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Collana Documenti d’archivio e di letteratura italiana

AA.VV.
Archivi letterari del ‘900
Atti del Convengo internazionale
(Monte Verità, 13-14 maggio 1999)
In Europa, numerose fondazioni hanno raccolto il materiale letterario di scrittori e poeti del ventesimo secolo, i cui archivi sono consultabili soltanto in loco. Finora soltanto alcuni archivi hanno aperto una pagina Internet di presentazione, generalmente limitata all’elenco degli autori presenti. Poche e significative riviste specializzate rappresentano per il momento un sicuro veicolo di scambio di esperienze fra università, archivi e istituti, essendo ad oggi, per molti archivi, poco sfruttate le risorse della tecnologia informatica. Questo lavoro di ricerca, circoscritto agli archivi “delle persone fisiche” e delimitato sia dal punto di vista geografico che cronologico, ha coinvolto enti pubblici, istituzioni culturali e biblioteche private e ha voluto innanzitutto fornire alcuni essenziali strumenti di conoscenza dei singoli archivi, in grado di dare agli studiosi indicazioni sulle modalità di consultazione del materiale archivistico.
AA.VV.
Documenti di cultura italiana negli archivi svizzeri
Atti del Convengo internazionale organizzato dal Centro Stefano Franscini
(Monte Verità, 16-17 maggio 2000)
Il seminario dedicato agli Archivi letterari del Novecento, da cui il primo volume della collana, che si è svolto nel maggio 1999, ha permesso di concretizzare alcune proposte di lavoro volte a cercare una soluzione alla necessità di trovare un punto di coordinamento fra gli archivi letterari. Per l’Italia stanno procedendo con successo la Biblioteca Nazionale di Roma, che ha messo a disposizione della comunità scientifica un proprio sito Internet dove poter consultare i dati inerenti a diverse sedi pubbliche e private italiane e la Fondazione Mondadori di Milano che ha potenziato le possibilità di accogliere, oltre ai propri, anche i fondi di altre case editrici. Anche Francia e Germania risultano molto attive e si possono inoltre già apprezzare i primi risultati di una collaborazione a livello europeo in Malvine, il sito che unisce i repertori di varie biblioteche e archivi, al quale ha aderito anche la Svizzera. Ma oltre alle sedi più conosciute, come l’Archivio Svizzero di Letteratura a Berna o gli Archivi di Cultura Contemporanea a Lugano ci sono altre sedi in cui emergono testi di grande interesse storico e letterario, sfuggiti al vaglio della critica. Sono fondi meno noti o recentemente acquisiti, collezioni private, ricerche sui materiali sonori e audiovisivi. Tutto ciò costituisce una fonte nuova per le indagini sul Novecento letterario e sui rapporti culturali tra Italia e Svizzera.
Antonella Del Gatto
Uno specchio d’acqua diaccia
Sulla struttura dialogico-umoristica del testo leopardiano: dalle Operette morali ai Canti pisano-recanatesi
Antonella Del Gatto avvia la sua ricerca dalla peculiarità del leopardiano “filosofare poetando” che non è da cercare tanto nella riflessione filosofica più o meno esplicitata nel contenuto del messaggio poetico, quanto soprattutto nel valore strutturante che la riflessione stessa assume all’interno della dinamica testuale: l’indagine filosofica, in altri termini, costruisce il testo e non se ne serve come di un semplice veicolo. Meno scontato, il secondo tema d’analisi della Del Gatto: rilevare la portata filosofica della poesia leopardiana nel progressivo consolidamento del testo su due livelli paralleli e corrispondenti a due espressioni per lo più inconciliabili del soggetto autoriale: un livello di sperimentazione linguistica e figurativa condotta secondo moduli apparentemente tradizionali ed un altro di riflessione metatestuale.
