti attraverso un itinerario culturale storico-gastronomico. Elemento essenziale tanto dei riti campestri quanto delle cene liturgiche ricche di simbolismo, il cibo si fa strumento di autocoscienza ed ha accompagnato da vicino il percorso narrativo della scrittura. Nella ricca gamma di saggi qui riuniti, la ritualità dell’arte culinaria viene individuata nelle attività più svariate: in relazione al computo del tempo e alla scansione delle stagioni, in termini geolinguistici e lessicali, come oggetto della pubblicità e altro ancora. Ne risulta un quadro istruttivo e penetrante oltre che divertente. |
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| AA.VV. |
| «…E C'E' DI MEZZO IL MARE»: LINGUA, LETTERATURA E CIVILTA' MARINA Vol. I - Vol. II |
| Atti del XIV Convegno A.I.P.I. (Associazione internazionale professori di italiano), (Spalato, 23-27 agosto 2000) |
I due volumi presentano i risultati dei lavori del XIV Congresso dell’A.I.P.I. (Associazione Internazionale Professori di Italiano) tenutosi a Spalato (Croazia) dal 23 al 27 agosto 2000. Otto le sezioni di cui si compongono i due volumi: I. Esplorazioni trasversali, II. Voci, parole, linguaggi, III. Vivere il mare: sguardi, storie, esperienze, IV. Rappresentare il mare: sogni, leggende, miti, V. Le ombre di Ulisse e VI. Percorsi marini nella letteratura: dal Trecento all’Ottocento, VII. (1° volume). VI. Percorsi marini nella letteratura: la poesia del Novecento, VII. Percorsi marini nella letteratura: la narrativa del primo Novecento, VIII. Percorsi nella letteratura del secondo Novecento (2° volume). Gli autori descrivono le loro diverse impressioni ed idee che corrispondono al tema del mare nella letteratura. |
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| AA.VV. |
| LINGUE E LETTERATURE IN CONTATTO Vol. I - Vol. II - Nuova serie |
| Atti del XV Congresso Internazionale A.I.P.I. (Associazione internazionale professori di italiano), (Brunico, 24-27 agosto 2002) |
L’opera contiene gli Atti del XV Congresso Internazionale dell’Associazione Internazionale Professori di Italiano svoltosi a Brunico nell’agosto del 2002. Brunico, città di frontiera linguistica tra italiano e tedesco, risulta luogo ideale per discutere l’approccio alle varie lingue e letterature con una particolare attenzione alla lingua italiana. Proprio da qui, dunque, parte un interessante dibattito sull’interculturalità linguistica in anni di grande circolazione dei popoli in una nuova concezione d’Europa che, dopo la moneta, forse dovrà pensare anche ad un comune sentire e soprattutto ad un comune parlare. Il vocabolario della lingua italiana, in continuo movimento, accetta ogni anno vocaboli nuovi che fanno parte di un idioma quotidiano a cavallo tra lo “slang” e l’adattamento ai nuovi materiali d’uso: computers, fax, posta elettronica ecc. Va quindi creandosi, quasi naturalmente, un linguaggio comune “di contatto” tra le varie lingue europee. L’incontro di Bunico ha riunito oltre trecento studiosi (provenienti da tutte le parti del mondo) che sui “contatti” linguistici, dai testi letterari, alla didattica, hanno discusso per tre giorni spaziando da Dante agli scrittori contemporanei, dal dialetto alla lingua d’uso, con l’ambiziosa volontà di abbattere i limiti di ogni universo linguistico ostinatamente chiuso dentro frontiere intellettuali strettamente nazionali. |
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| AA.VV. |
| ITALIA E EUROPA: DALLA CULTURA NAZIONALE ALL'INTERCULTURALISMO - Vol. I - Vol. II - Nuova serie |
| Atti del XVI Congresso A.I.P.I. (Associazione internazionale professori di italiano), (Cracovia, 26-29 agosto 2004) |
L’opera contiene gli Atti del XVI Congresso Internazionale dell’Associazione Internazionale Professori di Italiano svoltosi a Cracovia nell’agosto 2004. La città, nominata nell’anno 2000 capitale europea della cultura, e la sua Università Jagellonica, hanno infatti suscitato un vivo interesse nei partecipanti al precedente congresso di Brunico. In tal modo, dopo decenni di isolamento imposto, per ragioni ideologiche e geopolitiche, dai regimi totalitari dell’ex blocco sovietico, l’Associazione ha potuto organizzare, per la prima volta nella sua storia, il congresso in un paese liberatosi dai vincoli del totalitarismo e ritrovatosi nelle strutture unitarie europee. Cracovia si presta ad essere un punto di incontro tra popoli, un incrocio degli itinerari, anche culturali e scientifici, che dal Sud al Nord e dall’Ovest all’Est del nostro continente passavano da tempi remoti, e passano oggi, attraverso la parte centrale dell’Europa. Il titolo del Congresso – Italia e Europa: dalla cultura nazionale all’interculturalismo – concorda perfettamente con la menzionata “vocazione” storica di Cracovia e, allo stesso tempo, si ricollega ai processi di integrazione e al contemporaneo mantenimento dell’identità culturale e linguistica dei singoli popoli. L’incontro di Cracovia ha riunito più di 250 partecipanti provenienti da oltre 30 paesi dell’Europa e di altri continenti e gli atti pubblicati raccolgono contributi dei maggiori italianisti italiani e stranieri e spaziano dalla letteratura alla linguistica cercando di rispondere al quesito: “Esiste o è mai esistita una cultura nazionale italiana?”. |
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| AA.VV. |
| LA PENISOLA IBERICA E L'ITALIA: RAPPORTI STORICO-CULTURALI, LINGUISTICI E LETTERARI |
| Atti del XVIII Congresso dell'A.I.P.I. (Associazione internazionale professori di italiano), (Oviedo, 3-6 settembre 2008) |
L’opera contiene gli atti del XVIII Congresso Internazionale A.I.P.I. (Associazione Internazionale Professori di Italiano) tenutosi a Oviedo dal 3 al 6 settembre del 2008. Proseguendo il generale intento dell’associazione, ovvero lo studio e la diffusione della lingua italiana oltre i confini nazionali, gli interventi dei membri, pubblicati in questo libro, affrontano l’ampia tematica dei rapporti culturali, linguistici e letterari che legano la Penisola Iberica e l’Italia, dapprima mettendo a confronto i due sistemi linguistici, nell’uso e nella struttura delle espressioni perifrastiche, dei toponimi e dei prestiti per porre in luce somiglianze e differenze tra “figli di padre latino; successivamente, aprendo lo sguardo verso la produzione scritta, figlia di incontri letterari e culturali italo-spagnoli – visibili nella Spagna di Edmondo De Amicis e Leonardo Sciascia, nel sogno portoghese di Pirandello, per fare che qualche esempio; suggestioni che trovano riscontro nei temi e nei motivi della critica letteraria affrontati nella penultima sezione del testo, prima di un’immersione nell’opera mediterranea di Carme Riera, argomento della relazione conclusiva del congresso. |
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Quaderni di Italienisch
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| AA.VV. |
«A colloquio con…» Interviste con autori italiani contemporanei |
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| Il libro, composto da una raccolta di 16 interviste, esplora l'universo interiore di autori che hanno fatto e continuano a fare la storia della letteratura italiana. Si scopriranno così i luoghi, gli scritti e i ricordi più cari di apprezzati scrittori come Umberto Eco, Leonardo Sciascia, Erri de Luca, Susanna Tamaro, Giuliana Morandini, Vincenzo Consolo, Daniele Del Giudice, Antonio Tabucchi e Andrea De Carlo.
