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Collana Storie d’Italia
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| Carlo Livi |
| Sardi in schiavitù nei secoli XII – XV |
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| L’Autore esamina approfonditamente nei suoi diversi aspetti (demografici, economici, giuridici, politici, etici) sulla base di documenti noti e dei risultati di ampie ricerche negli archivi di Maiorca e di Barcellona, un triste episodio della storia sarda lasciato finora in ombra dai suoi studiosi e poco conosciuto: la tratta in schiavitù fuori dalla loro isola, fra la prima metà del XII secolo e i primi decenni del Quattrocento, di molte migliaia di sardi da parte di altri cristiani. In particolare negli ultimi decenni del XII secolo, quando a Genova, principale piazza del commercio degli schiavi, i sardi costituirono l’etnia maggioritaria, e fra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo, quando i catalani, perso il controllo della quasi totalità del territorio, ricorsero a catture sistematiche di civili destinati ad essere venduti nei domini della Corona d’Argano. L’Autore mette in evidenza l’indifferenza che circondò i sardi in schiavitù, in contrasto con i gravi imbarazzi di coscienza e gli interventi nei confronti di altri schiavi cristiani. Nessuna autorità civile o religiosa, isolana o continentale, si mosse a loro favore o espresse condanna o rammarico per questo fatto. |
| Arturo Villoresi |
Sesto Fiorentino Notizie di storia, geografia, arte |
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| Il manoscritto di Arturo Villoresi giacque presso la biblioteca comunale “Ernesto Ragionieri” di Sesto Fiorentino per quasi quarant’anni.
Una prima edizione uscì nel 1988 curata da Laura Lici e Sara Pollastri.
Un pubblico maggiore dei lettori del manoscritto poterono a quel tempo apprezzare la scrittura schietta e diretta di Arturo Villoresi.
Il Villoresi scrisse questo libro già quasi ottantenne, con passione ed esperienza.
Il testo è una fonte preziosa di notizie e memorie, personali e collettive.
Un tassello che si aggiunge al grande e composito mosaico di storia sestese.
L’edizione del 1988 andò subito esaurita e questa ristampa anastatica esce grazie al contributo determinante del Rotary Club di Sesto Fiorentino-Calenzano da quasi dieci anni impegnato socialmente e culturalmente nel nostro territorio. |
| Pierfrancesco Benucci |
| PRATO... MA QUESTA E' UN'ALTRA STORIA |
| Interviste fantastiche di Francesco di Maria Datini |
In occasione dei 600 anni dalla sua morte, Francesco di Marco Datini (1410-2010) fa un viaggio immaginario nel tempo e nello spazio.
Si fa raccontare, da concittadini e personaggi che incontra, le rispettive storie narrate come delle interviste e scritte in prima persona.
Affronta questo viaggio fantastico con Lapo Mazzei e Paolo dell’Abbaco.
Un moderno libro di marketing, raccontato da chi il marketing non sapeva neppure cosa fosse.
Per ricordare fatti, aneddoti, intuizioni, ma, soprattutto, per non dimenticare chi ha contribuito a fare Prato.
Per ricordare le grandi innovazioni dei lanaioli pratesi e quanti, oggi, parlano, e solo parlano, di riciclaggio e di materie prime seconde.
Perché non si perda traccia di quanti non sapevano cosa volesse dire “internazionalizzazione” ma vendevano coperte in India e in Sudafrica ed importavano solo…
Perché Prato, in terra di Toscana, sia il centro delle nuove tecnologie tessili, delle nuove frontiere commerciali… ma questa è un’altra storia.
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| Guido Bonsaver |
| VITA E OMICIDIO DI GAETANO PILATI 1881/1925. Contadino, poeta, socialista, soldato, inventore e costruttore |
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Questo volume ripercorre la vita e le opere di un personaggio singolare dei primi decenni del ventesimo secolo. Figlio di contadini della campagna bolognese, Gaetano Pilati (1881/1925) fu un personaggio importante della vita culturale, economica e politica della città di Firenze negli anni a cavallo tra inizio secolo e radicamento della dittatura fascista. Nonostante la poca istruzione scolastica divenne un affermato impresario edile e ideò soluzioni alternative nell'uso del cemento armato, fu leader toscano del partito socialista e presidente per quasi un decennio della società di Mutuo Soccorso "Andrea Del Sarto". Decorato sul campo e mutilato al braccio sinistro durante la Grande Guerra, fu sempre contrario all'uso della violenza nella lotta politica. La sua collaborazione alla rivista clandestina "Non Mollare", nel 1925 e la sua popolarità nei quartieri operai di Firenze lo resero inviso al fascismo cittadino. Fu ucciso a sangue freddo, in un'irruzione notturna nella sua abitazione, la notte del 3 ottobre 1925. |
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