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Collana Quaderni della Rassegna (52 titoli)
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| Oreste Macrí |
| La teoria letteraria delle generazioni |
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Un volume di straordinaria originalità questo di Oreste Macrì, curato postumo da Anna Dolfi. Macrì propone lo schema/trascrizione visivamente funzionale della proposta generazionale cui l’autore ha dedicato i suoi studi relativi alla poesia italiana del Novecento. Macrì pone nomi ed opere in successione rigidamente cronologica.
Così si giunge alla definizione di cinque generazioni di poeti: con Saba, Rebora, Ungaretti e Campana a rappresentare la prima, Montale, Batocchi e Quasimodo la seconda, Penna, Pavese, Caproni, Sereni, Luzi e Sinisgalli la terza, Zanzotto, Pasolini, Giudici e Pagliarani la quarta, Roboni, Balestrino e Porta la quinta.
Un libro unico e insostituibile per gli studiosi di poesia italiana del Novecento. |
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| AA.VV. |
| Guittone d'Arezzo nel settimo centenario della morte |
| Atti del Convegno Internazionale di Arezzo (22-24 aprile 1994) |
L’opera raccoglie gli Atti del Convegno svoltosi ad Arezzo e a Poppi dal 22 al 24 aprile 1994 per celebrare il settimo centenario della morte di Guittone.
L’incontro di studio ha avuto un’ampia risonanza, non solo fra gli addetti ai lavori, ma anche fra gli appassionati cultori e intenditori di poesia e il volume che ne è nato è un’indagine profonda dei vari aspetti della cultura, dell’opera, della poesia e della tradizione guittoniana. |
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| AA.VV. |
| Studi di teoria e storia letteraria in onore di Pieter de Meijer |
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| Nei primi mesi del 1997, Pieter de Meijer lasciò l’Università di Amsterdam dopo essere stato uno dei maggiori italianisti dei Paesi Bassi, preside della Facoltà di lettere dell’Università, nonché Rettore Magnifico. A lui, gli studiosi di tutta Europa, offrirono questo volume che si apre con una poesia dedicata alla città di Rotterdam di Edoardo Sanguineti. L’opera è divisa in due ben distinte sezioni: la teoria della letteratura e la storia letteraria, le due grandi direttrici degli studi di Pieter de Meijer. Mentre la sezione della teoria della letteratura è fortemente pervasa dal sistema “racconto”, la sezione letteraria accoglie per lo più saggi danteschi e interventi sull’Otto/Novecento. Mario Petrucciana e Ulla Musarra indagano l’autore forse più amato e studiato da Pieter de Meijer: Italo Calvino. |
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| AA.VV. - Esaurito |
| Poliziano nel suo tempo |
| Atti del VI Convegno internazionale (Chianciano-Montepulciano, 18-21 luglio 1994) |
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| Ronald de Rooy |
Il narrativo nella poesia moderna. Proposte teoriche & esercizi di lettura |
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| Mentre nella poesia del secondo dopoguerra – e in particolare nella poesia postmoderna – si è potuto constatare un ritorno alla narratività, la riflessione novecentesca sulla poesia dell’epoca moderna tende invece a considerare poesia e narratività come due entità a volte addirittura inconciliabili. Questa globale concezione anti-narrativa si scontra però con l’effettiva eterogeneità e pluridiscorsività della poesia moderna. In fondo tutta la letteratura del primo Novecento è caratterizzata piuttosto dall’interferenza e dalla mescolanza, in maniere e proporzioni sempre diverse e inaspettate, di vari generi e modi discorsivi.
Quest’indagine focalizza sulla narratività nella poesia italiana dei primi decenni del Novecento ed esamina l’opera di tre fra i più significativi poeti dell’epoca: Pascoli, Ungaretti e Montale. |
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| AA.VV. |
Strategie di Montale Poeta tradotto e traduttore Con una appendice su Montale in Spagna |
Atti del seminario internazionale di Barcellona su “La costruzione del Testo in Italiano” (8-9 e 15-16 marzo 1996) |
| Il volume raccoglie gli atti del seminario barcellonese sulla Costruzione del testo in Italiano svoltosi nel marzo 1996. Il seminario ha voluto onorare la ricorrenza del centenario della nascita di Montale venuta a cadere proprio in quest’anno.
Niente infatti è più indicato della ragnatela montaliana – fitta di citazioni, di allusioni, di dialoghi sottaciuti nella tensione del dubbio e del dibattito – per esperimentare appieno la complessità del tessuto verbale elevata alla massima potenza.
I contributi raccolti nell’opera hanno dunque come minimo comun denominatore la lettura intensiva di singoli pezzi montaliani (dagli Ossi ai Diari), tesa a evidenziarne la stratificazione interna nel dialogo sotterraneo con altri poeti, nelle implicazioni di un discorso rivolto o dedicato all’interlocutore femminile, oppure dipanando la matassa di quel particolare intreccio testuale che è la traduzione. |
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| AA.VV. |
Fictio poetica Studi italiani e ispanici in onore di Georges Güntert |
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| Titolare della cattedra di italianistica e romanistica a Zurigo sino al 2000, Güntert è stato uno degli ultimi veri grandi romanisti con interessi e studi su tutte le lingue romanze.
La sua storia bibliografica prende avvio con una rassegna dantesca nei paesi di lingua tedesca pubblicata nel 1965 ma, in seguito ci sono stati Ariosto, Machado, Cervantes, Bassani, la poesia del Novecento.
Gli studi pubblicati in questo volume toccano i grandi temi cari a Güntert e gli autori da lui più amati; così Luciano Rossi affronta il personaggio di Bonagiunta nella Commedia e Maria Antonietta Terzoli la Gerusalemme liberata, mentre gli ispanisti il Lazarillo de Tormes e l’opera di Juan Valera. |
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| AA.VV. |
Gli Zibaldoni di Boccaccio Memoria, scrittura, riscrittura |
Atti del Seminario internazionale di Firenze-Certaldo (26-28 aprile 1996) |
| Un volume per un congresso di straordinaria importanza cui hanno partecipato tutti i maggiori studiosi di Giovanni Boccaccio.
Tre le sezioni d’indagine: il sistema del sapere e la biblioteca del Boccaccio; il sistema della scrittura; il sistema intertestuale e la strategia della riscrittura.
Boccaccio è passato sotto la lente d’ingrandimento soprattutto nella sezione “il sistema della scrittura”, dove i maggiori paleografi e codicologi presentano le proprie teorie scientifiche e novità. |
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| AA.VV. |
| Disarmonia bruttezza e bizzarria nel Rinascimento |
Atti del VII Convegno Internazionale (Chianciano-Pienza, 17-20 luglio 1995) |
| Il volume contiene gli Atti del VII Convegno Internazionale organizzato dall’Istituto Francesco Petrarca e svoltosi tra Chianciano e Pienza nel luglio 1995.
I lavori del Convegno hanno avuto come scopo quello di evidenziare come nel Rinascimento, accanto ai canoni di classicità, armonia, bellezza e misura, ci fossero anche aspetti opposti altrettanto importanti e significativi, come espressione di una ricerca del nuovo e di una crisi individuale di fronte alle nuove scoperte astronomiche e geografiche. Di qui l’inquietudine dell’uomo che si sente attratto con “paura e desiderio” verso il fascino misterioso della natura. |
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| Linda Pennings |
| I generi letterari nella critica italiana del primo Novecento |
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| Lo studio di Linda Pennings, unico nel suo “genere”, prende le mosse da Benedetto Croce e dal suo ampio saggio “La critica letteraria” del 1894 in cui si teorizza giusto appunto la negazione dei generi in letteratura.
I capitoli della studiosa olandesi indagano i pensatori neoidealisti come Calogero, Pirandello e Gentile; agli eredi della scuola storica, autori peraltro della letteratura vallardiana, è dedicato un importante saggio: per tutti Cian!
I crociati eterodossi sono rappresentati da Flora, Contini, Russo, Fubini e Walter Binni. Mentre ai militanti appartengono Titta Rosa, Falqui ed Eurialo De Michelis.
Chiudono il volume i filosofi antiidealisti come Pareyson , Banfi e Anceschi. |
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| AA.VV. |
| Tra libri e carte - Studi in onore di Luciana Mosiici |
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| Paleografia latina, diplomatica, archivistica, questi i temi percorsi dal ponderoso volume di studi dedicato a Luciana Mosiici da allievi, colleghi ed amici in occasione del suo congedo dall’insegnamento (1998).
Il condominio di varie discipline, dalla filologia classica all’archivistica, dall’epigrafia alla filologia umanistica, dalla storia della miniatura alla storia senza specificazioni, infine dalla paleografia alla diplomatica e alla codicologia, hanno trovato in Luciana Mosiici un “cantore unico” e su queste note si muove il complesso dell’intero volume. |
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| AA.VV. |
| Dante. Mito e poesia |
Atti del secondo Seminario dantesco internazionale (Monte Verità, Ascona, 23-27 giugno 1997) |
| Il volume raccoglie gli Atti del II Seminario dantesco internazionale tenutosi ad Ascona (Svizzera) nel giugno 1997. Il Seminario si inserisce nelle attività culturali promosse dall’IDS (International Dante Seminar), un’associazione fondata nel 1981 e presieduta dal Prof. Robert Hollander dell’Università di Princeton. Questa associazione, che accoglie studiosi di diversa provenienza geografica e appartenenza accademica, ha come suo scopo fondamentale quello di favorire il dibattito critico sull’opera del divino poeta.
L’opera presenta, non solo le diciassette relazioni ufficiali, ma anche la trascrizione delle animate discussioni che hanno accompagnato e arricchito le relazioni stesse. |
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| AA.VV. |
| Cultura e potere nel Rinascimento |
Atti del IX Convegno Internazionale (Chianciano-Pienza, 21-24 luglio 1997) |
| Il volume raccoglie gli Atti del IX Convegno Internazionale su “Cultura e potere nel Rinascimento” svoltosi a Chianciano e Pienza nel mese di luglio 1997.
Il Convegno ha voluto affrontare un tema di indubbia attualità e cioè il rapporto tra il potere e i vari settori del sapere e della creazione artistica (scienza, pensiero, arte, letteratura) e il rapporto della cultura con i vari esponenti del potere (re e principi, Chiesa, editoria ecc.) con un particolare rilievo anche al problema della censura.
Le relazioni presentate hanno posto una notevole attenzione da un lato al rapporto conflittuale degli esponenti della cultura col potere, talvolta persecutorio e condizionante e dall’altro ai vari modi della collaborazione mecenatesca. |
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| Maurizio Trifone - (Esaurit0) |
Lingua e società nella Roma rinascimentale Vol. I: Testi e scriventi |
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| Georges Güntert |
| Manzoni romanziere: dalla scrittura ideologica alla rappresentazione poetica |
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| Di quanto ho composto in prosa, ciò che gettai sulla carta la prima volta, non mi ha servito mai che di una traccia. Così dichiarava l’anziano Manzoni – interrogato sul tempo speso a comporre il suo romanzo – lamentando il carattere provvisorio e raramente soddisfacente delle prime stesure.
