|
|
Collana Strumenti di Linguistica Italiana
|
| Ghino Ghinassi |
| Due lezioni di storia della lingua italiana |
|
Paolo Bongrani raccoglie in questo volumetto due lezioni di Ghino Ghinassi, uno dei maggiori Maestri della lingua italiana scomparso a Firenze nel 2004. Si tratta di due lezioni che, pur essendo diversamente impostate e modulate per due uditori assai differenti, risultano profondamente affini, in quanto entrambe animate da uno stesso ampio respiro storiografico e dalla stessa volontà di superare tenaci luoghi comuni, ed entrambe incentrate sull’identico tema della formazione, del profilo e della evoluzione della lingua italiana in età moderna e contemporanea.
La prima lezione risale al 7 luglio 1988 e fu tenuta da Ghinassi a Firenze agli studenti stranieri che allora frequentavano l’Università fiorentina; venne pubblicata nel settembre dello stesso anno dal centro di Cultura per Stranieri dell’Ateneo, in un opuscolo che ebbe una diffusione molto limitata.
La seconda lezione è invece inedita e rappresenta il testo che Ghinassi lesse a Padova il 20 maggio 1992, in occasione della millesima seduta del Circolo Filologico Linguistico Padovano. La solennità dell’incontro e il prestigio della sede, spiegano l’impegno posto da Ghinassi nell’elaborazione di questo testo, che rappresenta uno dei frutti più maturi della sua lunga e mai interrotta frequentazione della storia linguistica del nostro Rinascimento, inteso nell’accezione più ampia. |
| Giovanni Petrolini |
| PER INDIZI E PER PROVE |
| Indagini sulle parole. Saggi minimi di lessicologia storica italiana |
L’opera, particolarmente curiosa, raccoglie alcuni contributi lessicali per la maggior parte editi in tempi diversi su riviste o in volumi non sempre facilmente reperibili.
Si tratta per lo più di storie di parole, di parole dell’uso quotidiano – italiane o italiane regionali – per le quali l’autore avanza proposte interpretative ed anche etimologiche, diverse da quelle correnti. Quel che pare certo è che non si può essere buoni studiosi della storia del lessico, specialmente quello più quotidiano, essendo solo dei buoni linguisti, profondi conoscitori delle leggi fonetiche; il lessicologo, afferma l’autore, deve correre l’inevitabile rischio di essere un po’ tuttologo, di essere quanto meno curioso di ogni aspetto della realtà extralinguistica in cui si contestualizza una parola: di volta in volta un po’ zoologo, un po’ botanico, un po’ etnologo, un po’ antropologo, un po’ storico dell’alimentazione, del costume, della letteratura e tant’altro.
Perché in fondo, com’è stato scritto da Mario Alinei “il lessico è la cultura”.
|
| Riccardo Tesi |
| UN'IMMENSA MOLTEPLICITA' DI LINGUE E STILI |
| Studi sulla fine dell'italiano letterario della tradizione |
Il volume, che prende il titolo da un passo dello Zibaldone di Leopardi, raccoglie una serie di saggi che hanno al centro dell’interesse la lingua letteraria precedente alla svolta linguistica manzoniana, e più in generale l’italiano della tradizione umanistica e classicista. In una prospettiva di discontinuità l’aspetto sintattico è il filo conduttore di queste analisi, spesso condotte da un punto d’osservazione inconsueto (ad es. la percezione della lingua leopardiana nei commenti scolastici di fine Ottocento). Il problema della fine dell’italiano letterario di retaggio retorico-umanistico è affrontato, sotto un angolo visuale prettamente linguistico e culturale, nella seconda sezione del libro dedicata ai sintomi seicenteschi (P. Beni) e moderni (Alfieri, Pirandello, ecc.) di quella frattura irreversibile che ha condotto alla progressiva antichizzazione dei dispositivi retorico-linguistici della nostra tradizione letteraria.
|
| Elisa Tonani |
| IL ROMANZO IN BIANCO E NERO |
| Ricerche sull'uso degli spazi bianchi e dell'interpunzione nella narrativa italiana dall'Ottocento a oggi |
| Questo libro nasce dalla scommessa di tornare a leggere il romanzo italiano dall’Ottocento a oggi da un’angolazione inedita: quella del trattamento della punteggiatura nella sua accezione più estesa, comprensiva, oltre che dei segni d’interpunzione veri e propri, anche della mise en page, cioè di quelle forme di valorizzazione dello spazio della pagina che hanno la loro manifestazione più vistosa nei bianchi interlineari che scandiscono la narrazione in paragrafi.
Coniugando l’approccio linguistico con quello stilistico-letterario, il volume di Elisa Tonani indaga questi aspetti solitamente trascurati della testualità letteraria per mettere in luce il rapporto esistente tra parola e silenzio, tra detto e non detto, tra discorsività e allusività, tra esplicito e implicito.
La prima parte di questa ricerca aspira a mettere in luce il valore del bianco tipografico, e in generale della mise en page, a partire dalle origini e dai primordi del romanzo italiano moderno: dall’imporsi delle spaziature interlineari in qualità di elementi portatori di ordine e di chiarezza nella strutturazione del materiale narrativo, nella distribuzione, perfino maniacalmente ingegneristica, di pieni e di vuoti, al progressivo diffondersi del bianco quale elemento tendenzialmente disgregante, dissolutivo nei confronti della compattezza testuale.
Il discorso sul bianco cede il testimone, nella seconda parte, a un discorso sugli usi e sulle funzioni dei segni interpuntivi nella narrativa contemporanea, nella convinzione che la semplificazione delle strutture sintattiche, l’aumento degli artifici tipografici come strumenti di facile effetto stilistico, il coagularsi di alcuni fenomeni interpuntivi in clichés ricorrenti trovino in questo ultimo tournant storico-letterario un terreno assai fertile e una diffusione senza precedenti, che consentono di visualizzare al meglio il duplice funzionamento dell’interpunzione: da un lato, come indicatore di stile, come modalità di soggettivazione stilistica della parole; dall’altro, come spia dell’evoluzione della langue, dal momento che tutti i cambiamenti che avvengono sul piano grammaticale e sintattico sono strettamente connessi con le evoluzioni e con le vere e proprie “mode” che interessano il livello della punteggiatura.
|
|
|
[ Torna su ]
|
|