L’opera inizia con l’intervista a Leonardo Sciascia risalente al 1984 e termina con un colloquio recentissimo con Antonella Anedda realizzato nel 2003. Ovviamente le prime interviste comprendono solo una parte della produzione letteraria degli autori intervistati, per questo motivo, nelle ultime pagine, sono state aggiornate le loro bibliografie elencando anche le opere più recenti pubblicate dopo i singoli colloqui.
Il volume è nato attraverso la collaborazione con Italienisch, la maggiore associazione di italianisti in Germania. |
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Scaffale italiano
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| Carlo Gozzi |
| L’augellino belverde |
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| Le Fiabe teatrali di Carlo Gozzi, scritte secondo uno stile ed una intenzionalità che potremmo definire di assoluta leggerezza artistica e ideologica, hanno riscosso da sempre un notevole successo di critica letteraria non solo italiana.
Per capire la genesi strutturale dei drammi gozziani occorre restituirli al loro tempo e al loro genere teatrale e ricondurli alla loro origine anti-goldoniana.
L’Augellino belverde, fiaba filosofica in 5 atti (datata 1765), con la sua miscela di fantasia libera e fervida e di comicità e ironia si contrappone al realismo e alla comicità sociologicamente pensosa delle commedie goldoniane. Il numero dei prodigi e gli effetti magici in scena dovevano veramente colpire quel pubblico settecentesco così attratto da tutto ciò che sfruttava al massimo le potenzialità scenografiche.
Gozzi gioca con gli ingredienti della commedia dell’arte, rinnovandone i modi e le strutture, contaminando sapientemente generi e linguaggi, con lo sguardo fisso e critico al teatro-mondo del Goldoni, su cui parve anche trionfare negli anni delle Fiabe, quando il pubblico accorreva ai suoi spettacoli. |
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| Niccolò Machiavelli |
| Mandragola |
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| Machiavelli nel 1520 scrisse la Mandragola, una commedia brillante o, come la definisce il curatore del volume, una “commedia della volontà”. Il verbo “volere” e i suoi derivati ricorrono infatti per ben 95 volte all’interno del testo.
Tutti i personaggi della commedia vogliono qualcosa e poiché i desideri di ciascuno divergono fra di loro, la loro realizzazione dipende dall’abilità di condurre un doppio gioco e presuppone quindi una più o meno grande maestria nell’uso di un’argomentazione persuasiva.
Questo volume pubblica il lavoro condotto nell’ambito di un seminario per candidati al dottorato di ricerca svoltosi all’università di Losanna sotto la direzione del Prof. Antonio Stäuble.
Il saggio di commento alla Mandragola si presenta qui più ampio e articolato delle sobrie note esplicative che figurano abitualmente nelle correnti edizioni delle commedie del Machiavelli. |
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| Girolamo Savonarola |
| Trattato sul governo di Firenze |
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| Girolamo Savonarola, frate domenicano nato a Ferrara nel 1452, cominciò le sue prediche contro la corruzione dei costumi e contro il clero intorno al 1482 dal pulpito della chiesa del Convento fiorentino di San Marco. Successivamente, col crescere inarrestabile di fedeli, fu la più vasta chiesa di Santa Maria del Fiore ad ospitare la tonante voce del Savonarola.
Il 9 novembre del 1494, in seguito alla vittoriosa calata dell’Imperatore Carlo VIII in Italia, i fiorentini cacciarono i Medici da Firenze, e il frate Savonarola, da sempre antimediceo, fu indicato come l’uomo deputato ad organizzare la Repubblica.
Ed è proprio nell’intento di affermare e difendere il nuovo regime repubblicano che il Savonarola compose, a cavallo tra la fine del 1497 e i primi mesi del 1498, questo trattato sul buon governo della città di Firenze. E per renderlo comprensibile a tutti e dargli quindi maggiore diffusione, lo scrisse non in latino ma in volgare.
