Versioni d’autore, in prosa e in versi

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La storia della lingua e della letteratura italiana è fatta anche di rifacimenti e traduzioni da altre lingue. E questo si rivela in forme particolarmente significative lungo il Novecento, quando – soprattutto a partire dagli anni Trenta – si afferma una figura di poeta che è insieme traduttore e critico (Montale, Sereni, Fortini o Pasolini non sono che i casi più emblematici), e le versioni d’autore acquisiscono una rilevanza e una visibilità nuova. Di questa storia novecentesca, i saggi qui raccolti costituiscono altrettanti capitoli esemplari. Ad essere analizzate – in primo luogo nelle loro scelte linguistiche, ma non solo – sono le versioni italiane, in prosa e in versi, di alcune opere capitali della letteratura francese: dai Fleurs du mal di Baudelaire alla Recherche di Proust, da Germinale di Zola a Mort à crédit di Céline, da Salammbô di Flaubert alle novelle di Maupassant. Versioni che poeti come Sbarbaro, Caproni e Raboni hanno approntato, scontrandosi – inevitabilmente, ma anche consapevolmente – con le difficoltà legate alla diversità delle strumentazioni linguistiche e delle tradizioni di riferimento. Come trasporre l’alessandrino di Baudelaire in metrica italiana? Fino a che punto l’abnorme grandiosità del periodare proustiano può trovare una naturale accoglienza in una tradizione prosastica propensa all’ipotassi come la nostra? E, d’altra parte, come individuare nel nostro repertorio di varietà regionali e dialettali degli equivalenti dell’argot e del français populaire di cui si serve Céline per le partiture frante e oralizzanti del suo fraseggio? Sono solo alcune delle questioni che vengono affrontate in questo libro.

Categoria:

Informazioni aggiuntive

sottotitolo

Lingua e stile nelle traduzioni letterarie novecentesche

Autore

Pietro Benzoni

Anno

2018

Pagine

160

Isbn

978-88-7667-698-7

Collana

Italiano: passato e presente