La coscienza prima di Zeno

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Dedicato alla rappresentazione della coscienza nei romanzi di Svevo, il libro è il primo risultato di una ricerca interdisciplinare più vasta, vòlta all’indagine sistematica del “non conscio” (indipendente o complementare alla psicanalisi freudiana) e alla sua ricezione dentro le strutture narrative del Modernismo. Nel caso esemplare di Svevo, il confronto fra letteratura e scienza ereditato dal Naturalismo assume la consuetudine di un dialogo inquieto, ma sempre lucido e coerente, con la psicologia del secondo Ottocento, da Taine a Charcot a Janet. Vengono così sottoposti a verifica, attraverso la prospettiva ermeneutica della letteratura, non solo l’immaginario del vitalismo riattualizzato da Balzac o le teorie sulla personalità disgregata di fine secolo, ma l’intero paradigma medico-interpretativo della Salpêtrière già oggetto dell’attenzione di romanzieri come Zola, Claretie e Daudet. Proprio la rilettura critica di Charcot in modi non dissimili a quelli messi in atto negli stessi anni da Freud negli Studi sull’isteria consente di ipotizzare un rapporto tra Senilità e il pensiero freudiano delle origini, preludio si direbbe necessario a quello che sarà, nel terzo romanzo di Svevo, l’incontro dialettico con la psicanalisi.

Categoria:

Informazioni aggiuntive

Autore

Silvia Contarini

sottotitolo

Ideologie scientifiche e discorso letterario in Svevo

Anno

2018

Edizione

16°

Pagine

141

Isbn

978-88-7667-693-2

Collana

Resoconti di letteratura italiana