La stabilità politica e l’equilibrio civile erano, per il Savonarola, le assi portanti di quell’ideale progetto che avrebbe dovuto eleggere Firenze a nuova Gerusalemme da cui sarebbe dipartita una grande riforma cristiana. |
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I facsimili Collana diretta da Maria Antonietta Terzoli
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| Giacomo Leopardi |
| AUTOBIOGRAFIE IMPERFETTE E DIARIO D'AMORE |
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Il volume offre la riproduzione in facsimile di due testi autografi di Leopardi: Autobiografie imperfette e Diario d’amore. L’immagine fotografica consente al lettore di cogliere con relativa facilità e con suggestiva evidenza i processi compositivi, le esitazioni del pensiero, i cambiamenti imprevisti e le correzioni che hanno accompagnano la nascita di questi testi. Il manoscritto originale diviene così un documento capace di fornire informazioni critiche e interpretative che andrebbero altrimenti perdute in una normale edizione. La trascrizione che segue gli autografi non intende fornire l’edizione di quei testi bensì esserne una trascrizione fedele che consenta di conoscere le abitudini scrittorie, la lingua e la pronuncia privata dell’autore. |
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PROSPETTIVE, 1939/1943 II serie Direttore Curzio Malaparte - IN FOGLIO |
| Ristampa anastatica dei 27 fascicoli della rivista pubblicata tra il 1939 e il 1943 |
Con il fascicolo rievocativo 1 dicembre 1951 / 1 gennaio 1952
Tiratura limitata in copie numerate da 1 a 999
Nell’agosto del 1938, con la ristampa del numero sui legionari di Spagna, si era chiusa la prima serie di “Prospettive”, la rivista fondata e diretta da Curzio Malaparte. Il 15 ottobre del 1939 riprende le pubblicazioni con un numero dal titolo “Senso vietato” dove trovano spazio intellettuali come: Mario Praz, Alberto Savinio, Alberto Moravia, Aldo Palazzeschi e Ruggero Jacobbi (tra i tanti). Questo l’alto livello generale dei fascicoli riprodotti oggi, per la prima volta, in un’anastatica numerata da 1 a 999. La letteratura, l’arte, la filosofia, la politica degli anni tra il 1939 e il 1943 trovavano nella rivista malapartiana una tribuna autorevole in un particolare momento storico e politico del nostro Paese. La ristampa contiene anche il raro numero, chiamato “Fascicolo rievocativo” datato 1 dicembre 1951 - 1 gennaio 1952 che contiene il polemico saggio malapartiano “Guerra e sciopero”, un epistolario militare: D’Annunzio, Apollinaire, Guynemer, Barbuse, Carco e il bel saggio di De Pisis dal titolo “Venezia o la consolazione della pietra”. La ristampa, elegantemente contenuta in un apposito cofanetto, è accompagnata da un fascicolo introduttivo del professor Giuseppe Pardini. |
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Italianisti nel mondo Collana diretta da Franco Zangrilli
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| Umberto Marini |
| "UN UOMO TRA GLI UOMINI" |
| Saggi pavesiani |
La pubblicazione di questo gruppo di saggi pavesiani si propone, innanzitutto, di presentare al lettore in forma unitaria e in versione italiana un gruppo di studi di certa importanza per la comprensione dell’opera di Pavese, parecchi dei quali apparsi solo in inglese e tutti in riviste e atti di congressi; si cercherà quindi, attraverso l’attenta osservazione di questo gruppo di studi, di fare luce e chiarezza su alcuni errori di interpretazione che si sono creati sulle opere e sulla figura di Pavese. In secondo luogo si vuole ricordare come la sua opera continui ad appassionare ed interessare i lettori di molti paesi europei e anche d'oltre oceano. Infatti, al contrario di alcune previsioni che lo vedevano “finito”, Pavese ha avuto una fortuna costante in passato, come tutt’ora, a più di cinquant’anni dalla sua morte; a testimoniarlo basti guardare come, a cominciare dalla Spagna, Francia e poi ancora Inghilterra, Portogallo e America Latina, i suoi testi vedono una continua ed ininterrotta riedizione. |
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| Giovanni Bussino |
| ALLE FONTI DI PIRANDELLO |
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Nonostante l’ingente lavoro compiuto dai biografi pirandelliani, gran parte della vita di Luigi Pirandello rimane ancora sconosciuta. Poiché il periodo degli anni formativi è tuttora oscuro, la pubblicazione di alcuni inediti pirandelliani, recentemente scoperti da Giovanni Bussino, dovrebbe riuscire quanto mai gradita, sia alla critica, che a tutti gli estimatori del grande scrittore agrigentino, perché documenta i primi tentativi letterari di Pirandello che, tra i fondatori del “periodico”, si qualifica “direttore”. Inoltre il saggio esamina le prime poesie scritte dal giovane Pirandello e la corrispondenza di varie lettere autografate scambiate tra Pirandello ventenne e il suo amico Carmelo Faraci. |
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| Roberto Salsano |
| PIRANDELLO. SCRITTURA E ALTERITA' |
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Rapporto tra letteratura e scena; superamento del naturalismo; intreccio tra biografia, esistenza, trascendenza; “altri e altrove” nell’orizzonte di un’esperienza storico personale: questi i titoli di macrosezioni nelle quali si raccolgono i saggi del presente volume con ricca articolazione degli argomenti trattati. L’indagine tocca aspetti dell’opera pirandelliana che rivelano, a livello di configurazione testuale come di riflessi ideologici e culturali, esiti d’una poetica orientata verso dualismi, scomposizioni, antitesi, singolarmente vivo mostrandosi un dramma esistenziale e rappresentativo, ontologico e storico, di identificazione tra medesimo e altro. Alla problematica generale sull’alterità risulta organica, per vie dirette od oblique, la dettagliata analisi interpretativa della didascalia drammaturgica. Quest’ultima, operante là dove convergono idea dell’autore e trasfigurazione scenica, disponibile ad evidenziare, nell’ambito della pièce, il taglio trasgressivo e destrutturante dell’ “evento”, può diventare luogo dove scrittura e personaggio trovano mediazioni espressive del loro consistere in vicenda di scarto o di intercambiabilità tra ciò che varia e ciò che permane. |
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Saggi di filosofia
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| Santino Cavaciuti |
| L’alterità |
| Il problema morale nel pensiero di Maine de Biran: Parte VI |
| Santino Cavaciuti giunge al sesto volume sul pensiero morale di Maine de Biran. Pur avendo come punto di riferimento essenziale il pensiero biraniano nella sua versione alteritativa, Cavaciuti analizza però il concetto di alterità nella sua generalità, al fine di “ambientare” quel pensiero per poterlo meglio interpretare. Da qui l’analisi di questo concetto in rapporto a quelle che possiamo considerare le colonne della filosofia contemporanea, Kant, Fichte, Heghel, Heidegger, Sartre, Lévi-Strauss, Apel, Lévinas, perché, se la filosofia moderna è in gran parte una filosofia del Cogito e pertanto dell’interiorità, quella contemporanea evidenzia l’apertura essenziale della coscienza e della soggettività, concepita quale “compresenza”. Il tema dell’alterità qui si caratterizza come compresenza di coscienze, o meglio, di persone. Per questo motivo dunque il titolo di fondo di questa ricerca è “L’alterità” e il nome di Maine de Biran risulta in second’ordine, quale punto di appoggio finale di un’analisi che prima intende arricchirsi attraverso un suo inquadramento teoretico e storico, esprimendosi quindi nella sua assolutezza. |
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| Marcella Serafini |
| Dall’uomo a Dio |
| Il “desiderio naturale di Dio” nel platonismo cristiano di John Smith |