Silvana Marini – Alberto Raffaelli
Riviste per l’infanzia fra ‘800 e ‘900 – dai fondi della Biblioteca Alessandrina
Lo studio prende in esame un settore finora trascurato del giornalismo italiano ovvero la stampa periodica destinata a giovani e giovanissimi tra ’800 e ’900. La vastità dell’arco di tempo considerato, che comprende le varie fasi del colonialismo italiano, la diffusione del nazionalismo, il fenomeno dell’emigrazione italiana, la prima Guerra Mondiale, l’avvento del fascismo, per arrestarsi agli inizi della seconda Guerra Mondiale, consente una panoramica significativa, oltre che della realtà politica e sociale, dell’evoluzione delle tendenze letterarie e pedagogiche. L’intento comune alla maggior parte di tali riviste è infatti quello di affiancarsi alla scuola come forza sussidiaria. Il testo si articola in due parti. La prima consiste in una serie di schede che illustrano dettagliatamente le caratteristiche dei singoli periodici. La seconda, quella dei documenti, comprende brani selezionati secondo i vari filoni tematici privilegiando i testi degli autori sconosciuti rispetto a quelli dei grandi scrittori, più facilmente reperibili nelle antologie o nelle raccolte delle loro opere.
AA.VV.
A chiusura di secolo: Prose letterarie nella Svizzera italiana (1970-2000)
Atti del Convengo organizzato dal Centro Stefano Franscini
(Monte Verità, 21-22 maggio 2001)
Il convegno da cui derivano questi Atti, ha rappresentato un’occasione importante di bilancio sulla prosa di lingua italiana in Svizzera e un passo notevole nella conoscenza del fenomeno visto di qua e di là dalla frontiera con l’Italia. La prima parte degli Atti, intitolata Relazioni, comprende i contributi di poeti e scrittori ticinesi e grigionesi che sono stati invitati a studiare le opere di prosatori, magari vicini geograficamente, ma spesso lontani per la loro estetica letteraria; l’altra metà delle relazioni proviene da critici, docenti di letteratura, operatori culturali provenienti dalla Svizzera tedesca, francese e dall’Italia, e da intellettuali ticinesi non impegnati direttamente nella creazione letteraria. La seconda parte degli Atti, intitolata Giovani scrittori a confronto, raccoglie i testi inediti di otto giovani prosatori della Svizzera italiana, che sono stati letti e discussi durante le giornate di studio.
Andrea Vannicelli
La tentazione del racconto: le novelle del primo Papini tra simbolismo e futurismo
(1894-1914)
Dopo anni di vero e proprio purgatorio l’opera di Giovanni Papini è al centro di un rinnovato interesse. L’adesione del Papini nel 1933 al fascismo, le sue numerose stroncature di scrittori e critici italiani, le sue prese di posizione sempre nette e radicali, la sua smania di voler essere originale a tutti i costi, gli hanno procurato molti nemici. Questo studio è animato dalla convinzione che Papini sia un autore importante per la definizione del primo Novecento letterario italiano. Attualmente, benché da vario tempo sia in atto un riesame dell’opera dello scrittore fiorentino e nonostante il grande interesse di pubblico, pochissimi sono i suoi volumi disponibili in commercio e pochi sono i critici che si sono interessati ai racconti qui riletti dall’autore. Jorge Luis Borges, uno dei maestri del fantastico novecentesco ha richiamato l’attenzione su queste prose confermando il valore permanente dei testi qui presi in esame, dei quali, data la scarsa conoscenza delle opere di Papini, vengono offerti ampi passi. Il testo scelto di ciascuna novella è stato quello dell’ultima versione rivista in vita dall’autore, ripresa da Poesia e fantasia, anche se dobbiamo notare che, confrontando i testi delle prime edizioni delle novelle con quelli successivi, Papini non è un variantista.
Philiep Bossier
«Ambasciatore della risa»
La commedia dell’arte nel secondo Cinquecento (1545-1590)
Se è vero che il livello di cultura teatrale costituisce spesso il segno di un apice artistico in un dato periodo della civiltà umana, la ricchissima vicenda del teatro durante il Rinascimento italiano ne è uno degli esempi più illustri. Il titolo dell’opera indica chiaramente l’oggetto della ricerca nella commedia dell’arte tardocinquecentesca e ne studia l’evoluzione nelle varie corti italiane nonché l’eccezionale compenetrazione di tradizioni popolari e di elementi provenienti dalla cultura accademica e cortigiana. Anche il contrasto tra la tipologia di elementi fissi nella recitazione e la dinamica con la quale il teatro, praticato dalle compagnie di attori itineranti, s’impone nelle varie capitali dello spettacolo rimane un interrogativo stimolante per chi intende approfondire la complicata questione del teatro cinquecentesco. Infine, la commedia dell’arte costituisce un capitolo obbligatorio nella storia letteraria proprio perché illustra una delle dicotomie che segnano una costante nella storia della civiltà umana: quella tra cultura orale e cultura della scrittura. Il limitarsi all’analisi di un periodo circoscritto tra il 1545 e il 1590 costituisce una novità rispetto alla tradizione critica; sono queste due date emblematiche di due contesti differenti: il 1545 è l’anno della prima documentazione scritta di un gruppo di attori che si costituisce in compagnia davanti a un notaio; il 1590 rappresenta invece l’inizio di una nuova fase della storia dello spettacolo. Infatti, dopo la definitiva codificazione del sistema teatrale mediceo con le festività del 1589, comincia il vero predominio dell’aspetto musicale sia nell’organizzazione festiva che nella composizione drammaturgica dei testi spettacolari.
