SARDI IN SCHIAVITU’ NEI SECOLI XII – XV

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L’Autore esamina approfonditamente nei suoi diversi aspetti (demografici, economici, giuridici, politici, etici) sulla base di documenti noti e dei risultati di ampie ricerche negli archivi di Maiorca e di Barcellona, un triste episodio della storia sarda lasciato finora in ombra dai suoi studiosi e poco conosciuto: la tratta in schiavitù fuori dalla loro isola, fra la prima metà del XII secolo e i primi decenni del Quattrocento, di molte migliaia di sardi da parte di altri cristiani. In particolare negli ultimi decenni del XII secolo, quando a Genova, principale piazza del commercio degli schiavi, i sardi costituirono l’etnia maggioritaria, e fra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo, quando i catalani, perso il controllo della quasi totalità del territorio, ricorsero a catture sistematiche di civili destinati ad essere venduti nei domini della Corona d’Argano. L’Autore mette in evidenza l’indifferenza che circondò i sardi in schiavitù, in contrasto con i gravi imbarazzi di coscienza e gli interventi nei confronti di altri schiavi cristiani. Nessuna autorità civile o religiosa, isolana o continentale, si mosse a loro favore o espresse condanna o rammarico per questo fatto.

COD: f633caee1e42 Categoria:

Informazioni aggiuntive

Autore

Carlo Livi

Anno

2002

Edizione

Pagine

162

Isbn

88-7667-122-6

Collana

Storie d’Italia