| Il volume presenta un esame critico del pensiero di John Smith (1616-1652), platonico di Cambridge, con particolare attenzione al tema del ‘desiderio naturale di Dio’. Il ‘desiderio naturale di Dio’ è una tematica che attraversa tutta l’opera di platonico inglese, spesso connessa con altre problematiche che coinvolgono Dio, il mondo e l’uomo, situandosi al confine tra filosofia e teologia. La varietà di termini e riferimenti più o meno diretti contenuti negli scritti testimonia l’importanza del tema nella riflessione di Smith e l’interesse dell’autore ad analizzarne tutte le sfumature e implicazioni, a ricercarne il fondamento ontologico e metafisico, la condizione di possibilità nell’uomo e la via perché il desiderio stesso giunga a compimento e piena realizzazione. La struttura della ricerca intende ripercorrere lo sviluppo del discorso di Smith seguendo l’itinerario dell’anima che, partendo dalla conoscenza di sé e delle proprie dinamiche interiori, attraverso un cammino di purificazione interiore cerca il fondamento della propria inquietudine. Lo studio delle fonti mette in luce una profonda conoscenza e assimilazione da parte di Smith dei suggerimenti di molti autori appartenenti al “Platonismo cristiano”. Nelle citazioni i nomi più ricorrenti sono quelli di Platone, Plotino e autori di tradizione platonica, giudaica e patristica. Tra i Padri greci, Gregorio di Nissa e Origene sono due fondamentali punti di riferimento; più indiretta e implicita è la presenza di Clemente Alessandrino, Gregorio Nazianzeno e Dionigi Areopagita. Non mancano riferimenti ad Agostino e Tommaso d’Aquino. Per quanto riguarda gli autori moderni, è stata evidenziata l’affinità teoretica con il pensiero di Marsilio Ficino e la rilevanza dell’influsso di Descartes. La ricostruzione del contesto storico-intellettuale e l’analisi dei Select Discourses mettono in evidenza che, valorizzando un ricchissimo patrimonio culturale, filosofico e teologico, Smith realizza una sintesi nuova e originale, storicamente e teoreticamente significativa. |
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| Santino Cavaciuti |
| Coscienza morale e trascendenza |
Il problema morale nel pensiero di Maine de Biran: Parte VII/1: Ricognizione della vita e degli scritti religiosi biraniani |
| Il lungo itinerario di Santino Cavaciuti attraverso il pensiero morale di Maine de Biran giunge qui alla sua tappa suprema. In questo volume l’autore affronta il problema della Trascendenza, quale terzo e ultimo (e supremo) “rapporto” della coscienza morale, ma anche l’ultima e suprema “filosofia” di Maine de Biran.
L’intento dell’opera non è tuttavia di affrontare in modo specifico e esaustivo il tema della Trascendenza ma, piuttosto, il pensiero morale dell’Autore nel suo risvolto “religioso”; pensiero che si presenta sotto due forme: una “pratica”, esistenziale, e una “teoretica”. Il volume è quindi una “ricognizione” della presenza concreta, esistenziale, del fattore religioso nella vita di Biran (in un primo capitolo) nonché una ricognizione di tutti gli scritti biraniani (quelli pubblicati) relativi al tema della religione e della Trascendenza a livello teoretico (nei capitoli successivi).
Alla “ricostruzione” organica della morale biraniana in rapporto alla Trascendenza, Cavaciuti dedicherà successivamente un ulteriore volume. |
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| Del Bondio Andrea |
| MOMENTI DI FILOSOFIA |
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Questo breve trattato di filosofia è dedicato a tutti coloro che, indipendentemente da formazione e professione, vogliono indagare sull’attività della mente; a chi, invece di leggere per informarsi, preferisce leggere per pensare. Anche se a tale attività non dedica che qualche momento della sua giornata. Momenti di filosofia propone brevi meditazioni su alcuni di quei problemi fondamentali che costituiscono stadi o momenti nel percorso della filosofia occidentale. La discussione di ogni problema è affidata alla succinta esposizione del pensiero di un autore. Quasi tutti i filosofi presi in considerazione sono introdotti dalla citazione di un enunciato che, con il suo carattere apparentemente paradossale, faccia breccia nelle opinioni convenzionali, aprendo così un varco allo sviluppo della loro visione. Cercare di comprenderne il contenuto a partire dalle motivazioni originali, significherà infine tracciare un percorso che, anche se arbitrariamente scelto, è parte intrinseca della meditazione filosofica.
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| Santino Cavaciuti |
| IL PENSIERO TEOLOGICO E RELIGIOSO DI MAINE DE BIRAN |
| La Coscienza morale nel pensiero di Maine de Biran: Parte VII/2 |
Questo volume costituisce l’ultima Parte – precisamente la VII/2 – di un prolungato e ampio studio dell’autore sulla coscienza morale nel pensiero di Biran, il filosofo considerato dai francesi il loro Kant, e dal quale hanno avuto origine, la corrente di pensiero denominata Filosofia riflessiva e lo Spiritualismo francese. La coscienza morale secondo Biran ha la sua espressione suprema nella coscienza religiosa, da cui la formula riassuntiva della filosofia biraniana: “Io e Dio”, intesi, da Biran, come “i due poli intorno ai quali deve aggirarsi il pensiero umano”, costituisce la sintesi e la radicale forza teoretica. Il volume di Cavaciuti esamina anzitutto il pensiero di Biran relativo all’esistenza e alla natura di Dio; quindi il pensiero religioso, in generale, del filosofo francese, e infine la cosiddetta Terza vita, o “vita dello spirito”. L’analisi condotta dall’autore in questo e nei precedenti volumi può considerarsi il più ampio ed esaustivo studio realizzato sinora sul pensiero “teologico” e “religioso” di Maine de Biran. |
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Biblioteca del cinegeta Collezione di ricerca
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| Michele Prisco |
| IL ROMANZO ITALIANO CONTEMPORANEO |
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| Bernard Delmay - Maria Carmela Lori |
| BAUDELAIRE DALLO SPECCHIO ALLA SCENA: UNO STADIO RIPETITIVO |
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| Alessandro Ceni |
| LA "SOPRA REALTA'" DI TOMMASO LANDOLFI |
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| Margherita Pieracci Harwell |
| I DUE POLI DEL MONDO LEOPARDIANO: ENTUSIASMO E TEDIO |
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| Paola Agostini |
LO SPAZIO DELLA NOTTE PIRANDELLO: LE NOVELLE, IL SIMBOLO |
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| Nathalie Roelens |
L'ODISSEA DI UNO SCRITTORE VIRTUALE. STRATEGIE NARRATIVE IN "PALOMAR" DI ITALO CALVINO |
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| Silvia Tomasi |
LA LUCE NELL'ABISSO POETICHE DEL SUBLIME DA FUSELI A TURNER |
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| Morena Pagliai |
MITO E PRECARIETA' STUDI SU PASCOLI, D'ANNUNZIO, ROSSO DI SAN SECONDO, MALAPARTE, DIDDI |
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| Maria Carmela Lori |
| UN AMORE DI PROUST |
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| Morena Pagliai |
| DIDASCALIE TEATRALI TRA OTTO E NOVECENTO - Vol. I - Vol. II |
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| Fabrizio Denunzio |
IL CENACOLO DEI CRUDELI I FIORI PROFANI DELLA LETTERATURA NERA |
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| Maria Carmela Lori |
| IL LUNGO POEMA DI MARCEL PROUST |
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| Vanni Ronsisvalle |
CRIMI / LA MAPPA DEL POETA CON QUINDICI LETTERE DI LEONARDO SCIASCIA ED ALTRI DOCUMENTI |
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Cominciata e conclusa per fissare ben bene l’immagine di un poeta, Nino Crimi, La mappa del Poeta, come una sonda, si trova a perlustrare quel crinale (allora vivaio siciliano ricco di talenti) del successo e dell’insuccesso in letteratura, delle casuali consacrazioni e non, degli eletti e dei cacciati. Dei perdenti e dei perduti.