AA.VV.
Per una comune civiltà letteraria
Rapporti culturali tra Italia e Svizzera negli anni ‘40
Atti del Convegno organizzato dal Centro Stefano Franscini
(Monte Verità, 14-15 ottobre 2002)
I saggi raccolti nelle pagine del volume si riferiscono ad un periodo di grande importanza per la storia della Svizzera italiana e della Confederazione. Non solo per quanto riguarda, ovviamente, la storia politica: sono infatti gli anni aperti dal secondo conflitto mondiale e chiusi dalla guerra fredda; eventi, questi, che coinvolgono profondamente anche la Svizzera, segnando per essa una vera e propria svolta. Si può osservare che gli anni Quaranta chiudono davvero tutta un’epoca, quella iniziata addirittura prima della Grande Guerra, e ne aprono un’altra, destinata a protrarsi sino agli anni Sessanta.
Alessandra Calvani
Il viaggio italiano di Sterne
Il volume, dopo una breve introduzione, in cui viene fornito qualche cenno sul periodo storico in cui Sterne si trova a scrivere e sullo scrittore stesso, e che cerca anche di affrontare il problema della ricezione del testo sterniano in Italia e della critica letteraria piuttosto miope sorta sull'argomento, passa ad analizzare la questione del Viaggio inglese tradotto in italiano. I problemi maggiormente dibattuti in tale campo di studio, dalla definizione stessa di traduzione, alle questioni teoriche riguardanti il problema della fedeltà all'originale, vengono sviluppati nel primo capitolo, mentre i capitoli successivi prendono concretamente in analisi le traduzioni italiane di A Sentimental Journey, quella famosissima di Foscolo, quella di Giancarlo Mazzacurati ed infine l’ultimissima traduzione del testo inglese, curata da Viola Papetti. La quantità d’informazioni che l’analisi testuale di una traduzione è in grado di apportare è veramente impressionante ed è la figura del traduttore che ne risulta messa a nudo, le proprie convinzioni, difficoltà, la sua conoscenza dell’autore. L’interrogativo che nasce da questa serie d’informazioni è essenzialmente uno: può la ricezione di un autore straniero condizionarne la traduzione e quindi la successiva ricezione in un’altra cultura o la traduzione è semplicemente immune da questo tipo di condizionamenti? E’ la questione che l’autrice ha cercato di risolvere nel corso dell’analisi di queste tre diversissime versioni del Viaggio italiano di Sterne.
AA.VV.
Le prime riviste italiane d’avanguardia
Atti del Convegno di Studi
(Monte Verità – Ascona 1-2 dicembre 2003)
Con l’inizio del ventunesimo secolo si è aperta una stagione di ricorrenze centenarie, fra le quali assume notevole importanza quella della nascita di numerose riviste italiane del primo Novecento. Le riviste nate nel periodo precedente la Grande Guerra, infatti, contribuirono notevolmente al rinnovamento della cultura e del ruolo degli intellettuali nella società. Queste riviste hanno lasciato un’impronta durevole nel mondo della letteratura, della filosofia, dell’estetica, della religione e della politica, ed è per questo motivo che alcune di esse continuano ad essere tuttora oggetto di studio e di dibattito. Il presente lavoro è composto dagli atti del Convegno svoltosi ad Ascona nel mese di dicembre 2003 e approfondisce la riflessione critica su personaggi, movimenti, temi e aspetti della cultura italiana dell’inizio del secolo scorso. L’idea del convegno ha avuto origine dalla ricorrenza del centenario della nascita di due riviste, “La Critica” di Benedetto Croce e il “Leonardo” di Giovanni Papini, che iniziarono le pubblicazioni, quasi contemporaneamente, nel 1903.