Le indagini qui raccolte, confermano quanto dichiarava lo scrittore: l’autore del Fermo e Lucia e dei Promessi Sposi aveva bisogno di una prima stesura per applicarvi la sua riflessione, che l’avrebbe poi condotto a scoprire nel testo abbozzato altri significativi aspetti, atti a stimolare l’immaginazione e a far maturare nuovi sviluppi, fino a giungere a quelle pagine di rara perfezione che sono le sue opere.
Questo libro si suddivide in tre parti: la prima e la seconda riguardano uno studio comparativo sull’elaborazione dell’Adelchi , il cui rifacimento coincise con la prima fase di concretizzazione del Fermo e Lucia, la terza una rilettura dei Promessi Sposi, con particolare attenzione e rilievo alla funzione sintetizzante delle descrizioni paesaggistiche che rivela un eccezionale spessore semantico. |
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| AA.VV. - (Esaurito) |
| Lettere e arti nel Rinascimento |
Atti del X Convegno Internazionale (Chianciano-Pienza, 20-23 luglio 1998) |
| Il convegno, e conseguentemente il volume che raccoglie gli atti dello stesso, si era prefissato di far luce su un problema poco evidenziato quale è quello del rapporto tra lettere e arti nel Rinascimento. I contributi si susseguono nel volume in base alla divisione in cinque sezioni: 1) riflessioni teoriche sulle arti; 2) classificazione delle arti; 3) influssi reciproci e reciproci riferimenti tra le arti figurative e le opere letterarie; 4) figure di letterati che hanno coltivato le arti e di artisti che non hanno trascurato le lettere; 5) musica e matematica nei loro rapporti con le lettere e le arti. |
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| AA.VV. |
| Les réalismes dans les années 1940 (Italie, France) |
| Journées d’études 4-5 juin 1999 – Université Paris 8 Vincennes – Saint Denis |
| Il volume comprende i contributi di vari studiosi italiani e francesi presentati durante due giornate di studio sui temi del realismo, del neorealismo, dell’impegno negli anni ’40 in Italia e in Francia. La riflessione conduce a ripensare il substrato teorico del concetto di realismo, troppo spesso impiegato in modo vago e impreciso. Il realismo ha un’altra realtà oltre a quella storica? In che modo la letteratura degli anni 1930-1940 in Francia e degli anni ’40 in Italia, pratica un realismo specifico permettendo, al di là dei particolari storici, di precisarne la definizione? Queste ed altre questioni vengono esaminate dai partecipanti al convegno. |
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| Ernesto G. Caserta |
| Trent’anni di critica italiana |
| Recensioni (1971-1995) |
| Il volume raccoglie una vasta varietà di recensioni di studi critici pubblicati quasi tutti negli Stati Uniti durante il trentennio 1971-1995, periodo questo, particolarmente fertile e critico per la formulazione di nuove tendenze e indirizzi della critica letteraria.
Nella raccolta trovano particolare spazio alcuni autori quali Croce, Leopardi, Manzoni, non mancano tuttavia altri scrittori famosi, come Pirandello,Verga e altri ancora. Le recensioni riguardano non solo le opere filosofiche e teoriche maggiori, ma persino certi scritti minori, brevi epistolari.
Ciò che veramente preme all’autore non è tanto la feroce lotta dei critici che si battono tra loro per una supremazia ideologica, né le polemiche e dispute politiche e settarie, quanto le letture critiche di ciascun autore, viste nella propria prospettiva critica e per il loro valore estetico e storico intrinseco. |
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| AA.VV. |
| Il sacro nel Rinascimento |
Atti del XII Convegno internazionale (Chianciano-Pienza, 17-20 luglio 2000) |
| Il presente volume contiene gli atti del XII Convegno internazionale dell’Istituto Petrarca, Il sacro nel Rinascimento, svoltosi a Chianciano e Pienza dal 17 al 20 luglio 2000. Questo argomento è stato scelto per evidenziare come nel Quattrocento e nel Cinquecento, solitamente identificati dall’antropocentrismo e da una “laicizzazione” di alcuni ideali, accanto alla giusta rivalutazione dell’individuo come essere razionale e artefice del proprio destino, coesistesse la consapevolezza dell’uomo come creatura di origine divina e, quindi, fossero pienamente avvertite la necessità e l’esigenza del “sacro”. |
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| AA.VV. |
| Dante da Firenze all’aldilà |
| Atti del terzo Seminario dantesco internazionale (Firenze, 9-11 giugno 2000) |
| Il volume raccoglie i contributi del terzo rendez-vous di dantisti – provenienti da ogni parte del mondo – svoltosi a Firenze nel 2000, nell’ambito del quale si è celebrata anche la ricorrenza del settimo centenario del sublime viaggio affabulato nella Commedia. Il titolo del volume indica un atto d’amore perenne della città toscana nei confronti del suo poeta. Firenze e l’Aldilà non costituiscono solo gli argomenti principali trattati nel corso del Seminario ma emblematizzano soprattutto il punto iniziale e quello finale di un itinerario storico, culturale e poetico. |
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| AA.VV. |
| Voci delle pianure |
Atti del Convegno di Salisburgo (23-25 marzo 2000) |
| Il volume presenta gli atti del Convegno tenutosi a Salisburgo dal 23 al 25 marzo 2000. Si tratta non solo dei contributi critici ma anche dei testi inediti dei narratori Daniele Benati, Ermanno Cavazzoni, Gianni Celati e Ugo Cornia.
Gli autori che sono stati invitati hanno voluto prendere le distanze dal titolo – Pianure / Ebenen – dato alle serie di manifestazioni che comprendeva, insieme ad una mostra di Luigi Ghirri nella Literaturhaus di Salisburgo, una rassegna di film nel cinema DAS KINO, una produzione del Teatro italiano dell’Università e un convegno internazionale organizzato all’Istituto di Romanistica. I testi critici si riferiscono alle opere di Quasimodo, Ceronetti, Pazzi, Calvino, Cavazzoni, Celati e Benati. |
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| AA.VV. |
Da Calvino agli ipertesti Prospettive della postmodernità nella letteratura italiana |
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| La stagione postmoderna in Italia, come si è più volte scritto, comincia con gli anni ’80. Non vi è testimone o artista più attento di Pier Vittorio Tondelli. Altro grande protagonista di quegli anni è Enrico Palandri che, non a caso, apre la serie dei saggi contenuti in questo volume. È lo studioso belga Bart Van den Bossche a piantare il paletto d’avvio della postmodernità, la linea di confine, con il suo saggio Calvino e la fiaba tra il moderno e il postmoderno.
A Calvino vengono dietro Celati, Magris, Camilleri, Pazzi, Tabucchi, Duranti, Erri De Luca, Rossana Campo, Paola Capriolo.
Di Søren Mathiassen è il saggio conclusivo del volume dal titolo: Dopo i cannibali. Tendenze nella giovane narrativa contemporanea: Stefano Massaron, Guido Conti e Paolo Nori. |
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| AA.VV. |
| Corti rinascimentali a confronto. Letteratura, musica, istituzioni |
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| A partire dal 1995 le università di Ferrara e di Dresda hanno avviato una attività congiunta di ricerche sul sistema delle Corti e sui rispettivi Rinascimenti. Una prima fase di queste esperienze si è conclusa con un colloquio italo-tedesco sull’argomento, svoltosi nella suggestiva cornice di Villa Vigoni presso il lago di Como il 27 e il 29 novembre 1998 e finanziato dall’Università di Ferrara e dalla Deutsche Forschungsgemeninschaft.
Il volume raccoglie oggi le relazioni presentate e discusse in quella sede con qualche integrazione e con gli aggiornamenti del caso. |
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| AA.VV. |
| La campagna in città. Letteratura e ideologia nel Rinascimento |
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| Attraverso gli scritti dei maggiori studiosi del Rinascimento un percorso letterario della vita nel XVI secolo tra la campagna e la città.
Bembo, Monsignor Della Casa, Ariosto, gli autori che conducono gli studiosi nel reticolo di rapporti tra le corti e il contado, tra le città/stato e le campagne.
Questo volume è stato dedicato al maggior studioso del Rinascimento italiano in Francia : Michel Plaisance |
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| AA.VV. |
| Musaico per Antonio |
| Miscellanea in onore di Antonio Stäuble |
| L’opera critica di Antonio Stäuble, spazia dal Trecento al Novecento italiano: da Dante a Boccaccio, a Castiglione, ai contemporanei; dalla tradizione classica nella poesia e nella prosa del XIV secolo alle opere degli scrittori della Svizzera italiana del Novecento; dalla prosa di viaggio del Settecento alla poesia dannunziana e gozzaniana… Questo Musaico intende rispecchiare, nella varietà della trentina delle sue tessere, la varietà degli interessi letterari di Antonio Stäuble. I suoi allievi, i suoi amici, i suoi colleghi, hanno voluto illustrare, ognuno a modo suo, un aspetto di un’opera critica in cui hanno trovato ispirazione e stimolo. |
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| AA.VV. |
| Millenarismo ed età dell’oro nel Rinascimento |
Atti del XIII Convegno internazionale (Chianciano-Montepulciano-Pienza 16-19 luglio 2001) |
| Il volume contiene gli atti del XIII Convegno Internazionale dell’Istituto Petrarca su Millenarismo ed età dell’oro nel Rinascimento svoltosi dal 16 al 19 luglio 2001.
Gli interventi dei vari relatori si sono susseguiti secondo le varie sezioni proposte e cioè: Teologia e filosofia – Arte – Letteratura – Viaggi – Vita sociale.
Il tema del Convegno è stato scelto in quanto siamo all’inizio di un nuovo millennio e il Millenarismo trae le sue origini già nei primi secoli del cristianesimo, specialmente nell’ambito del messianismo giudaico, come credenza nel Millennio, cioè nel regno glorioso temporale di Cristo destinato a durare mille anni. Inoltre con tale termine si ipotizzava anche la discesa dal cielo della nuova Gerusalemme e si identificava la profezia della nuova venuta di Cristo secondo quanto asserito dall’Apocalisse.
Collegata a questa visione di un nuovo mondo di giustizia e pace è anche il mito dell’età dell’oro che dai testi più antichi della tradizione classica trova ripresa e vigore soprattutto nel Quattrocento e nel Cinquecento come ansia di un mondo in cui l’uomo, dimentico della superbia che è fonte di ogni male, possa tornare a una vita felice, quasi edenica. |
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| AA.VV. |
| Storiografia repubblicana fiorentina (1494-1570) |
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| Gli studiosi dell’Università di Losanna e della Scuola Superiore di Lione raccolgono in questo volume gli studi sulla storiografia fiorentina in un particolare periodo della storia della città, dell’Italia, e dell’Europa.
Il personaggio di spicco indagato in numerosi studi è Francesco Guicciardini al quale è dedicata un’intera sezione del volume. Le problematiche storiografiche sono studiate attraverso gli storiografi Benedetto Varchi, Bartolomeo Cerretani e Niccolò Machiavelli.