Nel fitto o rarefatto intreccio di messaggi – tra Crimi e Sciascia, tra Crimi e l’autore e tanti altri, tutti attenti a lontani segnali dal nord, da Calvino, da Vittorini, riverbera il tenero riflesso (parola chiave dell’universo crimiano) su quella generazione di intellettuali siciliani. |
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Storie d’Italia
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| Carlo Livi |
| Sardi in schiavitù nei secoli XII – XV |
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| L’Autore esamina approfonditamente nei suoi diversi aspetti (demografici, economici, giuridici, politici, etici) sulla base di documenti noti e dei risultati di ampie ricerche negli archivi di Maiorca e di Barcellona, un triste episodio della storia sarda lasciato finora in ombra dai suoi studiosi e poco conosciuto: la tratta in schiavitù fuori dalla loro isola, fra la prima metà del XII secolo e i primi decenni del Quattrocento, di molte migliaia di sardi da parte di altri cristiani. In particolare negli ultimi decenni del XII secolo, quando a Genova, principale piazza del commercio degli schiavi, i sardi costituirono l’etnia maggioritaria, e fra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo, quando i catalani, perso il controllo della quasi totalità del territorio, ricorsero a catture sistematiche di civili destinati ad essere venduti nei domini della Corona d’Argano. L’Autore mette in evidenza l’indifferenza che circondò i sardi in schiavitù, in contrasto con i gravi imbarazzi di coscienza e gli interventi nei confronti di altri schiavi cristiani. Nessuna autorità civile o religiosa, isolana o continentale, si mosse a loro favore o espresse condanna o rammarico per questo fatto. |
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| Arturo Villoresi |
Sesto Fiorentino Notizie di storia, geografia, arte |
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| Il manoscritto di Arturo Villoresi giacque presso la biblioteca comunale “Ernesto Ragionieri” di Sesto Fiorentino per quasi quarant’anni.
Una prima edizione uscì nel 1988 curata da Laura Lici e Sara Pollastri.
Un pubblico maggiore dei lettori del manoscritto poterono a quel tempo apprezzare la scrittura schietta e diretta di Arturo Villoresi.
Il Villoresi scrisse questo libro già quasi ottantenne, con passione ed esperienza.
Il testo è una fonte preziosa di notizie e memorie, personali e collettive.
Un tassello che si aggiunge al grande e composito mosaico di storia sestese.
L’edizione del 1988 andò subito esaurita e questa ristampa anastatica esce grazie al contributo determinante del Rotary Club di Sesto Fiorentino-Calenzano da quasi dieci anni impegnato socialmente e culturalmente nel nostro territorio. |
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| Pierfrancesco Benucci |
| PRATO... MA QUESTA E' UN'ALTRA STORIA |
| Interviste fantastiche di Francesco di Maria Datini |
In occasione dei 600 anni dalla sua morte, Francesco di Marco Datini (1410-2010) fa un viaggio immaginario nel tempo e nello spazio.
Si fa raccontare, da concittadini e personaggi che incontra, le rispettive storie narrate come delle interviste e scritte in prima persona.
Affronta questo viaggio fantastico con Lapo Mazzei e Paolo dell’Abbaco.
Un moderno libro di marketing, raccontato da chi il marketing non sapeva neppure cosa fosse.
Per ricordare fatti, aneddoti, intuizioni, ma, soprattutto, per non dimenticare chi ha contribuito a fare Prato.
Per ricordare le grandi innovazioni dei lanaioli pratesi e quanti, oggi, parlano, e solo parlano, di riciclaggio e di materie prime seconde.
Perché non si perda traccia di quanti non sapevano cosa volesse dire “internazionalizzazione” ma vendevano coperte in India e in Sudafrica ed importavano solo…
Perché Prato, in terra di Toscana, sia il centro delle nuove tecnologie tessili, delle nuove frontiere commerciali… ma questa è un’altra storia.