Bonaventura Tecchi - Manara Valgimigli
Epistolario
L’interesse per gli epistolari non ha bisogno di essere sottolineato, dal momento che essi si possono considerare fonti preziose per le informazioni di storia, costume e quotidianità. In un contesto come questo, dove a scrivere sono due intellettuali illustri, l’interesse aumenta notevolmente. Il carteggio ha i temi più svariati, dalla quotidianità degli autori agli incontri con intellettuali contemporanei; il tutto tenuto assieme dallo splendore di una lingua quale è quella italiana di metà Novecento.
AA.VV.
Spiriti liberi in Svizzera
La presenza di fuorusciti italiani nella Confederazione negli anni del fascismo e del nazismo (1922-1945)
Atti del Convegno Internazionale di Studi
(Ascona, Centro Monte Verità-Milano, Università degli Studi, 8-9 novembre 2004)
Nella memoria storica e culturale la Svizzera è parsa per decenni, relativamente al ventennio, una sorta di “terra d’asilo sicuro”. Le valutazioni elaborate in maniera più approfondita a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, puntarono in genere quasi sempre più il dito accusatore contro l’allineamento e la collaborazione economica voluta dalle classi dirigenti in primo luogo con il Terzo Reich: la politica d’accoglienza ai rifugiati di rado suscitò discussioni prima della fine del secolo scorso. Sull’atteggiamento della Svizzera nei confronti dei rifugiati politici e dei profughi, nuove risposte sono state ottenute grazie ai lavori della Commissione indipendente d’esperti Svizzera-Seconda Guerra Mondiale (meglio conosciuta come Commissione Bergier) e anche grazie alle testimonianze raccolte con l’esposizione “L’Histoire c’est moi”, basata principalmente sui racconti di 555 persone che hanno vissuto l’esperienza degli anni della seconda guerra mondiale. A questo volume e al congresso che si è tenuto opportunamente tra la Svizzera e l’Italia è affidato il compito di un riassunto della situazione degli studi e di un’ulteriore e approfondita analisi su anni che, relativamente al comportamento della Confederazione, ancora molto hanno da dire.
Sara Lorenzetti
“Voi sarete… il mio tutto”
Un epistolario amoroso di Caterina Franceschi
Fervente patriota, devota cattolica, illustre classicista, pedagogista, Caterina Franceschi (1803-1887) rappresenta la figura di un’intellettuale in cui si esprimono i moti culturali fondamentali dell’Ottocento. L’epistolario giovanile che si propone al lettore è particolarmente suggestivo perché delinea un’immagine passionale e romantica della scrittrice, così dissonante rispetto a quella trasmessa dalla critica. Nel periodo in cui visse a Macerata, la Franceschi intrecciò infatti con il marchese Giacomo Ricci una relazione sentimentale, di cui rimane testimonianza solo in questo carteggio clandestino. L’epistolario è preceduto da un ampio saggio, che ricostruisce la vicenda e individua i nodi tematici principali, ponendoli in relazione con la produzione letteraria dell’autrice. L’alto tasso di elaborazione stilistica della scrittura permette uno studio linguistico retorico delle lettere, che vengono inserite nella tradizione del genere epistolare.
AA.VV.
Filologia e commento: a proposito della poesia italiana del XX secolo
Atti del Covegno di Studi (Università di Losanna, 31 maggio - 1 giugno 2006)
Il convegno è stato concepito come momento di indagine sulle diverse metodologie di approccio alle raccolte poetiche novecentesche (approccio filologico con edizione critica; commento tematico; analisi delle fonti; lettura parallela con i carteggi e i documenti d’archivio); ma ha voluto, nel contempo, essere occasione di riflessione comune intorno a temi attuali, nati a margine delle ultime importanti antologie di testi poetici italiani di fine Novecento che, come ogni altro commento di storicizzazione e di scelta, offrono l’opportunità di riaprire il dibattito sull’elenco degli autori da consegnare alla storia letteraria.