Di grande interesse e assoluta novità è la storiografia minore del Cinquecento rappresentata da Iacopo Nardi, Jacopo Pitti, Biagio Buonaccorsi, Bernardo Segni e Francesco Vettori. |
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| AA.VV. |
| «…mia donna venne a me di Val di Pado.» |
| Atti del Simposio su Dante (Fidenza 31 maggio 2002) |
| Il volume raccoglie gli atti del Simposio su Dante svoltosi a Fidenza nel Maggio 2002.
Di Dante Alighieri, il maggiore poeta italiano e uno dei più grandi al mondo, si sa quasi tutto, eppure vi è una specificità che parrebbe legare l’antico Borgo San Donnino al Sommo Poeta. Il Simposio nacque dalla volontà di contestualizzare la Divina Commedia nel territorio fidentino partendo dagli studi del fidentino prof. Mario Pietralunga, docente dell’Università di Sacramento in California. Gli studi di Pietralunga, sui quali si è anche impegnato lo studioso di storia locale don Amos Aimi, hanno messo in risalto il fatto che un trascrittore del testo dantesco fu fidentino. Il codice proiettato nel corso del Simposio, proveniente dalla Biblioteca Nazionale di Napoli, recava infatti la dicitura Borgo San Donnino. Ciò avvalorerebbe l’ipotesi che Dante nelle sue peregrinazioni passò proprio da Fidenza. |
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| AA.VV. |
| Il tema dell’onore nel teatro barocco in Europa |
| Atti del convegno internazionale (Losanna, 14-16 novembre 2002) |
| Nell’anno 2002 la Sezione di italiano dell’università di Losanna e il Centro Studi sul teatro medioevale e rinascimentale di Roma hanno organizzato due convegni, uno a Roma e un altro a Losanna, sul tema dell’onore nel teatro del Cinquecento in Europa.
Questo volume pubblica le relazioni presentate al convegno “Tragedie dell’onore nell’Europa barocca”, svoltosi all’università di Losanna dal 14 al 16 novembre 2002.
Le comunicazioni qui presentate mettono l’accento essenzialmente sulla letteratura drammatica.
Vi sono due primi interventi di carattere introduttivo e interdisciplinare: uno sulle compagnie itineranti nell’Impero e un altro sul siglo de oro e sul teatro elisabettiano. Seguono poi cinque contributi riguardanti la letteratura spagnola con una precisa attenzione al contesto sociale, politico nonché ai rapporti intertestuali con altri autori.
Nella sezione dedicata alla letteratura francese ha una posizione dominante la figura di Pierre Corneille con interventi sul Cid e sulla famosa querelle ma anche su sue opere meno note; mentre è in ambito italiano che si evidenzia la necessità di mettere in discussione una troppo rigida separazione dei generi teatrali. |
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| AA.VV. |
| L’Europa del libro nell’età dell’Umanesimo |
| Atti del XIV Convegno Internazionale (Chianciano, Firenze, Pienza 16-19 luglio 2002) |
| Il volume contiene gli atti del XIV Convegno Internazionale dell’Istituto Petrarca su l’Europa del libro nell’età dell’Umanesimo svoltosi a Chianciano, Firenze e Pienza dal 16 al 19 luglio 2002. Sono stati analizzati la storia del libro dal manoscritto alla stampa, la diffusione con la stampa di alcuni generi letterari, i problemi tecnici creati dalla tipografia, l’incidenza della censura e l’approdo al libro illustrato dato dalla scoperta del Nuovo Mondo. Con la tipografia che si diffonde soprattutto dal 1453 al 1560, si assiste ad un processo di dislocazione della produzione al di fuori dell’ambiente dove il testo è elaborato, inoltre l’evidente ricerca del profitto è imposta dalla produzione tipografica. Ciò che emerge chiaramente dal Convegno poi è che nell’età del manoscritto l’opera, in quanto pensata e riprodotta in un ambiente religioso o universitario, era destinata ed un’èlite culturalmente qualificata, mentre con la tipografia ovviamente si verificò un allargamento di fruizione dell’opera che consentì un’acculturazione di fasce più vaste di popolazione. |
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| AA.VV. |
| Sguardo sulla lingua e la letteratura italiana all’inizio del terzo millennio |
| Atti del Convegno Internazionale (Bruxelles 15-16 marzo 2002) |
| Il volume raccoglie gli atti del Convegno organizzato congiuntamente dall’Université Libre de Bruxelles e dall’Istituto Italiano di Cultura, e vuole essere una riflessione sulla situazione attuale e sulle possibilità di sviluppo della lingua, della letteratura e della cultura italiane in un momento fondamentale per la storia dell’Europa. In questo momento storico, infatti, l’Europa sta vivendo una difficile sfida: quella di coniugare il diventare una realtà politica, economica e sociale unitaria, con la salvaguardia e la valorizzazione della molteplicità delle sue tradizioni culturali e linguistiche, che, costituiscono, nella loro diversità, la sua grande ed inconfondibile ricchezza. E’ in questo preciso contesto che si deve collocare il discorso della difesa, della promozione e della valorizzazione della nostra lingua e della nostra cultura.
La lingua italiana, secondo una recente ricerca condotta da Tullio De Mauro, può, oggi, contare su un bacino d’utenza di circa 120 milioni di parlanti, in Italia e all’estero, dove continua ad essere la madre lingua di oltre cinquanta milioni di emigranti italiani nel mondo. Intento del libro quello di fare il punto su un’ipotesi di strategia per la difesa, la promozione e la valorizzazione della nostra lingua in un contesto sempre più globale e globalizzato, in cui l’inglese si sta affermando come lingua della comunicazione internazionale. |
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| AA.VV. |
| Le culture di Dante |
Studi in onore di Robert Hollander Atti del IV Seminario dantesco internazionale - University of Notre Dame (Ind.), USA (25-27 settembre 2003) |
| Il volume raccoglie gli atti del quarto Seminario dantesco internazionale University of Notre Dame, svoltosi presso l’Università di Notre Dame, negli Stati Uniti, dal 25 al 27 settembre 2003. Il volume è dedicato al celebre dantista Robert Hollander.
I lavori danteschi di Hollander, come si spiega nella prefazione, nascono sempre come tentativi di gettar luce sul genio dantesco. Ma c’è anche il desiderio di capire Dante Alighieri come uomo privato, come poeta, come scrittore, come politico e come cristiano. Hollander nel percorso dei propri studi non cessa mai di rimanere incuriosito, meravigliato di fronte all’intelligenza del suo autore.
Il seminario statunitense vuole prendere spunto proprio dagli studi di Robert Hollander, traduttore peraltro della Commedia dantesca in inglese per indagare quelle che furono le passioni e il mondo culturale in cui l’Alighieri visse, con un’attenzione tutta particolare per la poesia, la filosofia e, ovviamente, la politica.
Questo congresso segue in ordine di tempo, con cadenza biennale, quelli di Reading, Ascona e Firenze e fissa con puntualità la situazione degli studi danteschi nel mondo. |
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| AA.VV. |
| Guerra e Pace nel pensiero del Rinascimento |
Atti del XV Convegno Internazionale dell’Istituto Petrarca (Chianciano-Pienza 14-17 luglio 2003) |
| Il volume contiene gli Atti del XV Convegno Internazionale dell’Istituto Petrarca, dall’attualissimo titolo Guerra e Pace nel pensiero del Rinascimento, svoltosi dal 14 al 17 luglio 2003 tra Chianciano e Pienza. Innanzitutto è stato rilevato come il tema della guerra e della pace, sempre presente nella storia dell’umanità, abbia rivestito un ruolo preminente nei secoli XV e XVI. È infatti noto come tale epoca fosse travagliata da guerre di conquista, di predominio e di religione, che misero a ferro e fuoco tutta l’Europa. Pertanto, accanto alla trattazione letteraria dell’argomento, si trovano nel volume analisi dai risvolti filosofici, politici e storici che tali eventi hanno avuto nel pensiero degli autori presi in considerazione. E poiché il tema di questo convegno è stato preso proprio in considerazione del momento che stiamo vivendo, nella convinzione che il passato possa offrire un valido spunto di riflessione anche per l’oggi, si è voluto anche considerare l’apporto che il pensiero umanistico e rinascimentale ha dato al pensiero moderno. |
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| AA.VV. |
| Francesco Petrarca – L’opera latina: tradizione e fortuna |
Atti del XVI Convegno internazionale (Chianciano-Pienza 19-22 luglio 2004) |
| Il volume contiene gli Atti del XVI Convegno Internazionale su Francesco Petrarca – L’opera latina: tradizione e fortuna svoltosi a Chianciano e Pienza nel luglio 2004.
Il Convegno ha focalizzato l’analisi sull’opera latina dell’autore perché è quella meno studiata e anche quella dalla quale meglio traspare la personalità completa del poeta. Infatti, proprio grazie alla profonda conoscenza del mondo latino, pagano e cristiano, nacque nel Petrarca il desiderio di una ricostruzione filologica dei testi per addentrarsi il più possibile nello spirito degli autori da lui considerati padri e maestri di vita. Il Petrarca sottolineò il valore dei grandi pensatori latini come preparatori del pensiero cristiano, facendosi assertore del recupero della humanitas e divenendo l’iniziatore della ripresa degli studia humanitatis e quindi dell’Umanesimo. |
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| AA.VV. |
Frammenti d’Italia Le forme narrative della non-fiction 1990-2005 |
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| Perché un romanziere si dedica alla cronaca e perché si avverte la necessità di raccontare il Paese? Questo l’interrogativo che percorre il volume. Un tempo esisteva una demarcazione netta tra la prosa giornalistica e la narrativa. Sono Tondelli, Veronesi e Baricco, romanzieri affermatisi negli ultimi vent’anni in virtù di uno spiccato talento affabulatorio, gli apripista di un genere spurio oscillante tra fiction e non-fiction, coltivato con eccellenti risultati da Antonio Franchini, Edoardo Albinati, Gianfranco Bettin, Massimo Parlotto, tra i tanti.
Questo il tema e questi citati gli autori su cui si dipana la serie di studi di docenti di diverse università italiane ed europee, collezionati da Martine Bovo e Stefania Ricciardi italianiste a Bordeaux, in Francia. |
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| AA.VV. |
| PIO II UMANISTA EUROPEO |
| Atti del XVII Convegno Internazionale dell'Istituto Petrarca (Chianciano-Pienza 18/21 luglio 2005) |
L'Istituto di Studi Umanistici Francesco Petrarca che già nel 1989 aveva organizzato il I convegno internazionale su Pio II e la cultura del suo tempo, su richiesta del Comune di Pienza e della diocesi di Montepulciano, Chiusi e Pienza, ha organizzato il suo XVII convegno sulla figura di Pio II umanista europeo anche in concomitanza della ricorrenza del VI centenario della nascita di Enea Silvio Piccolomini.