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| Guido Bonsaver |
| VITA E OMICIDIO DI GAETANO PILATI 1881/1925. Contadino, poeta, socialista, soldato, inventore e costruttore |
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Questo volume ripercorre la vita e le opere di un personaggio singolare dei primi decenni del ventesimo secolo. Figlio di contadini della campagna bolognese, Gaetano Pilati (1881/1925) fu un personaggio importante della vita culturale, economica e politica della città di Firenze negli anni a cavallo tra inizio secolo e radicamento della dittatura fascista. Nonostante la poca istruzione scolastica divenne un affermato impresario edile e ideò soluzioni alternative nell'uso del cemento armato, fu leader toscano del partito socialista e presidente per quasi un decennio della società di Mutuo Soccorso "Andrea Del Sarto". Decorato sul campo e mutilato al braccio sinistro durante la Grande Guerra, fu sempre contrario all'uso della violenza nella lotta politica. La sua collaborazione alla rivista clandestina "Non Mollare", nel 1925 e la sua popolarità nei quartieri operai di Firenze lo resero inviso al fascismo cittadino. Fu ucciso a sangue freddo, in un'irruzione notturna nella sua abitazione, la notte del 3 ottobre 1925. |
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Didattica dell’italiano
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| Joseph Eynaud |
| CIAK, SI LEGGE! |
| Materiale didattico per l'apprendimento dell'italiano |
Attraverso testi narrativi e poetici di scrittori italiani e testi cinematografici di registi italiani il libro mira a sviluppare nello studente strategie di comprensione e di decodificazione della lingua scritta. L’obiettivo di un ritorno ciclico al testo è di rendere semplice l’apprendimento di una metodologia dell’ascolto e della lettura dei testi, graduando l’esposizione e la successione degli elementi, controllando l’apprendimento con domande la cui risposta è suggerita da opportune indicazioni. I testi favoriscono la partecipazione attiva dell’allievo ad una dinamica collettiva della classe e il libro mira a portare gli studenti che leggono superficialmente a saper leggere in profondità per giudicare un testo. |
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Cultura italo-giapponese
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| AA.VV. |
| CULTURA ITALO-GIAPPONESE 1/2004 |
| Annali del centro Studi e Ricerche dell'Università di Tokyo in Firenze |
Il Centro Studi e Ricerche dell’Università di Tokyo è attivo a Firenze dal marzo 1999. Questo volume rappresenta la prima pubblicazione della collana “Cultura Italo-Giappnese”. I contributi presentati spaziano dalla storia dell’arte, al cinema, alla letteratura, sempre con un occhio al doppio binario dei rapporti tra Italia e Giappone. Di particolare interesse il saggio di Martina Becattini sui riflessi del Sol Levante in Toscana; un articolo che sottolinea l’influenza della cultura giapponese nella Toscana di fine Ottocento. Di Hideyuki Doi è la comparazione tra la poesia di Pasolini e quella giapponese detta haikai. Non trascurabili i rapporti dell’arte e del cinema giapponese in relazione all’Italia. |
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| AA.VV. |
CULTURA ITALO-GIAPPONESE 2/2005
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| Annali del centro Studi e Ricerche dell'Università di Tokyo in Firenze |
Questo secondo volume della collana dell’Università di Tokyo a Firenze, spazia anch’esso tra letteratura, arte, storia e cinema. L’apertura è lasciata al bushido che corrisponde alla cavalleria europea, e dove i bushi sono i cavalieri. La tradizione letteraria del Genij monogatari apre lo spazio dedicato alla letteratura che potrebbe anche divenire spunto per contatti e possibili traduzioni tra l’Italia e il Giappone. E’ di Hideyuki Doi il bel saggio conclusivo su Yoshida che racconta il cinema. |
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| AA.VV. |
| CULTURA ITALO-GIAPPONESE 3/2006 |
| Annali del centro Studi e Ricerche dell'Università di Tokyo in Firenze |
Terzo numero della collana dell’Università di Tokyo a Firenze, il volume raccoglie alcuni dei numerosi contributi frutto degli eventi organizzati nel biennio 2005-2006. Dalla giornata di studi sul genere giallo “Dall’Oriente all’Orient-Express: indagini sul poliziesco in Cina, Giappone, Inghilterra e Italia”, si sono sviluppati i due primi articoli, La scuola della legge: la funzione educativa della narrativa poliziesca cinese medievale di Luca Stirpe e Vicende del giallo italiano di Renzo Cremante. Dal convegno internazionale sul teatro nô, tenutosi nel maggio 2006, sono invece tratti i due interessanti contributi: Ricreare i classici: nô dimenticati nuovamente sulla scena di Haruo Nishino e L’immobile dinamismo della tradizione – il caso del teatro nô di Matteo Casari. |
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Problem Solving
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| Nicola Fressura, Giulio Peirone, Emanuela Picozzi |
| Tecniche, tecnologie e buone pratiche per la formazione continua |
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| Questo volume vuole essere un utile strumento per le agenzie formative e per tutti coloro che, a vario titolo, operano nel mondo della formazione continua.
I processi di cambiamento in atto, che trasformano le strutture dell’industria e soprattutto alimentano l’affermarsi di economie dei servizi avanzati, richiedono un deciso ripensamento dell’istituzione scolastica e delle agenzie formative.
Il formatore non può sottrarsi a questa domanda di cambiamento e il suo ruolo deve essere riconcepito all’interno di tale contesto con particolare attenzione ai metodi didattici e ai modelli di apprendimento.
Le tecniche più sofisticate di problem solving, la consapevole padronanza dell’integrative thinking e la capacità di analizzare e di risolvere i problemi mediante una conoscenza approfondita dei diversi ambiti del sapere, sono gli strumenti professionali per capire e progettare il futuro.
Sarà quindi la sperimentazione e l’autoappropriazione dei modelli dell’apprendimento anticipativo la strategia vincente del formatore. |
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Varia - Letteratura
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| Umberto Sereni |
| Il matto |
| Racconto |
| Opera prima di un giovanissimo esordiente che attraverso questo breve ma intenso racconto, narra in un linguaggio asciutto, una storia di guerra, attraverso le parole di un “matto” di paese. Ma forse come chiosa l’autore nel finale, “i matti sono le uniche persone sane di questo mondo”. |
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| Nino Giordano |
Il passero e la ginestra In libertà tra le Operette morali di Giacomo Leopardi |
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| In questo originale lavoro, l’autore, docente di italiano e storia nella scuola superiore, propone le Operette morali di Giacomo Leopardi - opera che per la ricercatezza del linguaggio e “l’argomento profondo e tutto filosofico e metafisico”, secondo le parole del poeta recanatese, è rimasta patrimonio di una ristretta cerchia di lettori – in una veste decisamente diversa, un unico e organico racconto, all’interno del quale ha affidato ad un osservatore di eccezione, il passero solitario, la funzione di protagonista-narratore. A lui il compito di presentare e commentare i fatti e i protagonisti delle singole operette con un linguaggio semplice ma senza perdere nella modernizzazione, le radici di una lingua “ardita e peregrina”. Non un arretramento della cultura, ma un mezzo per appropriarsene ed entrare nel cuore dei contenuti e del raffinato stile narrativo leopardiano. Per rendere più agile la lettura i testi leopardiani sono stati modernizzati, sacrificando alcune operette morali, e qualche parte di altre, cercando di unire all’esigenza del rispetto dei contenuti una loro migliore comprensione. Il testo è corredato di simpatici disegni di Emanuele Perugi. |
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| Gianfranco Camponovo |
| Piccolo manuale tecnico |
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| Siamo nel XXI secolo ed ormai tutti gli Stati hanno ufficialmente aderito al sistema internazionale delle unità di misura (SI). Tuttavia non è raro sentire ancora parlare di “cavalli”, “miglia”, “atmosfere”, per citare le unità più conosciute.