Tra gli autori del volume: Giulio Ferroni, Daniele Piccini, Luca Zuliani, Stefano Del Bianco, Georgia Fioroni, Andrea Africo, Giovanna Di Rosario e Raffaella Castagnola.
AA.VV.
Le forme del narrare poetico
Dalla dimensione romanzesca presente nella lirica del Siciliani alla progressione narrativa nei Versi a Proserpina di Vittorio Sereni, dalle forme della narrazione del Tasso all’interferenza tra narrazione e sintassi nell’Ossian, la silloge si presenta come un contributo alla riflessione sul vario rapporto che si instaura, nel corso dei secoli, tra il narrare e lo scrivere poesia.


Il volume si apre con un saggio di Marco Praloran su alcune osservazioni preliminari relative alle strutture metriche e racconto, prosegue con i temi tristaniani nella lirica siciliana, indagati da Michelangelo Picone, la lingua “primitiva del Cesarotti” studiata da Carlo Enrico Roggia e, appunto, i Versi a Proserpina di Vittorio Sereni, indagati da Georgia Fioroni.
AA.VV.
ARCHITETTURE INTERIORI
Immagini domestiche nella letteratura femminile del Novecento italiano: Sibilla Aleramo, Natalia Ginzburg, Dolores Prato, Joyce Lussu

La storia di una casa è sempre la storia di una donna, di una madre, di un focolare che cova sotto le ceneri i ricordi del nucleo sociale primario. Per le donne è quasi imprescindibile parlare di famiglia, di casa: si pensi ai primi quadri di Sofonisba Anguissola che dipinge le sue sorelle nell’intimità dei gesti domestici, semplicemente perché questo è il primo e di solito anche il solo ambiente che a una donna, un tempo, era concesso conoscere. Similmente a questi ritratti, anche la scrittrice incide spesso cammei dei ricordi dei suoi cari: non solo dunque la pratica dell’autobiografia è il medium che dimostra la frequentazione casalinga di molte autrici, ma in generale si può pensare alla scrittura come ad una stanza all’interno di una stanza. Luogo in cui si esperisce l’esperienza della soglia, la casa può essere carcere interiore, cattività ma anche la scenografia muta su cui incidere graffiti d’esistenza. Angolo visuale particolare, la casa permette di restare dentro e guardare fuori, sperimentando l’ambigua oscillazione tra il ruolo materno e il riconoscimento sociale.
Nel viaggio intorno all’opera di Sibilla Aleramo, Natalia Ginzburg, Dolores Prato e Joyce Lussu, gli studi raccolti in questo volume raccontano una storia diversa, intima e familiare, ma anche – quando non in fuga -, aperta e accogliente verso il mondo.


Sara Lorenzetti
ANDARE IN MARE SENZA BARCA
Le lettere di Monaldo Leopardi ad Annesio Nobili: un carteggio per 'La Voce della Ragione'
Tra il 1832 ed il 1835 Monaldo Leopardi intrattenne una intensa corrispondenza con il tipografo Annesio Nobili, titolare a Pesaro di uno stabilimento, dai cui torchi uscì il periodico «La Voce della Ragione», fondato e diretto dal Conte. Il corpus, composto di circa seicento missive, smembrato dal corso delle vicende storiche, è ora custodito in diverse biblioteche: la Comunale “Saffi” di Forlì nella sezione Piancastelli, la “Oliveriana” di Pesaro, la “Labronica” di Livorno, la “Mozzi-Borgetti” di Macerata ed il Centro Nazionale di Studi leopardiani di Recanati. Il volume propone un’indagine accurata dell’epistolario, che costituisce una fonte storica insostituibile per penetrare nell’officina redazionale del periodico misoneista e, attraverso la ricostruzione della figura del tipografo Annesio Nobili, aggiunge un tassello fondamentale per approfondire il panorama dell’editoria dello Stato Pontificio nell’Ottocento. Infine, le lettere sono un documento notevole dal punto di vista linguistico e dalla prospettiva del genere epistolare. Nella seconda sezione del volume l’appendice ospita il carteggio Leopardi-Nobili e permette di consultare le fonti sulla base delle quali è stata condotta l’indagine. La trascrizione del carteggio che, effettuata secondo criteri conservativi, riproduce fedelmente il testo, potrà fornire lo spunto per ulteriori studi del corpus.











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