Le relazioni si sono svolte all'interno di sei sezioni: l'uomo e l'opera, Pio II e Pienza, l'opera storica e geografica, il carteggio, il poeta, Pio II e l'Europa. Si è, in tutte, messo in evidenza la grande personalità di questo personaggio che dai suoi contemporanei fu definito "Apostolo dell'Umanesimo in Germania", tanto grande fu il suo amore per le lettere che mantenne intatto anche dopo l'elezione a Papa nel dicembre del 1456 con piena rispondenza fra i libri e la vita, con una duttilità e versatilità d'ingegno che si rivelano sia null'uomo pratico che nello scrittore. |
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| LA TRADUZIONE DELLA LETTERATURA ITALIANA IN SPAGNA (1300-1939) |
| Traduzione e tradizione del testo. Dalla filologia all'informatica. Atti del I Convegno Internazionale (Barcellona 13-16 aprile 2005) |
Il volume raccoglie gli atti del Primo Convegno Internazionale organizzato dall’Università di Barcellona nell’aprile 2005.
Oltre trenta studiosi, provenienti da aree diverse ma imparentate quali la romanistica, l’ispanistica, la catalanistica, la lessicografia, la teoria della letteratura, la storia del libro, si sono confrontati sulla storia della traduzione della letteratura italiana in Spagna.
I contatti letterari fra i due paesi sono, senza dubbio, un passaggio obbligato per accedere all’umanesimo iberico e alla letteratura del Secolo d’Oro. Ne consegue che i più significativi studi sulle traduzioni spagnole della letteratura italiana abbiano privilegiato il tardo Medioevo, il Rinascimento e il Barocco. Col passare del tempo, però, gli interessi si sono diversificati allargandosi ad altri secoli.
Il volume permette di gettare uno sguardo vasto e vario sull’argomento, sia per l’ampiezza dell’arco cronologico abbracciato (circa sette secoli), sia per la ricchezza dei punti di vista adoperati, che vanno da quello storico-culturale in prospettiva teorico-letteraria e ideologica, alla filologia applicata a questioni attinenti alla tradizione del testo, al confronto capillare fra l’originale e la copia, all’indagine su problemi di autoria, alla storia del libro e al rapporto fra informatica e traduzione. Approcci diversi ma intrecciati in un circolo indisgiungibile che ha permesso scoperte di grande interesse.
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| AA.VV. |
| IDENTITA' E DIVERSITA' NELLA LINGUA E NELLA LETTERATURA ITALIANA |
| Atti del XVIII congresso dell'A.I.S.L.L.I. - Lovanio, Louvain La Neuve, Anversa, Bruxelles 16/19 luglio 2003 |
L’opera presenta gli atti del XVIII congresso internazionale dell’Associazione Internazionale per gli Studi di Lingua e Letteratura Italiana (A.I.S.L.L.I.), cui hanno partecipato attivamente i maggiori italianisti mondiali.
Un congresso particolarmente significativo: per l’Associazione, poiché si è svolto nel cinquantesimo anniversario della sua fondazione e per l’Italianistica mondiale poiché ha costituito il primo grande incontro del nuovo secolo nel cuore dell’Unione Europea.
Il tema del congresso “Identità e diversità nella lingua e nella letteratura italiana” si propone di richiamare il valore umano e sovranazionale della lingua italiana e della sua espressione letteraria e culturale che, secondo le parole di Vittore Branca, fondatore dell’A.I.S.L.L.I., costituiscono “la testimonianza spirituale – da Dante a Pirandello – di una letteratura non d’impostazione nazionale, ma tutta e soprattutto dell’Uomo e per l’Uomo…” che si pone a disposizione “ …dell’umanità e della sua civiltà umanistica […] rinnovata proprio in Italia, in senso universale, mezzo millennio fa con l’Umanesimo e il Rinascimento”.
In questa ampia prospettiva il programma di interventi, qui pubblicati, è particolarmente vasto e articolato.
I tre volumi, che propongono le diverse sessioni plenarie e tematiche del congresso, presentano i risultati di ricerche scientifiche, specialistiche e interdisciplinari, concernenti i campi di linguistica, della didattica dell’italiano come lingua seconda e dunque straniera, della letteratura italiana e comparata, della semiotica, della storia e della letteratura dell’emigrazione, delle problematiche connesse alla traduzione, ma anche alcune riflessioni sulle potenzialità e sulle prospettive di sviluppo e di valorizzazione della nostra lingua, della nostra letteratura e della nostra cultura.
Alcuni interventi propongono altresì alcune riflessioni sullo status quo della lingua italiana e delle sue espressioni letterarie e culturali, unitamente ad un’analisi critica del loro insegnamento, della loro diffusione e promozione nel mondo.
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| SINERGIE NARRATIVE |
| Cinema e letteratura nell'Italia contemporanea |
Questo volume nasce da un convegno internazionale, tenutosi a Oxford nel gennaio 2006, dal titolo Narrative Synergies: Cinema and Literature in Contemporary Italy.
In quell’occasione più di cento esperti di cinema e letteratura italiana, provenienti da sette paesi differenti, hanno discusso i più recenti sviluppi del rapporto tra cinema e letteratura. L’obiettivo degli organizzatori, e ora curatori di questo testo, è stato spingersi al di là del tradizionale studio dell’adattamento cinematografico di testi letterari. E’ stata dedicata, infatti, particolare attenzione al fenomeno opposto, in cui il linguaggio letterario si lascia influenzare dai ritmi e dalle peculiarità della narrazione filmica. Allo stesso tempo si è cercato di considerare sia l’impatto della rivoluzione digitale sui processi creativi letterari e cinematografici, sia le possibili sinergie tra queste due arti del narrare. Nel suo complesso, questa raccolta di saggi offre un’articolata panoramica dei rapporti tra cinema e letteratura nell’Italia contemporanea.
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| AA.VV. |
| IL CONCETTO DI LIBERTA' NEL RINASCIMENTO |
| Atti del XVIII Convegno Internazionale (Chianciano - Pienza 17 - 20 luglio 2006) |
Sono raccolti in questo volume gli atti del convegno tenutosi tra Chianciano e Pienza nel luglio 2006 sul concetto di libertà nel Rinascimento.
Le relazioni si sono svolte all’interno di quattro sezioni: la libertà nella concezione filosofica, la libertà politica, la libertà religiosa, la libertà letteraria e artistica.
Il convegno ha cercato di mettere a fuoco il concetto di libertà, non sempre chiaro nel suo valore intrinseco, specialmente al giorno d’oggi, partendo dalla sua etimologia quale venne esplicata da diversi filologi del Quattrocento per poi analizzarla nelle sue varie manifestazioni e accezioni, insistendo sul presupposto inscindibile di libertà e dignità dell’uomo.
Largo spazio è stato dato al concetto di libertà creativa a livello artistico, alla libertà di pensiero analizzata, in un’epoca, come quella della Controriforma e delle conquiste del Nuovo Mondo, in cui spesso si è infranta la libertà dei popoli conquistati da parte dei conquistatori.
Un’attenzione particolare e innovativa è riservata alla situazione dell’Est europeo, grazie all’apporto dei contributi di alcuni studiosi polacchi, ungheresi, cechi e slovacchi.
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| totale: 52 titoli |
Collana strumenti di letteratura italiana (30 titoli)
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| Andrea Afribo |
| Teoria e prassi della “gravitas” nel Cinquecento |
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| Il merito e la novità di questo intenso libro di Andrea Afribo sono senz’altro la connessione e l’intersezione strette che vi sono poste e dimostrate fra alcuni aspetti cruciali dello stile poetico del Cinquecento e altrettanti della riflessione teorica contemporanea. Al centro dello studio che si pregia di una dovizia di documenti e argomenti e di un’analisi finora non sperimentate, vi è l’opposizione “bembiana” di “gravità” e “piacevolezza” sia nei teorici maggiori (Tasso, Speroni) sia nei minori, ragionata in modo netto o sfumato, riflettendosi dialetticamente nella prassi stilistica dei lirici del tempo, dal grande Della Casa a tanti altri. Figura dominante il libro, è, a buon diritto, il Tasso; ai più alti livelli poeta, teorico e acutissimo auto-analista. |
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| Monica Jansen |
| Il dibattito sul postmoderno in Italia. In bilico tra dialettica e ambiguità |
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| Questo libro della studiosa olandese di Utrecht, Monica Jansen, contiene una straordinaria, minuziosa ed equilibrata ricostruzione del dibattito che si è svolto in Italia, a partire dal 1979, tra filosofi, studiosi d’arte e d’architettura, critici e teorici della cultura e della letteratura, riguardo alla condizione postmoderna che si è espressa come crisi e trasformazione dei paradigmi di pensiero e come cambiamento profondo dei prodotti culturali e dell’immaginario. La documentazione dell’autrice è dettagliatissima. Sono stati consultati tutti i documenti rilevanti del dibattito. Il risultato è la prima cronaca completa di un tormentoso dibattito che, in concomitanza con quanto è avvenuto in altri paesi, ha radicalmente modificato il clima culturale dell’Italia. Inoltre lo studio della Jansen contiene anche, in una seconda parte, una serie di letture critiche di testi letterari di alcuni testi dell’ultimo Calvino, fra cui Palomar, un confronto fra Le mosche del capitale di Volponi e Castelli di rabbia di Baricco e un valido esame critico sui temi e i procedimenti narrativi di Tabucchi. |
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| Luca Marcozzi |
La Biblioteca di Febo Mitologia e allegoria in Petrarca |
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| Il volume indaga uno degli aspetti meno studiati della poesia di Francesco Petrarca: i contatti con l’allegoria e la mitologia. I capitoli sulla poesia allegorica e la poesia teologica rappresentano due importanti novità nell’ambito degli studi petrarcheschi.
Il volume è corredato da un imponente apparato di indici: dei nomi, dei luoghi petrarcheschi (solo per questo indice varrebbe l’acquisto), di luoghi mitologici, delle opere citate e dei manoscritti. |
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| Costantino Maeder |
«Il real fu dolore e l’ideal sogno» Arrigo Boito e i limiti dell’arte |
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| Arrigo Boito è uno degli artisti e divulgatori culturali più importanti dell’Italia a cavallo tra Otto e Novecento. La sua opera primaria è ristretta, ma quasi tutto quello che pubblica a suo nome provoca scandali, crea attese, si orienta al futuro. Se s’include anche la sua opera secondaria, fatta di traduzioni, adattamenti, testi pubblicati senza indicazione d’autore, con pseudonimo e col nome di un collaboratore, la produzione giornalistica, allora si constata subito che Boito non era dispersivo e indolente come sembrerebbe da alcuni luoghi comuni della critica.
Questo lavoro non vuole tracciare un quadro generale dell’opera di Boito, bensì presentare alcune sfaccettature di questo scrittore, così poliedrico e sorprendente, attraverso l’analisi di alcuni testi e mettere in evidenza le grandi linee della sua poetica. |
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| Anthony Julian Tamburri |
Una semiotica della ri-lettura Guido Gozzano, Aldo Palazzeschi, Italo Calvino |
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| Il volume esamina alcune opere di tre scrittori italiani del Novecento – Guido Gozzano, Aldo Palazzeschi e Italo Calvino – dimostrando come ciascun autore, a un dato momento della sua carriera, ha informato i suoi testi di certe idee, concetti, codici, e referenti che non sembravano alludere a nessuno sfondo intertestuale – i.e., mancava un repertorio di funzioni-segno imbevuto nella tradizione – per una decodificazione testuale ben riuscita da parte di un qualsiasi lettore.