Negli Stati Uniti un gruppo lotta per l’introduzione effettiva del SI, anche se con scarsi risultati. In quel Paese, pochi anni fa, una costosissima sonda spaziale, la Mars Climate Orbiter, andò persa poiché il costruttore aveva utilizzato il sistema di unità inglese, mentre il Jet Propulsion Laboratory (JPL) che è responsabile dei programmi di volo, faceva già uso del SI. Di conseguenza, nei files forniti dal costruttore, i valori che il JPL doveva inserire per il comando dei motori per le correzioni di rotta risultavano errati.
Anche in Europa parecchi fabbricanti di automobili preferiscono ignorare le unita SI, nonostante le leggi lo impongano. Il motivo è semplice: un’automobile con un motore da 136 cavalli è “molto” più potente di una da 100 chilowatt!
Per queste ragioni abbiamo eccezionalmente mantenuto alcune tabelle di conversione. Per contro, tutte le tavole sono redatte con valore SI.
I dati tecnici e scientifici sono aggiornati sulla base delle più recenti informazioni. |
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| AA.VV. |
| Paolo Valenti dal 1° al 90° minuto |
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| Uno dei tanti libri che Paolo Valenti aveva pensato di scrivere – e non ha trovato il tempo e la volontà di farlo – era quello in cui voleva raccontare, attraverso gli incontri e gli episodi più vari di quarant’anni di carriera, tutta la passione che ha sempre messo nel suo lavoro.
Ne aveva già trovato il titolo: «Radiocronisti si nasce, telecronisti si muore».
«Se fin da piccolo – diceva – tu senti vivissimo il desiderio di esprimerti, di comunicare, di raccontare le cose che osservi, se il mondo che ti circonda attira la tua attenzione e ti piace condividere le tue emozioni, queste sono le doti del giornalista e la radio è il mezzo giornalistico per eccellenza, da quei microfoni bisogna cominciare se si vuole imparare. Passare alla televisione significa entrare a far parte di un mondo di amici dove tutti ti conoscono, ti salutano. Un mondo che è difficilissimo abbandonare senza rimpianti, uscirne è un po’ come morire». |
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| Kiju Yoshida |
| L'ANTI-CINEMA DI OZU |
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Il volume, pubblicato alcuni anni fa in Giappone, esce ora anche in Italia tradotto da Hideyuki Doi.
L'opera raccoglie le riflessioni elaborate dal regista Kiju Yoshida in oltre trent'anni sulla figura di Yasujir Ozu (1903-1963), indiscusso maestro del cinema giapponese.
L'autore, partendo dal ricordo di due indelebili incontri con Ozu, riflette sul particolare carattere del cinema ozuesco: un cinema che escludeva la drammaticità e che si presentava piuttosto come un incidente monotono, una serie di episodi casuali. Ma forse, ci avvisa Yoshida, proprio in questo modo di rappresentare la realtà il vero dramma; negli accadimenti di ogni giorno, come quelli irrilevanti descritti nei suoi film e non nelle storie raccontate in molti altri film che in fondo erano soltanto incidenti fabbricati artificialmente.
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Lectiones Magistrales
Università di Roma 3 - Facoltà di Lettere e Filosofia
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| Anna Maria Luiselli Fadda |
| L'ARTE DELLA FILOLOGIA |
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Si pubblica in questo volumetto il testo della Lectio magistralis che la prof.ssa Anna Maria Luiselli Fadda ha tenuto il 26 ottobre 2007, nell’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma Tre, a conclusione del suo insegnamento ufficiale. La pubblicazione consente una lettura distesa del testo di questa lezione finalizzata a rivendicare l’importanza della filologia.
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| Francesco Sabatini |
| L'ITALIANO NELLA TEMPESTA DELLE LINGUE |
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Il 26 ottobre 2007 il prof. Francesco Sabatini ha tenuto una Lectio magistralis, nell’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma Tre, a conclusione del suo insegnamento come ordinario di Storia della Lingua Italiana per oltre trent’anni. Sabatini, da anni impegnato nella sua veste di Presidente dell’Accademia della Crusca nella difesa del ruolo dell’italiano nel nuovo contesto europeo, ha presentato una lezione particolarmente interessante in considerazione del tema trattato, ricco di risvolti politici oltre che linguistici. |
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Il corvo di Mizzarro Collana diretta da Bart Van den Bossche
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| AA.VV. |
| LE PASSIONI DI PIRANDELLO |
| Atti del Convegno Internazionale Lovanio – Anversa, 11-12 maggio 2007
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La parola chiave del titolo del convegno “passioni” si può interpretare nel modo più comune, come un insieme di sentimenti forti, opposto alla ragione e che sfugge al controllo della stessa, ma anche nel senso più latinizzante, come sofferenza. La passione come sofferenza è qualcosa che ci affligge, ma che per forza ci viene inflitta da fuori, che da soggetti attivi ci rende passivi. Comunque se di sofferenza parliamo, siamo a buon diritto entrati nell’universo pirandelliano. Questa una delle possibili letture del volume degli atti del congresso tenutosi tra Lovanio ed Anversa nella primavera del 2007, per la cura di Bart Van den Bossche e Monica Jansen. Il volume è diviso in due sezioni, “Passione e ragioni”, con i saggi di: Natale Tedesco, Pirandello e le passioni; Michael Rössner, Passioni e passività nel personaggio pirandelliano; Joseph Farrel, L’onore, la gelosia e il duello; Gian Paolo Giudicetti, Le prime novelle di Pirandello (1884/1909): un invito alla razionalità; Natalie Dupré, Passioni a confronto: L’esclusa e Effi Briest di Theodore Fontane; Rosario Gennaro, Il riso in Bergson e l’umorismo di Pirandello; Costantino Maeder, Formalità ossia Metastasio e Pirandello in un match d’improvvisazione fra dialogo, incomunicabilità e massime di Grice; Bart Van Den Bossche, «Il buffo spettacolo degli atti impensati»: passione e ragione in Quaderni di Serafino Gubbio operatore; Franco Musarra, L’ironia delle passioni in Pirandello; Lia Fava Gazzetta, Pirandello: la passione a rischio. La seconda sezione, dal titolo “Lo spettacolo delle passioni” contiene i testi di: Paolo Puppa, Pirandello: la passione dell’attrice; Anna Frabetti, Pirandello, Pitoëff: un’amicizia in scena; Cezary Bronowski, Le passioni sul palcoscenico della vita; Monica Jansen, Da Come tu mi vuoi a Va savoir: l’impostura come salvezza; Laura Schutgens, La balia: le passioni e la famiglia, un confronto tra la novella di Pirandello e il film di Bellocchio; Daragh O’Connell, Passioni e trasgressioni in Pirandello; Inge Lanslots, Le passioni di Pirandello: di succhi, calori e amori. |
