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Collana L’italiano in pubblico

Raffaella Setti
Cinema a due voci. Il parlato nei film di Paolo e Vittorio Taviani
Nell’ambito delle ricerche sull’italiano cinematografico, che stanno attualmente attraversando un momento di particolare favore, Raffaella Setti traccia un sistematico e arioso profilo dei lungometraggi realizzati da Paolo e Vittorio Taviani. Si tratta della prima monografia in chiave linguistica sull’opera dei due registi, che da quarant’anni, appaiono tra i più sensibili e accorti valorizzatori italiani del parlato filmico.
Enrica Atzori
La parola alla radio. Il linguaggio dell’informazione radiofonica
“La parola alla radio”: la radio è nuovamente protagonista nel sistema dei mass media grazie alla sua capacità di rinnovarsi; la radio privilegia l’oralità, la ricchezza della parola libera dalle immagini. Per la leggerezza e la tempestività che la caratterizzano, la radio ha una peculiare vocazione informativa. La ricerca si occupa del linguaggio dell’informazione radiofonica, concentrandosi in particolare sull’analisi quantitativa della struttura delle frasi e sulle strategie di comunicazione che la motivano. L’analisi giunge a caratterizzare alcuni aspetti della sintassi del giornalismo radiofonico rispetto alla scrittura della carta stampata e al parlato della conversazione. Documenta, inoltre, le scelte comunicative delle emittenti e delinea un quadro complessivo del radiogiornalismo italiano.
Ilaria Bonomi
L’italiano giornalistico. Dall’inizio del ‘900 ai quotidiani on line
L’italiano dei giornali è da molto tempo considerato a buon diritto l’esempio più significativo di italiano scritto medio. In questo volume ne viene indagata l’evoluzione nel periodo in cui i giornali hanno rappresentato il mezzo di informazione per eccellenza, ruolo poi passato alla televisione. Nella prima parte, ad una sintesi della lingua dei quotidiani del Novecento nei suoi tratti peculiari segue un’ampia analisi storico-linguistica dei quotidiani milanesi nei primi anni del secolo. Nella seconda parte del volume, dedicata ai nostri giorni, si esaminano i quotidiani sotto il profilo grammaticale, mettendo in luce il loro rapporto con l’italiano standard, e sotto il profilo testuale e sintattico. Il volume si chiude con un’ampia e originale analisi della lingua dei quotidiani on line, condotta dall’autrice in collaborazione con Elena Catalfamo, Laura Nacci e Francesca Travisi.
Sergio Raffaelli
L’italiano nel cinema muto
Il cinema italiano, nel corso della sua storia centenaria, ha costituito un ricco vocabolario professionale e ha corredato le pellicole nazionali e importate d’innumerevoli frasi scritte e parlate. E’ un patrimonio verbale che la storiografia ha valorizzato soltanto in parte, iniziando dall’avvento del sonoro e ignorando perciò tutto il trentennio del periodo muto. Questo libro, che si propone di recuperare il grave ritardo, cura innanzitutto di tratteggiare la complessiva fisionomia linguistica delle didascalie originali e tradotte; inoltre sottopone a sistematica analisi le scritte di significative pellicole del tempo; illustra la competenza cinematografica di Guido Gozzano e di Giovanni Verga attraverso l’esame delle scelte terminologiche e delle sceneggiature; infine sperimenta metodi di ricerca in settori di studio promettenti ma poco frequentati, quali l’onomastica e la titolistica. In una sezione finale fornisce introvabili documenti dell’epoca, fra cui le didascalie di famose pellicole e un arguto componimento in terzine “dantesche”, del 1910, che può considerarsi il testo inaugurale della pubblicità cinematografica di nobile matrice letteraria.
Andrea De Benedetti
L’informazione liofilizzata. Uno studio sui titoli di giornale (1992-2003)
La lettura dei giornali comincia quasi sempre dai titoli. A volte, addirittura, i titoli sono l’unico contatto che abbiamo con i giornali, perché è proprio attraverso di essi che selezioniamo le notizie che ci interessano, e decidiamo se proseguire oltre. Insieme con gli altri elementi che compongono il cosiddetto paratesto, i titoli sono dunque la porzione di giornale più letta e di più immediata fruizione. Da questo discende la loro singolarità dal punto di vista linguistico: una singolarità innegabile e che riguarda tutti i livelli, dalla morfosintassi al lessico, passando per la loro peculiare natura testuale, che costituisce forse l’aspetto più rilevante e sorprendente di questa rassegna. L’approccio al tema si sviluppa secondo una doppia prospettiva, giornalistica e linguistica, che risulta vantaggiosa per illustrare certi fenomeni il cui interesse e la cui portata si spiegano soltanto alla luce delle relazioni reciproche tra le peculiarità linguistiche e stilistiche dei titoli e le caratteristiche specifiche del lavoro giornalistico: è il caso soprattutto delle limitazioni di spazio e di tempo che complicano il compito dei titolisti, e alla necessità di catturare l’attenzione del lettore con un linguaggio immediato e seduttivo.
Stefania Stefanelli
Va in scena l’italiano
La lingua del teatro tra Ottocento e Novecento
La lingua del teatro, posta per sua natura all’intersezione tra scrittura e oralità, ha dovuto in Italia confrontarsi continuamente sia con una tradizione letteraria alta, sia con l’esigenza di misurare la propria efficacia nel coinvolgimento di un pubblico presente e vivo. Una vicenda affascinante che viene analizzata in questo volume per “quadri” ordinati cronologicamente: dalla ricerca di un modello di lingua orale per la declamazione nei primi decenni dell’Ottocento, alla tormentata individuazione di un italiano unitario per la scena agli inizi del Novecento; dallo stravolgimento verbale operato nelle sintesi futuriste, alle scelte linguistiche e testuali degli autori teatrali degli ultimi anni. Una delle innovazioni epocali del secolo scorso è poi consistita nell’avvento dei mezzi di comunicazione di massa, che ha influenzato anche le modalità espressive del teatro: alcuni saggi del volume analizzano questo fenomeno, dall’italiano del radiodramma, alla lingua del teatro televisivo e della canzone.
Salibra Luciana
RISCRIVERE
Cinema e letteratura di consumo (Rohmer, Moravia, Olivieri, Tomasi di Lampedusa)
La specificità dei saggi contenuti nel volume (Le rayon vert, La ciociara, Il caso Kodra, Il Gattopardo) riguarda il testo che per mano d'altri diventa cosa diversa da ciò che era: nel primo caso film italiano sottotitolato e film italiano doppiato; nel secondo caso, da romanzo a film; in Il caso Kodra e Il Gattopardo riduzione che trasforma l'opera letteraria in letteratura di consumo. Tranne che nel primo film, la riscrittura appare rivolta a pubblici diversi: il film La ciociara del 1960 guarda agli esigenti spettatori del cinema di quegli anni, mentre quella del 1989 al più sonnolento pubblico televisivo che non disdegna le fiction a più puntate; Il caso Kodra e Il Gattopardo rientrano in un'operazione divulgativa e commerciale che presenta alle famiglie condensati di romanzi di successo, legati ovviamente più all'intrattenimento che alla fruizione dell'opera letteraria.
GLI ITALIANI DEL PICCOLO SCHERMO