Questo studio mette in rilievo l’utilità di leggere talvolta anche in modo retrospettivo. Così, il lettore – chi prende in mano un testo di un certo determinato autore – può capirlo meglio dopo averne letto uno composto in un momento successivo. Questo saggio illustrerà quindi sia il valore che il bisogno interpretativo di tale processo di lettura. |
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| Mauro Canova |
«E ‘l riso e ‘l pianto et la paura et l’ira» L’opera di Angelo Beolco tra poetica e psicoanalisi |
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| La struttura del libro consta di tre parti distinte: la prima presenta un’analisi delle strutture psicoanalitiche delle commedie del Ruzante; la seconda si compone di una proposta teorica mirante ad integrare il metodo psicocritico proposto da Charles Mauron e di un capitolo, il quinto, in cui si affronta direttamente la personalità dell’Autore; alla terza parte è riservata una lettura che mette a confronto la personalità dell’Autore con la cultura del tempo operando raffronti con autori coevi. |
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| Ronald de Rooy |
«Il poeta che parla ai poeti» Elementi danteschi nella poesia italiana edanglosassone del secondo Novecento |
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| Enorme e svariata è l’influenza che la persona e l’opera di Dante Alighieri hanno esercitato sulla cultura, sulla lingua e sulla letteratura del Novecento. Dante è indubbiamente uno dei pochi scrittori (come Omero, Shakespeare e Goethe) ad aver influenzato fortemente la scrittura e il pensiero del Novecento. E Dante continua a sorprendere, continua ad apparire e a farsi citare nella prosa letteraria, nella poesia, ma anche in circostanze e contesti a prima vista molto lontani dal mondo del grande fiorentino.
In questo volume l’autore si propone di fare un’esplorazione del variegato panorama delle presenze e tracce dantesche nella poesia italiana e anglosassone della seconda metà del Novecento, soffermandosi in particolare su alcune delle voci poetiche più significative di questi due universi culturali e letterari e cercando di incorporare nella ricerca l’interazione tra la ricezione di Dante nella cultura italiana e in quella anglosassone. Più in particolare segue le variegate presenze e tracce di Dante nell’opera di quattro grandi poeti italiani, Giorgio Caproni, Edoardo Sanguineti, Mario Luzi e Giovanni Giudici, nell’opera del poeta irlandese Seamus Heaney, in quella del poeta caribico Derek Walcott, e nelle traduzioni da parte di poeti americani come Richard Wilbur e Robert Pinsky. |
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| Yvonne Hauser-Rüegger |
| Corpi nudi e pellicce: la ricerca poetica di Pavese nella trilogia La bella estate |
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| Cesare Pavese è forse, fra gli scrittori della nostra storia recente, il più dimenticato. In effetti l’attualità o l’inattualità dell’opera dello scrittore piemontese è argomento di discussione ricorrente presso la critica recente, anche se in Italia, fatto salvo il vitale dibattito nato intorno “al caso Pavese” a seguito della pubblicazione di un taccuino inedito degli anni ’42 e ’43 da parte de “La Stampa”, l’interesse degli studiosi non ha avuto altre occasioni di riaccendersi e l’opera del grande scrittore è caduta in una sorta di oblio.
Cosa questa che non è avvenuta e non avviene all’estero dove c’è una presenza costante di articoli sull’opera pavesiana e dove l’interesse degli studiosi è esclusivamente rivolto ai testi e agli aspetti linguistici, strutturali e antropologici.
Tuttavia sembra essersi acuita la necessità di rileggere e di riesaminare l’opera di Pavese al di là del “mito” e con nuove aperture. Questo lavoro vuole assecondare questa esigenza, proponendo una lettura di tre romanzi, riuniti dall’autore sotto il titolo La bella estate, piuttosto trascurati dalla critica. E’ questo un approccio sostanzialmente semiotico che ha l’obiettivo di descrivere la poetica pavesiana partendo dai singoli testi. L’interpretazione dell’opera è basata su un’analisi dettagliata della protagonista e della sua trasformazione che si traduce nel rapporto della ragazza con il tempo, lo spazio e con gli altri personaggi. |
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| Nicoletta Mainardi |
Lorenzo Viani Studi per un ritratto |
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| E’ un consumato luogo comune quello che afferma la poca compatibilità tra arte pittorica e produzione letteraria; basterebbe soffermarsi a riflettere, come ha fatto Nicoletta Mainardi, sulla figura dell’artista viareggino Lorenzo Viani per rendersi conto di come certi artisti abbiano con la prosa e la poesia un rapporto analogo a quello intrattenuto con la figuratività.
Nella ricerca compiuta in questo volume, che raccoglie una serie di saggi ispirati dal vasto panorama dell’opera letteraria e figurativa di Viani, emerge un autore intensamente rivolto a quel cosmo di poveri e derelitti che fanno parte della sua visione esistenziale: pescatori, vedove e anarchici che riassuntivamente Viani chiama “vageri”, recuperando in italiano un termine del dialetto viareggino; e poco conta quale sia il mezzo espressivo: pittura o prosa, ciò che emerge con lucida chiarezza sono i fatti crudi della vita, inevitabilmente segnati dai tratti dell’angoscia.
Viani vede, osserva e soprattutto sente tramite la pittura come tramite la prosa e si esprime attraverso tematiche esplicite o evocative. |
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| Gian Paolo Giudicetti |
La narrativa di Giuseppe Antonio Borgese Una risposta alla crisi letteraria e di valori del primo ‘900 |
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| La testimonianza della crisi non è l’unica strada percorsa dalla letteratura del ’900.
Borgese ammoniva a non confondere la letteratura con la storia della letteratura, l’interesse di uno scrittore con il suo ruolo innovativo.
Borgese ha rifiutato la crisi di valori e letteraria di inizio ’900.
I protagonisti di Borgese sono immersi in una crisi personale profonda: Filippo Rubè è allo sbando, egocentrico e incapace di provare sentimenti; Eliseo Gaddi, ne I vivi e i morti, si ritira dal mondo a soli quarant’anni; l’io di Tempesta nel nulla si lascia ingannare dall’illusione di una rivelazione metafisica troppo confortevole.
Ma la narrativa di Borgese offre una replica alla crisi. A volte la crisi del protagonista è controbilanciata dall’esito salvifico del suo percorso, da consigli di altri personaggi, dal tessuto simbolico, da valori estetici che si attuano nelle modalità della narrazione e della costruzione complessiva dell’opera. |
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| Mauro Canova |
Ultimi fantasmi e nuove cosmologie Letture e proposte per Sereni, Zanzotto e Caproni |
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| Questo saggio propone due linee di lettura: la prima è centrata sull’analisi del Conte di Kevenhüller di Giorgio Caproni, alla scoperta degli elementi che collocano tale opera all’interno della tradizione didattico-allegorica e materialistica della lirica italiana; la seconda è introdotta da un saggio che, prendendo le mosse dal Sofista di Platone, tenta di delineare, da un punto di vista filosofico, la situazione della poesia contemporanea nel suo dialogo ininterrotto con il fantasma. Attraverso la lettura di alcune poesie di Sereni (Stella Variabile), Zanzotto (Idioma) e Caproni (Il Conte di Kevenhüller), si definisce il punto d’arrivo, l’hic et nunc maturato nella riflessione poetica di tre fra i nostri maggiori autori del secondo Novecento. |
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| Sarah Bernasconi |
Tra cielo e terra La metamorfosi del sacro nella poesia e nel teatro di Mario Luzi |
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| Al centro della ricerca condotta da Mario Luzi in oltre settant’anni di poesia e di teatro c’è l’essere umano. La quiete luziana non rimane tuttavia costante nel tempo, né si trasforma in modo lineare come rilevato da gran parte della critica. Oscilla, piuttosto, tra “cielo” e “terra”. Il destinatore della creature, il garante del senso dell’esistenza viene inizialmente identificato nell’aldilà, nella realtà trascendente. Poi, a partire dagli anni Sessanta, è riconosciuto in terra: negli esseri umani stessi, artefici della perpetua metamorfosi dell’universo. Nella seconda metà degli anni Settanta riappare la figura del Dio-Padre trascendente, destinatore e salvezza per le vite terrene. Sul finire del millennio, l’ultima grande trasformazione: la distinzione tra trascendente e imminente si annulla. L’uomo torna ad essere creatore, ma con modestia, umiltà, nei propri limiti: è creatore e creatura, come tutti gli esseri del cosmo. Le oscillazioni? Avvengono in concomitanza con i grandi avvenimenti – tragici e distruttivi o lieti e costruttivi – del Novecento. Negli ultimi anni della sua vita Luzi esprime più volte timore per le vicende del mondo. Il poeta toscano non perde però la speranza : nella capacità dell’uomo di pensare, esprimersi, creare, ascoltare, capire. È l’humanitas, avverte l’ultimo Luzi, il valore fondamentale cui non si può rinunciare. |
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| Andrea Pelosi |
Stile Novecento Saggi di stilistica e metrica da Leopardi a Svevo |
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| Andrea Pelosi è uno studioso notissimo nel mondo della filologia per il suo vasto studio (Metrica 1990) sulla canzone del Trecento, molto innovativo anche da un punto di vista metodologico. Negli ultimi anni ha affiancato al filone della indagine filologica quello che è raccolto in questo volume: una serie di studi dedicati alla letteratura dell’Otto-Novecento e dunque della modernità.
Alle due estremità di questo nucleo stanno due classici come Leopardi e Sereni. Tra di loro, Gozzano, Cardarelli, Tozzi e Svevo.
In tutti i sette saggi che compongono questo volume Pelosi cerca sempre un’idea forte nell’interpretazione dei testi e a quell’idea sottopone la sua ricerca rigorosamente finalizzata allo svelamento di meccanismi che rendono coerente la varietà del molteplice… |
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| Franca Pellegrini |
La tempesta originale La vita di Alda Merini in poesia |
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| La tempesta originale è uno studio in forma monografica sulla vita e le opere di Alda Merini.
La prima parte, Sulla vita, si propone di ripercorrere la biografia della poetessa, modellata sugli scritti prosaici e poetici, attraverso le sue “ecchimosi d’amore”, come lei stessa definisce i suoi amori nell’opera Il tormento delle figure; amori che corrispondono, grosso modo, al suo percorso di vita.
La seconda parte, Sulla poesia, è dedicata a una lettura critico-interpretativa dell’opera di Alda Merini dal 1953 al 1987.
In chiusura del volume, sotto forma di appendice, è posta una tavola riassuntiva che riproduce in modo schematico, ma essenziale, la storia editoriale delle raccolte e delle liriche della poetessa. |
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| Silvia Locati |
La rinascita del genere tragico nel Medioevo L’Ecerinis di Albertino Mussato |
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| La tragedia Ecerinis è considerata un fenomeno letterario, un unicum nell’universo letterario del primo Umanesimo; dopo l’incoronazione di Stazio, fu infatti la prima opera letteraria che ai primi del Trecento fu premiata con l’incoronazione a poeta del suo autore.