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| PIRANDELLO E LE METAMORFOSI DEL TESTO |
| Atti del Convegno Internazionale
Lovanio (B) – Helmond (NL), 24-25 giugno 2005
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Il libro contiene gli atti del convegno internazionale tenutosi a Lovanio e Helmond il 24 e 25 giugno del 2005, nell’ambito del primo Pirandello-festival organizzato dalla fondazione Luigi Pirandello (Stichting Luigi Pirandello). Obiettivo dell’incontro, e del testo, affrontare la problematica delle trasformazioni testuali all’interno dell’opera pirandelliana, ma anche quelle dell’intertesto pirandelliano nelle opere di altri scrittori; entrambi tematiche ben note alla critica letteraria sull’autore, e su cui esiste una vasta bibliografia, che qui vengono affrontate in maniera stimolante e originale, prendendo in considerazione settori, generi e aspetti dell’opera pirandelliana finora poco esplorati. L’opera è divisa in due sezioni, “Pirandello e le metamorfosi del testo”, che dà il nome al libro e contiene gli interventi di: Pietro Frassica, Palinsesti dell’epistolario Pirandello-Abba, Franco Musarra, Ospiti nell’officina di Pirandello: Risposta e le sue stratigrafie, Nino Genovese, Le metamorfosi del testo… cinematografico: analisi del rapporto tra Pirandello e il cinema, Gian Paolo Giudicetti, Sei trasposizioni di Pirandello: le novelle de La giara e il teatro, Philiep Bossier, Le metamorfosi del testo all’interno del teatro di Pirandello. La seconda sezione, intitolata “Pirandello e i testi degli altri”, che racchiude i contributi di Sabine Verhulst, Sulla compassione in Leopardi e Pirandello, Alberto Bianchi, Pirandello, Brancati e le vacanze romane, Claude Cazalé Bérard, Pirandello e la Sicilia nella scrittura di Elsa Morante: assenza presenza del padre, Monica Jansen, Tabucchi e Pirandello: un caso di eteronimia? A proposito de Il signor Pirandello è desiderato al telefono, Inge Lanslots, Pirandello e Camilleri: padre e figlio?, Sarah Zappulla Muscarà, «Un padre ci vuole»: Stefano Pirandello drammaturgo. |
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Americana Collana diretta da Anthony Julian Tamburri
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| Emanuele Pettener |
| NEL NOME DEL PADRE DEL FIGLIO E DELL'UMORISMO |
| I romanzi di John Fante |
“Alla scrittura di Fante va per lo meno riconosciuta la capacità di far palpitare la vita sulla pagina e di far riconoscere il lettore nei suoi personaggi: difficile non ritrovare i propri folli sogni di giovinezza in quelli di Arturo Bandini o certe amarezze posteriori in quelle di Henry Molise. Eppure, per tanto tempo Fante è stato dimenticato, negletto dal mondo editoriale americano – poi improvvisamente riscoperto e amatissimo, benché in Europa molto più che negli Stati Uniti. Come mai?". Questa è la domanda chiave che si pone l’autore, partendo a briglia sciolta attraverso la prosa di John Fante al fine di rivelarne angoli inattesi, impreviste sfumature, e mettendo in luce quanto oliato sia il motore che l’ha resa così magnetica eppure fraintesa persino dai suoi discepoli: l’umorismo. Individuando l’umorismo come forza sottesa ai romanzi di Fante, Pettener in primo luogo contesta il concetto di scrittura autobiografica o addirittura confessionale tanto spesso attribuito a Fante; in secondo luogo, adopera l’umorismo come microscopio per sviluppare un discorso nuovo sul mondo italoamericano, sul rapporto con altri scrittori, da Cervantes ad Hamsun, da Veronesi a Dan Fante, e su certi aspetti pericolosamente metaforici di uno dei tavoli su cui Fante gioca di più, la relazione padre/figlio. Per arrivare, infine, a rispondere alla domanda di cui sopra. |
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| Anthony Julian Tamburri |
| UNA SEMIOTICA DELL'ETNICITA' |
| Nuove segnalature per la scrittura italiano/americana |
Una semiotica dell’etnicità propone nel complesso una serie di idee di come si potrebbe -specialmente nel secondo decennio di questo terzo millennio, quando ormai le barriere culturali di tutti i generi sono state varcate in diversi modi – nuovamente interrogare i diversi prodotti culturali dei tanti artisti “americani di origine italiana”, termine preferito in questa sede all’ormai problematico “italoamericano”. Questo volume, dunque, ha l’intento di offrire un quadro teorico ancora più ampio delpunto centrale degli scritti precedenti in inglese dell’autore. Queste pagine concernono principalmente l’ambito di studi americani con particolare riguardo alla letteratura, il che spiega la mancanza di riferimenti a studi concentrati su altri campi quali la storia, l’antropologia, ecc. |
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Opera prima testi - Esordi di saggistica letteraria Collana diretta da Marco Marchi
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Italiano: passato e presente Collana diretta da Vittorio Coletti
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Studi e testi di letteratura italiana e comparata Collana diretta da Pietro Gibellini
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| Marialuigia Sipione |
| BEPPE FENOGLIO E LA BIBBIA |
| Il "culto rigoroso della libertà" |
Beppe Fenoglio avrebbe voluto essere «un soldato di Cromwell con la Bibbia nello zaino e il fucile a tracolla», come ci rivela il suo amico e maestro Pietro Chiodi. L’adesione alla Resistenza e la ricerca di una religiosità, fosse anche tutta mentale, pura ed integerrima sono due aspetti indagati congiuntamente in questo lavoro. Per la prima volta si cerca di affrontare la produzione letteraria dello scrittore albese, tradizionalmente ritenuto tra le voci più significative del Neorealismo, anche in rapporto alle Sacre Scritture e agli autori inglesi ritenuti pilastri fondamentali della “letteratura metafisica”. Rimandi al Paradiso perduto di John Milton, alla Ballata del vecchio marinaio di Coleridge, ai sonetti spasmodici di Hopkins o all’Antologia di Spoon River sono difatti presenti non solo sul tavolo di traduzioni dell’albese ma anche nelle sue poderose opere di narrativa, da La malora al Partigiano Johnny. Un tentativo, dunque, di offrire al lettore un volto meno noto di Beppe Fenoglio uomo e scrittore, affascinato dal rigore del protestantesimo e tuttavia fiero della propria laicità. |
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