“Il mio Dante” di Roberto Benigni

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In un’epoca in cui la vera letteratura viene relegata per lo più in un angolo buio, Benigni con le sue letture è riuscito a far riappassionare masse enormi di pubblico alla Divina Commedia. Ma qual è il segreto di questo successo mediatico? La risposta la troviamo in questo libro, che ripercorre i temi trattati durante la giornata di studi organizzata ad Apiro, dedicata proprio al Dante di Benigni. Il primo “trucco” usato dall’attore sta nel suo porsi come assistente del mago Dante, nel cercare di rendere semplici anche le sequenze di significato più complesse e dense. Tutto questo in un profondo rispetto per la metrica: Benigni infatti non snatura mai le terzine, né si lascia andare a scansioni ritmiche teatrali, né prende più di tanto dalla drammaticità del significato, rompendo e mutando l’armonia raggiunta da Dante. Per Benigni è il testo stesso, che, se rispettato e ascoltato, offre spontaneamente al lettore le emozioni e i concetti che hanno guidato l’orecchio e la mano del sommo poeta, riesce a farne cogliere l’equilibrio tra suoni, immagini e silenzi, quelle pause volute dal poeta per accentuare certi significati. A rendere uniche le letture dantesche di Benigni sono le sue “introduzioni” che catturano l’attenzione degli spettatori grazie al suo repertorio comico, alla sua sottile e tagliente ironia. Nella recitazione del poema il Benigni assistente del mago Dante, insomma, mostra e rivela l’opera, i suoi significati più nascosti, le sue pieghe stilistiche più raffinate; con il suo stile, inoltre, fa sì che il pubblico non si distragga e segua lo spettacolo, ne rimanga all’interno, affascinato.

Categoria:

Informazioni aggiuntive

Curatore

A cura di Franco Musarra, Pacifico Ramazzotti e Nadia Sparapani

sottotitolo

Apiro, 18 ottobre 2015

Anno

2017

Edizione

16°

Pagine

135

Isbn

978-88-7667-649-9

Collana

Quaderni della Rassegna