Vero antecedente dell’Ecerinis è l’Octavia di Seneca,; solo rapportandoci a questa praetexta riusciamo a cogliere la continuità del genere tragico che l’Ecerinis può rappresentare.
L’Octavia si offriva a Mussato come modello ideale. La figura di Nerone, efferato tiranno, si ripresentava infatti in tutta la sua crudeltà in Ezzelino. L’analisi comparativa delle due opere tragiche evidenzia le esigenze letterarie della ripresa di questo genere e la volontà dell’autore di cercare una forma letteraria che fosse veicolo di un messaggio politico contro la tirannide. |
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| Giuseppe Stellardi |
| Gadda: miseria e grandezza della letteratura |
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| Corre voce che Gadda sia il massimo narratore del nostro Novecento; se schierarsi è facile, interrogarsi sulla sua grandezza impone invece un faticoso chiarimento, che finisce per coinvolgere il senso stesso dell’atto letterario.
Nel caso dell’Ingegnere, molte e diverse sono le posizioni critiche. Ma dopo ogni più vivace e polifonico dibattito, e a dispetto delle immancabili voci dissenzienti, viene sempre il momento in cui un certo modo di vedere e sentire un autore si attesta come dominante. Siamo forse in prossimità di un simile passo per Gadda. Tanto più cruciale, dunque, mettere in rilievo aspetti dell’opera (e più ampiamente della mens) gaddiana che un inevitabile assestamento esegetico potrebbe presto pervenire a minimizzare, o forse neutralizzare del tutto.
Tale è il proposito del libro: avvicinare Gadda in una prospettiva che ne salvaguardi l’originalità, l’unicità ma che contemporaneamente non rifugga dall’esigenza di un’ampia contestualizzazione storica e teorica; e, di pari passo, riaffermare il valore artistico e ideale di un’opera fra le meno facilmente classificabili e canonizzabili del secolo appena trascorso. |
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| Ilaria Tufano |
“Quel dolce canto” Letture tematiche delle “rime” di Boccaccio |
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| La tradizione delle “rime” di Boccaccio si presenta policentrica e dispersa, in manoscritti per lo più quattro-cinquecenteschi, eccetto una compatta silloge di 103 rime raccolte nelle cc. 60 r.-80 r. (cui seguono varie carte vuote a parte il titolo ricorrente di «rime di Giovanni Boccacci») della cinquecentesca Raccolta Bartoliniana, presso l’Accademia della Crusca a Firenze.
La sezione della raccolta dedicata a Boccaccio si fonda sul testo perduto di Ludovico Beccadelli, dal testo di Brevio sono invece trascritti i due ultimi sonetti, uno dei quali è barrato perché compare già nel corpus precedente, con a fianco le varianti desunte di Brevio.
Nessuna rima di Boccaccio compare invece trascritta dal testo di Bembo. |
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| Geneviève Van Brabant |
Accenti su Scribendi licentia di Cesare Ruffato Aspetti del dialetto padovano del’900 nella scrittura d’arte |
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| Cesare Ruffato, padovano, professore radiologo e radiobiologo, letterato e poeta, nei suoi otia ha da tempo suscitato forte interesse in lettori di professione e in nomi noti e meno noti della filologia e della critica.
L’attenzione della critica si sofferma soprattutto su alcuni particolari di lingua e di stile prediletti da Ruffato e inerenti al padovano e al veneto medio-borghese, soprattutto per quei passi che, a torto, potrebbero essere scambiati per bizzarrie “ermetiche” dell’autore.
Guidato dall’ispirazione poetica al servizio del cuore e del pensiero e da un robusto eclettismo – che è quello stesso del dialetto padovano – Ruffato è riuscito a darci in Scribendi licentia, un vasto corpus del suo neodialetto: il dialetto di Padova nella viva parlata quotidiana, ma frequentemente sollecitato e reinventato dal sogno sulla traccia di lacerti mnestici infantili e con volontari sbandamenti nell’italiano e in vari linguaggi settoriali. |
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| Gillian Ania |
Paola Capriolo Mitologia, musica, metamorfosi 1988-1998 |
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| Questo volume rappresenta la prima monografia critica interamente dedicata all’opera della scrittrice milanese.
Paola Capriolo, romanziera, critica e traduttrice, irruppe sulla scena letteraria nel 1988 con la raccolta di racconti La grande Eulalia, opera prima che ricevette entusiastici consensi da parte della critica, riscuotendo al contempo, e con notevole rapidità, anche un considerevole successo di pubblico. La scrittrice fu considerata fin dal suo esordio una promessa, per il tocco intellettualmente raffinato, l’italiano elegante e la prosa evidentemente dotata di qualità poetiche.
Nel volume si è voluto esaminare i temi ed i motivi principali nell’opera della Capriolo, e quindi: l’esperienza religiosa o mistica, il labirinto, la musica, la metamorfosi; quest’ultimo è stato oggetto di una maggiore attenzione in quanto rappresenta un tema invariabilmente presente in ciascun romanzo esaminato. |
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| Anthony Julian Tamburri |
| Narrare altrove: diverse segnalature letterarie |
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| Il volume offre al lettore, tramite una lente semiotica che si spiegherà di capitolo in capitolo, una interpretazione, per modo di dire nuova, delle opere discusse. Opere le cui strutture retorico-narrative sollecitano per l’appunto una lettura a prima vista fuorviante, la quale, a ripensarci una seconda volta, risulta tutt’altro che fallace e sottolinea nel contempo la significabilità del testo dal momento in cui esso viene a contatto col lettore. Il narrare altrove si riferisce, da un lato, agli scrittori, tutti quelli che per una qualche ragione, sono stati ispirati ad una retorica aldilà del solito atto ideologico-narratologico della cosiddetta tradizione italiana; dall’altro, il binomio ha pure come punto di riferimento questo nuovo componente segnico, un altro significato di “narrare”. |
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| Luigi Peirone |
| Parole e lezioni dantesche |
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Il volume è una raccolta di saggi (per la maggior parte inediti) in riferimento alla problematica che investe sia il significato di singoli vocaboli, sia in modo più specifico certe lezioni del testo critico del Petrocchi.
La metodologia della ricerca non si allontana troppo da quella tradizionale, ma viene presentato materiale nuovo e guardato con occhi nuovi il materiale precedentemente usato per le indagini degli studiosi. Comunque sono stati conseguiti risultati nuovi; qualcuno addirittura in contrapposizione ad una tradizione critica che sembrava non ammettere alternative. |
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| Roberto Salsano |
| AVANGUARDIA E TRADIZIONE |
| Saggi su Mario Verdone.
Con una nota di Mario Verdone |
| Il volume si compone di una serie di saggi riguardanti l'attività di Mario Verdone sia come scrittore che come critico delle Avanguardie. Nonostante l'ampio sviluppo d'una carriera letteraria iniziata sotto il segno augurale di una recensione ammirata da parte di Savinio alla prosa poetica "Città dell'uomo" (1941) e proseguita, lungo decenni, in vari generi: narrativa, drammaturgia, poesia, atti radiofonici, drammi per musica, Verdone è conosciuto soprattutto per la sua opera di rivisitazione storica e critica, essendone anche stato testimone attivo, delle avanguardie artistiche del primo Novecento, in particolare del Futurismo. Questo libro intende soffermarsi, invece, in primo luogo sull'attività creativa, senza però trascurare il Verdone saggista. Al ruolo, dunque, che il Futurismo come altre avanguardie storiche hanno assunto nella delineazione di caratteri precipui dello scrittore e dello studioso; non mancano di prestare attenzione, questi saggi, scegliendo alcuni testi (nella prima sezione di taglio creativo, nella seconda di taglio storiografico e saggistico) tra la vasta produzione offerta dall'Autore. Il risultato è di focalizzare quel rapporto tra personalità culturale e personalità poetica che, unificando una disposizione intellettuale a percorrere molteplici vie di sperimentazione, renda anche conto, tramite il filtro di un'esperienza personale, di certi nodi del "moderno" e di sue variazioni nel secolo che ci precede. |
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| Bausi Francesco |
| PETRARCA ANTIMODERNO |
| Studi sulle invettive e sulle polemiche petrarchesche |
Il volume prende in esame un settore circoscritto della produzione latina del Petrarca (le invettive e le polemiche), ma si propone di tracciare, da questo particolare e privilegiato punto di vista, un compiuto ritratto della sua personalità intellettuale e di fornire un quadro complessivo del suo ambizioso progetto culturale. Le invettive, infatti, affrontano direttamente alcuni dei temi principali del dibattito tardo-medievale, e consentono dunque di ricostruire con precisione le linee fondamentali del “pensiero” petrarchesco, mettendone in luce la natura fortemente e polemicamente “antimoderna”. Nelle invettive tornano tutte le principali tematiche della riflessione petrarchesca: dalla polemica antiaristotelica e antiaverroistica a quella contro la città e contro la medicina, dalla svalutazione delle lucrose “arti meccaniche” all’esaltazione della solitaria vita campestre e dell’otium intellettuale, dall’elogio della poesia (intesa come una delle forme più compiute di filosofia morale) alla critica nei confronti della figura del moderno sapiente (il professore universitario di filosofia, teologia o medicina), dalla contrapposizione tra Platone e Aristotele (risolta, sulla scia di Agostino, a tutto vantaggio del primo) alla difesa della propria scelta filo-viscontea (dettata anche dalla sfiducia nelle magnifiche sorti e progressive delle democrazie comunali e della società mercantile borghese).
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| Cornelia Klettke |
| ATTRAVERSO IL SEGNO DELL'INFINITO |
| Il mondo metaforico di Daniele Del Giudice |
Nel volume l’autrice analizza l’opera letteraria di Daniele Del Giudice nella sua molteplicità; un’opera questa che rispecchia tanto la poliedricità della biografia dell’Autore quanto il suo grande interesse per le possibilità e le capacità conoscitive dell’uomo. Sullo sfondo dei romanzi e dei racconti di Del Giudice vi è una vasta conoscenza non solo teorica ma anche basata su esperienze pratiche e sempre intesa ad acquisire nuove cognizioni, che unisce in sé i mondi della filosofia, dell’arte e della letteratura con quelli della tecnica e delle scienze naturali.
Negli anni Ottanta Daniele Del Giudice si è messo alla guida di una nuova letteratura di carattere postavanguardistico, pur radicando la sua opera nella tradizione culturale italiana e individuandone alcuni principali poli di identificazione in una serie di autorità da Dante a Calvino, attraverso Tasso, Foscolo, Leopardi e Montale. Un’opera particolarmente interessante quella di Del Giudice intrecciata com’è in vario modo anche con il pensiero europeo e animata da pionieristiche concezioni filosofiche e letterarie del Novecento. |
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| Natalie Dupré |
| PER UN'EPICA DEL QUOTIDIANO |
| La frontiera di "Danubio" di Claudio Magris |
Magris scopre Trieste, la sua città natia, solo durante gli anni di studio a Torino; è stata proprio quell’assenza dei luoghi che avevano marcato la sua infanzia, a generare in lui un vago senso di nostalgia che ha proiettato il suo sguardo verso un altrove imprecisabile. Come afferma lo stesso Autore in Utopia e disincanto, senza l’esperienza della frontiera non sarebbero nati molti dei suoi libri.
