TRA CIELO E TERRA

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Al centro della ricerca condotta da Mario Luzi in oltre settant’anni di poesia e di teatro c’è l’essere umano. La quiete luziana non rimane tuttavia costante nel tempo, né si trasforma in modo lineare come rilevato da gran parte della critica. Oscilla, piuttosto, tra “cielo” e “terra”. Il destinatore della creature, il garante del senso dell’esistenza viene inizialmente identificato nell’aldilà, nella realtà trascendente. Poi, a partire dagli anni Sessanta, è riconosciuto in terra: negli esseri umani stessi, artefici della perpetua metamorfosi dell’universo. Nella seconda metà degli anni Settanta riappare la figura del Dio-Padre trascendente, destinatore e salvezza per le vite terrene. Sul finire del millennio, l’ultima grande trasformazione: la distinzione tra trascendente e imminente si annulla. L’uomo torna ad essere creatore, ma con modestia, umiltà, nei propri limiti: è creatore e creatura, come tutti gli esseri del cosmo. Le oscillazioni? Avvengono in concomitanza con i grandi avvenimenti – tragici e distruttivi o lieti e costruttivi – del Novecento. Negli ultimi anni della sua vita Luzi esprime più volte timore per le vicende del mondo. Il poeta toscano non perde però la speranza : nella capacità dell’uomo di pensare, esprimersi, creare, ascoltare, capire. È l’humanitas, avverte l’ultimo Luzi, il valore fondamentale cui non si può rinunciare.

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Informazioni aggiuntive

Autore

Sarah Bernasconi

Anno

2005

Edizione

Pagine

221

Isbn

978-88-7667-200-2

sottotitolo

La metamorfosi del sacro nella poesia e nel teatro di Mario Luzi

Collana

Strumenti di letteratura italiana