In questo volume viene pubblicata una ricerca, unica nel suo genere, sull’utilizzo che viene fatto della lingua italiana in televisione.

L’idea di questa ricerca ha preso avvio dalla constatazione della mancanza di uno studio complessivo sulla lingua della televisione, che ne esaminasse la pluralità di generi.

Di fronte alla vastità di studi sociologici e semiotici sulla televisione, il panorama degli studi linguistici appare infatti assai carente e limitato a contributi parziali e per lo più riferiti a singoli generi.

Al contrario va sottolineata l’importanza della parola nel mezzo televisivo, importanza che troppo spesso si tende a trascurare di fronte al supposto predominio dell’immagine. Una parola che assume diverso valore e peso nelle diverse trasmissioni, o meglio nei differenti generi televisivi.

L’opera analizza quindi l’uso della lingua italiana nei vari generi: l’informazione, la divulgazione scientifico-culturale, l’intrattenimento, la fiction, lo sport e la TV per bambini e per ragazzi.

E’ evidente come l’italiano televisivo si differenzi in modo radicale al suo interno: non si può parlare di un unico italiano, ma di tanti diversi italiani del piccolo schermo.

Daniela Pietrini
PAROLA DI PAPERO
Storia e tecniche della lingua dei fumetti di Disney
Parola di papero è il primo studio monografico dedicato alle caratteristiche linguistiche del genere testuale fumetto. Il libro descrive, sulla base di un nutrito corpus di fumetti Disney made in Italy dagli anni Cinquanta ad oggi, le particolarità della componente verbale del fumetto evidenziando gli elementi costitutivi della sua testualità. L’autrice mette in relazione tale lingua con l’italiano contemporaneo nella sua evoluzione, proponendo la varietà di italiano costituita dal linguaggio del fumetto come una sorta di specchio delle modifiche e degli sviluppi dell’italiano informale degli ultimi cinquant’anni. L’opera è diretta tanto a ricercatori e studenti delle facoltà umanistiche, cui fornisce un’originale chiave di lettura dei processi di trasformazione dell’italiano contemporaneo, quanto agli appassionati di fumetto e a chi si occupa di comunicazione in prospettiva non linguistica, cui offre nuovi spunti per una lettura del fumetto umoristico incentrata sulla sua componente verbale


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