Questo studio si propone di analizzare non solo il concetto di frontiera in uno dei maggiori esponenti della letteratura triestina contemporanea, ma anche le modalità con cui si manifesta e i costituenti sistemici che l’esperienza della frontiera irrora, invena ed irraggia nel testo. A questa concreta realtà di frontiera si ricollegano un più generale senso di mancanza di confini e il conseguente desiderio di circoscrizioni chiare. Danubio è retto proprio dalla tensione tra l’urgenza dell’autocircoscrizione, dell’individualità, da un lato, e il desiderio di trascendere i limiti del proprio Io dall’altro.
Alla “frontiera” di Magris la critica ha già dato ampio rilievo, soffermandosi soprattutto sull’esperienza delle frontiere triestine nel corso dei decenni; questo studio vuole invece riflettere particolarmente sulle implicazioni semantiche che ne derivano.
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| Martine Bovo Romoeuf |
| L'EPOPEA DI HORA |
| La scrittura migrante di Carmine Abate |
La scrittura della migrazione, diventata oggi in Italia un argomento ampiamente dibattuto, è al centro di questo saggio monografico sulla narrativa di Carmine Abate, lo scrittore calabrese discendente dall’antico popolo arbëresh fuggito dall’Albania nell’Italia meridionale che per secoli ha difeso la propria cultura. Abate, ricco di una sua personale esperienza di vita multiculturale affronta, spostandolo sul terreno della modernità, il problema dell’esilio e della conseguente difficile costruzione identitaria, facendo del recupero del patrimonio culturale e della memoria collettiva il punto di leva per accettare il presente e proiettarsi nel futuro. Il saggio di Martine Bovo rivela la presenza in tutta la narrativa di Abate di una dimensione epica che, come un filo d’Arianna, lega le varie opere dello scrittore, tutte incardinate, pur nella varietà delle trame, sulla dinamica memoriale e sul rapporto tra tradizione e modernità.
Centrale nella poetica di Abate è l’accettazione dell’ibridazione culturale sentita come ricchezza nella molteplicità, apertura sul mondo: accettare la propria creolità è “costruire l’essere armonico del mondo nella diversità”.
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| Guido Bonsaver |
| ELIO VITTORINI |
| Letteratura in tensione |
Dal fascismo rivoluzionario degli anni giovanili, alla lotta partigiana, sino alle polemiche con la dirigenza comunista nel dopoguerra, Elio Vittorini è stato uno scrittore per il quale militanza intellettuale e produzione narrativa sono sempre andati di pari passo. Per questo motivo la sua opera e la sua figura sono un passaggio obbligato per una comprensione del rapporto tra letteratura italiana e dibattito politico a metà del ventesimo secolo.
Questo studio, versione radicalmente riveduta e aggiornata di un precedente saggio in lingua inglese, ripercorre l’intero arco dell’opera di Vittorini prestando particolare attenzione alla sua continua interazione con il contesto sociale e politico. L’utilizzo di materiale archivistico inedito e la conoscenza specialistica dell’autore nel campo della censura libraria hanno permesso la rivalutazione di importanti episodi come l’attacco censorio al romanzo maggiore, Conversazione in Sicilia. La sezione conclusiva del volume è inoltre dedicata all’approfondimento di cinque tematiche attraverso le quali valutare il contributo di Vittorini alla letteratura italiana del Novecento.
Lo studio è introdotto da una prefazione di Demetrio Vittorini ed è accompagnata da una serie di immagini fotografiche, molte delle quali inedite.
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| totale: 82 titoli |
Collana Resoconti di Letteratura Italiana (5 titoli)
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| Guglielmo Gorni |
| Dante nella selva. Il primo canto della Commedia |
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| Le Lecturae Dantis sono ancora una pratica corrente, in più sedi e a ciclo continuo. Devono molto all’origine ottocentesca e alla tradizione del discorso deliberativo: ascoltar pareri, vagliarli e alla fine emettere una sentenza sull’una o l’altra crux dantesca. Vogliamo uscire da questa procedura ordinaria, che privilegia il particolare e mortifica strategie interpretative a più largo raggio? Per leggere il primo canto della Commedia, depositario di enigmi proverbiali, Gorni ha inscenato una conversazione a due voci. Intorno a tre temi famosi – le fiere, la selva, la diritta via – un vecchio “maestro”, Macario, dialoga con uno “scolaro”, Basilio. E si scopre che le fiere non sono tre, bensì una sola; che la selva è ancor più oscura di quanto si crede; che abbandonare la diritta via fu per Dante, sedotto da false immagini di bene, soprattutto un rinunciare alla scrittura, solennemente promessa e a lungo ritardata, del suo “poema sacro”. Da queste allegorie primarie, l’indagine si estende ad altra materia della Commedia e prolunga, in un Prologo e in un Epilogo, l’invenzione dantesca nell’attualità. Con rigore filologico, con dialettica stringente, con una scrittura personalissima. |
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| Giorgio Luti |
| Memoria del Novecento |
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| Queste pagine nascono dall’esigenza di testimoniare la memoria ancora viva di un secolo che è stato attraversato da vicende culturali particolarmente significative. E’ una raccolta di saggi contrassegnata da passioni e speranze, ma anche da sconfitte e delusioni. Ciò che resta è tuttavia un messaggio che non va dimenticato.
L’autore affronta in questo saggio alcuni momenti particolarmente significativi della lunga avventura letteraria del Novecento (dal futurismo, al neorealismo, alla neoavanguardia) e a questi eventi affianca il ritratto di personaggi che sono stati punti di riferimento indispensabili al percorso letterario nel nostro paese. Così da questa raccolta può derivare un ritratto quanto più veritiero possibile della cultura letteraria novecentesca in Italia: certamente una memoria destinata a resistere al tempo. |
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| Peter Kuon |
L’aura dantesca Metamorfosi intertestuali nei Rerum vulgarium fragmenta di Francesco Petrarca |
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| Il volume inizia con una bella citazione « Tu se’ lo mio maestro e’l mio autore, / tu se’ solo colui da cu’ io tolsi / lo bello stilo che m’ha fatto onore » ( Inf. I, 85-87); sono le parole con cui Dante, nella sua Commedia, saluta Virgilio che gli viene in aiuto per guidarlo. Non altrettanto lusinghiere possono considerarsi le parole che Petrarca usa nei confronti di Dante. A differenza di quest’ultimo, infatti, Petrarca tace il suo maestro, anzi sembra quasi rinnegarlo. Eppure sono tanti i lettori che hanno intravisto nei Rerum vulgarium fragmenta una derivazione dantesca. La prima parte di questo lavoro di Peter Kuon, intitolata appunto Petrarca e Dante, intende proprio indagare le ragioni del silenzio di Petrarca su Dante cercando di concretizzare “l’aura dantesca”, per riprendere il titolo del libro, presente nei Rerum vulgarium fragmenta. Kuon riuscirà esaurientemente a dimostrare come la lingua e lo stile dei Fragmenta siano pervasi da numerosi dantismi – rime, parole e situazioni - che richiamano alla memoria diversi contesti della Vita Nova, delle Rime e, soprattutto, della Commedia. Nella seconda parte dell’opera poi ci si sofferma sull’analisi di due situazioni-chiave della Commedia: l’incontro di Dante con Francesca e Paolo e quello con Beatrice nel Paradiso terrestre, per finire poi con un’approfondita analisi sulla narratività petrarchesca di ogni singolo componimento, tema della terza sezione del lavoro. Il lavoro di Peter Kuon, se da una parte sembra voler ridurre Petrarca alla sua “imitatio Dantis” dall’altra ci fa comprendere l’impossibilità di dare il giusto valore alla poesia di Petrarca senza una buona conoscenza della tessitura dantesca ad essa soggiacente. |
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| Remo Fasani |
Non solo «Quel ramo…» Cinque saggi su «I promessi Sposi» e uno sul canto V dell’«Eneide» |
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| Quest’opera è la ripubblicazione, solo leggermente ritoccata, di un saggio scritto negli anni 1949-1951.
L’autore, in opposizione al Croce, che definiva I Promessi Sposi opera di oratoria, ha voluto dimostrare, con gli stessi principi del Croce, che essi traboccano di poesia. Ha inoltre affacciato il concetto di frammento, non nel senso di incompiutezza bensì nel senso che ogni grande episodio, nei Promessi Sposi, è come un romanzo nel romanzo, la cui forma tradizionale è minata dall’interno. |
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| totale: 87 titoli |
Collana Documenti d’archivio e di letteratura italiana (16 titoli)
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| AA.VV. |
| Archivi letterari del ‘900 |
Atti del Convengo internazionale (Monte Verità, 13-14 maggio 1999) |
| In Europa, numerose fondazioni hanno raccolto il materiale letterario di scrittori e poeti del ventesimo secolo, i cui archivi sono consultabili soltanto in loco. Finora soltanto alcuni archivi hanno aperto una pagina Internet di presentazione, generalmente limitata all’elenco degli autori presenti. Poche e significative riviste specializzate rappresentano per il momento un sicuro veicolo di scambio di esperienze fra università, archivi e istituti, essendo ad oggi, per molti archivi, poco sfruttate le risorse della tecnologia informatica.
Questo lavoro di ricerca, circoscritto agli archivi “delle persone fisiche” e delimitato sia dal punto di vista geografico che cronologico, ha coinvolto enti pubblici, istituzioni culturali e biblioteche private e ha voluto innanzitutto fornire alcuni essenziali strumenti di conoscenza dei singoli archivi, in grado di dare agli studiosi indicazioni sulle modalità di consultazione del materiale archivistico. |
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| AA.VV. |
| Documenti di cultura italiana negli archivi svizzeri |
Atti del Convengo internazionale organizzato dal Centro Stefano Franscini (Monte Verità, 16-17 maggio 2000) |
| Il seminario dedicato agli Archivi letterari del Novecento, da cui il primo volume della collana, che si è svolto nel maggio 1999, ha permesso di concretizzare alcune proposte di lavoro volte a cercare una soluzione alla necessità di trovare un punto di coordinamento fra gli archivi letterari.
Per l’Italia stanno procedendo con successo la Biblioteca Nazionale di Roma, che ha messo a disposizione della comunità scientifica un proprio sito Internet dove poter consultare i dati inerenti a diverse sedi pubbliche e private italiane e la Fondazione Mondadori di Milano che ha potenziato le possibilità di accogliere, oltre ai propri, anche i fondi di altre case editrici. Anche Francia e Germania risultano molto attive e si possono inoltre già apprezzare i primi risultati di una collaborazione a livello europeo in Malvine, il sito che unisce i repertori di varie biblioteche e archivi, al quale ha aderito anche la Svizzera.
Ma oltre alle sedi più conosciute, come l’Archivio Svizzero di Letteratura a Berna o gli Archivi di Cultura Contemporanea a Lugano ci sono altre sedi in cui emergono testi di grande interesse storico e letterario, sfuggiti al vaglio della critica. Sono fondi meno noti o recentemente acquisiti, collezioni private, ricerche sui materiali sonori e audiovisivi. Tutto ciò costituisce una fonte nuova per le indagini sul Novecento letterario e sui rapporti culturali tra Italia e Svizzera. |
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| Antonella Del Gatto |
Uno specchio d’acqua diaccia Sulla struttura dialogico-umoristica del testo leopardiano: dalle Operette morali ai Canti pisano-recanatesi |
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| Antonella Del Gatto avvia la sua ricerca dalla peculiarità del leopardiano “filosofare poetando” che non è da cercare tanto nella riflessione filosofica più o meno esplicitata nel contenuto del messaggio poetico, quanto soprattutto nel valore strutturante che la riflessione stessa assume all’interno della dinamica testuale: l’indagine filosofica, in altri termini, costruisce il testo e non se ne serve come di un semplice veicolo.
Meno scontato, il secondo tema d’analisi della Del Gatto: rilevare la portata filosofica della poesia leopardiana nel progressivo consolidamento del testo su due livelli paralleli e corrispondenti a due espressioni per lo più inconciliabili del soggetto autoriale: un livello di sperimentazione linguistica e figurativa condotta secondo moduli apparentemente tradizionali ed un altro di riflessione metatestuale. |
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| Silvana Marini – Alberto Raffaelli |
| Riviste per l’infanzia fra ‘800 e ‘900 – dai fondi della Biblioteca Alessandrina |
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| Lo studio prende in esame un settore finora trascurato del giornalismo italiano ovvero la stampa periodica destinata a giovani e giovanissimi tra ’800 e ’900. La vastità dell’arco di tempo considerato, che comprende le varie fasi del colonialismo italiano, la diffusione del nazionalismo, il fenomeno dell’emigrazione italiana, la prima Guerra Mondiale, l’avvento del fascismo, per arrestarsi agli inizi della seconda Guerra Mondiale, consente una panoramica significativa, oltre che della realtà politica e sociale, dell’evoluzione delle tendenze letterarie e pedagogiche. L’intento comune alla maggior parte di tali riviste è infatti quello di affiancarsi alla scuola come forza sussidiaria. Il testo si articola in due parti. La prima consiste in una serie di schede che illustrano dettagliatamente le caratteristiche dei singoli periodici. La seconda, quella dei documenti, comprende brani selezionati secondo i vari filoni tematici privilegiando i testi degli autori sconosciuti rispetto a quelli dei grandi scrittori, più facilmente reperibili nelle antologie o nelle raccolte delle loro opere. |
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| AA.VV. |
| A chiusura di secolo: Prose letterarie nella Svizzera italiana (1970-2000) |
Atti del Convengo organizzato dal Centro Stefano Franscini (Monte Verità, 21-22 maggio 2001) |
| Il convegno da cui derivano questi Atti, ha rappresentato un’occasione importante di bilancio sulla prosa di lingua italiana in Svizzera e un passo notevole nella conoscenza del fenomeno visto di qua e di là dalla frontiera con l’Italia. La prima parte degli Atti, intitolata Relazioni, comprende i contributi di poeti e scrittori ticinesi e grigionesi che sono stati invitati a studiare le opere di prosatori, magari vicini geograficamente, ma spesso lontani per la loro estetica letteraria; l’altra metà delle relazioni proviene da critici, docenti di letteratura, operatori culturali provenienti dalla Svizzera tedesca, francese e dall’Italia, e da intellettuali ticinesi non impegnati direttamente nella creazione letteraria. La seconda parte degli Atti, intitolata Giovani scrittori a confronto, raccoglie i testi inediti di otto giovani prosatori della Svizzera italiana, che sono stati letti e discussi durante le giornate di studio. |
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| Andrea Vannicelli |
La tentazione del racconto: le novelle del primo Papini tra simbolismo e futurismo (1894-1914) |
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| Dopo anni di vero e proprio purgatorio l’opera di Giovanni Papini è al centro di un rinnovato interesse. L’adesione del Papini nel 1933 al fascismo, le sue numerose stroncature di scrittori e critici italiani, le sue prese di posizione sempre nette e radicali, la sua smania di voler essere originale a tutti i costi, gli hanno procurato molti nemici.
Questo studio è animato dalla convinzione che Papini sia un autore importante per la definizione del primo Novecento letterario italiano. Attualmente, benché da vario tempo sia in atto un riesame dell’opera dello scrittore fiorentino e nonostante il grande interesse di pubblico, pochissimi sono i suoi volumi disponibili in commercio e pochi sono i critici che si sono interessati ai racconti qui riletti dall’autore.
Jorge Luis Borges, uno dei maestri del fantastico novecentesco ha richiamato l’attenzione su queste prose confermando il valore permanente dei testi qui presi in esame, dei quali, data la scarsa conoscenza delle opere di Papini, vengono offerti ampi passi.
Il testo scelto di ciascuna novella è stato quello dell’ultima versione rivista in vita dall’autore, ripresa da Poesia e fantasia, anche se dobbiamo notare che, confrontando i testi delle prime edizioni delle novelle con quelli successivi, Papini non è un variantista. |
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| Philiep Bossier |
«Ambasciatore della risa» La commedia dell’arte nel secondo Cinquecento (1545-1590) |
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| Se è vero che il livello di cultura teatrale costituisce spesso il segno di un apice artistico in un dato periodo della civiltà umana, la ricchissima vicenda del teatro durante il Rinascimento italiano ne è uno degli esempi più illustri.
Il titolo dell’opera indica chiaramente l’oggetto della ricerca nella commedia dell’arte tardocinquecentesca e ne studia l’evoluzione nelle varie corti italiane nonché l’eccezionale compenetrazione di tradizioni popolari e di elementi provenienti dalla cultura accademica e cortigiana. Anche il contrasto tra la tipologia di elementi fissi nella recitazione e la dinamica con la quale il teatro, praticato dalle compagnie di attori itineranti, s’impone nelle varie capitali dello spettacolo rimane un interrogativo stimolante per chi intende approfondire la complicata questione del teatro cinquecentesco.
Infine, la commedia dell’arte costituisce un capitolo obbligatorio nella storia letteraria proprio perché illustra una delle dicotomie che segnano una costante nella storia della civiltà umana: quella tra cultura orale e cultura della scrittura.
Il limitarsi all’analisi di un periodo circoscritto tra il 1545 e il 1590 costituisce una novità rispetto alla tradizione critica; sono queste due date emblematiche di due contesti differenti: il 1545 è l’anno della prima documentazione scritta di un gruppo di attori che si costituisce in compagnia davanti a un notaio; il 1590 rappresenta invece l’inizio di una nuova fase della storia dello spettacolo. Infatti, dopo la definitiva codificazione del sistema teatrale mediceo con le festività del 1589, comincia il vero predominio dell’aspetto musicale sia nell’organizzazione festiva che nella composizione drammaturgica dei testi spettacolari. |
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| AA.VV. |
Per una comune civiltà letteraria Rapporti culturali tra Italia e Svizzera negli anni ‘40 |
Atti del Convegno organizzato dal Centro Stefano Franscini (Monte Verità, 14-15 ottobre 2002) |
| I saggi raccolti nelle pagine del volume si riferiscono ad un periodo di grande importanza per la storia della Svizzera italiana e della Confederazione. Non solo per quanto riguarda, ovviamente, la storia politica: sono infatti gli anni aperti dal secondo conflitto mondiale e chiusi dalla guerra fredda; eventi, questi, che coinvolgono profondamente anche la Svizzera, segnando per essa una vera e propria svolta. Si può osservare che gli anni Quaranta chiudono davvero tutta un’epoca, quella iniziata addirittura prima della Grande Guerra, e ne aprono un’altra, destinata a protrarsi sino agli anni Sessanta. |
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| Alessandra Calvani |
| Il viaggio italiano di Sterne |
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| Il volume, dopo una breve introduzione, in cui viene fornito qualche cenno sul periodo storico in cui Sterne si trova a scrivere e sullo scrittore stesso, e che cerca anche di affrontare il problema della ricezione del testo sterniano in Italia e della critica letteraria piuttosto miope sorta sull'argomento, passa ad analizzare la questione del Viaggio inglese tradotto in italiano.
I problemi maggiormente dibattuti in tale campo di studio, dalla definizione stessa di traduzione, alle questioni teoriche riguardanti il problema della fedeltà all'originale, vengono sviluppati nel primo capitolo, mentre i capitoli successivi prendono concretamente in analisi le traduzioni italiane di A Sentimental Journey, quella famosissima di Foscolo, quella di Giancarlo Mazzacurati ed infine l’ultimissima traduzione del testo inglese, curata da Viola Papetti. La quantità d’informazioni che l’analisi testuale di una traduzione è in grado di apportare è veramente impressionante ed è la figura del traduttore che ne risulta messa a nudo, le proprie convinzioni, difficoltà, la sua conoscenza dell’autore. L’interrogativo che nasce da questa serie d’informazioni è essenzialmente uno: può la ricezione di un autore straniero condizionarne la traduzione e quindi la successiva ricezione in un’altra cultura o la traduzione è semplicemente immune da questo tipo di condizionamenti? E’ la questione che l’autrice ha cercato di risolvere nel corso dell’analisi di queste tre diversissime versioni del Viaggio italiano di Sterne. |
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| AA.VV. |
| Le prime riviste italiane d’avanguardia |
Atti del Convegno di Studi (Monte Verità – Ascona 1-2 dicembre 2003) |
| Con l’inizio del ventunesimo secolo si è aperta una stagione di ricorrenze centenarie, fra le quali assume notevole importanza quella della nascita di numerose riviste italiane del primo Novecento. Le riviste nate nel periodo precedente la Grande Guerra, infatti, contribuirono notevolmente al rinnovamento della cultura e del ruolo degli intellettuali nella società. Queste riviste hanno lasciato un’impronta durevole nel mondo della letteratura, della filosofia, dell’estetica, della religione e della politica, ed è per questo motivo che alcune di esse continuano ad essere tuttora oggetto di studio e di dibattito. Il presente lavoro è composto dagli atti del Convegno svoltosi ad Ascona nel mese di dicembre 2003 e approfondisce la riflessione critica su personaggi, movimenti, temi e aspetti della cultura italiana dell’inizio del secolo scorso. L’idea del convegno ha avuto origine dalla ricorrenza del centenario della nascita di due riviste, “La Critica” di Benedetto Croce e il “Leonardo” di Giovanni Papini, che iniziarono le pubblicazioni, quasi contemporaneamente, nel 1903. |
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| Bonaventura Tecchi - Manara Valgimigli |
| Epistolario |
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| L’interesse per gli epistolari non ha bisogno di essere sottolineato, dal momento che essi si possono considerare fonti preziose per le informazioni di storia, costume e quotidianità. In un contesto come questo, dove a scrivere sono due intellettuali illustri, l’interesse aumenta notevolmente. Il carteggio ha i temi più svariati, dalla quotidianità degli autori agli incontri con intellettuali contemporanei; il tutto tenuto assieme dallo splendore di una lingua quale è quella italiana di metà Novecento. |
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| AA.VV. |
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